Geopolitica
Caos in Palestina, qualcuno afferma che c’è lo Stato Ebraico dietro la rivolta dei coloni?
La rivolta dei coloni ebrei nella città di Huwara, in Palestina, in Cisgiordania, il 26 febbraio parrebbe essere partita quando un uomo armato al momento non ancora catturato, presumibilmente palestinese, ha uccidendo due coloni ebrei.
Secondo un articolo di Middle East Eye, i rivoltosi sono stati elogiati dai leader di estrema destra, inclusi alcuni membri del governo di Benjamin Netanyahu, dando credito alle accuse secondo cui il governo avrebbe incoraggiato i rivoltosi.
In un tweet poi cancellato, Davidi Ben Zion, il vice capo del Consiglio di Samaria che governa gli insediamenti illegali nel nord della Cisgiordania, ha invitato i politici israeliani a non mostrare pietà e ha affermato che «il villaggio di Huwara dovrebbe essere cancellato oggi».
The Zionist pogrom taking place in Huwara is a consequence of the Israeli government’s Jewish supremacist political platform. This is what happens when instead of getting a call from the International Criminal Court you enjoy support from @USAmbIsrael & @EUinIsrael pic.twitter.com/2GjPDapBwb
— Sami Abou Shahadeh (@ShahadehAbou) February 26, 2023
Il tweet è piaciuto al ministro delle finanze del Paese Bezalel Smotrich, leader del Partito sionista religioso, membro del governo di coalizione guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu. Anche il gradimento da parte dello Smotrich del tweet del Ben Zion ha attirato la condanna ed è stato visto da alcuni come un indizio che lo Stato di Israele che sanziona la violenza dei rivoltosi.
«Il nostro ministro delle Finanze, ministro del ministero della Difesa e membro del gabinetto di sicurezza sostiene la cancellazione di un intero villaggio quando l’unico peccato dei suoi abitanti è quello di essere palestinese», ha detto su Twitter Shir Nosatzki, un’imprenditrice dei social media.
Come riportato da EIRN, il 26 febbraio, Smotrich stesso ha intensificato la retorica, chiedendo che l’esercito israeliano «colpisse le città palestinesi, con carri armati ed elicotteri, senza pietà, in un modo che avrebbe fatto capire che il proprietario della casa è impazzito». Smotrich ha promosso un thread su Twitter raccomandando «la punizione collettiva della famiglia e dell’ambiente del terrorista come strumento efficace e necessario nella guerra asimmetrica».
La punizione collettiva delle popolazioni occupate, osserva Middle East Eye, è illegale secondo il diritto internazionale.
Watch the video, Israeli settlers are burning Palestinian houses, cars. Trees and shops in Huwara village near Nablus, the Israeli settlers are escorted by the Israeli army.
Palestinian has no protections. pic.twitter.com/CtO2S5lP0c— Issa Amro عيسى عمرو ???????? (@Issaamro) February 26, 2023
lsraeli settlers launch a mass attack on Huwara, south of Nablus city, injuring at least 100 Palestinians. pic.twitter.com/0vFB9gkWki
— TIMES OF GAZA (@Timesofgaza) February 26, 2023
The town of #Huwara today following the settlers attack #westbank pic.twitter.com/b3xofyp0kr
— Oren Ziv (@OrenZiv_) February 27, 2023
Almeno un palestinese è stato ucciso e quasi 400 feriti negli attacchi a Huwara e ad altre città e villaggi della Cisgiordania, hanno detto funzionari sanitari palestinesi.
I coloni hanno bruciato completamente almeno 35 case, altre 40 sono state parzialmente danneggiate e molti degli edifici sono stati dati alle fiamme mentre i loro abitanti palestinesi si rifugiavano all’interno. Più di 100 auto sono state bruciate o altrimenti distrutte.
Il Jerusalem Post, nella sua copertura della rivolta, ha descritto Huwara come una «città fantasma» dove lunedì 27 febbraio ardevano ancora gli incendi.
With its residents inside, Palestinian-owned houses are being set on fire by lsraeli settlers in Huwara while lsraeli occupation forces prevent fire engines from arriving into the scene. pic.twitter.com/sSxSCFeSEa
— TIMES OF GAZA (@Timesofgaza) February 26, 2023
1/ WATCH: Masked settler youth, including what appears to be a small child, set fire to a Palestinian home in Huwara during Sunday night's pogrom. Police and army vehicles can be seen driving and stopping across from them for two minutes, yet do nothing to stop the attack. pic.twitter.com/HvymuGfxNh
— +972 Magazine (@972mag) February 28, 2023
????What’s happening now in #Nablus
-Israeli settlers, protected by IOF, stormed Huwara in Nablus & are destroying & setting fire to Palestinian houses & cars
-Red Crescent announced 98 Palestinian injured
– ambulances are prevented from entering Huwara #protection pic.twitter.com/hjtupoN5rb— Lema (@Lemapal) February 26, 2023
