Spirito
Epifania della «controchiesa prona all’anticristo»: mons. Viganò commenta le parole del gesuita Spadaro
Renovatio 21 pubblica questo testo dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò in reazione ad un testo del gesuita Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, apparso su Il Fatto Quotidiano. Il testo è stato descritto e commentato in un precedente articolo di Renovatio 21. Le opinioni dei testi pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Nelle parole di Spadaro affiora, come rimestando in una pozza di liquami, la feccia del peggior Modernismo che impesta la Chiesa da ormai più di un secolo. Quel Modernismo mai definitivamente estirpato dai seminari e dagli atenei sedicenti cattolici, al quale una setta di eretici e traviati ha eretto il totem del Concilio, sostituendolo a duemila anni di Tradizione.
Fino a qualche tempo fa questa «sintesi di tutte le eresie» cercava di rendersi presentabile omettendo di manifestarne l’indole anticristica, che pure le era consustanziale: vi era pur sempre il rischio che qualche Prelato vagamente conservatore e non ancora del tutto acquisito alla causa potesse accorgersi della sua pericolosità intrinseca.
Certo, la divinità di Cristo era considerata un pio desiderio sgorgato dall’esigenza di sacro della «comunità primitiva», i Suoi miracoli erano esagerazioni, le Sue parole metafore; d’altra parte, «non c’erano registratori», come ha detto Arturo Sosa, Preposito Generale della Compagnia di Satana.
1/2
Nelle parole di Spadaro affiora, come rimestando in una pozza di liquami, la feccia del peggior Modernismo che impesta la Chiesa da ormai più di un secolo. Quel Modernismo mai definitivamente estirpato dai seminari e dagli atenei sedicenti cattolici, al quale una setta di… pic.twitter.com/CVgNKD4s3F
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) August 27, 2023
Oggi, protetti da un gesuita che in violazione alla Regola di Sant’Ignazio occupa il Soglio di Pietro, i peggiori seguaci di questa setta si sentono liberi di dare la stura alle loro farneticazioni e giungono, in un delirio infernale, a bestemmiare Gesù Cristo, già fatto oggetto di inquietanti epiteti da parte di Bergoglio.
«Gesù si è fatto serpente, si è fatto diavolo», ha detto l’Argentino tempo fa.
2/2
Ma se i semplici hanno già compreso che il prezzo di questa ὕβρις è la νέμεσις, la quasi totalità dei Pastori – Cardinali, Vescovi, sacerdoti – si volta e guarda altrove. Essi sanno bene che la loro pavidità, il loro conformismo, il loro desiderio di non apparire retrogradi… pic.twitter.com/qbyXGRv4bW
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) August 27, 2023
Gli fa eco Spadaro (…) Inutile spiegare a queste menti irretite ciò che i Santi Padri hanno insegnato sul passo evangelico della Cananea: a loro interessa tenere ben alto sul suo piedistallo l’idolo del Vaticano II; e poco importa se per difendere i loro errori devono calpestare il Figlio di Dio, offendendoLo e bestemmiandoLo come nemmeno i peggiori eresiarchi del passato avevano osato fare.
Quella di Spadaro non è una semplice provocazione – cosa già di per sé inaudita – ma la manifestazione, l’epifania, come la chiamerebbe qualche «teologo» di Santa Marta, di una controchiesa con i suoi falsi dogmi, i suoi precetti mendaci, la sua predicazione ingannatrice, i suoi ministri corrotti e corruttori.
Una controchiesa prona all’Anticristo, a tutto ciò che rappresenta la negazione e la sfida alla Signoria di Dio sull’uomo. Orgoglio. Orgoglio luciferino. Orgoglio che non conosce limiti né freni.
La setta che eclissa la Chiesa di Cristo non si nasconde più: essa si mostra e pretende di sostituirsi definitivamente alla vera Chiesa, mostra i suoi idoli ed esige che li si adori, al prezzo di rinnegare il Salvatore stesso, confutare la Sua divinità, giudicare le Sue azioni, contestare le Sue parole.
Ma se i semplici hanno già compreso che il prezzo di questa hybris è la nemesis, la quasi totalità dei Pastori – Cardinali, Vescovi, sacerdoti – si volta e guarda altrove.
