Politica
La conversione di JD Vance al cattolicesimo
Le notizie riguardanti l’elezione del futuro presidente americano sono piuttosto frenetiche in questo momento, con il recente attacco a Donald Trump e il ritiro dell’attuale presidente, Joe Biden, che sta costringendo i democratici a trovare un sostituto. La seguente intervista è stata rilasciata da James Davis Vance, designato vicepresidente di Trump, dopo la sua conversione al cattolicesimo.
L’intervista è condotta da Rod Dreher, cresciuto metodista, convertito al cattolicesimo prima di passare all’ortodossia e che è piuttosto aggressivo nei confronti del cattolicesimo. L’intervista ha il merito di esporre il pensiero di Vance sul cattolicesimo. Aldo Maria Valli ha recentemente pubblicato il testo sul suo blog ed è stato tradotto da Benoît et moi. Risale ad agosto 2019.
Questo fine settimana sono stato a Cincinnati, Ohio, per un motivo speciale: il mio amico JD Vance è stato battezzato e accolto nella Chiesa cattolica. È stata una lunga strada per lui. Fu introdotto alla fede cattolica da padre Henry Stephan, domenicano, nel convento di Ste Gertrude. Ecco una breve intervista che ho fatto con JD sulla sua vita spirituale e sul suo viaggio verso il cattolicesimo.
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Perché il cattolicesimo? Perché ora?
Col tempo mi sono convinto che il cattolicesimo è vero. Sono cresciuto come cristiano, ma non sono mai stato molto legato a nessuna denominazione e non sono mai stato battezzato. Quando ho iniziato a interessarmi alla fede, ho lasciato il passato alle spalle e mi sono rivolto alla Chiesa che più mi attraeva intellettualmente.
Ma intellettualizzare è troppo facile. Quando guardavo le persone che contavano di più per me, mi rendevo conto che erano cattoliche. Mio zio sposato è cattolico. René Girard, che conosco solo per averlo letto, era cattolico. Ho letto e studiato questi argomenti per tre anni o più. Era giunto il momento.
Ciò sarebbe probabilmente accaduto prima se la crisi degli abusi sessuali, o la sua versione più recente, non avesse generato così tanto inchiostro. Mi ha costretto a pensare alla Chiesa come istituzione divina e umana e a cosa ciò avrebbe significato per mio figlio di due anni. Ma negli ultimi anni non ho mai dubitato che sarei diventato cattolico.
Hai scelto Sant’Agostino come tuo santo patrono. Per quello?
Per diverse ragioni. Il primo è che le Confessioni mi hanno commosso. Probabilmente li ho letti, in parte, due volte negli ultimi quindici anni circa. C’è un capitolo nella Città di Dio che è incredibilmente rilevante ora che penso alla politica. Agostino è un sostenitore incredibilmente potente delle cose in cui crede la Chiesa.
Uno dei motivi del mio ritorno al cristianesimo è che provengo da un mondo poco intellettuale riguardo alla fede. Oggi trascorro molto tempo con intellettuali non cristiani. Agostino mi ha permesso di comprendere la fede cristiana in modo molto intellettuale. Ho attraversato anche una fase di ateismo furioso. Agostino mi ha dimostrato in modo commovente che la menzogna secondo cui bisogna essere stupidi per essere cristiani, alla quale ho creduto per gran parte della mia vita, era falsa.
Voi siete ben consapevoli della difficile situazione in cui si trova oggi la Chiesa cattolica, con scandali, leadership incerte e tutto il resto. Le difficoltà della Chiesa cattolica ti scoraggiano?
Nel breve periodo sì, ma una delle cose che mi piace del cattolicesimo è che è molto antico. Ha una visione a lungo termine. La situazione è forse più preoccupante che a metà del XIX secolo? Cosa nel Medioevo? È scoraggiante quanto avere un secondo papa ad Avignone? Io non credo ciò. La speranza della fede cristiana non è radicata in una conquista a breve termine del mondo materiale, ma nel fatto che è vera e che a lungo termine, passo dopo passo, le cose andranno bene.
In che misura pensi che la fede cattolica guidi le tue opinioni sulle politiche pubbliche?
Le mie opinioni sulla politica pubblica e su quale dovrebbe essere lo Stato migliore sono in gran parte in linea con la dottrina sociale cattolica. Questa è una delle cose che mi hanno attratto della Chiesa. Ho notato una vera corrispondenza tra ciò che vorrei vedere e ciò che vorrebbe vedere la Chiesa. Spero che la mia fede mi renda più compassionevole e mi permetta di identificarmi con le persone bisognose.
