Internet
Cosa succede se blocchi l’accesso a Internet del tuo telefono per 2 settimane?
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Disattivare l’accesso a internet del tuo smartphone per sole due settimane può migliorare l’umore e persino farti sentire più giovane, suggerisce una nuova ricerca. I partecipanti allo studio hanno riferito di socializzare di più, di essere più attenti e di dormire meglio.
Bloccare internet sul tuo smartphone per sole due settimane può portare a un umore migliore e a una migliore salute mentale, e potrebbe migliorare significativamente la tua capacità di attenzione, facendoti persino sentire 10 anni più giovane, suggerisce una nuova ricerca. Questi effetti continuano anche dopo il ripristino dell’accesso a internet.
Lo studio, pubblicato a febbraio su PNAS Nexus, è il primo a misurare l’impatto dell’interruzione dell’uso di Internet tramite cellulare sul cervello e sull’umore. Sebbene i metodi differiscano da quelli degli studi di psicologia clinica, un gruppo di ricercatori statunitensi e canadesi provenienti da diversi settori afferma che i risultati sono notevoli.
«Questi risultati forniscono la prova causale che bloccare Internet mobile può migliorare importanti risultati psicologici e suggeriscono che mantenere lo status quo di una connessione costante a Internet può essere dannoso per l’uso del tempo, le funzioni cognitive e il benessere», affermano i ricercatori.
«Nonostante i numerosi vantaggi offerti da Internet mobile, ridurre la connessione costante al mondo digitale può avere grandi effetti positivi», aggiungono.
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I principali risultati dello studio includono:
- Migliore salute mentale: la riduzione dei sintomi depressivi è stata maggiore di quella tipicamente osservata con gli antidepressivi e simile agli effetti della terapia cognitivo-comportamentale. I ricercatori hanno chiesto informazioni su sintomi come «sentirsi giù di morale, depressi o senza speranza» e «avere scarso piacere o interesse nel fare le cose».
- Attenzione migliorata: il blocco dell’uso di Internet mobile ha invertito l’equivalente di 10 anni di tipico declino dell’attenzione legato all’età, affermano i ricercatori. Hanno misurato questo fenomeno sottoponendo i soggetti a un compito ampiamente utilizzato in cui dovevano prestare attenzione alle immagini in movimento su uno schermo e reagire solo a certi tipi di immagini e non ad altre. L’attenzione sostenuta in genere inizia a diminuire leggermente ogni anno dopo i 40 anni, affermano i ricercatori. Ciò significa che la nostra attenzione su compiti impegnativi a 50 anni è, in media, peggiore rispetto a quando avevamo 40 anni.
- Effetti duraturi: la salute mentale e il benessere hanno continuato a migliorare anche dopo il ripristino dell’accesso a Internet.
«Questi risultati dimostrano che usare meno gli smartphone può migliorare il modo in cui ci sentiamo e la facilità con cui riusciamo a focalizzare la nostra attenzione», afferma l’autore principale Noah Castelo, Ph.D. , dell’Università di Alberta in Canada.
«Impostare dei limiti di tempo per utilizzare determinate app potrebbe aiutare le persone che hanno la sensazione che la loro attenzione sia sempre più frammentata».
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Scollegarsi da internet tramite smartphone porta dei vantaggi
La ricerca viene condotta in un momento in cui quasi il 90% degli adulti americani possiede uno smartphone e, secondo un sondaggio, l’utente medio trascorre circa 4,6 ore al giorno sui propri dispositivi.
Sebbene anche altri dispositivi come laptop e tablet possano distrarre, gli smartphone sono particolarmente di disturbo a causa della loro presenza costante, affermano i ricercatori. Circa il 95% delle persone ha utilizzato il telefono durante l’ultimo evento sociale, molto più che con qualsiasi altro dispositivo digitale.
Allo stesso tempo, metà degli utenti di smartphone negli Stati Uniti, e la maggior parte di quelli di età inferiore ai 30 anni, temono di usare troppo il loro dispositivo, poiché sempre più prove collegano l’uso degli smartphone al declino della salute mentale e delle funzioni cerebrali, tra cui l’autocontrollo comportamentale e cognitivo.
Un altro rapporto pubblicato questo mese indica che un tempo eccessivo trascorso davanti agli schermi tra gli adolescenti ha un impatto negativo su molteplici aspetti del sonno, il che a sua volta aumenta il rischio di sintomi depressivi, in particolare tra le ragazze.
