Gender
Cliniche transgender, racconto agghiacciante di una gola profonda
Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.
Rachel Levine è un’assistente segretaria presso il Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti e il funzionario transgender più anziano dell’amministrazione Biden. Ha difeso con forza le cure mediche transgender per i bambini americani.
«L’assistenza che afferma il genere per i giovani transgender è essenziale e può salvare la vita», ha detto a Reuters l’anno scorso. «Non c’è discussione tra i professionisti medici – pediatri, endocrinologi pediatrici, medici di medicina dell’adolescenza, psichiatri adolescenti, psicologi, eccetera – sul valore e l’importanza dell’assistenza che afferma il genere», ha detto l’anno scorso alla National Public Radio.
Tuttavia, il numero di segnalazioni di persone infelici che desistono e detransizionisti sta crescendo, insieme alle obiezioni di gruppi medici, soprattutto in Europa, che hanno invitato alla cautela. In Inghilterra, Svezia e Finlandia, le autorità governative hanno frenato la transizione degli adolescenti.
Una delle affermazioni più potenti secondo cui non tutto va bene con l’assistenza che afferma il genere per i giovani transgender in America viene da Saint Louis, Missouri, in uno scottante, a tratti sconvolgente, saggio in The Free Press, un nuovo sito web di notizie curato dalla ex editorialista del New York Times Bari Weiss.
Jamie Reed è diventata case manager presso il Transgender Center della Washington University presso il St. Louis Children’s Hospital nel 2018. Si descrive come «una quarantaduenne originaria di St. Louis, una donna queer e politicamente alla sinistra di Bernie Sanders». È sposata con un uomo trans e sta crescendo due figli biologici da un precedente matrimonio e tre figli adottivi.
Le sue esperienze al Centro sono state molto inquietanti. Alla fine del mese scorso ha presentato una denuncia ufficiale al procuratore generale del Missouri. Le ci è voluto molto tempo per fare questo passo, anche perché chiunque si lamentasse veniva etichettato come transfobo. Ecco alcuni dei suoi commenti basati sulle osservazioni di un migliaio di pazienti adolescenti:
• «Le ragazze che sono arrivate da noi avevano molte comorbilità: depressione, ansia, ADHD, disturbi alimentari, obesità. A molti è stato diagnosticato l’autismo o avevano sintomi simili all’autismo».
• «I nostri pazienti sono stati informati di alcuni effetti collaterali, inclusa la sterilità. Ma dopo aver lavorato al centro, sono arrivato a credere che gli adolescenti semplicemente non siano in grado di comprendere appieno cosa significhi prendere la decisione di diventare sterili mentre sono ancora minorenni».
• «Ma le cliniche come quella in cui ho lavorato stanno creando un’intera coorte di bambini con genitali atipici, e la maggior parte di questi adolescenti non ha ancora fatto sesso. Non avevano idea di chi sarebbero diventati da adulti. Eppure tutto ciò che è servito loro per trasformarsi in modo permanente sono state una o due brevi conversazioni con un terapista».
• «Oltre alle ragazze adolescenti, ci è stato indirizzato un altro nuovo gruppo: i giovani dell’unità psichiatrica ospedaliera, o del pronto soccorso, del St. Louis Children’s Hospital. La salute mentale di questi bambini era profondamente preoccupante: c’erano diagnosi come schizofrenia, disturbo da stress post-traumatico, disturbo bipolare e altro. Spesso erano già su una manciata di prodotti farmaceutici».
• «Alcune settimane sembrava che quasi tutto il nostro carico di lavoro fosse composto solo da giovani disturbati».
• «L’unico collega con cui ho potuto condividere le mie preoccupazioni ha convenuto con me che dovremmo tenere traccia della desistenza e della detransizione. Abbiamo pensato che i medici avrebbero voluto raccogliere e comprendere questi dati per capire cosa si erano persi. Abbiamo sbagliato. Un medico si è chiesto ad alta voce perché avrebbe dedicato del tempo a qualcuno che non era più suo paziente».
