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I banchieri di Münchhausen e i risparmi degli Italiani

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Il solito Cazzullo (non è un insulto, si chiama così) fa una intervistona all’indimenticato presidente emerito di Banca Intesa San Paolo, Giovanni Bazoli.

 

Per chi non lo conoscesse, Bazoli è stato uno degli uomini più potenti d’Italia, un banchiere che ha portato Intesa ha inglobare istituti su istituti sino alle dimensioni di banca pesce grosso internazionale.

 

Egli proviene dalla crema dell’élite democristiana della Lombardia orientale. Il nonno Luigi, di professione avvocato, fu  nel 1919 fondatore del Partito Popolare con Luigi Sturzo. Il padre Stefano, pure  avvocato, fu deputato all’Assemblea Costituente e al Parlamento.

 

Bresciano, il giro è quello di Monsignor Montini, poi eletto Papa con il nome Paolo VI – quello che ha abolito la Messa Antica e introdotto, appena eletto, la possibilità di essere cremati (istruzione De cadaverum crematione, 1963), una cosa che proprio in zona Bergamo-Brescia oggi è tanto utile. con migliaia di persone disintegrate nei forni senza nemmeno che i famigliari possano vedere la salma o andare al cimitero.

 

La paginona inizia spennellando toni sentimentali, elegiaci. «Ho conosciuto la guerra, da ragazzo». «Quasi ogni giorno apprendo la notizia di un amico scomparso (…) la mia generazione è decimata. Generazione preziosa, che anche a Brescia contiene figure nobilissime».

Bazoli proviene dalla crema dell’élite democristiana della Lombardia orientale. Il giro è quello di Monsignor Montini, poi eletto Papa con il nome Paolo VI – quello che ha abolito la Messa Antica e introdotto, appena eletto, la possibilità di essere cremati, una cosa che proprio in zona Brescia oggi è tanto utile.

 

Poi una citazione di Mattarella, perché in fondo fra presidenti c’è il rispetto. Viene citato anche il compianto Cardinale Martini, segaligno gesuita a capo del modernismo ecclesiastico più distruttivo, e viene incredibilmente lodato perché «negli ultimi tempi confessava di non trovare risposte». (a questo punto proponga la beatificazione di Di Maio, Speranza e Conte, la prego).

 

A sorpresa, con parole melliflue, boccia Draghi, che come premier non avrebbe «un’ampia base politica». Conte forse ce la ha, la conosce solo Bazoli, nessun altro se ne è accorto, del resto erano in tanti a dire che dietro a Monti, nel 2011, c’erano un po’ di uomini di Banca Intesa (per esempio il suo numero due, Passera – anche questo, come nel caso Cazzullo, non è un insulto, è un cognome).

 

Poi eccolo filosofo e letterato: «un orizzonte drammatico, kafkiano». «Ho riletto Dostoevskij, un genio». «Questa è una grande lezione di umiltà per l’umanità che si credeva padrona del mondo».

 

L’insospettato ecologismo antispecista fa scattare la domanda mistica su dove si trovi Dio in questo momento. «La teologia più avanzata è dominata da questo interrogativo». Anche teologo, hai capito ‘sto banchiere.

 

Ora che il giornale vi ha presentato per bene personaggio, mostrando saldi riferimenti e doti intellettuali finissime, ecco che parte il succo del discorso.

 

«Possiamo e dobbiamo chiedere aiuto all’Europa (…) ma serve anche un grande sforzo domestico, italiano». Urca.

 

Il nostro cuore freme: riattivare la zecca di Stato? Stampare lire, far circolare una moneta alternativa all’euro, abbattere totalmente l’euro, creare una criptovaluta come stanno pensando di fare tanti altri Paesi? La crisi ha cambiato persino le visioni dei banchieri. Daje!

 

Maddeché. A domanda, risponde che avremo gli Eurobond, «ma difficilmente subito. Potremo ottenerli quando avremo avviato le riforme».

 

Riforme? Nel momento in cui l’Italia è al collasso medico, finanziario, financo sociale? Riforme quali, tipo tagliare la Sanità, ci chiediamo? Quella cosa che se non avessimo ridimensionato (ce lo chiede il mercato, ce lo chiede l’Europa) avremmo retto meglio l’impatto del C-19, magari tenendoci in vita qualche persona in più?

