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I socialisti tedeschi chiedono la messa al bando di AfD

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Il Partito Socialdemocratico tedesco (SPD) ha chiesto un’indagine formale che potrebbe aprire la strada al divieto di Alternative für Deutschland (AfD), formazione di destra in testa ai sondaggi nazionali dopo importanti vittorie alle elezioni regionali.

 

La richiesta arriva dopo i risultati schiaccianti dell’AfD in Sassonia-Anhalt e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore all’inizio del mese, dove ha ottenuto rispettivamente il 43,8% e il 38,2%. L’Unione Cristiano Democratica (CDU) del cancelliere Friedrich Merz ha registrato perdite pesanti e non ha superato la soglia del 5% nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore.

 

Martedì i leader parlamentari dell’SPD al Bundestag, nei Landtag e al Parlamento europeo hanno chiuso un vertice di due giorni a Brema definendo di nuovo l’AfD un «partito di estrema destra». L’hanno accusata di minacciare la democrazia «dall’interno» e di «normalizzare il razzismo».

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L’AfD ha respinto le accuse di estremismo. Di fronte a una proposta parallela di possibile divieto ad Amburgo, il leader parlamentare Dirk Nockemann l’ha definita un «attacco alla democrazia e alla volontà degli elettori» e ha liquidato il gruppo di lavoro proposto come «disperato».

 

Il partito euroscettico chiede controlli più rigidi sull’immigrazione e si oppone al sostegno di Berlino all’Ucraina e alle sanzioni contro la Russia.

 

A livello federale l’AfD resta classificata dall’intelligence interna tedesca come organizzazione sospetta di estremismo di destra.

 

A febbraio un tribunale di Colonia ha bloccato il tentativo dell’agenzia di elevare l’AfD al rango di organizzazione estremista di destra confermata, in attesa del giudizio di merito. Diverse sezioni statali del partito restano sotto la classificazione più severa.

 

L’SPD chiede ai governi federale e statali di istituire entro fine anno un gruppo di lavoro congiunto per valutare se esistano i presupposti giuridici per chiedere un divieto. Avviare la verifica «è una necessità legale» e un «dovere democratico», ha detto.

 

Lo stesso Merz si è detto scettico sulla possibilità di mettere al bando il partito. All’inizio del mese il cancelliere ha osservato che l’ostacolo legale era «molto alto» e ha sostenuto che un divieto all’AfD non risolverebbe i problemi che, secondo i suoi elettori, affliggono la formazione.

 

Come riportato da Renovatio 21, AfD ha querelato Merz dopo che quest’ultimo ha dichiarato che la formazione di destra sta istigando alla pulizia etnica.

 

Secondo il diritto tedesco solo la Corte costituzionale federale può vietare un partito. Non bastano posizioni anticostituzionali: il partito deve puntare attivamente a minare l’ordine democratico e avere concrete possibilità di raggiungere i propri obiettivi.

 

A fine agosto il ministro della Difesa Boris Pistorius e il governatore del Baden-Württemberg Cem Özdemir hanno affermato che l’AfD dovrebbe essere vietata perché, a loro avviso, mette in discussione «l’inviolabilità della dignità umana» sancita della Grundgesetz, la Costituzione tedesca – quella che, tra parentesi, il governo tedesco ha violato mostruosamente durante il periodo di repressione pandemica e che viola ancora oggi conla sua guerra al «complottismo» e alla libera espressione. I due esponenti, rispettivamente del Partito Socialdemocratico (SPD) e del Partito dei Verdi, hanno richiamato la linea dura del partito di destra in materia di immigrazione.

 

L’AfD è già sotto osservazione delle autorità federali tedesche, che classificano il partito come un’entità «sospetta di estremismo di destra». In diverse regioni le sezioni locali dell’AfD sono state sottoposte a un monitoraggio ancora più esteso.

 

L’agenzia di Intelligence nazionale tedesca chiamata Bundesamt für Verfassungsschutz (BfV) – l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione, meglio nota come BfV – era arrivata a mettere sotto sorveglianza il suo ex presidente Hans-Georg Maaßen, sospettandolo di legami con l’estrema destra del paese, hanno riferito i media locali.

 

A dicembre 2023, il presidente della sezione sassone dell’Ufficio per la protezione della Costituzione (BfV), Dirk-Martin Christian, ha annunciato che l’AfD era stato ufficialmente ritenuto estremista per la sua «agenda anticostituzionale». Tale status giuridico consente al BfV di utilizzare mezzi di sorveglianza e di intelligence per raccogliere informazioni senza restrizioni sulle attività del partito di destra.

 

La Grundgesetz, la «legge di base» e cioè la Costituzione tedesca sulla quale il BfV dovrebbe vigilare, è stata umiliata durante la pandemia (il suo primo articolo recita: «La dignità dell’uomo è intangibile. È dovere di ogni potere statale rispettarla e proteggerla») è successivamente modificata per poter aumentare la spesa militare, che con l’Ucraine (e non solo) sta gonfiandosi senza requie, segno di una effettiva rimilitarizzazione della Germania.

 

La spinta arriva mentre l’AfD ha consolidato un vantaggio record nei sondaggi sul blocco CDU/CSU di Merz. Un sondaggio INSA attribuisce all’AfD il 29,5%, contro il 19% della CDU/CSU e solo il 14,5% dell’SPD. I due partiti di governo insieme arrivano al 33,5%, appena quattro punti in più rispetto alla sola AfD.

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La co-leader dell’AfD, Alice Weidel, ha reagito al sondaggio accusando la CDU di «aggrapparsi al firewall antidemocratico» e sostenendo che quella linea sta in definitiva «distruggendo la Germania». Il «cordone sanitario» indica il rifiuto degli altri principali partiti tedeschi di collaborare con l’AfD.

 

Ad essere d’accordo con il cordone sanitario contro AfD è anche, in Italia, un membro della coalizione del governo teoricamente di destra: in un’intervista rilasciata a Repubblica nel settembre 2026, il deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Affari Esteri della Camera Giulio Tremonti ha dichiarato che il cordone sanitario nei confronti dell’AfD in Germania resta l’unica opzione.

 

Tremonti ha affermato che alcune dinamiche attuali ricordano la Repubblica di Weimar, caratterizzata da una società traumatizzata e in crisi. Secondo l’ex ministro, sebbene l’AfD sia un partito estremista, gran parte del suo elettorato non è composto da estremisti, ma da cittadini che esprimono un disagio sociale profondo legato agli errori della globalizzazione, alla crisi dell’Unione Europea e all’inverno demografico.

 

Resta da capire come Tremonti creda di far politica in Germania con i partiti esistenti, tutti dimostratisi fallimentari se non suicidi. Forse, avendo l’ex ministro cambiato diversi partiti italiani, può spiegarcelo.

 

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

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