Militaria
La Guinea arresta i soldati della Sierra Leone
L’esercito della Guinea ha confermato la detenzione di 16 soldati provenienti dalla vicina Sierra Leone, ha riferito mercoledì il Ministero della Difesa nazionale della Guinea, sostenendo che erano entrati nel Paese senza autorizzazione.
Il Ministero ha dichiarato che le truppe «hanno montato una tenda e issato la bandiera nazionale» nella zona di Koudaya, nella regione di confine di Faranah. L’equipaggiamento e i rifornimenti dei soldati sono stati sequestrati e il Ministero della Difesa Nazionale della Guinea ha aperto un’indagine, si legge nel comunicato.
Il governo della Sierra Leone ha fornito la propria versione dei fatti, affermando che lunedì la sua squadra di sicurezza era impegnata in lavori di costruzione su un territorio che considera sovrano della Sierra Leone, quando le forze guineane hanno arrestato il personale e sequestrato le loro armi e munizioni.
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«Al momento dell’incidente, il personale di sicurezza della Sierra Leone era impegnato nella produzione di mattoni per la costruzione di un posto di frontiera e di una struttura ricettiva destinata a supportare le operazioni di sicurezza nella zona. La bandiera nazionale della Sierra Leone era stata issata all’interno del territorio riconosciuto come appartenente alla Sierra Leone», ha dichiarato martedì il Ministero dell’Informazione della Sierra Leone.
La controversia sui confini tra Guinea e Sierra Leone ha origini profonde nella guerra civile sierraleonese, durata dal 1991 al 2002. Durante il conflitto, la Guinea dispiegò truppe in supporto alla Sierra Leone, ma non si ritirò completamente al termine dei combattimenti. Ciò diede origine a continue dispute territoriali, tra cui quella sulla regione di Yenga, ricca di diamanti.
La tensione è esplosa ripetutamente negli ultimi anni, con entrambi i Paesi che avanzano rivendicazioni lungo il confine. In passato, gli scontri hanno comportato accuse reciproche di attraversamenti illegali da parte di personale militare e disaccordi sulla posizione esatta del confine.
I rapporti tra i due vicini sono stati a tratti tesi. All’inizio del 2025, la Sierra Leone ha richiamato il suo ambasciatore in Guinea dopo che un veicolo dell’ambasciata della Sierra Leone è stato trovato con sette valigie contenenti sostanze sospettate di essere cocaina. Le autorità guineane hanno sequestrato il veicolo e arrestato i suoi occupanti con l’accusa di traffico di droga, costringendo Freetown a richiamare il suo ambasciatore in patria per consultazioni. I due governi hanno successivamente firmato un accordo per condurre un’indagine congiunta sull’incidente.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
Gli Stati Uniti rimandano i bombardamenti notturni sull’Iran a dopo la finale dei Mondiali
— U.S. Central Command (@CENTCOM) July 20, 2026Il CENTCOM non ha fornito motivazioni sulla scelta dei tempi né ha suggerito che l’operazione fosse stata intenzionalmente sincronizzata con l’evento calcistico globale. Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva assistito alla partita al MetLife Stadium nel New Jersey, conclusasi ai tempi supplementari, e aveva preso parte alla cerimonia di premiazione, terminata poco prima dell’inizio degli attacchi. Il comunicato non faceva inoltre riferimento a ritorsioni per la morte di soldati americani né indicava il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (i pasdaran) come bersaglio specifico. Al contrario, il comunicato della sera precedente descriveva l’azione come volta a «punire rapidamente» i responsabili.
Sailors prepare U.S. Marine Corps F-35B stealth fighter jets for takeoff aboard USS Boxer (LHD 4) while transiting the Arabian Sea. Boxer is the flagship for the Boxer Amphibious Ready Group / 11th Marine Expeditionary Unit. pic.twitter.com/hyNJILD17i
— U.S. Central Command (@CENTCOM) July 19, 2026
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Militaria
La Russia continua a colpire Kiev con missili e droni
La capitale ucraina e la sua periferia sono state colpite da un attacco su larga scala, condotto con armi di precisione e droni nelle prime ore di domenica mattina, secondo quanto dichiarato dal Ministero della Difesa russo. Mosca sostiene di colpire esclusivamente installazioni militari e a duplice uso in risposta agli «attacchi terroristici» indiscriminati dell’Ucraina.