 

Ci pare di capire che secondo l’ex presidente della grande Banca, il carattere risparmioso delle famiglie sia una «anomalia», rispetto all’indebitamento dello Stato. Un’anomalia, ci pare di capire, che non deve correggere lo Stato. No, l’anomalia la si corregge prelevando dai risparmi del popolo.

La sanità in realtà non la nomina, ma cita «riforme dell’impresa, del Fisco, della scuola, per ritrovare la produttività. A questo devono provvedere gli italiani».

 

Come come? Una riforma della scuola può risolvere il problema dell’abisso coronavirale in cui si è cacciata l’Italia e il pianeta? Ma cosa sta dicendo? E in che senso la responsabilità di provvedere è degli italiani? Ammettiamo che cominciamo a vedere meglio il disegno.

 

Perché «la patrimoniale non è possibile politicamente, e darebbe un gettito inferiore alle aspettative». Cioè, badando al sodo (la politica è una sovrastruttura di maggiordomi del capitale, dai, lo sanno pure i bambini!), con la temutissima patrimoniale si tirerebbe su troppo poco grano. Perché poi, con i conti correnti spazzolati, qualcuno pure si incazza coi politici, e non li vota più. Di conseguenza, può capitare quindi che i politici non facciamo più leggi a favore delle banche. Un circolo vizioso di cui purtroppo siamo soci.

 

Ma non bisogna mica disperare. Una soluzione c’è: «resta il fatto – ci rivela il Bazoli – che abbiamo un anomalo rapporto tra grande debito pubblico ed enorme ricchezza privata: 4374 miliardi di attività finanziarie delle famiglie (contro 926 miliardi di passività), 1840 miliardi di attività finanziarie delle società finanziarie non finanziarie; contro i 2409 miliardi di debito pubblico».

L’espressione «prestito non forzoso» un po’ ci ricorda la frase «obbligo flessibile», «necessaria cessione volontaria».  Quelli bravi la chiamano Contradictio in adiecto, contraddizione nell’attributo. Tenebre luminose.

 

Ci pare di capire che secondo l’ex presidente della grande Banca, il carattere risparmioso delle famiglie sia una «anomalia», rispetto all’indebitamento dello Stato. Un’anomalia, ci pare di capire, che non deve correggere lo Stato (stampando moneta, cancellando il debito, inventandosi qualche forma di guadagno – sapete, un tempo si facevano conquiste, con la guerra o con l’industria, in cerca della prosperità dello Stato). No, l’anomalia la si corregge prelevando dai risparmi del popolo.

 

«Penso ad un grande prestito non forzoso, finanziato dagli Italiani e garantito dai beni dello Stato».

 

Fateci capire bene la poesia con la quale è indorata la supposta: lo Stato troverà i soldi prendendoli dai cittadini (che sono lo Stato), garantendo con beni dello Stato.

L’espressione «prestito non forzoso» un po’ ci ricorda l’«obbligo flessibile», che abbiamo sentito quando lo Stato voleva rifilare ai nostri figli dosi su dosi di vaccini. Di recente abbiamo visto che sempre il Corriere, in un articolo che gioiva per il controllo sociale elettronico a cui siamo destinati, scriveva «i lombardi hanno dimostrato di ritenere necessaria un’iniziale cessione volontaria dei dati». «Necessaria cessione volontaria». «Obbligo flessibile». «Prestito non forzoso». Quelli bravi la chiamano Contradictio in adiecto, contraddizione nell’attributo. Tenebre luminose.

 

 

Gli italiani saranno d’accordo? «Sì, se troveranno conferma le qualità morali emerse in questi giorni. Se si mantiene questa virtù civica e repubblicana». Si riferisce ai cani in affitto? Ai concerti dal balcone? Alla delazione per i runner? Allo stoico rapporto con il toner per le autocertificazioni?

Conoscerete, crediamo, le eroiche gesta del Barone di Münchhausen, quello che si tirò fuori dalle sabbie mobili tirandosi per i capelli

 

Non ha importanza. Perché «possiamo realizzare un grande piano di ricostruzione nazionale. Non bastano 100 miliardi, ne servono 300. Meno del 7% della ricchezza finanziaria delle sole famiglie potrebbe segnare la svolta che cambia la Storia d’Italia. Soldi da destinare alle riforme produttive».