Essi sanno bene che la loro pavidità, il loro conformismo, il loro desiderio di non apparire retrogradi li ha resi corresponsabili di questa rivoluzione infernale, che pure avrebbero potuto fermare a suo tempo; ma siccome per sessant’anni hanno preso parte anch’essi al culto del Concilio, preferiscono proseguire sulla strada intrapresa verso la rovina della Chiesa e delle anime, piuttosto che fermarsi e tornare al punto in cui hanno deviato il cammino.
Finiscono così per preferire il trionfo dei malvagi – e con esso il vilipendio blasfemo di Gesù Cristo – all’umile ammissione di aver sbagliato. Preferiscono lasciar dire che abbia sbagliato Nostro Signore, «accecato dal rigorismo teologico», piuttosto di riconoscersi essi stessi imprigionati negli errori e nelle eresie del Modernismo.
La misura è colma, ed è giunto il momento di scegliere da che parte schierarsi. Con Bergoglio e Spadaro, con il Sinodo sulla Sinodalità, con una chiesa umana e contraffatta asservita al Nuovo Ordine Mondiale, o con Dio, la Sua Chiesa, i Suoi Santi.
E a ben vedere è già inaudito il solo dover ipotizzare che dei Cattolici – non dico dei sacerdoti o dei Prelati – possano considerare possibile esservi una scelta.
+ Carlo Maria Viganò
Arcivescovo
27 Agosto 2023
Dominica XIII Post Pentecostem.
Renovatio 21 pubblica questo testo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Spirito
L’ultima barzelletta del cardinale Roche: l’obiettivo del Summorum Pontificum era il «ritorno» della FSSPX a Roma
Il cardinale antitradizionalista Arthur Roche ha ripetuto la falsa affermazione secondo cui Papa Benedetto XVI avrebbe emesso il Summorum Pontificum per «spianare la strada» al «ritorno nella Chiesa» della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX).
Il prefetto del Dicastero per il Culto Divino ha dichiarato al sito AdVaticanum in un’intervista pubblicata martedì che «Summorum Pontificum è stata creata per accogliere e agevolare il ritorno della Società di San Pio X nella Chiesa».
il Summorum Pontificum ha chiarito che la Messa tradizionale non è mai stata abolita e che nessun sacerdote ha bisogno del permesso del vescovo per celebrarla.
Secondo Roche, i vescovi di tutto il mondo erano preoccupati per l’esito del Summorum Pontificum perché non aveva prodotto il risultato «previsto», ovvero l’integrazione della Fraternità Sacerdotale San Pio X nella Chiesa.
Infatti, in un intervista con Peter Seewald, Benedetto XVI ha chiarito che questo non era lo scopo del Summorum Pontificum. Quando Seewald gli chiese se «la riautorizzazione della Messa tridentina» fosse «principalmente… una concessione alla Fraternità Sacerdotale San Pio X», Papa Benedetto rispose:
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
«Questo è assolutamente falso! Per me era importante che la Chiesa fosse unita a se stessa interiormente, al proprio passato; che ciò che prima era sacro per lei non fosse in qualche modo sbagliato ora. Il rito deve evolversi. In questo senso la riforma è opportuna. Ma la continuità non deve essere interrotta. La Fraternità Sacerdotale San Pio X si fonda sul fatto che la gente sentiva che la Chiesa stava rinnegando se stessa. Questo non deve accadere».
«Ma, come ho detto, le mie intenzioni non erano di natura tattica, bensì riguardavano la sostanza della questione. Naturalmente, è anche vero che, nel momento in cui si intravede uno scisma nella Chiesa, il papa è tenuto a fare tutto il possibile per impedirlo. Ciò include anche il tentativo di ricondurre queste persone all’unità con la Chiesa, se possibile».
Le parole di Roche suonano come uno scherzo, una barzelletta. Tutti nella comunità tradizionista sanno che le messe Summorum o dell’indulto sono concesse da vescovi (magari ultra-modernisti) per allontanare i fedeli dalle celebrazioni della FSSPX.
Parimenti è noto a moltissimi fedeli il gioco che volevano fare avvicinando la Fraternità: con un accordo per il rientro a Roma dell’universo lefebvriano, sarebbero state spinte lì tutte le persone legate al rito antico, svuotando quindi le camere interstiziali come Summorum, Fraternità San Pietro, Istituto Cristo Re, etc. Da lì poi si sarebbe proceduto a chiudere anche la Fraternità, con dentro intrappolati tutti i poveri fedeli fedeli alla Messa di sempre.