Le prime esplosioni a Kiev si sono udite poco dopo l’una di notte, ora locale, seguite da ulteriori deflagrazioni in diverse ondate. I media locali hanno riportato oltre 40 attacchi missilistici entro le 3 del mattino. Il sindaco Vitaly Klitschko ha segnalato numerosi incendi nei pressi di edifici residenziali, centri commerciali e strutture «non residenziali» non specificate.
Diversi video non verificati condivisi sui social media mostravano numerose esplosioni e incendi successivi dentro e intorno alla capitale ucraina.
🇷🇺 More footage from the MASSIVE Russian strike package on Kiev last night.
BOMBA!!! pic.twitter.com/J6vvRynEgM
— DD Geopolitics (@DD_Geopolitics) July 19, 2026
Selon les médias ukrainiens, une frappe massive de missiles des forces armées russes a détruit un complexe logistique AMTEL près de Kiev.
Il occupait une superficie de plus de 100 000 mètres carrés. C’était le principal centre de distribution, d’où les flux de marchandises se… pic.twitter.com/pLrLJ2HUQx
— Brainless Partisans 🏴☠️☢️☣️🪆 (@BPartisans) July 19, 2026
📍YENİ/ÖNEMLİ — Rus ordusu, Ukrayna’nın başkenti Kiev’e onlarca balistik füze ile şiddetli saldırılar düzenliyor; yaklaşık 40 füze ile saldırı gerçekleştirildiği rapor ediliyor.
▪️Vurulan hedefler arasında metro istasyonları, alışveriş merkezleri ve sivil binalar da var.
▪️Kiev… pic.twitter.com/sBNajPDriL— Bedrettin (@bedbolukbasi) July 19, 2026
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Il ministero della Difesa russo ha affermato che armi di precisione lanciate da aria e da terra, nonché droni d’attacco, hanno preso di mira impianti militari-industriali e centri logistici ucraini a Kiev e nella regione circostante.
Secondo il ministero della Difesa di Mosca, l’operazione ha preso di mira anche le infrastrutture del porto di Yuzhny, nella regione di Odessa, utilizzate per ricevere e immagazzinare merci militari e rifornimenti di carburante destinati a sostenere le forze ucraine.
A fronte delle significative battute d’arresto sul campo di battaglia, l’Ucraina ha intensificato i raid con droni a lungo raggio in profondità nel territorio russo, colpendo spesso edifici residenziali e prendendo di mira deliberatamente altre infrastrutture civili.
Sabato, sette lavoratori del turno di notte sono stati uccisi e altri 25 feriti in un attacco mirato a un centro logistico gestito dal rivenditore online russo Wildberries nella regione di Tambov. Contemporaneamente, un altro centro logistico di Wildberries è stato attaccato durante la notte a Elektrostal, a circa 50 km a Est di Mosca, provocando il ferimento di altre 24 persone.
Ucrania ataca con drones dos grandes centros logísticos en la región de Moscú y deja al menos 8 muertos
Los ataques alcanzaron instalaciones de Wildberries, la conocida plataforma de comercio electrónico rusa, en Elektrostal y Kotovsk, además de un depósito de petróleo cerca de… pic.twitter.com/T0ePijw6jW
— DW Español (@dw_espanol) July 18, 2026
Kiev accusa regolarmente la Russia di colpire deliberatamente obiettivi civili, ma ha una lunga storia di utilizzo di strutture civili, tra cui magazzini, edifici pubblici e siti industriali, per scopi militari.
Il mese scorso, i media ucraini hanno accidentalmente rivelato la presenza di un impianto di produzione di droni all’interno di uno studio cinematografico colpito dalla Russia. Nel corso del conflitto, Kiev ha compiuto notevoli passi per decentralizzare la sua catena di produzione di armi, creando piccoli siti di assemblaggio che producono principalmente droni FPV e ad ala fissa a lungo raggio utilizzando componenti provenienti dall’estero.
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Immagine screenshot da Twitter
Militaria
Il Lussemburgo va alla guerra
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