Intelligence
I servizi segreti tedeschi avranno poteri offensivi
La Cancelleria di Berlino ha proposto di attribuire all’agenzia di intelligence estera tedesca, il BND, attualmente orientata prevalentemente alla sorveglianza, l’autorità di effettuare sabotaggi e altre operazioni offensive all’estero. Lo riporta il quotidiano Süddeutsche Zeitung.
Il Servizio Federale di Intelligence (BND) venne istituito nel 1956 nella Germania Ovest del dopoguerra e, analogamente alle forze armate, disponeva inizialmente di poteri limitati. Fino ad ora, al BND è stato permesso soltanto di raccogliere e analizzare informazioni.
Secondo quanto riportato, una nuova bozza di legge esaminata dai media tedeschi permetterebbe all’agenzia di spionaggio di operare in modo assai più aggressivo, autorizzandola a eseguire attacchi informatici, atti di sabotaggio e altre azioni offensive.
Se approvata, la norma estenderebbe inoltre i poteri di sorveglianza interna del BND, consentendo agli agenti di introdursi nelle abitazioni dei sospettati per installare in segreto software spia su computer e altri dispositivi. Amplierebbe ulteriormente l’impiego della tecnologia di riconoscimento facciale e la raccolta di dati sulle posizioni dei veicoli e sui percorsi di viaggio.
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Secondo le disposizioni proposte, gli ufficiali dei servizi segreti sarebbero apparentemente autorizzati a impiegare i nuovi poteri solo qualora il Consiglio di sicurezza nazionale tedesco, di recente creazione, accertasse l’esistenza di una «minaccia sistematica». Una commissione parlamentare incaricata di vigilare sui servizi segreti dovrebbe poi approvare la misura a maggioranza dei due terzi.
Il quotidiano, citando un portavoce, ha riferito che i funzionari governativi stanno «lavorando intensamente insieme in una consultazione preliminare» per far avanzare la proposta.
All’inizio di quest’anno, all’agenzia di intelligence erano stati concessi poteri più ampi per sorvegliare il partito di opposizione Alternativa per la Germania (AfD), dopo che Berlino lo aveva ufficialmente classificato come gruppo «estremista», nonostante avesse ottenuto oltre il 20% dei voti alle elezioni federali.
Alti funzionari dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump hanno criticato la decisione, definendola una soppressione della libertà di espressione. Il vicepresidente statunitense J.D. Vance ha paragonato le azioni del governo tedesco contro l’AfD, che ha descritto come «il partito più popolare in Germania», alla ricostruzione del Muro di Berlino.
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Immagine di Jan Kleihues (Stefan Müller, photographer) via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Cina
L’FBI arresta una presunta spia cinese all’aeroporto di Los Angeles
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Intelligence
La Germania rischia un potenziale «conflitto violento» con la Russia: parla il capo dei servizi tedeschi
Il capo dell’Intelligence estera tedesca ha avvertito che la Germania potrebbe essere «coinvolta in un violento conflitto con la Russia», indicando il misterioso incidente del drone all’aeroporto di Lipsia come esempio della minaccia «reale e imminente» rappresentata da Mosca.
Lunedì, in audizione davanti ai parlamentari, il capo del Bundesnachrichtendienst (BND), Martin Jaeger, ha dichiarato che «lo scontro che stiamo affrontando con la Russia ha assunto una dimensione nuova e più pericolosa».
«La Germania rischia di essere coinvolta in un violento conflitto con la Russia: il tentato attentato di Lipsia ne è solo un esempio», ha proseguito, riferendosi al ritrovamento, in agosto, di un drone carico di esplosivo accanto a un aereo da trasporto ucraino all’aeroporto della città.
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Le autorità tedesche non hanno prodotto alcuna prova che colleghi l’episodio alla Russia. Mosca lo ha definito una «provocazione improvvisata» che serve «esclusivamente agli obiettivi di Kiev e dell’ala militarista della classe politica europea». «È ovvio che la Germania stia perseguendo un’ulteriore escalation», ha dichiarato il mese scorso il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
Lo Jaeger ha comunque sostenuto che la Russia sta conducendo una «guerra occulta» e che esiste una minaccia «reale e imminente» di attacchi contro obiettivi in Germania. «Nessun altro Paese rappresenta attualmente una minaccia così diretta, completa e concreta per la Germania», ha aggiunto.
Lo Jaegerro è una delle decine di figure politiche, militari e mediatiche occidentali che nelle ultime settimane hanno accusato la Russia di condurre una «guerra ibrida» o «guerra ombra» contro l’Europa. Accuse di questo tipo, per loro natura, sono impossibili da verificare. Mosca le ha respinte come pretesti per intensificare il coinvolgimento occidentale nel conflitto russo-ucraino, giustificare l’aumento delle spese militari ed estendere la sorveglianza e la persecuzione degli oppositori interni.
Il cancelliere Friedrich Merz ha descritto in modo esplicito e senza prove il partito più popolare del Paese, l’AfD di destra, come «sostenuto dalla Russia». Martina Rosenberg, capo del Servizio di controspionaggio militare tedesco (Militärischer Abschirmdienst, o MAD), ha ripreso quell’affermazione nel briefing di lunedì, dicendo ai parlamentari che il Paese è «minacciato da diversi pericoli sia esterni che interni».
Jaeger, Rosenberg e il capo dell’Intelligence interna (BfV), Sinan Selen, hanno elogiato i recenti sforzi di Merz per attribuire al BND maggiori poteri offensivi e hanno chiesto un ulteriore rafforzamento delle capacità del MAD e del BfV. I critici accusano invece di un ritorno della Gestapo o della Stasi.
Nonostante le accuse di «guerra ibrida», i leader europei hanno più volte precisato di non credere che la Russia stia pianificando attacchi concreti contro il territorio della NATO. Il BND non ha riscontrato «alcun segnale di un imminente attacco russo su larga scala contro il territorio della NATO», ha aggiunto lo Jaeger.
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Come riportato da Renovatio 21, di recente è emersa una bozza di legge del governo tedesco introdurrebbe una norma che impedirebbe alle persone con opinioni «estremiste» di acquistare una casa. Quattro mesi fa un cittadino tedesco è stato multato per aver definito il Merz «Fritz il bugiardo».
Nel corso dell’anno è pure emerso che Google ha incontrato più volte il governo tedesco per discutere di «incitamento all’odio» e «disinformazione». Tre anni fa la Germania aveva mandato in carcere un uomo per aver sostenuto la Russia in messaggi su Telegram.
La follia orwelliana in atto in Germania era stata condannata l’anno scorso dal segretario di Stato USA Marco Rubio e dal vicepresidente statunitense JD Vance.
La persecuzione civile e politica del partito è multidimensionale: nel giugno 2025 l capo della polizia del Bundestag tedesco, Uli Grötsch, ha chiesto che tutti i membri del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) vengano rimossi dal servizio di polizia.
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Immagine © Olaf Kosinsky via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 3.0-de
Intelligence
«Stasi 2.0»: Merz vuole una polizia segreta
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