 

Fateci capire bene la poesia con la quale è indorata la supposta: lo Stato troverà i soldi prendendoli dai cittadini (che sono lo Stato), garantendo con beni dello Stato (che è dei cittadini: vabbè,  questo in teoria: per favore piantatela di ridere).

 

Non può fare un discorso serio, aderente alla realtà, chiunque non metta in discussione l’eurodogma e gli assiomi neoliberisti. Chi per non toccare le vacche sacre di Bruxelles e Francoforte, arriva a pensare di mettere le mani sui risparmi degli italiani

Conoscerete, crediamo, le eroiche gesta del Barone di Münchhausen, quello che si tirò fuori dalle sabbie mobili tirandosi per i capelli. Solo che il Barone ci credeva sul serio, anzi hanno battezzato una psicopatologia seria – il ballismo esasperato – «Sindrome di Münchhausen», che Carl Gustav Jung riconduceva quei disturbi raggruppati sotto il nome di «pseudologia fantastica».

 

Qui la serietà del mitico Barone manca. Perché, davvero, non c’è una spiegazione al fatto che non si progetti invece di tornare alla sovranità finanziaria separandoci per sempre dalle crudeltà finanziarie euro-tedesche.

 

Non può fare un discorso serio serio, grazie al COVID-19 lo abbiamo capito, chiunque non ipotizzi una strada fuori dall’Eurozona.

 

Non può fare un discorso serio, aderente alla realtà, chiunque non metta in discussione l’eurodogma. Chi per non toccare le vacche sacre di Bruxelles e Francoforte, arriva a pensare di mettere le mani sui risparmi degli italiani

 

Le anomalie ci sembrano altre. Ci sembra anomalo che simili parole vengano pubblicate in tranquillità da un giornale del cui patto di sindacato Intesa, la banca di Bazoli, per anni fu azionista.

 

Cari risparmiosissimi italiani, anche con il mondo sconvolto dalla pandemia e da chissà quale rivoluzione sociale che si prepara, il centro di tutto resteranno le banche. Perché hanno i vostri soldi, e se li volete per la ricostruzione, quindi, dovrete chiederli a loro, come Stato o come privati cittadini

Ci sembra anomalo che questo filosofo-banchiere ci parli di una soluzione che più che per la Zecca, o il Ministero dello Sviluppo Economico, o una qualsiasi politica espansiva, passi attraverso i conti correnti, cioè le banche. Perché, sapete, oggi come oggi la legge certo non favorisce che il danaro lo tiene sotto il letto, il contante, da Monti in poi, è stato sempre più demonizzato, con il proibizionismo forsennato di una Maria Elena Boschi (quella che aveva dei parenti che, appunto, lavoravano in una certa banca) che è arrivata a dire che bisognava «aggredire il contante». Ricordate? la bellissima Maria Etruria disse che «dobbiamo porci il problema di come aggredire il contante che è presente nelle case». Testuale.

 

Ma tranquilli, il pensiero di Etruria, Popolare di Vicenza e Veneto Banca (queste due ultime ora fagocitate da Banca Intesa per €1: sì, un euro) a Bazoli non sfiorano più di tanto il pensiero: «prima di questa catastrofe avevamo alcune della banche più solide ed efficienti d’Europa». Detto così, sul serio.

 

Abbiamo capito quindi che lenzuolate come queste, che tirano fuori dalla pensione antichi arconti del sistema creditizio, servono a dirci una cosa precisa: cari risparmiosissimi italiani, anche con il mondo sconvolto dalla pandemia e da chissà quale rivoluzione sociale che si prepara, il centro di tutto resteranno le banche. Perché hanno i vostri soldi, e se li volete per la ricostruzione, quindi, dovrete chiederli a loro, come Stato o come privati cittadini.

 

Vi è chiaro?

 

Se non vi è chiaro, proveranno a raccontarvi un’altra storia stile Barone di Münchhausen, magari quella in cui il Barone viaggia sulla luna a cavalcioni su una palla di cannone. Il problema è che loro non vogliono andare sulla Luna, vogliono rimanere in Europa. E le palle di cannone sono quelle di Bruxelles, Berlino e Francoforte sparate sulle vostre misere vite di risparmiatori italiani ed eurosudditi.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

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Epidemie

Collaboratore di alto livello di Fauci si dichiara colpevole di accuse federali. Tradirà il suo capo?