In questo studio, la maggior parte dei partecipanti, ma non tutti, si è sentita meglio dopo il blocco di internet mobile. Circa il 70% ha riportato un miglioramento della salute mentale, il 73% ha sperimentato un maggiore benessere e circa il 59% ha mostrato una maggiore concentrazione e attenzione.
I partecipanti hanno affermato di trascorrere più tempo offline, dedicarsi a hobby, uscire e socializzare di persona. Hanno anche consumato meno media, fatto più attività fisica e dormito circa 18 minuti in più ogni notte. Il tempo trascorso a inviare messaggi o a parlare online è rimasto invariato.
Gli individui hanno anche riferito di sentirsi più connessi socialmente, il che ha contribuito a ridurre i sintomi di ansia e depressione. Quando i ricercatori hanno analizzato gli effetti complessivi, hanno riscontrato chiari miglioramenti dell’umore e della salute mentale e miglioramenti minori ma misurabili nell’attenzione.
«Questi miglioramenti possono essere in parte spiegati dall’impatto dell’intervento sul modo in cui le persone trascorrevano il loro tempo: quando le persone non avevano accesso a Internet mobile, trascorrevano più tempo a socializzare di persona, a fare esercizio fisico e a stare nella natura», affermano i ricercatori.
Il tempo trascorso davanti allo schermo crolla con il blocco di Internet mobile
Lo studio randomizzato ha coinvolto 467 adulti con un’età media di 32 anni, circa il 60% dei quali si identifica come donna e di razza bianca. Del gruppo, il 29% erano studenti, il 42% lavorava a tempo pieno e il 16% a tempo parziale.
Prima dello studio, i partecipanti hanno caricato screenshot dei dati relativi al tempo di utilizzo dei loro iPhone per monitorare l’utilizzo del dispositivo mobile. È stata quindi utilizzata un’app mobile chiamata Freedom per bloccare qualsiasi accesso a internet mobile (pur consentendo chiamate, messaggi e internet desktop).
I soggetti sono stati divisi in due gruppi. Il primo gruppo ha bloccato la connessione internet mobile per le prime due settimane, mentre il secondo ha svolto il ruolo di gruppo di controllo per le prime due settimane prima di bloccarla.
Delle 119 persone (25,5%) che hanno mantenuto il blocco per almeno 10 dei 14 giorni:
- Il tempo medio trascorso davanti allo schermo nel Gruppo 1 è sceso da 314 minuti a 161 minuti, per poi risalire a 265 minuti.
- Anche il gruppo 2 ha riscontrato benefici simili quando ha iniziato il blocco, con un tempo medio trascorso davanti allo schermo che è sceso drasticamente da 336 a 190 minuti.
- Le persone che hanno bloccato Internet mobile per almeno 10 giorni hanno mostrato miglioramenti più marcati rispetto ad altri nella salute mentale, nel benessere e, in misura minore, nell’attenzione.
I partecipanti che hanno seguito il blocco per almeno 10 giorni presentavano una salute mentale e un’attenzione migliori rispetto agli altri prima dell’inizio dello studio, il che potrebbe limitare l’applicabilità dei risultati, osservano i ricercatori. I partecipanti sapevano anche che lo studio riguardava l’uso degli smartphone, il che potrebbe influenzare il loro comportamento.
Bloccare l’accesso a internet mobile in orari specifici o in determinati giorni potrebbe renderlo potenzialmente più efficace, affermano i ricercatori. Bilanciare i vantaggi pratici offerti dagli smartphone con queste significative conseguenze negative è un compito importante per gli utenti, affermano.
«I nostri risultati suggeriscono che, per molte persone, trascorrere meno tempo con il proprio dispositivo può aiutare a raggiungere questo equilibrio».
Pamela Ferdinand
Pubblicato originariamente da US Right to Know.
Pamela Ferdinand è una giornalista pluripremiata ed ex borsista del Massachusetts Institute of Technology Knight Science Journalism, che si occupa dei determinanti commerciali della salute pubblica.
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Macron vuole la censura europea: no alla «libertà di parola americana»
Il presidente francese Emmanuel Macron ha respinto quella che ha definito «libertà di parola americana», difendendo il controverso Digital Services Act (DSA) dell’UE, che i funzionari statunitensi hanno etichettato come uno strumento di censura.
Mercoledì, parlando con i giornalisti durante un viaggio in Spagna, Macron ha detto di aver chiesto all’UE di applicare il DSA «in modo molto più esteso, molto più rapido e molto più energico» per contrastare la disinformazione.
