Persecuzioni
Burkina Faso, attacco mortale ad una chiesa
Attacchi terroristici «coordinati» nel Nord-Est e nell’Est del Paese hanno provocato almeno quindici vittime cattoliche il 25 febbraio 2024, e un numero ancora imprecisato di musulmani uccisi il 25 febbraio 2024. I fedeli sono stati presi di mira mentre erano in piena festa. È stata attaccata anche una moschea.
La diocesi di Dori ha annunciato la triste notizia in un comunicato stampa: «portiamo alla vostra attenzione l’attacco terroristico subito dalla comunità cattolica di Essakané-Village il 25 febbraio 2024, mentre era riunita per la preghiera domenicale. Il rapporto provvisorio parla di 15 fedeli uccisi e due feriti».
Un altro attacco contro i musulmani che stavano celebrando la preghiera dell’alba in una moschea di Natiaboani ha provocato decine di morti e feriti. Secondo l’Agenzia d’Informazione del Burkina Faso (AIB), «migliaia di terroristi» hanno lanciato «attacchi simultanei» in diverse località del Paese. Questi attacchi hanno preso di mira sia la popolazione civile che le forze di difesa e sicurezza.
Il secondo paese più colpito dal terrorismo nel mondo
Secondo l’ultimo rapporto Global Terrorism Index 2023, il numero delle vittime di attacchi terroristici nella regione del Sahel è aumentato di oltre il 2.000% negli ultimi 15 anni. Il Burkina Faso è il primo paese del continente e il secondo al mondo più colpito secondo il Global Terrorism Index (GTI) 2023, pubblicato dall’Istituto per l’Economia e la Pace (IEP).
La maggior parte degli attacchi terroristici sono compiuti dall’ISIS, da Al-Shabaab, dal Gruppo di sostegno per l’Islam e i musulmani e dal Fronte di liberazione del Balochistan nel Pakistan occidentale.
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«La regione del Sahel, nell’Africa sub-sahariana, è ora l’epicentro del terrorismo (…) e nel 2022 avrà causato più morti per terrorismo rispetto all’Asia meridionale, al Medio Oriente e al Nord Africa messi insieme», secondo un rapporto. «In tutto il Sahel, 22.074 persone sono state uccise in 6.408 attacchi terroristici tra il 2007 e il 2022», indica lo stesso rapporto.
Con 8.564 vittime, il Burkina Faso occupa il 2° posto al mondo tra i paesi più colpiti nel 2022, subito dietro l’Afghanistan, primo paese dal 2019. Il Paese ha registrato 310 attacchi terroristici nel 2022 rispetto ai 224 del 2021.
I civili sono i più colpiti
In Burkina Faso sono stati registrati 1.135 decessi, con un aumento dei decessi del 50% rispetto al 2021, secondo la stessa fonte. Più della metà erano civili. I civili sono, per il quarto anno consecutivo, l’obiettivo dei terroristi con 642 morti, ovvero oltre il 57% di questi decessi. In totale, un aumento del 29% rispetto al 2021 quando persero la vita 497 civili.
Dal 2015 il Burkina Faso si trova ad affrontare la lotta armata di gruppi estremisti religiosi. In questi attacchi morirono più di diecimila persone, tra cui clero, civili disarmati e anche agenti di sicurezza. Questa situazione ha causato due colpi di stato consecutivi in otto mesi, a settembre e poi a gennaio 2022.
Un falso declino globale
Va notato che l’IWG rileva che a livello globale si è registrato un calo del 9% delle morti dovute al terrorismo e una diminuzione del 28% degli attacchi. Ma questa è solo un’illusione che dà l’impressione che la riduzione della violenza terroristica significhi la risoluzione dei problemi.
In realtà, è spesso il segno della vittoria finale del radicalismo islamico, come in Afghanistan, dove il ritorno al potere dei talebani paralizza il Paese, con un minore ricorso alla minaccia terroristica.
Il numero delle morti dovute al terrorismo è diminuito di 866 unità, con un miglioramento del 58%…
Articolo previamente apparso su FSSPX.news.
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Immagine screenshot da YouTube
Persecuzioni
Terra Santa: quale avvenire per i cristiani?
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Persecuzioni
Statua di Gesù decapitata ad Halloween fuori da una chiesa cattolica
Un uomo non identificato è stato arrestato in relazione a un attacco avvenuto la notte di Halloween contro un monumento ai caduti in una chiesa cattolica, durante il quale è stata decapitata una statua di Gesù Cristo. Lo riporta LifeSite.
La BBC riferisce che il monumento ai caduti nella chiesa di St. Alban, che raffigura Cristo sulla croce sopra un’iscrizione con i nomi dei membri della parrocchia morti durante la prima e la seconda guerra mondiale, è stato decapitato e imbrattato venerdì con quello che il parroco, canonico Christopher Cunningham, ha definito «un linguaggio offensivo nei confronti della Chiesa cattolica».
I graffiti sono stati successivamente rimossi, ma foto e filmati mostrano un messaggio scarabocchiato che alcuni utenti dei social media hanno interpretato come arabo, mentre altre fonti lo hanno citato come «niente merda di croce». Nello stesso periodo, nella zona si erano verificati anche altri episodi non specificati.
Jesus Christ decapitated in Britain. Christians in Europe are under attack everywhere. https://t.co/i2AN2KfazG pic.twitter.com/tW25Ic3MIu
— RadioGenoa (@RadioGenoa) November 3, 2026
Cunningham ha definito l’accaduto un atto di «vera persecuzione», ma ha esortato i fedeli a «restare uniti».
La polizia ha diffuso un’immagine sfocata ripresa da una telecamera di sorveglianza che ritrae una figura non identificata, presumibilmente presente nella zona al momento dei fatti. Martedì il Warrington Guardian ha riportato la notizia del fermo di un uomo di 42 anni ai sensi della legge sulla salute mentale. Né la sua identità né le sue motivazioni sono state ancora confermate.
Le statue cristiane sono sotto attacco in tutto il mondo.
Come riportato da Renovatio 21, ad agosto un uomo ha distrutto una statua della Vergine Maria in una chiesa parrocchiale del Queens, che negli ultimi due anni ha subito diversi atti di vandalismo.
Come riportato da Renovatio 21, un ulteriore attacco ad una effigie sacra si era verificato nell’estate 2024, quando un uomo mentre ha colpito una statua di Gesù, Maria e Giuseppe fuori dalla chiesa della Sacra Famiglia a Flushing, nel Queens, decapitando la testa del Bambin Gesù.
Non va dimenticata, mai, l’accanimento devastatore e sacrilego della soldataglia israeliana nelle zone invase del Libano meridionale, un atto anticristiano che, dinanzi alle prove fotografiche inoppugnabili, è stato persino ammesso dall’Esercito israeliano stesso.
📹 Israeli soldier filmed destroying statue of Jesus in southern Lebanon
🗣️ The Israeli army says the incident in Debel will be investigated ‘thoroughly and comprehensively,’ without giving details on the soldier’s identity or possible disciplinary action https://t.co/WGvGNHCbgg pic.twitter.com/9iDMFmJYZ9
— Anadolu English (@anadoluagency) April 20, 2026
I soldati dello Stato Giudaico sono stati inoltre scoperti a profanare una statua della Vergine Maria.
Come riportato da Renovatio 21, la distruzione massiva della presenza materiale cattolica continua in tutto il mondo, dalle centinaia di chiese profanate ed incendiate in Francia e in Canada e in altri Paesi del mondo ai continui furti di ostie che si registrano anche in Italia.
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Francia, un edificio religioso in meno ogni settimana
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