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Il dottor David Morens si è dichiarato colpevole martedì di un’accusa di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, Morens, 78 anni, ha dichiarato a un giudice federale di aver tentato di eludere le leggi federali sulla conservazione dei documenti utilizzando il suo account di posta elettronica privato per discutere informazioni relative alle origini del COVID-19. Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci».

 

Un ex consigliere chiave del dottor Anthony Fauci si è dichiarato colpevole di occultamento di documenti pubblici relativi alle origini del COVID-19, nell’ambito di un patteggiamento raggiunto con i procuratori federali: uno sviluppo che, secondo alcuni esponenti politici e analisti, potrebbe coinvolgere Fauci.

 

Il dottor David Morens si è dichiarato colpevole martedì di un’accusa di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, Morens, 78 anni, ha dichiarato a un giudice federale di aver tentato di eludere le leggi federali sulla conservazione dei documenti utilizzando il suo account di posta elettronica privato per discutere di ricerche – e di una sovvenzione federale revocata – relative alle origini del COVID-19.

 

Morens, inizialmente incriminato ad aprile con cinque capi d’accusa federali, ha dichiarato al giudice di aver intenzionalmente reindirizzato le comunicazioni al suo account di posta elettronica personale per proteggere Fauci e perché le email avrebbero potuto essere fraintese in futuro, qualora fossero state rese pubbliche.

 

Dai documenti depositati in tribunale emerge che alcune delle email sono state inoltrate informalmente a un alto funzionario del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID). Secondo la CBS News, il funzionario in questione è probabilmente Fauci, che ha diretto il NIAID fino a dicembre 2022. Morens ha ricoperto il ruolo di consulente senior nell’ufficio di Fauci al NIAID tra il 2006 e il 2022.

 

Morens ha dirottato i messaggi sulla sua email personale mentre si moltiplicavano le speculazioni sul fatto che il COVID-19 fosse emerso in natura, come affermavano pubblicamente all’epoca Fauci e altri funzionari dell’amministrazione Biden e virologi chiave, oppure fosse stato sviluppato presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, in Cina, e si fosse poi diffuso da lì.

 

In base all’accordo raggiunto con la procura, Morens rischia fino a cinque anni di carcere e una multa massima di 250.000 dollari, sebbene la sua pena potrebbe essere inferiore. Secondo il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ), «le condanne effettive per i reati federali sono in genere inferiori alle pene massime previste». La sentenza è prevista per il 12 novembre, come riportato da Politico.

 

«Dichiarandosi colpevole oggi, il dottor Morens si è assunto la responsabilità delle sue azioni e continuerà a farlo», ha affermato Tim Belevetz, avvocato di Morens, in una dichiarazione riportata dal Post.

 

James Billot, direttore di UnHerd, ha dichiarato a News24 Digital, testata australiana, che la dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta la «prima grande vittoria» nell’indagine sulle origini del COVID-19. «Vedremo presto emergere molti altri dettagli su questo argomento».

 

Secondo Politico, Fauci non è stato «accusato né incriminato per illeciti nel caso contro Morens e il suo nome non viene menzionato negli atti processuali».

 

Ma in un post su X, il senatore Rand Paul (repubblicano del Kentucky), che sta guidando l’indagine del Congresso sulle origini del COVID-19, ha suggerito che Fauci potrebbe essere implicato: «Un alleato di lunga data di Fauci si dichiara colpevole. La sua dichiarazione di colpevolezza potrebbe implicare il coinvolgimento di Anthony Fauci?», ha scritto Paul.

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Morens si vantava di essere in grado di «far sparire le email»

Nel corso della sua testimonianza davanti alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti nel 2024, Fauci negò di avere avuto uno stretto rapporto di lavoro con Morens, suggerendo che Morens non gli forniva consulenza su «politiche dell’istituto o altre questioni sostanziali».

 

Tuttavia, l’accordo di patteggiamento di Morens include una dichiarazione in cui ammette di essersi spesso consultato con un ricercatore esterno, Peter Daszak, Ph.D., all’epoca presidente dell’EcoHealth Alliance, per preparare briefing per Fauci che suggerivano che il COVID-19 avesse origini naturali.

