Geopolitica
I mediatori premono per una tregua di 45 giorni nella guerra con l’Iran
Stati Uniti, Iran e mediatori regionali stanno discutendo i termini per un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni. Lo riporta Axios, che cita quattro fonti statunitensi, israeliane e regionali
La notizia giunge mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha prorogato da lunedì a martedì la scadenza dell’ultimatum rivolto all’Iran per la riapertura dello Stretto di Ormuzzo. Trump ha minacciato di colpire le infrastrutture civili iraniane, tra cui centrali elettriche e ponti, se la navigazione non verrà ripristinata.
Secondo Axios, la comunicazione avviene tramite mediatori pakistani, egiziani e turchi, nonché attraverso messaggi scambiati tra l’inviato di Trump, Steve Witkoff, e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Un funzionario statunitense ha indicato che diverse proposte sono state presentate nei giorni scorsi, ma nessuna è stata accettata da Teheran.
Sostieni Renovatio 21
Secondo quanto riferito, i mediatori stanno discutendo un accordo in due fasi, che prevede inizialmente una tregua di 45 giorni per consentire i negoziati su una soluzione definitiva. La tregua potrebbe essere prorogata se necessario, mentre un accordo finale affronterebbe la questione della riapertura dello Stretto di Ormuzzo e il destino delle scorte di uranio arricchito dell’Iran.
Trump ha dichiarato ad Axios in una telefonata che Washington era «in trattative avanzate» con Teheran, avvertendo al contempo che avrebbe «fatto saltare in aria tutto laggiù» se non si fosse raggiunto un accordo. La testata ha descritto le possibilità di raggiungere un accordo prima della scadenza come «scarse».
L’Iran ha ripetutamente negato di essere in trattative con gli Stati Uniti e ha respinto l’affermazione di Trump secondo cui starebbe cercando un cessate il fuoco. Venerdì, l’agenzia di stampa Fars ha riferito, citando fonti ufficiali, che Teheran aveva respinto una proposta statunitense per un cessate il fuoco di 48 ore, presentata tramite un intermediario.
I funzionari iraniani hanno dichiarato che avrebbero tenuto colloqui alle loro condizioni, quando lo avrebbero ritenuto opportuno. Teheran ha anche accusato gli Stati Uniti di aver di fatto sabotato i colloqui mediati dall’Oman quando Trump, insieme a Israele, ha ordinato un attacco contro l’Iran il 28 febbraio.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, ha respinto l’affermazione di Trump secondo cui l’Iran starebbe cercando una tregua, definendola «falsa e infondata».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Trump pubblica video AI che mostrano l’isola di Kharg «ridotta in macerie»
🚨 ALERT: President Trump makes a post about Iran’s “Kharg Island being blown to smithereens!!!”
But the video is AI slop. So I have no idea what to do with this information. But as of yet, I have no reason to believe Kharg is actually under fire. pic.twitter.com/bkPXx2omag — Nick Sortor (@nicksortor) August 31, 2026
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
I servizi israeliani evacuano il figlio di Netanyahu da Miami: «grave minaccia»
L’agenzia di sicurezza israeliana Shin Bet ha reso noto che Yair, primogenito del premier Benjamin Netanyahu, è stato trasferito in segreto dagli Stati Uniti a causa di una «grave minaccia» alla sua vita.
La notizia arriva a pochi giorni dalle parole dello stesso Netanyahu, espresse in un’intervista telefonica al Canale 14 israeliano, secondo cui l’Iran avrebbe «tentato di assassinare» uno dei suoi figli, senza indicare quale né fornire particolari sul presunto piano.
Lo Shin Bet ha dichiarato sabato in un comunicato: «C’era una minaccia significativa contro Yair Netanyahu e, alla luce di ciò e dopo un’attenta valutazione, è stata presa la decisione di prelevarlo d’urgenza insieme alla sua scorta e di riportarlo in Israele», omettendo però la natura della minaccia e il momento esatto dell’operazione.