Nonostante la presenza delle forze di sicurezza, lunedì mattina ai coloni è stato permesso di rientrare nella città, litigare con i palestinesi in città e tornare lunedì pomeriggio per scatenare di nuovo litigi. I residenti sul posto che hanno parlato con i giornalisti hanno sottolineato che rimarranno in città, affermando con calma «sacrificheremo le nostre vite per la nostra terra», ha scritto il Jerusalem Post.
La rivolta dei coloni ebrei a Huwara ha spaventato così tanto alcuni israeliani, che hanno dato voce alle loro preoccupazioni.
«Il governo deve decidere se agire come sovrano nei territori [palestinesi occupati], se è determinato a imporre la legge e l’ordine ad arabi ed ebrei allo stesso modo, o se funge da foglia di fico per i giovani in cima alla collina», ha scritto Nahum Barnea per il principale quotidiano israeliano Ynet, riferendosi al gruppo di coloni radicali. Ynet è la testata online del principale quotidiano israeliano, Yedioth Ahronoth.
Mentre i coloni israeliani hanno regolarmente commesso attacchi contro i palestinesi in Cisgiordania, gli attacchi del 26 febbraio sono stati «quasi senza precedenti», ha avvertito Barnea.
Scenes of the ongoing Israeli settlers attacks against Palestinians in Huwara town, Nablus in the West Bank. pic.twitter.com/691B3MLTl5
— AlKofiya News (@AlKofiyaorg) February 26, 2023
"There is something very exciting here… Jews are not silent. What the army is unable to do, what the police will never do, simple Jews come & do a natural act of revenge. They set fire to everything that comes next to them."
Israeli settler speaking from Huwara pic.twitter.com/dxA9JuHCz9
— Chris Hutchinson (@ChrisHu34451470) February 28, 2023
I coloni in rivolta si sentono «immuni alla legge. La paura dello Stato non si applica a loro», ha continuato il giornalista di Ynet. Il ministro delle finanze Bezalel Smotrich e il ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir «osservano i rivoltosi a Huwara e probabilmente si ricordano di loro stessi: quando avevano la loro età, si sono comportati come loro», dice.
Il Times of Israel riferisce che gli israeliani hanno donato quasi 300.000 dollari a un fondo a favore dei palestinesi le cui case sono state distrutte durante i disordini.
Il membro del partito laburista Yaya Fink, che ha lanciato la campagna di raccolta fondi online, ha dichiarato in un’intervista che il suo obiettivo originale era quello di raccogliere 27.275 dollari, ma alle 6 del mattino del 28 febbraio gli israeliani avevano donato 291.015 dollari. Fink ha detto di essere stato spinto ad agire dopo aver visto il filmato «orribile» della furia, che mostrava autori ebrei che indossavano yarmulke riunirsi per una preghiera serale davanti agli edifici di Huwara avvolti dalle fiamme.
Unreal! #Israeli settlers are jubilantly dancing & celebrating their deadly pogrom on Huwara, where they killed a Palestinian, wounded over 100, burned down 15 homes, dozens of cars, shops & farms under the full protection of the IDF!
There's been ZERO arrests against settlers! pic.twitter.com/btlbM2KigK
— Muhammad Shehada (@muhammadshehad2) February 26, 2023
«Come ebreo religioso io stesso… sentivo che non potevo tacere in tali circostanze», ha detto Fink. «Stanno creando un nuovo giudaismo deformato e portano invano il nome di quello vero». Pur insistendo sul fatto che la maggioranza degli israeliani «non accetta tali anarchici», Fink ha riconosciuto che gli autori ora hanno «partner molto anziani nel governo».
Come riportato da Renovatio 21, lo Stato Ebraico ha bombardato la Siria a pochi giorni dal sisma che ha colpito la regione. Sette mesi fa aveva bombardato Gaza a poche ore dalla fine della grottesca visita in Israele di Joe Biden.
I cristiani che vivono nel Paese si dicono ora preoccupati per il nuovo, ennesimo governo Netanyahu, che sembra più che mai spostato verso l’estrema destra. Due mesi fa il ministro per la sicurezza israeliano Itamar Ben-Gvir aveva vietato l’esposizione di bandiere palestinesi nei luoghi pubblici.
In un articolo di due anni fa, Renovatio 21 aveva definito le nuove fiammate in Palestina come «guerra civile», sebbene impropriamente detta.
Ci chiedevamo: «quando uno Stato comincia a considerare sacrificabile una porzione del suo popolo, la reazione può essere qualcosa che non sia qualcosa che assomiglia ad una guerra civile?»