Il nemico, per il Vaticano conciliare, pare essere la Santa Messa antica, e sono disposti a tutto pur di farla fuori. Il lettore si chieda perché, e soprattutto, chi, può volere una cosa del genere.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Catholic Church England and Wales via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)
Intelligenza Artificiale
Icona di Carlo Acutis fatta con l’IA. Polemiche
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
⛪ Belarus has blessed its first AI-generated religious icon
The icon depicts Carlo Acutis, an Italian teenager who was canonized in 2025 and became known as the “Cyber Apostle.” The icon was installed in a Catholic church in Novolukoml, where Archbishop Tadeusz Kondrusiewicz… pic.twitter.com/vawCVEK8aX — NEXTA (@nexta_tv) October 12, 2026
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Mons. Schneider: «non possiamo continuare con il Novus Ordo»
Il vescovo Athanasius Schneider ha denunciato i «difetti dottrinali e liturgici» della Messa Novus Ordo.
In un’intervista esclusiva al vaticanista Michael Haynes, pubblicata martedì, Schneider ha elogiato la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) definendola «opera della Divina Provvidenza». Il vescovo ha difeso le critiche mosse dalla FSSPX al Concilio Vaticano II e al Novus Ordo Missae. Schneider ha sottolineato come la Messa tradizionale i continui a subire una «sorta di persecuzione» sotto il pontificato di Leone XIV, poiché è stato permesso che Traditionis Custodes rimanesse in vigore e, di conseguenza, i vescovi di tutto il mondo hanno continuato a cancellare le Messe in latino.
La Messa tradizionale, ha affermato, «continua a essere trattata – da chi ne è responsabile in Vaticano – come qualcosa di pericoloso o con una sorta di discriminazione».
Monsignor Schneider sosteneva che il Vaticano stesse escludendo la Fraternità Sacerdotale San Pio X dal riconoscimento canonico – come dimostrano le scomuniche dichiarate ai suoi vescovi la scorsa estate – non a causa di errori della Fraternità, bensì a causa delle sue critiche ai difetti della nuova Messa e del Concilio Vaticano II, sottolineando che il Vaticano ha chiesto alla Fraternità Sacerdotale San Pio X di accettare il Novus Ordo e di riconoscere il Concilio Vaticano II come «conforme alla tradizione».
«Ma la Società non può farlo perché ci sono evidenti ambiguità nelle affermazioni di alcuni testi del Concilio Vaticano II», ha detto il vescovo Schneider. Ci sono anche «evidenti difetti dottrinali e liturgici nel Novus Ordo, che contiene tendenze protestanti molto chiare e una diminuzione del carattere sacrificale della Messa, anche se celebrata secondo le regole».
«Anche in latino, il testo del Novus Ordo presenta gravi lacune dottrinali, soprattutto nelle nuove preghiere dell’offertorio e nella seconda preghiera eucaristica», ha aggiunto.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Nel bel mezzo della «grave rottura» della nuova Messa con la Tradizione, «la presenza e l’attività della FSSPX o l’opera dell’arcivescovo Lefebvre diventano sempre più provvidenziali», ha affermato il prelato tedesco-centrasiatico. L’ha anche descritta come «un’opera della Divina Provvidenza» per ricordare alla Santa Sede la necessità di chiarire le affermazioni del Concilio Vaticano II «che sono oggettivamente dubbie e ambigue, e di riformare il Novus Ordo secondo la tradizione».
Invece di riconoscere l’importanza e la necessità di queste correzioni, il Vaticano ha richiesto «a tutti, compresa la Fraternità Sacerdotale San Pio X», il riconoscimento di una «cosiddetta ermeneutica della continuità», che Schneider definisce «acrobazie mentali, o la quadratura di un cerchio».
«Non possiamo continuare con il Novus Ordo, non possiamo. Non possiamo continuare con evidenti ambiguità dottrinali riguardo ad alcune affermazioni del Concilio Vaticano II. Dobbiamo risolverle», ha affermato monsignor Schneider.