Mercoledì una fonte anonima delle forze dell’ordine statunitensi ha riferito al canale TV americano Newsmax che i servizi segreti israeliani avrebbero individuato un piano ai danni di Yair nel dicembre dell’anno precedente. Canale 12 ha aggiunto che, per portare a termine l’operazione, lo Shin Bet ha riassegnato gli agenti che all’epoca proteggevano il presidente Isaac Herzog a New York.
Secondo le accuse, agenti iraniani avrebbero sorvegliato la sua residenza e i suoi spostamenti. Yair, che da anni viveva negli Stati Uniti con uno controverso stile di vita fatto di agio, ha ricevuto l’ordine di partire subito ed è rientrato in Israele, a quanto pare senza nemmeno ritirare i propri effetti personali.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
La sua lunga permanenza all’estero ha suscitato perplessità in patria, soprattutto dopo l’attacco di Hamas dell’ottobre 2023, perché molti si chiedevano perché restasse oltreoceano mentre centinaia di migliaia di riservisti venivano richiamati per un’operazione militare di rappresaglia a Gaza.
A luglio la moglie di Netanyahu, Sara, e i loro due figli hanno ottenuto una protezione estesa a carico dei contribuenti, alimentando ulteriori polemiche pubbliche e politiche.
La vicenda emerge mentre la coalizione di Netanyahu affronta una campagna elettorale difficile per la rielezione, dopo la guerra in stallo con l’Iran. Il conflitto è iniziato alla fine di febbraio con gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele su Teheran, che hanno ucciso la Guida Suprema Ali Khamenei e quattro membri della sua famiglia, tra cui la figlia Boshra e la nipotina Zahra di 14 mesi.
Mojtaba, figlio di Khamenei e nominato nuova guida suprema una settimana dopo, ha promesso di «vendicare il sangue» del padre. Teheran, tuttavia, non ha commentato né rivendicato la responsabilità del presunto complotto per assassinare il figlio di Netanyahu.
Yair Netanyahu è noto per una serie di polemiche. Il documentario sulla presunta corruzione del premier israeliano The Bibi Files (2024) lo descrive come un estremista che porta il padre verso posizioni ultrasioniste. Durante le manifestazioni massive antigovernative nelle piazze israeliane prima del 7 ottobre 2023, lo Yair ha affermato che il Dipartimento di Stato americano era «dietro le proteste in Israele, con l’obiettivo di rovesciare Netanyahu, apparentemente per concludere un accordo con gli iraniani».
Come noto, il ragazzo qualche anno fa pubblicò un meme, incredibilmente definito come «antisemita» pure dalla stampa italiana, che ritraeva Giorgio Soros come puparo del mondo. Nelle ultime settimane è emerso che anni fa aveva di fatto ipotizzato su Twitter come ritorsione contro la Spagna un’invasione marocchina del suo territorio, cosa poi puntualmente realizzatasi a Ceuta.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di U.S. Embassy Jerusalem via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Geopolitica
Eurodeputata polacca: «smettiamola di farci rimbecillire dall’Ucraina»
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Occulto2 settimane faMedjugorje, per sei membri della Commissione vaticana «non è spiegabile senza l’intervento del Maligno»
-



Occulto2 settimane faFunzionario vaticano esegue il rituale della Pachamama in vista della visita di Leone in Perù
-



Occulto1 settimana faMons. Viganò contro il rito della Pachamama in Perù prima dell’arrivo del papa
-



Pensiero2 settimane faStoria di rune e cani che abbaiano
-



Economia2 settimane faHormuz e la situazione energetica in Italia. Intervista al prof. Pagliaro.
-



Intelligenza Artificiale1 settimana faI Data Center faranno costare tutto di più. Le macchine hanno già vinto?
-



Bioetica4 giorni faKennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
-



Catastrofi1 settimana faTerremoto di «intensità insolita» colpisce la città dove si è praticata l’idolatria di Pachamama