«La cosiddetta “libertà di parola” americana – almeno per come esiste oggi ed è stata promossa da alcuni – è l’opposto della libertà di parola», ha affermato, sostenendo che le libertà individuali comportano responsabilità e rispetto per le libertà altrui. «Lo so bene quando cammino per strada: la mia libertà non può significare che sono libero di picchiarti, insultarti o vandalizzare lo spazio pubblico che appartiene a tutti. Eppure, questa è l’idea che alcune persone hanno di “libertà di parola”», ha aggiunto.
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«Finché non riterremo responsabili coloro che diffondono contenuti sui social media, non saremo in grado di regolarli», ha detto il leader francese. «Quando qualcuno scrive qualcosa – quando un giornalista scrive qualcosa di completamente falso o un redattore lo pubblica – può essere chiamato a risponderne».
Come riportato da Renovatio 21, ad inizio anno Macron aveva dichiarato che «la libertà di parola è una pura stronzata», magari aspettandosi i 92 minuti di applausi della Corazzata Kotmkin di Fantozzi, ma questi non sono arrivati.
Adottato nel 2022, il DSA obbliga piattaforme come Facebook, X, TikTok, Google e YouTube a contrastare i contenuti illegali, ad aumentare la trasparenza su pubblicità e algoritmi, a proteggere i minori e a valutare e mitigare rischi sistemici come la disinformazione. Le piattaforme più grandi hanno obblighi ulteriori e possono essere multate fino al 6% del fatturato annuo globale in caso di violazioni.
Nel dicembre 2025 l’UE ha inflitto la prima sanzione ai sensi del DSA, ordinando a X di Elon Musk di pagare 120 milioni di euro. Il mese scorso il governo statunitense ha appoggiato il ricorso di X, sostenendo che il blocco aveva ecceduto i propri poteri prendendo di mira un’azienda americana.
«Non tollereremo che la Commissione Europea si impegni in un’eccessiva ingerenza normativa nel tentativo di controllare i motori americani dell’innovazione e della crescita economica», ha dichiarato Brett Shumate, assistente del procuratore generale della Divisione civile del Dipartimento di Giustizia.
Come riportato da Renovatio 21, a inizio anno la UE aveva accusato il social muskiano di antisemitismo e pedopornografia. Musk aveva risposto chiedelo l’abolizione dell’UE, definita come «Quarto Reich».
Funzionari statunitensi hanno accusato l’UE di erodere la libertà di parola e di tentare di mettere a tacere le voci dissenzienti per ragioni politiche. «L’UE dovrebbe sostenere la libertà di parola, non attaccare le aziende americane per la spazzatura», ha scritto a dicembre su X il vicepresidente JD Vance.
L’anno scorso gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni sui visti a funzionari europei e a responsabili di gruppi di monitoraggio online, tra cui Thierry Breton, ex commissario per il mercato interno e uno dei principali artefici del DSA. Breton ha paragonato la misura al maccartismo, la campagna dell’era della Guerra Fredda contro sospetti comunisti e presunti sovversivi.
La censura in Europa aveva subito un’accelerazione decisiva la scorsa estate, quando sulla scia delle elezioni europee, i vertici dell’Unione stanno lavorando per rendere ancora più controverso il DSA, che molti osservatori hanno definito come una legge di censura radicale.
L’Unione Europea ha iniziato a far leva sul DSA per intensificare la repressione di quella che definisce «disinformazione» sullecampagne di vaccinazione.
L’espansione delle maglie della censura da parte dell’Europa è risalente, e ha trovato fiato soprattutto durante gli anni pandemici, nei quali sono stati mandati avanti appalti per la realizzazione elettronica del sistema.
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Come riportato da Renovatio 21, Elon Musk due anni fa aveva raccontato che X (già Twitter) ha respinto la richiesta di Bruxelles di censurare segretamente le opinioni sulla piattaforma, ricevendone in risposta una persecuzione ai sensi del DSA.
Come riportato da Renovatio 21, l’Europa si sta scagliando contro i colossi della pornografia web con il pretesto della protezione dei minori ma con il fine, nemmeno tanto dissimulato, di introdurre sistemi di identificazione digitale di precisione per tutti i cittadini, il famoso portafoglio UE.
Sullo sfondo, l’avvio dell’euro digitale, la piattaforma di controllo che ingollerà mezzo milione di europei comandandone per sempre le esistenze. Il credito sociale della Repubblica Popolare Cinese al confronto sembrerà una mite misura liberale.
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Immagine di European Union, 1998 – 2026 via Wikimedia pubblicata secondo indicazioni
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