Questa è l’affermazione fondamentale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ha continuato il vescovo. La Fraternità chiede solo la possibilità di celebrare la Messa e di predicare la dottrina come si faceva prima del Concilio Vaticano II. «A questo proposito, credo che la Santa Sede debba essere più aperta, flessibile e concedere questa libertà di discussione», ha affermato Schneider.
Sua Eccellenza nell’intervista ad Haynes ha sottolineato che, mentre il Vaticano punisce la Fraternità Sacerdotale San Pio X e priva le comunità della tradizionale Messa in latino, permette all’eresia di dilagare in tutto il mondo.
A titolo di esempio, monsignor Schneider ha sottolineato il fatto che il papa non ha né corretto né punito il vescovo di Anversa, in Belgio, il quale ha recentemente ribadito la sua intenzione di ignorare la legge del celibato sacerdotale e di ordinare uomini sposati.
Il vescovo ha inoltre sottolineato la «generosità» del Vaticano nei confronti della Cina comunista attraverso l’accordo sino-vaticano, nei confronti del clero eterodosso in Germania che promuove il proprio «Cammino sinodale» e nei confronti di altri cattolici che «praticano una negazione di fatto» della fede.
«C’è una palese contraddizione nel comportamento della Santa Sede nei confronti della Fraternità Sacerdotale San Pio X e di altri movimenti eretici oggettivi, evidenti, all’interno della Chiesa e tra i singoli individui», ha affermato il vescovo Schneider.
Secondo monsignor Schneider, la punizione della tradizione e dell’ortodossia, unita alla permissività e persino alla promozione dell’eterodossia, rivela le vere intenzioni del Vaticano. «Pertanto, è chiaro che la Santa Sede è in parte, in una certa misura, nelle mani di un’acquisizione ostile da parte di persone e poteri che vogliono trasformare completamente la fede cattolica non solo in una religione protestante, ma in una religione totalmente adattata alle mode del mondo», ha affermato il discendente degli Apostoli.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Il vescovo ritiene che solo «l’intervento divino» possa porre fine a questa situazione in Vaticano, «portandoci guarigione e facendo sì che la Santa Sede torni ad essere la splendente cattedrale della Verità, la Madre e Maestra del mondo intero nella purezza della fede cattolica e apostolica».
Monsignor Schneider ritiene che, sebbene l’autentica missione del papato tornerà, esso si trovi «attualmente in una sorta di esilio spirituale, analogamente a quanto accadde durante l’esilio materiale del papato di Avignone», specificando che ciò implica l’esilio della «dottrina e della liturgia integrali» dalla Santa Sede.
Proprio come durante l’esilio di Avignone, «i piccoli della Chiesa», come Santa Caterina da Siena, «riportarono i papi da Avignone», oggi i «piccoli», comprese le famiglie cattoliche, i giovani, i religiosi e altri cattolici devoti, «stanno contribuendo alla fine dell’esilio dottrinale e liturgico», ha affermato monsignor Schneider.
Sono questi fedeli che «stanno preparando il terreno e la fine dell’esilio spirituale nella Santa Sede», dopo il quale «Dio concederà di nuovo alla sua Chiesa papi tradizionali al 100%».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da YouTube
-



Occulto2 settimane faConsiglio comunale si apre con la preghiera «Ave Satana»
-



Essere genitori1 settimana faOssitocina contro il divorzio, una proposta
-



Epidemie2 settimane faVirus della peste fuggito da un laboratorio in Siberia?
-



Necrocultura1 settimana faLa guerra occulta oltre l’aborto
-



Bizzarria2 settimane faDonna ebbra commette atti osceni autogeni in volo: indaga l’FBI
-



Spirito2 settimane faMons. Viganò: la fallacia del Concilio «letto alla luce della Tradizione»
-



Pensiero1 settimana faPapa Leone «medical dimension»
-



Spirito2 settimane fa«L’Europa consegna i suoi Paesi ad una nuova invasione». Mons. Viganò, messaggio per Lepanto