 

In un’email del 2021 resa pubblica dalla Camera e citata da The Hill, Morens scrisse a Daszak: «Posso inviare materiale a Tony [Fauci] tramite la sua Gmail privata, oppure consegnarglielo di persona al lavoro o a casa. È troppo intelligente per lasciare che i colleghi gli mandino cose che potrebbero causargli problemi».

 

In un’altra email del 2021, Morens affermò di sapere come «far sparire le email dopo una richiesta FOIA», riferendosi alle richieste di accesso agli atti federali previste dal Freedom of Information Act.

 

John Leake, vicepresidente della McCullough Foundation e autore di Mind Viruses: America’s Irrational Obsessions, ha scritto su Substack che la dichiarazione di colpevolezza di Morens per un singolo capo d’accusa di cospirazione è «simile alla condanna di Al Capone per evasione fiscale». Leake ha suggerito che la dichiarazione di colpevolezza avrà un impatto minimo sull’indagine sulle origini del COVID-19.

 

«Sebbene Morens probabilmente sconterà una pena detentiva, la sua dichiarazione di colpevolezza e la sua condanna per questo particolare atto di frode mi sembrano un diversivo rispetto al problema principale», ha scritto Leake, riferendosi alla «creazione illegale e al successivo occultamento illegale di un’arma biologica in un laboratorio di biosicurezza cinese».

 

Ma per altri analisti e commentatori, l’attenzione sta tornando a concentrarsi su Fauci in seguito alla dichiarazione di colpevolezza di Morens.

 

Jeffrey Tucker, presidente e fondatore del Brownstone Institute, ha ipotizzato che Morens abbia probabilmente accettato di testimoniare contro altre persone in cambio del patteggiamento e, forse, di una pena più mite.

 

«Ora è disposto a parlare in cambio di una pena più lieve. Sicuramente parlerà e sarà affascinante sapere tutto quello che sa», ha detto Tucker.

 

Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., si è detto d’accordo. Ebright è stato un acceso critico della ricerca sul guadagno di funzione, che secondo i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio avrebbe probabilmente portato alla creazione in laboratorio del SARS-CoV-2 e alla sua successiva fuoriuscita dal laboratorio di Wuhan.

 

Ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci».

 

«La dichiarazione di colpevolezza di Morens è un primo passo importante per assicurare alla giustizia i funzionari statunitensi che hanno finanziato la sconsiderata ricerca sul guadagno di funzione a Wuhan, che ha causato il COVID-19» ha detto Ebright.

 

«Sembra possibile, persino probabile, che Morens sia stato ‘ingannato’ dai procuratori e che la sua dichiarazione di colpevolezza sia il risultato di un patteggiamento in cui Morens ha accettato di testimoniare contro Fauci, Daszak… e altri».

 

L’accordo di patteggiamento di Morens prevedeva un fascicolo sigillato, il che, secondo Ebright, indica che Morens ha accettato di testimoniare contro altri: un’opinione condivisa dal ricercatore e autore James Lyons-Weiler, Ph.D., che ha scritto su Substack:

 

«Infine, poiché l’accordo di patteggiamento include un supplemento sigillato e una separata dichiarazione di fatto, la documentazione attualmente pubblica è incompleta. Tale lacuna è particolarmente rilevante per le speculazioni secondo cui Morens starebbe collaborando contro altri. Tale collaborazione è possibile in teoria, ma non può essere ragionevolmente dedotta dalla sola esistenza del documento sigillato».

 

«… Avevamo previsto che a [Morens] sarebbe stato offerto un patteggiamento e che le accuse specifiche sarebbero state ritirate in cambio della sua testimonianza contro Fauci e altri.»

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Morens ha ricevuto regali per «marachelle dietro le quinte»

L’atto d’accusa contro Morens faceva ampio riferimento a due complici, indicati come «Co-cospiratore 1» e «Co-cospiratore 2».

 

Secondo il Post, i documenti resi pubblici nell’ambito dell’indagine del Congresso indicano che le due persone in questione sono Daszak e il dottor Gerald Keusch, ex direttore del Fogarty International Center del NIH, che finanziava scienziati stranieri.

 

Secondo quanto riportato dal Post, Morens, Daszak e Keusch «hanno discusso ripetutamente della possibilità di limitare le loro conversazioni alle email private».

