Militaria
Gli Stati Uniti radunano 16.000 soldati al largo delle coste venezuelane
Gli Stati Uniti stanno ammassando una forza imponente vicino al Venezuela: 10.000 soldati e 6.000 marinai. La manovra potrebbe preludere a un’espansione delle operazioni nell’area. Lo riporta il Washington Post.
Washington accusa Caracas di favorire i «narcoterroristi» e ha inflitto sanzioni severe. Da settembre, le forze USA hanno colpito una dozzina di imbarcazioni sospette di traffico di droga.
Nicolás Maduro respinge le imputazioni e denuncia una «guerra inventata» da parte di un dispositivo militare in costante crescita.
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Otto navi da guerra, una unità per operazioni speciali e un sottomarino nucleare d’attacco sono già nei Caraibi, scrive il Post. La portaerei USS Gerald R. Ford, attesa la prossima settimana con altre tre unità, porterà a bordo oltre 4.000 militari.
Immagini satellitari citate dal giornale mostrano caccia F-35 schierati in una base USA a Porto Rico.
L’arrivo del gruppo portaerei lascia intendere che gli obiettivi superino la lotta al narcotraffico, ha commentato Ryan Berg del Center for Strategic & International Studies. Trump ha circa un mese per una «decisione cruciale» prima del ridispiegamento.
Vari media riferiscono che la Casa Bianca valuta azioni militari in Venezuela. Il senatore Rick Scott ha detto alla CBS che per Maduro «i giorni sono contati». Giovedì il WaPo ha rivelato obiettivi già individuati, tra cui installazioni militari legate al traffico di droga.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso, gli Stati Uniti hanno inviato almeno otto navi della Marina, un sottomarino d’attacco e circa 4.000 soldati vicino alla costa venezuelana, dichiarando che la missione mirava a contrastare i cartelli della droga. Washington ha sostenuto che l’armata ha affondato tre imbarcazioni venezuelane, senza però fornire prove che le persone a bordo fossero criminali.
Interpellato venerdì, Trump ha smentito: «No. Non è vero». Il mese scorso aveva ammesso di aver autorizzato alla CIA operazioni letali segrete nella regione. Mesi fa si parlò di un piano di assassinio CIA di Maduro sventato.
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Come riportato da Renovatio 21, nel frattempo il Venezuela ha sollecitato l’aiuto di Russia, Cina e Iran per potenziare le proprie difese militari nell’ambito dell’attuale tensione con gli Stati Uniti.
Nelle scorse settimane perfino l’account YouTube di Maduro è stato rimosso da YouTube.
Secondo notizie emerse negli ultimi giorni Trump punterebbe ad attaccare le «strutture della cocaina» in Venezuela.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
Israele continua gli attacchi nel Sud del Libano
🚨🇱🇧 🇮🇱 Israeli airstrikes are hitting Kfar Rumman alongside the Ali al-Taher Heights
-Both targets sit in the same corridor just outside Nabatieh in southern Lebanon -Israel struck the ridge yesterday with airstrikes and heavy mortar fire, and again on Saturday -Ali al-Taher… — Mario Nawfal (@MarioNawfal) August 21, 2026
Reports from Lebanon: Israeli airstrikes are pounding the Ali al Taher hills pic.twitter.com/au05A7rAKW
— Open Source Intel (@Osint613) August 21, 2026
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Militaria
L’Iran offre una ricompensa di 30.000 dollari per l’uccisione di soldati americani
Teheran offrirà premi in denaro a qualsiasi cittadino iraniano che uccida o catturi un militare americano, ha annunciato il capo dell’esercito Amir Hatami, mettendo in guardia Washington dal dispiegare truppe sul territorio iraniano.
Parlando domenica a un evento, secondo quanto riferito dall’emittente di Stato IRIB, Hatami ha spiegato che l’iniziativa è stata messa a punto a seguito di «numerose richieste» avanzate da iraniani desiderosi di contribuire alla difesa del Paese.
«Chiunque uccida o catturi e consegni un aggressore americano riceverà una ricompensa di 30.000 dollari o 5 miliardi di toman iraniani dall’esercito iraniano», ha dichiarato Hatami. «Le donne iraniane che porteranno a termine con successo questa azione riceveranno il doppio della ricompensa.»
Lo Hatami ha aggiunto che le armi impiegate per uccidere i soldati americani sarebbero state acquistate dallo Stato al doppio del loro valore e poi esposte in un museo in fase di realizzazione, mentre i proprietari avrebbero ricevuto armi di sostituzione.
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Gli Stati Uniti non hanno ancora avviato un’operazione terrestre in Iran. Tuttavia i media occidentali hanno riferito che Washington starebbe contemplando missioni che potrebbero comportare l’invio di un consistente numero di truppe sul suolo iraniano.
Secondo quanto riportato, il Pentagono avrebbe preso in esame una vasta operazione per impadronirsi delle scorte di uranio arricchito di Teheran, custodite in impianti nucleari fortemente protetti. L’operazione potrebbe coinvolgere migliaia di militari, con unità speciali incaricate del recupero del materiale e forze più numerose destinate a presidiare i siti.
Nel corso del conflitto alcuni membri di equipaggi americani si sono già trovati sul territorio iraniano. Ad aprile un F-15E è precipitato sopra l’Iran, dando avvio a importanti operazioni di soccorso per i due aviatori. Le forze iraniane e i residenti locali hanno cercato i due militari dispersi, mentre Teheran avrebbe offerto ricompense in denaro per la loro cattura. Entrambi sono stati infine recuperati dalle forze statunitensi.
Lo Hatami ha inoltre invitato le forze americane a lasciare il Medio Oriente, dichiarando che «non è più consentito loro di entrare nel Golfo Persico, nel Mar d’Oman e nello Stretto di Ormuzzo», aggiungendo che Teheran non consentirà alle basi americane nella regione di tornare al loro «stato precedente».
Gli Stati Uniti e Israele hanno avviato la loro campagna militare contro l’Iran alla fine di febbraio, accusando Teheran di voler acquisire armi nucleari. L’Iran ha risposto con attacchi contro obiettivi americani e israeliani in tutta la regione.
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Immagine di Tasnim News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Militaria
L’India ricomincia a produrre i caccia russi Sukhoi
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