Geopolitica
Il presidente eletto Pezeshkian specifica le priorità della politica estera dell’Iran
Mentre il mondo attende di vedere la direzione che prenderà l’Iran sotto Masoud Pezeshkian, eletto presidente il 5 luglio con il 54% dei voti, Sputnik ha riferito di un’intervista rilasciata a Pezeshkian alla vigilia delle elezioni sulle principali priorità del paese.
Il presidente eletto iraniano Masoud Pezeshkian, che ha ricevuto il 54% dei voti alle scorse elezioni presidenziali del 5 luglio, ha rilasciato un’intervista alla testata governativa russa Sputnik in cui racconta le priorità del suo futuro governo per quanto concerne la politica estera.
«La Russia è un amico e partner dell’Iran», ha affermato Pezeshkian, «e considero prioritario approfondire ed espandere le relazioni con Russia e Cina, nonché intensificare le attività di politica estera nella direzione asiatica in generale. E noi, ovviamente, a tutti i livelli – bilaterale, regionale e internazionale – continueremo i nostri sforzi per espandere l’interazione con la Federazione Russa».
«Una delle priorità del mio programma di politica estera è la cooperazione regionale e, a questo scopo, l’Iran amplierà la sua presenza nei BRICS e nella SCO, oltre a impegnarsi per una cooperazione più attiva con l’Unione EconomicaEurasiatica [EAEU] per realizzare più pienamente il potenziale delle relazioni commerciali ed economiche con i paesi membri di queste organizzazioni».
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Per quanto riguarda l’accordo nucleare del 2015, detto anche JCPOA, il Pezeshkian ha sottolineato che si tratta di «un accordo internazionale approvato dalle Nazioni Unite» e che il ritiro unilaterale degli Stati Uniti da questo accordo nel 2018 «ha causato gravi danni all’Iran e al popolo iraniano… Come la parte russa ha ripetutamente sottolineato, l’Iran ha adempiuto ai suoi obblighi e consideriamo nostro compito far rientrare gli altri partecipanti a questo accordo il prima possibile e ottenere la revoca delle sanzioni. Sono fiducioso che i governi amici di Russia e Cina sosterranno l’Iran e lo aiuteranno a risolvere questo problema».
Alle elezioni anticipati tenutesi in Iran una settimana fa – dopo la morte del presidente Ebrahim Raisi in un incidente in elicottero nella provincia iraniana dell’Azerbaijan orientale il 19 maggio – indette il candidato riformista Pezeshkian si è assicurato 16,4 milioni di voti, mentre lo sfidante Jalili ne ha ricevuti 13,5 milioni Secondo la legge iraniana, un candidato deve ottenere almeno il 50% più un voto; quindi, dopo che nessun candidato ha raggiunto questo risultato al primo turno del 28 giugno, le elezioni si sono concluse con un ballottaggio tra i due candidati in testa alla classifica.
Pezeshkian, 69 anni, è divenuto quindi a persona più anziana ad assumere la carica di presidente.
Pezeshkian è un sostenitore del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica – i cossiddetti Pasdaran – e ha definito loro attuale condizione «diversa dal passato». Il neopresidente ha condannato la dichiarazione delle Guardie della Rivoluzione come organizzazione terroristica da parte dell’amministrazione Trump nel 2019.
Dopo l’abbattimento iraniano di un drone americano nel 2019, Pezeshkian ha definito il governo americano «terrorista» e ha descritto l’azione dei Pasdaran di prendere di mira il drone come «un forte pugno in bocca ai leader dell’America criminale».
Durante una riunione universitaria e in risposta ad alcune critiche, Pezeshkian ha indossato l’uniforme delle Guardie della Rivoluzione e ha detto che l’avrebbe indossata di nuovo.
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Immagine di Mehr News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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Animali
Il capo della NATO Rutte rivela di aver parlato con un cane
Il segretario Generale della NATO Mark Rutte ha affermato di aver avuto un dialogo con un cane nel corso del suo più recente viaggio a Kiev, mentre insisteva sulla necessità di proseguire con gli aiuti militari all’Ucraina. Queste parole sono state pronunciate durante un dibattito congiunto con il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera, svoltasi sabato.
Rutte si era recato nella capitale ucraina all’inizio di febbraio, occasione in cui aveva garantito che i paesi occidentali avrebbero mantenuto il proprio impegno, arrivando persino a ipotizzare l’invio di truppe in Ucraina, ipotesi giudicata inaccettabile da Mosca.
Sabato ha rievocato quella visita, menzionando in particolare l’incontro con un cane addestrato alla ricerca di esplosivi di nome Patron, il cui nome in ucraino significa «cartuccia di proiettile».
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Il Jack Russell Terrier del Servizio di emergenza statale ucraino è diventato una vera e propria mascotte per Kiev nel contesto del conflitto con la Russia ed è stato protagonista di una serie di cartoni animati su YouTube, finanziati attraverso i programmi di sovvenzioni dell’USAID e successivamente sospesi dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sciolto l’agenzia.
«Ho persino guardato il cane negli occhi e mi ha detto: “Non cederemo mai”», ha dichiarato Rutte, ribadendo l’urgenza di un sostegno più deciso a Kiev. Ha poi proseguito sottolineando che il conflitto ha provocato numerose perdite alla Russia, invitando i sostenitori occidentali di Kiev ad «assicurarsi» che l’Ucraina disponga «degli strumenti offensivi di cui ha bisogno… per colpire qualsiasi cosa debba colpire in Russia».
L’anno scorso il Rutte aveva suscitato perplessità quando, durante il vertice NATO all’Aia, aveva chiamato Trump «papà», così come per i suoi messaggi personali di adulazione al presidente statunitense, resi pubblici dallo stesso Trump in più occasioni.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso l’eurodeputata francese Nathalie Loiseau ha soprannominato il Rutte«dipendente del mese di McDonald’s», dopo che Rutte aveva assicurato a Trump il proprio impegno a individuare una «via d’uscita» al progetto del presidente statunitense di acquisire la Groenlandia.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
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