«Israele, per interesse parlamentare e governativo, sta finalmente cercando di liquidare questa strana anomalia di musulmani (e cristiani) presenti nella loro politica? Si sta servendo di una guerra «esterna» per liquidare una parte della sua popolazione? (…) Un’intera fetta della popolazione, quindi, è ora ritenuta dal potere come sacrificabile. Il suo stesso diritto ad esistere può essere messo in discussione per il bene del sistema. È il trionfo dell’utilitarismo, la filosofia del sacrificio delle minoranze per il maggior godimento di un’altra parte della popolazione
Alla base c’è anche qui l’instaurazione nel codice sorgente dello Stato della filosofia utilitarista: «un’intera fetta della popolazione, quindi, è ora ritenuta dal potere come sacrificabile. Il suo stesso diritto ad esistere può essere messo in discussione per il bene del sistema. È il trionfo dell’utilitarismo, la filosofia del sacrificio delle minoranze per il maggior godimento di un’altra parte della popolazione».
Scrivevamo ancora «collasso o sacrificio umano: la scelta dell’establishment, su qualsiasi parte del pianeta, è la stessa di quella che sta compiendo Israele con le sue bombe».
Che siano bombe aeree teleguidate o molotov, la sostanza non cambia. Perché «ci potrebbe essere alla base di questa ondata di sangue un ragionamento politico, infranazionale e pure globale, molto più orrendo».
Insomma, siamo ai pogrom utilitaristi. E siate certi (il green pass lo ha dimostrato) non ne vedremo solo in Israele…
Geopolitica
Israele effettua il più pesante bombardamento del Libano dalla tregua di giugno
Mercoledì Israele ha attaccato diversi obiettivi nel sud del Libano in quella che è stata definita la campagna di bombardamenti più intensa dall’entrata in vigore del cessate il fuoco all’inizio di giugno. Gli attacchi si sono verificati mentre negoziatori israeliani e libanesi conducevano colloqui mediati dagli Stati Uniti a Roma.
Un uomo è deceduto e altri dodici sono rimasti feriti a Tibnin quando un proiettile israeliano ha colpito il tetto di una sala di preghiera all’interno di un cimitero, secondo quanto comunicato dal ministero della Salute libanese.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno inoltre bombardato Al-Mansouri e in seguito hanno colpito Burj el-Shamali, vicino a Tiro. Le IDF hanno diramato il loro primo ordine di evacuazione dopo circa due mesi.
VIDEO | Footage documents the moment Israeli artillery shelling targeted Al-Hanniye in south Lebanon’s Tyre District amid ongoing attacks. pic.twitter.com/xXn0k7w9UY
— The Cradle (@TheCradleMedia) August 5, 2026
Following Hezbollah breaking the ceasefire and attempting to target Israeli forces, the IDF launched multiple airstrikes in Bourj El Shemali, a suburb of the city of Tyre in Lebanon. pic.twitter.com/RIkE1wCBfx
— Israel Military Channel (@IsraelMilitaryC) August 5, 2026
Sostieni Renovatio 21
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dichiarato di aver ripreso gli attacchi in risposta a «una palese violazione» del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, senza fornire ulteriori dettagli. Mercoledì, diverse testate giornalistiche avevano riferito la morte di due soldati israeliani a seguito di un’esplosione all’interno di un edificio minato nella città libanese di Majdal Zoun.
L’escalation si è verificata mentre, secondo le Nazioni Unite, oltre 820.000 libanesi sfollati a causa di raid aerei e ordini di evacuazione stavano facendo ritorno alle proprie abitazioni.
Il settimo round di colloqui israelo-libanesi è stato interrotto mercoledì pomeriggio su richiesta di Israele, secondo quanto riportato dal Times of Israel e da Al-Monitor.
Secondo i media israeliani, l’ambasciatore del Paese negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha accusato la delegazione libanese di aver ripetutamente diffuso informazioni false alla stampa. I colloqui dovrebbero riprendere giovedì.
L’IDF ha occupato alcune zone del Libano meridionale nell’ambito di quella che definiscono una zona di sicurezza, con l’obiettivo di dissuadere Hezbollah dal lanciare razzi e colpi di mortaio oltre confine.
In base alla tregua del 3 giugno, Israele aveva accettato di ritirarsi progressivamente e di trasferire il controllo delle «zone pilota» all’esercito libanese, a condizione che Hezbollah non potesse più sferrare attacchi da quelle aree. Hezbollah ha respinto l’accordo definendolo «umiliante» e chiedendo il ritiro completo di Israele e rifiutando il disarmo.
Come riportato da Renovatio 21, un mese fa il ministro della Difesa dello Stato Giudaico Israele Katz aveva dichiarato che l’occupazione ebraica di parti Libano, Gaza e Siria sarà a tempo indeterminato.
Il ministro della sicurezza dello Stato Ebraico Itamar Ben-Gvir settimane fa ha dichiarato che il Libano dovrebbe essere il «parco giochi di Israele». Due mesi fa aveva, detto che «tutto il Libano deve bruciare». Pochi giorni prima Israele aveva bombardato il Paese dei cedri subito dopo l’accordo per il cessate il fuoco.