• «Gli esperimenti dovrebbero essere progettati con cura. Le ipotesi dovrebbero essere testate eticamente. I medici con cui ho lavorato al Transgender Center hanno detto spesso riguardo al trattamento dei nostri pazienti: “Stiamo costruendo l’aereo mentre lo stiamo pilotando”. Nessuno dovrebbe essere un passeggero su quel tipo di aereo».
È un articolo inquietante. Chiunque sia interessato agli adolescenti trans dovrebbe leggerlo.
Michael Cook
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Immagine di Governor Tom Wolf via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)
Gender
I transessuali avrebbero rubato oltre 2.200 medaglie d’oro ad atlete femmine
Transessuali maschi hanno potuto sottrarre migliaia di medaglie d’oro e mezzo milione di dollari in premi ad atlete. Lo riporta LifeSite.
Il rapporto proviene da Concerned Women for America, mentre mercoledì la Commissione Giustizia del Senato degli Stati Uniti ha tenuto un’audizione sull’ingresso degli uomini nello sport femminile. I nuovi dati indicano che le medaglie continuano a essere sottratte; un rapporto analogo dello scorso anno aveva contato 2.000 medaglie d’oro sottratte.
Il comitato di azione legislativa di Concerned Women for America ha condannato la sottrazione delle vittorie alle atlete. «È incredibilmente ingiusto che le donne biologiche debbano competere con uomini che si identificano come trans», ha detto l’amministratrice delegata Penny Nance in un comunicato stampa, definendo la notizia «uno scandalo» e ha richiamato il fatto ormai accertato che gli uomini, anche chi ha assunto farmaci per la transizione di genere, mantengono un vantaggio fisico.
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«Gli uomini biologici hanno vantaggi netti rispetto alle donne biologiche», ha dichiarato Nance, usando l’aggettivo diffuso, seppure fuorviante, di «biologico» per descrivere gli uomini confusi sulla propria identità di genere. Esistono solo uomini e donne.
Tra gli altri risultati:
- Atleti maschi transgender hanno sottratto oltre 501.498 dollari in premi in denaro a donne nello sport professionistico.
- Nella sola California, oltre 611 donne e ragazze hanno ottenuto una medaglia d’argento, classificandosi dietro a un uomo ammesso a gareggiare nella categoria femminile.
- Gli uomini che si identificano come transgender hanno partecipato a oltre 14.301 eventi sportivi femminili, sia amatoriali sia professionistici.
«Questa realtà non solo mette le donne in pericolo, ma elimina anche le opportunità per le donne biologiche di guadagnarsi da vivere e vincere competizioni», ha detto la Nance. «Il Congresso deve intervenire per proteggere le donne biologiche». Il suo gruppo chiede tutele federali per impedire agli uomini di gareggiare con le donne.
Oggi circa 29 Stati statunitensi vietano esplicitamente agli uomini di partecipare agli sport femminili, tramite leggi o regolamenti dell’organo di governo. A giugno la Corte Suprema USA aveva stabilito che gli Stati hanno il diritto di tutelare lo sport femminile.
La sentenza, tuttavia, non obbliga gli Stati a vietare agli uomini di competere contro le donne, quindi in molti Stati, tra cui la California, le donne restano senza tutela.
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Penny Nance ha elencato una lunga serie di proposte che il Congresso dovrebbe approvare:
«Il Congresso dovrebbe approvare il Protection of Women and Girls in Sports Act del 2025 (HR28/S.9) per vietare ai programmi sportivi scolastici finanziati a livello federale di consentire ai maschi di competere negli sport femminili; il Protection of Women in Olympic and Amateur Sports Act (HR1028/S. 405) per chiarire che gli organi di governo nazionali dello sport devono designare gli sport femminili esclusivamente per le donne, previa autorizzazione del Congresso; e il Title IX Clarification Act (HR 8781/S.5179) per chiarire che, ai fini del divieto di discriminazione previsto dal Titolo IX nei programmi e nelle attività educative finanziati a livello federale, il termine “sesso” si riferisce esclusivamente allo status biologico di un individuo come maschio o femmina».
«Quante altre donne e ragazze dovranno affrontare una situazione di disparità?», ha chiesto. «È ora di porre fine a questa ingiustizia intrinseca e di tutelare lo sport femminile».
I sostenitori del principio di realtà biologica nello sport sostengono che il rapporto mostra la condizione iniqua in cui molte atlete si trovano oggi.