 

Sotto la guida di Daszak, l’EcoHealth Alliance ha ricevuto una sovvenzione dai National Institutes of Health (NIH), l’agenzia madre del NIAID, per uno studio intitolato «Comprendere il rischio di emergenza del coronavirus nei pipistrelli». Il laboratorio di Wuhan ha successivamente ricevuto un sub-finanziamento dall’EcoHealth Alliance, a sua volta finanziato dalla sovvenzione.

 

Nell’ambito del patteggiamento, Morens ha ammesso di aver ricevuto «gratificazioni illegali» da Daszak, tra cui pasti in ristoranti stellati Michelin e bottiglie di vino, come ringraziamento per i suoi «consigli, il suo supporto e i suoi intrighi dietro le quinte» nell’aiutare Daszak a «ripristinare la sospensione del finanziamento per la ricerca sul coronavirus dei pipistrelli e a contrastare la narrazione secondo cui il COVID-19 sarebbe fuoriuscito da un laboratorio».

 

Secondo il Dipartimento di Giustizia, «Morens avrebbe poi individuato un atto ufficiale che avrebbe potuto compiere per ‘meritarsi’ il regalo, ovvero scrivere un commento scientifico su un’importante rivista medica in cui sosteneva che il COVID-19 avesse origini naturali».

 

Ad aprile, il New York Post ha riportato che il commento è probabilmente un articolo di cui Morens è coautore, pubblicato nel luglio 2020 sull’American Journal of Tropical Medicine and Hygiene.

 

Tucker ha affermato che Morens era «un intellettuale promettente» che «si è convertito al lato oscuro» agendo su «ordine di Fauci», tra cui la pubblicazione di articoli su riviste scientifiche a sostegno della narrativa ufficiale sul COVID-19.

 

Tucker ha citato un articolo del settembre 2020, scritto da Morens in collaborazione con Fauci e pubblicato sulla rivista Cell, in cui si auspicava la «ricostruzione delle infrastrutture dell’esistenza umana».

 

«Era distopico all’estremo e lui lo sapeva», ha detto Tucker. «Rifletteva il suo stato d’animo: l’assurdità al servizio del potere».

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Altri collaboratori di Fauci faranno a gara per «denunciarsi a vicenda» in cambio di patteggiamenti?

La dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta l’ultimo sviluppo nell’indagine congressuale in corso sulle origini del COVID-19. Nel 2024, quando testimoniò davanti al Congresso nell’ambito dell’indagine  Morens negò di aver tentato di eludere la legge federale instradando le comunicazioni attraverso il suo account di posta elettronica personale.

 

All’inizio di questo mese, Paul ha segnalato Fauci al Dipartimento di Giustizia per oltraggio al Congresso, per essersi rifiutato di rispondere alle domande durante l’udienza del mese scorso. Secondo il Washington Post, il Dipartimento di Giustizia sta esaminando la richiesta. È la terza volta che Paul segnala Fauci al Dipartimento di Giustizia per possibili accuse penali.

 

La settimana scorsa, Fauci ha rifiutato la richiesta di comparire volontariamente davanti a un’altra commissione del Senato.

 

Negli ultimi istanti del suo mandato, lo scorso anno, l’allora presidente Joe Biden concesse preventivamente la grazia a Fauci per tutti i suoi atti ufficiali risalenti al 2014, anno in cui il NIH approvò un finanziamento per la ricerca di Daszak sul coronavirus nei pipistrelli.

 

Esperti legali avevano precedentemente dichiarato a The Defender che, sebbene la grazia protegga Fauci da procedimenti penali federali per i suoi atti ufficiali, non impedisce agli Stati di sporgere denuncia contro di lui. Inoltre, non lo protegge dalle accuse di oltraggio al Congresso o di falsa testimonianza in successive deposizioni.

 

Nel 2024, il dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha sospeso tutti i finanziamenti a EcoHealth Alliance dopo aver constatato che l’organizzazione non aveva monitorato adeguatamente gli esperimenti sul coronavirus.

 

Ad aprile, il NIH avrebbe revocato tutti i finanziamenti concessi al virologo Ralph Baric, Ph.D., che aveva collaborato con Fauci e i ricercatori del laboratorio di Wuhan prima e durante la pandemia di COVID-19.

 

A giugno, l’FBI ha incriminato due ricercatori del NIH, tra cui Vincent Munster, Ph.D., legato a Fauci, con l’accusa di aver introdotto clandestinamente negli Stati Uniti, all’inizio di quest’anno, il virus del mosaico del mais (mpox) e altri agenti patogeni pericolosi.

