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Goa: cancellato evento che univa Kamasutra e Natale dopo le proteste della Chiesa
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Le autorità indiane hanno bloccato l’evento «Tales of Kamasutra & Christmas Celebration» dopo un’ondata di critiche da parte della Chiesa cattolica e di gruppi per i diritti delle donne. L’iniziativa, accusata di offendere i sentimenti religiosi, è stata rimossa su ordine della polizia, che ha aperto un’indagine contro gli organizzatori. Il cardinale Filipe Neri Ferrao ha condannato l’accaduto, invitando alla tutela del rispetto interreligioso e dei valori condivisi della comunità.
Un evento che accostava il Kamasutra al Natale è stato rimosso in seguito a un’ondata di proteste da parte della Chiesa cattolica e dei movimenti per i diritti delle donne. L’iniziativa, intitolata «Tales of Kamasutra & Christmas Celebration», inizialmente in programma a Goa dal 25 al 28 dicembre, è stata criticata per l’accostamento offensivo tra la festività cristiana e contenuti esplicitamente sessuali.
La polizia locale ha ordinato agli organizzatori di interrompere l’evento e rimuovere tutte le informazioni online dopo aver ricevuto una denuncia formale da parte dell’ONG «ARZ» (Anyay Rahit Zindagi). Il suo fondatore, Arun Pandey, ha accusato gli organizzatori di contribuire a promuovere un’immagine distorta dello Stato meridionale indiano, presentato come meta legata al turismo sessuale. Secondo Pandey si continua inoltre a sfruttare in modo improprio il nome di Osho, la meditazione e la celebrazione natalizia.
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Successivamente, è stato registrato anche un FIR (First Information Report) contro i responsabili della fondazione Bhagwan Shree Rajneesh, che ha promosso l’evento, e contro la Osho Ludhiana Meditation Society per aver presumibilmente offeso i sentimenti religiosi della comunità cristiana.
In un comunicato diffuso ieri, l’arcivescovo di Goa e Daman, il cardinale Filipe Neri Ferrao, ha condannato con fermezza l’iniziativa, definendo «irresponsabile» l’associazione tra il Natale, «una festa sacra che celebra la nascita di Gesù Cristo, tempo di pace, gioia e gratitudine», e «temi espliciti e del tutto estranei al suo significato spirituale».
«Collegare una celebrazione così importante a contenuti che ne contraddicono profondamente l’essenza spirituale è un’offesa per milioni di fedeli», ha affermato il cardinale. «Queste rappresentazioni non solo mancano di rispetto alle credenze religiose dell’intera comunità, ma minano anche i valori di decenza e rispetto reciproco su cui si fonda la nostra società pluralista».
Il cardinale Ferrao ha invitato le autorità competenti a condurre indagini adeguate sull’accaduto e ha rivolto un appello ai fedeli cattolici: «Esorto tutti a non partecipare a eventi che non rispettano i valori della nostra fede e invito ogni persona di buona volontà a promuovere rispetto, comprensione e armonia tra le comunità».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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La Francia chiede esercitazioni NATO in Groenlandia a fronte delle minacce di presa del potere da parte di Trump
La Francia ha chiesto ufficialmente l’organizzazione di un’esercitazione NATO in Groenlandia, nel tentativo di contrastare le crescenti pressioni del presidente statunitense Donald Trump per acquisire il controllo dell’isola, hanno riferito mercoledì i media francesi, citando fonti dall’Eliseo.
Trump persegue da tempo l’obiettivo di porre la Groenlandia – territorio autonomo danese nell’Artico – sotto il controllo statunitense, motivandolo con esigenze di sicurezza nazionale e con la necessità di contrastare l’influenza di Russia e Cina. Sia il governo di Copenaghen sia le autorità autonome groenlandesi hanno tuttavia ribadito che lo status dell’isola non è in discussione né negoziabile.
La retorica aggressiva di Trump ha notevolmente inasprito i rapporti con i partner europei della NATO, che hanno respinto in blocco qualsiasi cambiamento dello status quo e hanno avvertito che un’azione unilaterale in tal senso rischierebbe di mettere in crisi l’intera alleanza.
Secondo TF1 e France 24, Parigi ha formalmente presentato alla NATO la richiesta di esercitazioni congiunte sul territorio groenlandese. Fonti governative francesi hanno spiegato che manovre a livello di alleanza implicherebbero necessariamente la partecipazione degli Stati Uniti e rappresenterebbero una chiara dimostrazione di sostegno alla Danimarca, nonché la prova che la sua sicurezza e sovranità vengono prese sul serio da tutto il blocco.
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«La Francia chiede un’esercitazione NATO in Groenlandia ed è pronta a prendervi parte», ha dichiarato la presidenza francese, secondo quanto riportato.
La scorsa settimana, diversi Paesi europei della NATO contrari ai piani di Trump – tra cui Francia, Germania e Regno Unito – hanno inviato piccoli contingenti militari in Groenlandia per una fase di ricognizione in vista delle esercitazioni danesi «Arctic Endurance». Tale mossa è stata interpretata come un gesto simbolico di riaffermazione della sovranità danese sull’isola. Le esercitazioni, tuttavia, si svolgono al di fuori del quadro NATO e non coinvolgono gli Stati Uniti. In risposta, Trump ha minacciato l’imposizione di dazi doganali sui Paesi contrari alla sua proposta, suscitando a sua volta avvertimenti di contromisure da parte dei leader europei.
Trump ha annunciato di aver programmato diversi incontri bilaterali con leader europei durante il World Economic Forum di Davos in corso questa settimana proprio per discutere della Groenlandia. Martedì, parlando con i giornalisti, ha ribadito che sul suo obiettivo di controllo dell’isola «non c’è ritorno indietro». Alla domanda su fino a che punto sarebbe disposto a spingersi, ha risposto in modo enigmatico: «Lo scoprirete».
Nel discorso pronunciato martedì a Davos, il presidente francese Emmanuel Macron ha duramente criticato la retorica di Trump sulla Groenlandia, definendo gli Stati Uniti «bulli» e insistendo che l’Europa non si lascerà intimidire, preferendo «lo stato di diritto alla brutalità».
Martedì il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha smentito categoricamente le affermazioni di Trump secondo cui Mosca o Pechino costituirebbero una minaccia per la Groenlandia, sottolineando che «Washington sa perfettamente» che nessuna delle due potenze ha intenzione di impossessarsene.
Analogamente, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun ha invitato gli Stati Uniti a non usare la «minaccia cinese» come pretesto inventato per perseguire i propri interessi sull’isola.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
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Orban: l’Europa è «governata dalla troika bellica tedesca»
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