«Se nasci maschio, sei maschio e dovresti competere con e contro altri maschi. È così semplice», ha scritto su X il capogruppo di maggioranza alla Camera, Tom Emmer. «Quando si introduce il vantaggio maschile negli sport femminili, si escludono proprio le persone per cui la categoria è stata creata, escludendole dai posti sul podio, dai premi in denaro e persino dalla partecipazione, perché se si distrugge l’equità, che senso ha?», ha scritto un’altra persona.
Come riportato da Renovatio 21, sei mesi fa il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha vietato agli atleti transgender di competere nelle categorie femminili dei Giochi Olimpici, nell’ambito della sua nuova politica di ammissibilità, definendo la decisione «basata su dati concreti e sul parere di esperti». Il precedente regolamento del CIO consentiva la partecipazione delle persone transgender a condizione che avessero livelli ridotti di testosterone.
La partecipazione di atleti transgender allo sport è stata fonte di controversie a livello globale, con casi come quello della nuotatrice statunitense Lia Thomas e della sollevatrice di pesi neozelandese Laurel Hubbard che hanno alimentato il dibattito sui potenziali vantaggi competitivi.
Durante le Olimpiadi di Parigi del 2024, la pugile algerina Imane Khelif, precedentemente dichiarata non idonea ai Campionati del Mondo in base a criteri di genere, ha vinto la medaglia d’oro, mettendo in luce le continue controversie sui criteri di ammissibilità.
Come riportato da Renovatio 21, all’epoca, l’allora presidente del CIO Thomas Bach affermò che non esisteva «un sistema scientificamente valido» per distinguere tra categorie maschili e femminili nello sport.
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Studi scientifici hanno ripetutamente confermato che gli uomini hanno un vantaggio considerevole rispetto alle donne nello sport e nell’atletica. Una recente ricerca pubblicato su Sports Medicine ha scoperto che un anno di farmaci ormonali «transgender» provoca «cambiamenti molto modesti» nei vantaggi intrinseci della forza negli uomini.
Secondo il sito SheWon.org, i transessuali avrebbero vinto centinaia di titoli negli sport femminili. La pagine web mostra centinaia di nomi di atlete superate in gara da transessuali in ben 29 discipline sportive: ci sono ciclismo, atletica, sollevamento pesi, nuoto, canottaggio, corsa campestre, golf, sci alpino, sci nordico, skateboard, surf, biliardo, perfino il poker.
Oltre all’ovvio vantaggio che un maschio biologico ha chiaramente sulle donne in sport come il nuoto o il sollevamento pesi, i principali esperti medici concordano sul fatto che gli atleti transgender hanno un vantaggio ingiusto rispetto alle donne biologiche anche dopo essersi sottoposti a una terapia di soppressione del testosterone.
Come riportato da Renovatio 21, il transessualismo sta divenendo un problema in quantità impressionanti di discipline praticate dalle donne: abbiamo visto casi per il nuoto, la maratona, il ciclismo, la BMX, l’hockey, il sollevamento pesi, il basket…
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La diocesi di San Gallo promuove spettacolo di drag queen
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Candidato democratico gay fa anche il modello sadomaso
Chris Gallant, candidato democratico al Congresso, ha posato come modello per un rivenditore di articoli BDSM mentre prestava servizio nelle Forze armate statunitensi; alcune fotografie lo ritraggono mentre ha rapporti sessuali con un altro uomo. Lo riporta il New York Post.
Gallant, apertamente gay e in corsa nel primo distretto congressuale di Nuova York contro il repubblicano uscente Nick LaLota, compare in scatti realizzati per il negozio fetish «Mr. S Leather» di San Francisco, con collari, cinghie, neoprene e attrezzature da bondage, scrive il tabloide neoeboraceno.
Secondo il NYP le immagini erano sul sito dell’azienda tra il 2011 e il 2020; alcune lo mostravano completamente nudo e impegnato in un rapporto sessuale con un altro uomo. Il periodo coincide con il servizio di Gallant nella Guardia Nazionale dell’Esercito.