 

Documenti resi pubblici il mese scorso suggeriscono che nel 2021 l’FBI abbia fatto pressioni sugli agenti della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi affinché non interrogassero Daszak al suo rientro negli Stati Uniti dalla Cina, dove si era recato nell’ambito di un’indagine dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle origini del COVID-19.

 

L’anno scorso, Daszak è diventato presidente di Nature.Health.Global, un’organizzazione no-profit che svolge ricerche sulla salute pubblica e sulla prevenzione delle pandemie. Morens lavora per questa organizzazione.

 

Ebright ha suggerito che «ora è iniziata la corsa ai topi» per gli ex stretti collaboratori e alleati di Fauci, che si «denunciano a vicenda».

 

«Morens, Daszak, Keusch e gli altri probabilmente stanno già facendo a gara per essere i primi a collaborare e quindi ad accaparrarsi i migliori accordi di patteggiamento».

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

© 19 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

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Epidemie

Fauci si rifiuta di comparire davanti alla commissione del Senato

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Il dottor Anthony Fauci si è rifiutato di presentarsi al Campidoglio di Washington per deporre a porte chiuse dopo la sua audizione del 29 luglio davanti alla Commissione per la Sicurezza Interna del Senato (SHSC), durante la quale non ha risposto alle domande sulla sua responsabilità nell’origine e nella cattiva gestione della crisi COVID-19, invocando il Quinto Emendamento oltre 100 volte nonostante avesse ricevuto la grazia generale dal presidente Joe Biden. Lo riporta LifeSite.   Una settimana dopo, i membri repubblicani della commissione hanno votato all’unanimità per deferire Fauci al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) con l’accusa di oltraggio al Congresso.   Nonostante il silenzio impassibile di Fauci durante l’udienza televisiva del 29 luglio, i senatori intendono ancora ottenere risposte, ma Fauci continua a ripararsi dietro i suoi costosi avvocati.

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«L’avvocato del dottor Fauci ci ha appena informato che Fauci si rifiuta di presentarsi per un’intervista privata trascritta», ha scritto il senatore repubblicano statunitense Ron Johnson del Wisconsin, che insieme al senatore repubblicano statunitense Rand Paul del Kentucky da tempo cerca di ritenere l’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) responsabile del suo ruolo durante la pandemia.   «Il popolo americano merita risposte a domande legittime riguardo alla nostra disastrosa gestione della pandemia di COVID-19», ha dichiarato Johnson. «Ad alcune di queste domande può rispondere solo il dottor Fauci. Una volta ha affermato con arroganza di essere “molto felice di testimoniare davanti a qualsiasi commissione di controllo del Congresso. Non ho nulla da nascondere”».   «A quanto pare, ha molto da nascondere», ha aggiunto il Johnson.   «Dato che Fauci si rifiuta di parlare del suo ruolo e delle decisioni prese in relazione al COVID-19, la mia sottocommissione continuerà a richiedere i suoi documenti e a chiedere di parlare con le persone chiave con cui ha collaborato. Valuteremo le opzioni legali a nostra disposizione prima di decidere i prossimi passi», ha promesso il senatore del Wisconsin.   Il senatore Johnson, grande critico della follia pandemica e vaccinale che ricopre anche la carica di presidente della Sottocommissione permanente per le indagini del Senato, ha inviato lettere agli ex funzionari della Food and Drug Administration (FDA) dottor Peter Marks, dottor Narayan Nair, dottor Steven Anderson e dottor Manette Niu, nonché a Fauci, richiedendo la trascrizione delle interviste sul loro ruolo nella risposta alla pandemia di COVID-19, compresa la sicurezza e l’efficacia dei vaccini contro il COVID-19.   Il 29 aprile Johnson ha pubblicato un rapporto preliminare che descriveva in dettaglio come alti funzionari della FDA avessero ignorato gli avvertimenti secondo cui il loro sistema di monitoraggio della sicurezza dei vaccini nascondeva segnali di pericolo per i vaccini contro il COVID-19.   Nella sua lettera a Fauci, Johnson ha scritto: «Voglio darle un’altra opportunità per fornire la necessaria trasparenza sulla pandemia di COVID-19 e sulla risposta del governo ad essa, compresi i trattamenti precoci e lo sviluppo, la distribuzione, il monitoraggio della sicurezza e l’efficacia dei vaccini contro il COVID-19».