La violenza militare israeliana aveva toccato anche il castello di Beaufort, una fortezza costruita dai Crociati 900 anni fa nel Libano meridionale, dichiarato dallo Stato degli ebrei come «zona di combattimento».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di IDF Spokesperson’s Unit via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Geopolitica
Marjorie Taylor Greene e Massie accusano i repubblicani di essere responsabili dell’«invasione» di migranti in Spagna
Republicans paid $40 MILLION of your tax dollars to Morocco to invade Spain.
And then they all pretended like borders matter and clutched their pearls like invasions are offensive. R’s and D’s are the same and the Uniparty has put us in $40 T in debt and Americans LAST. https://t.co/MZyOF2OOcc — Former Congresswoman Marjorie Taylor Greene🇺🇸 (@FmrRepMTG) August 2, 2026
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
L’Iran sospende gli attacchi di rappresaglia contro l’Ucraina dopo le scuse di Kiev
L’Iran ha sospeso gli attacchi di rappresaglia contro l’Ucraina per l’attacco del mese scorso a una nave mercantile nel Mar Caspio, dopo le scuse di Kiev, secondo quanto affermato da un alto consigliere della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei.
Il 25 luglio l’Ucraina ha colpito con droni la nave iraniana, uccidendo un marinaio, e ha affermato che stava trasportando equipaggiamento militare in Russia. L’Iran ha dichiarato che la nave trasportava merci civili e ha denunciato l’attacco come un atto di aggressione. La Russia ha identificato la nave come la nave mercantile Ana.
Il generale Mohsen Rezaee, comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (i pasdaran ), ha dichiarato lunedì che Teheran aveva selezionato degli obiettivi in Ucraina. «Avevamo intenzione di colpire tre siti in Ucraina, ma abbiamo annullato l’attacco in seguito alle scuse dell’Ucraina», ha affermato Rezaee, secondo quanto riportato dal canale televisivo di informazione iraniano Press TV.
Sostieni Renovatio 21
Secondo l’agenzia persiana Fars, il Rezaee ha affermato che Kiev ha dichiarato di aver attaccato la nave per errore e che l’Iran ha deciso di indagare sulla questione. «Anche se si è trattato di un errore, ci saranno comunque delle conseguenze», ha aggiunto.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva dichiarato in precedenza che il suo omologo ucraino, Andrey Sibiga, gli aveva assicurato durante una telefonata che l’attacco alla nave «era stato involontario e che l’Ucraina non intendeva inasprire la situazione». Araghchi ha chiesto un risarcimento per l’accaduto.
Inizialmente Sibiga ha respinto le minacce di rappresaglia dell’Iran definendole «ingiustificate e infondate», ma in seguito ha adottato un tono conciliante, affermando che Kiev «non ha mai avuto intenzione di prendere di mira navi o persone civili».
La Russia ha definito l’attacco alla nave illegale secondo il diritto internazionale e ha accusato l’Ucraina di tentare di «estendere la portata geografica delle sue attività terroristiche».
L’Iran ha negato di aver fornito aiuti militari alla Russia, a parte la fornitura di un «piccolo numero» di droni kamikaze Shahed-136 prima dell’escalation del conflitto in Ucraina nel febbraio 2022. Mosca ha insistito sul fatto che tutti i suoi droni Geran-2, ritenuti basati sul modello Shahed-136, siano prodotti internamente. La Russia ha anche negato di aver inviato armi all’Iran durante la campagna di bombardamenti israelo-americana contro il Paese.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Khamenei.ir via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
-



Gender1 settimana faMons. Viganò: la chiesa sinodale ha l’ordine di normalizzare la sodomia. E ricorda Don Milani…
-



Arte5 giorni faPatti Smith avrebbe dato in adozione sua figlia con la promessa che non fosse cresciuta cattolica. Ora è accolta dal papa
-



Gender2 settimane faMons. Viganò: una lobby di pervertiti incistata nel corpo ecclesiale vuole legittimare la sodomia anche nel Clero
-



Spirito2 settimane faIl peccato mortale è peggiore della possessione demoniaca: parla l’esorcista
-



Immigrazione1 settimana faL’invasione è incontrovertibile. Immagini da Ceuta
-



Ambiente1 settimana faLa Xylella come prova generale del COVID. Intervista al professor Luca Marini
-



Animali2 settimane faLe orche di Gibilterra affondano una barca dopo averne attaccate altre tre: tra quanto cominceranno ad uccidere?
-



Salute6 giorni faI malori della 31ª settimana 2026