Le mie opinioni politiche sono state piuttosto coerenti negli ultimi anni. Penso che il Partito Repubblicano sia stato per troppo tempo un’alleanza tra conservatori sociali e liberali, e non penso che i conservatori sociali abbiano tratto molto beneficio da quell’alleanza. Parte della sfida del conservatorismo sociale per il 21° secolo non può limitarsi a questioni come l’aborto, ma deve assumere una visione più ampia nell’ambito dell’economia politica e del bene comune.
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Quali sono secondo lei i principali pericoli spirituali per i cristiani impegnati oggi nella vita politica?
Fondamentalmente, la vita pubblica è in parte una gara di popolarità. Quando cerchi di fare cose che ti rendono popolare tra le masse, è improbabile che tu faccia cose che siano coerenti con gli insegnamenti della Chiesa cattolica. Sono cristiano, conservatore e repubblicano, quindi ho opinioni molto specifiche su cosa significhi.
Ma bisogna essere umili e capire che la politica è essenzialmente un gioco del tempo. So che molte persone sono molto critiche nei confronti del modo in cui la maggioranza dei cristiani si è avvicinata a Trump. Per me, fondamentalmente, la domanda che la maggior parte dei cristiani si pone è: quale di questi due partiti politici è meno offensivo per la mia fede?
Ma quando la domanda è questa, la risposta è quasi sempre insoddisfacente. Sono certamente critico nei confronti del modo in cui alcuni evangelici hanno risposto all’elezione di Trump. Ma so anche che la maggior parte di loro non lo fa perché sono yes-men. Lo fanno perché non pensano di avere un’opzione migliore.
Ron Howard ha appena finito di girare Hillbilly Elegy [Un film basato sull’autobiografia scritta da Vance nel 2016, ndr]. Grazie a questo film, milioni di persone conosceranno il tuo pellegrinaggio personale dalla tua infanzia difficile ad oggi. Esiste un modo spirituale per interpretare la storia di American Legends?
Una delle cose di cui parla Hillbilly Elegy è la lotta per trovare stabilità nella tua vita, ma anche per diventare una brava persona quando non hai avuto un’educazione facile. Significa essere un buon marito e padre ed essere sufficientemente capaci da provvedere alla propria famiglia.
Uno degli aspetti più attraenti del cattolicesimo è che il concetto di grazia non è espresso in termini di epifania. Non è ricevendo la grazia che si passa improvvisamente da persona cattiva a persona buona. Lavoriamo costantemente su noi stessi. Questo è ciò che mi piace. Sento che è piuttosto difficile essere una brava persona.
Riconoscere che la grazia opera a lungo termine è liberatorio, ma è anche coerente con il modo in cui ho visto cambiare la mia vita e quella delle persone che ho conosciuto. Una delle cose che ho avuto difficoltà a relazionare con il cristianesimo è l’idea che la trasformazione sia facile e avvenga ogni volta che dici una preghiera.
Questo non corrisponde al modo in cui ho visto le persone lottare, migliorare e cambiare.
Articolo previamente apparso su FSSPX.news
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Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0
Politica
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Politica
«Il tradimento dei chierici»: quelli che volevano la Bonino presidente
Lo scrittore Camillo Langone ha ricordato sul Foglio la grande campagna politico-pubblicitaria del 1999 per portare al Quirinale Emma Bonino.
«Scrivere quello che penso di una persona appena morta non è possibile. Magari fra un mese, in sede di trigesimo, e però fra un mese prego di avere qualcosa di più divertente da scrivere» scrive Langone. «Mi piacerebbe nondimeno elencare tutti coloro che nel 1999 firmarono affinché la persona appena morta diventasse presidente della Repubblica e intitolare questo elenco “Il tradimento dei chierici”, volendo stare alto, oppure “Il culturame contro la vita”, abbassando un po’ il livello».
«Passati 27 anni, molti dei firmatari sono defunti e a loro non posso più rinfacciare nulla, a cominciare da Indro Montanelli (comunque a novant’anni sarai pur libero di andare all’aceto)» continua lo scrittore parmigiano.
«Però sono vivi sostenitori come Achille Bonito Oliva e Alessandro Cecchi Paone, Margherita Buy (Jasmine Trinca non era ancora su piazza) e Cristina Comencini (Carlo Calenda era ancora alla Ferrari), tutti abbastanza prevedibili, così come i quasi (quasi) imprevedibili Franco Cardini, Ernesto Galli della Loggia, Eugenia Roccella».