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Come riportato da Renovatio 21, in settimana Fauci sapeva del rischio di aborto spontaneo legato al vaccino anti-COVID.   Fauci, che dinanzi al Congresso si è avvalso del Quinto Emendamento (la facoltà di non rispondere per non incriminarsi) ben 111 volte, non rispondendo di fatto a nulla di quanto gli chiedevano i senatori, sarebbe ora oggetto di un’indagine annunciata dal procuratore generale della Florida.   Nei documenti desecretati dall’ex diretttrice dell’Intelligence nazionale americana Tulsi Gabbard è rivelato che Fauci finanziava la ricerca che diede origine al COVID, e condusse l’insabbiamento con lo spionaggio USA. Al contempo, dai documenti appare che Fauci sapesse dell’origine laboratoriale del coronavirus di Wuhano e pure della scarsa efficacia dei vaccini mRNA.

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Epidemie

Epidemie colpiscono Ceuta invasa dai migranti

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Nell’enclave spagnola di Ceuta, nel Nord Africa, sono stati segnalati casi di malattie infettive, tra cui gastroenteriti, tra i migranti a partire dall’invasione perpetrata dal vicino Marocco alla fine di luglio.

 

L’Istituto Nazionale per la Gestione Sanitaria spagnolo (INGESA) ha confermato la diffusione di casi di gastroenterite tra i migranti arrivati di recente, secondo quanto riportato venerdì dai media spagnoli. L’agenzia ha inoltre confermato casi di scabbia e impetigine, precisando che entrambe le patologie erano già presenti a Ceuta prima dell’ultimo afflusso di migranti.

 

Tuttavia, l’INGESA ha respinto le affermazioni secondo cui il sistema sanitario di Ceuta sarebbe collassato. L’agenzia ha anche smentito le notizie relative a un’epidemia di tubercolosi, affermando che il caso sospetto è risultato negativo al test

 

L’epidemia si verifica mentre i professionisti sanitari locali avvertono che il sovraffollamento e le condizioni igienico-sanitarie inadeguate tra le migliaia di migranti che vivono all’aperto potrebbero facilitare un’ulteriore diffusione della malattia. Si dice che molti migranti non abbiano un accesso adeguato all’acqua potabile, ai servizi igienici e alle docce.

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La gastroenterite è un’infiammazione dello stomaco e dell’intestino, solitamente causata da un’infezione virale o batterica, con sintomi quali diarrea, vomito e crampi addominali. La scabbia è un’infestazione cutanea contagiosa causata da acari microscopici che provoca prurito intenso ed eruzione cutanea, mentre l’impetigine è un’infezione batterica della pelle caratterizzata da piaghe che possono rompersi e sviluppare croste giallastre.

 

Oltre 72.000 migranti sono entrati a Ceuta tra il 30 e il 31 luglio, molti a nuoto o attraversando le barriere frangiflutti costiere: una cifra equivalente a circa il 70 % della popolazione residente dell’enclave. L’afflusso ha messo a dura prova i centri di accoglienza e ha esercitato ulteriore pressione sulle risorse sanitarie e delle forze dell’ordine. La maggior parte di coloro che sono entrati è stata rimpatriata in Marocco, ma si stima che fino a 11.000 persone siano ancora a Ceuta, secondo le autorità locali.

 

L’afflusso ha inoltre alimentato le tensioni all’interno dell’UE, dove la migrazione è da tempo una questione controversa. Ventidue leader europei hanno firmato una lettera accusando la Spagna di minare la sicurezza delle frontiere del blocco, mentre diversi hanno chiesto l’espulsione del Paese dall’area Schengen.

 

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha replicato, definendo le azioni dei suoi vicini europei «egoistiche».

 

Come riportato da Renovatio 21, in molti sostengono che l’invasione sia stata programmata dal Marocco su spinta di Israele (che vorrebbe punire la Spagna per le sue posizioni su Gaza, Libano, UNIFIL etc.) e degli Stati Uniti, che avevano passato leggi proprio su quei territori negli scorsi mesi.

 

Secondo varie testate, terroristi islamici avrebbero approfittato del disordinato afflusso di immigrati clandestini marocchini in Spagna per introdursi in Europa.

 

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