NY Dem House candidate modeled for XXX-rated BDSM ads while serving in National Guard https://t.co/WL9nGKKAlv pic.twitter.com/FEHrhMS15K
— New York Post (@nypost) September 13, 2026
NYP: Democratic Candidate Once Modeled for Fetish Sex Shop
Chris Gallant, the Democratic nominee running against Long Island Rep. Nick LaLota (R-NY) was previously involved in a very different kind of campaign: selling toys as a model for a fetish sex shop
“Gallant appeared in… pic.twitter.com/BMb7qbN54N
— Politics & Poll Tracker 📡 (@PollTracker2024) September 14, 2026
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Le foto non sono più visibili sul sito, precisa il NY Post, ma l’avvocato di Gallant, Sara Azari, ne ha confermato l’autenticità, spiegando che erano state scattate durante una «sessione fotografica privata e consensuale» con il suo allora compagno, e che Gallant era amico del proprietario di Mr. S Leather e aveva acconsentito all’uso di alcune immagini selezionate per i prodotti dell’azienda. L’avvocato ha aggiunto che in seguito Gallant aveva chiesto la rimozione delle fotografie quando iniziò a valutare una candidatura pubblica, e «Mr. S Leather» aveva acconsentito. Alcune immagini comparvero poi su siti di pornografia gay non affiliati, utilizzo che, secondo l’avvocato, il Gallant non aveva originariamente autorizzato.
L’avvocato ha poi sottolineato che il Gallante «non permetterà che fotografie relative a una relazione o a un impiego passati vengano distorte e strumentalizzate a fini politici o utilizzate per distrarre gli elettori dalle questioni importanti». Il Gallante, 37 anni, ha vinto le primarie democratiche a giugno con circa il 63% dei voti. Lo staff lo presenta come pilota di elicotteri, ex controllore del traffico aereo dell’ente aereonautico statunitense FAA e vigile del fuoco volontario.
Il Gallanto sostiene di essere apertamente gay nell’esercito da poco dopo l’abrogazione della politica «Don’t Ask, Don’t Tell» nel 2011, la legge federale introdotta dal presidente Bill Clinton per cui i superiori non potevano chiedere ai soldati il loro orientamento sessuale e i militari omosessuali e bisessuali potevano prestare servizio solo se mantenevano il massimo riserbo sulla propria vita privata.
Una controversia analoga si verificò in Virginia nel 2023, quando emersero i live streaming di atti sessuali della candidata democratica alla Camera dei Rappresentanti statale Susanna Gibson con il marito su Chaturbate, con richiesta di pagamenti per prestazioni specifiche. I rivali repubblicani inviarono poi agli elettori volantini sigillati contrassegnati come «contenuto esplicito» e «solo per maggiorenni», con screenshot e citazioni dai video.
Pazzescamente, il New York Times parlò di «leak di sex tape», come se fossero stati rubati dal telefonino della candidata, quando invece è chiaro che si trattava di video pubblici trasmessi in diretta pure con compensi. Parimenti incredibili fu la dichiarazione della stessa avvenente candidata che denunziò un’«invasione della mia privacy».
La notizia può terrificante è, tuttavia, che la Gibsona perse di stretta misura.
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Come riportato da Renovatio 21, due anni fa si scoperse che un consigliere comunale «transdonna bisessuale» della città di Lynwood, nello Stato americano di Washington, aveva un account OnlyFans, oscena piattaforma nota per consentire agli utenti «creatori» la distribuzione di materiale autopornografico. Si discusse quindi della rimozione del seggio.
Per anni gli esponenti del Partito Democratico USA hanno avanzato l’agenda omotransessualista con lo slogan «fuori dalla camera da letto», sostenendo che non ci si dovrebbe interessarsi della vita sessuale dei cittadini: tuttavia, a quanto sembra, sono proprio gli stessi membri del Partito ad invitare il pubblico nella loro sfera sessuale per mezzo della pornografia.
Nella bizzarria a questo Renovatio 21 ricorda, al di fuori della sfera dell’erotico ed entrando in quella correlata del tanatico, anche il fenomeno, molto democratico ed americano, dei candidati alle elezioni morti che vengono pure eletti.
Immagine Tom Morris via Wikimedia pubblicata su licenza Attribution-Share Alike 3.0 Unported
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