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«In quell’antico, degradante appello la firma che mi dispiace di più è quella di Pupi Avati: tu quoque, Pupi? Brutta cosa il gregarismo. Fra un mese la cosa più bella sarebbe scrivere l’elenco di coloro che, pur interpellati, non firmarono» conclude l’autore del Manifesto della destra divina.
Orbene, prima di arrivare a quanti, eroicamente, non misero la firma per la superabortista al tribunale (10 mila bambini eliminati con le sue proprie mani, vantava), ci siamo chiesti se vi era ancora da qualche parte la lista completa dei firmatari: online, cercandola pure a fondo, non l’abbiamo trovata.
Abbiamo potuto mettere insieme un po’ di nomi ricavandoli dagli infiniti «coccodrilli» di questi giorni e da altri articoli comparsi negli anni. La lista non è lunghissima, ma comunque interessante. Caveat: non siamo sicuri di tutti questi nomi, perché in rete non c’è traccia della lista completa.
- Indro Montanelli — decano del giornalismo italiano, cantore a suo tempo del colonialismo italiano
- Angelo Panebianco — politologo, editorialista del Corriere della Sera (il giornale del conservatorismo italiano, tipo)
- Rita Levi-Montalcini — scienziata, Premio Nobel, senatrice a vita, attivista abortista
- Antonio Baldassarre — costituzionalista, ex presidente della Corte Costituzionale
- Maurizio Costanzo — presentatore e giornalista, già nelle liste della P2
- Lucio Dalla — indimenticato cantautore felsineo, associato talvolta all’omosessualità (mai dichiarata) o all’Opus Dei (smentito)
- Margherita Hack — astrofisica televisiva, ateissima, figlia di pionieri italiani della Teosofia
- Umberto Veronesi — oncologo «laico», già ministro, teorizzatore di un futuro bisessuale con il laboratorio come unica forma di riproduzione di individui sani
- Danielle Mitterrand — vedova del noto presidente francese (cioè la vedova-vedova, non una delle amanti)
- Franca Rame — attrice e moglie di Dario Fo, poi eletta al Senato nel 2006 con il partito biodegradabile Italia dei Valori (IdV) guidato da Antonio Di Pietro.
- Edoardo Bennato — popolare cantante partenopeo
- Franco Battiato — esoterico cantante etneo
- Raffaele La Capria — scrittore e sceneggiatore dei film di Francesco Rosi
- Oliviero Toscani — fotografo e pubblicitario dei Benetton, figlio del fotografo che fece gli scatti dei cadaveri appesi di Mussolini e della Petacci in piazzale Loreto
- Caterina Caselli — cantante e soprattutto discografica milanese
- Bernardo Bertolucci — regista premio Oscar, con alcuni film che ci chiediamo come possano essere passati sugli schermi per i contenuti allucinanti (e non parliamo di Ultimo Tango a Parigi, ma, ad esempio, de La luna)
- Catherine Spaak — attrice, cantante, conduttrice televisiva e ballerina belga naturalizzata italiana
- Claudia Koll — attrice di una pellicola di Tinto Brass, poi convertitasi al medjugorismo.
- Iva Zanicchi — cantante detta «l’Aquila di Ligonchio», storica conduttrice della trasmissione di Rete 4 «Ok il prezzo è giusto»
- Mario Monicelli — regista, poi finito suicida
- Claudia Cardinale — attrice italo-tunisina, moglie di un regista senatore di Alleanza Nazionale
- Vittorio Gassman — attore, che dichiarava la depressione e la sua cura psichiatrica apertis verbis.
- Marco Tardelli — ex calciatore trionfatore del Mundial del 1980
- Giorgio Celli — etologo televisivo bolognese
- Salvatore Veca — filosofo della politica punto di riferimento filosofico della sinistra non marxista
- Ernesto Illy — fedele valdese e imprenditore del caffè
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Ci colpiscono qui i nomi non dei para-intellettuali salariati dal sistema, non delle dive di passaggio, non degli artisti perversi, non dei ricconi parastatali, ma di figure ascritte alla destra italiana.
Segno che, anche quella, era già tre decadi fa catturata totalmente dalla Necrocultura: anche i «conservatori» volevano presidente degli italiani una tizia che rivendicava di averne abortiti più di 10 mila. Un’esercito di futuri cittadini spariti nel sangue a colpi di pompa della bicicletta. Loro, e i loro figli – italiani.
Abbiamo scritto che è giusto che la Bonino abbia funerali di Stato – perché lo Stato moderno è fondato sulla Morte.
Forse era giusto pure che la Bonino divenisse presidente della Repubblica. Le cose più si slatentizzano, meglio è.
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Immagine di CoroRP via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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