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Catastrofi

Tifone provoca 51 morti in Vietnam: le immagini

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Il tifone Bualoi ha causato la morte di oltre 50 persone in Vietnam, con 14 dispersi e 164 feriti, secondo quanto riportato dalle autorità. La tempesta ha provocato devastazioni nelle province centrali questa settimana, danneggiando più di 230.000 abitazioni e sommergendo vasti terreni agricoli.

 

Secondo i dati governativi diffusi venerdì, il danno economico è stimato in 15,9 trilioni di dong (circa 513,5 milioni di euro), con la situazione ancora in evoluzione. Quasi 89.000 ettari di coltivazioni di riso e altre colture sono stati distrutti, e decine di migliaia di famiglie sono senza elettricità.

 

Bualoi ha raggiunto la costa centro-settentrionale all’inizio della settimana, colpendo le province di Ha Tinh e Nghe An con venti fino a 133 km/h e onde alte 8 metri. La tempesta ha costretto migliaia di residenti delle aree costiere e di pianura a evacuare. Quattro aeroporti sono stati chiusi, e i servizi aerei e ferroviari sono stati sospesi.

 

Il ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale ha riferito che inondazioni e frane hanno devastato infrastrutture come strade, scuole ed edifici governativi. Gli operatori umanitari stanno cercando sopravvissuti nelle aree montuose, dove l’accesso è complicato. Secondo i media statali, alcune comunità restano isolate.

 


 

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La Banca Centrale vietnamita ha disposto che le banche ristrutturino o congelino i prestiti per le imprese colpite. Le autorità hanno promesso sostegno finanziario alle famiglie che hanno perso case e mezzi di sussistenza. Le organizzazioni internazionali si sono offerte di fornire assistenza, anche se il governo non ha ancora richiesto aiuti esterni.

 

Il tifone Bualoi ha colpito anche i Paesi vicini, causando sette morti e migliaia di sfollati in Thailandia e almeno 11 vittime nelle Filippine.

 

In Vietnam, il governo ha schierato migliaia di soldati, agenti di polizia e volontari per supportare le operazioni di soccorso e recupero. Le autorità hanno avvertito che ulteriori piogge potrebbero causare nuove inondazioni, con i fiumi ancora in piena.

 

Il Bualoi è tra i tifoni più intensi che hanno colpito il Vietnam negli ultimi anni, arrivando in una stagione delle tempeste che spesso porta eventi meteorologici estremi nella regione.

 

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Catastrofi

La CIA era a conoscenza del complotto ucraino per la distruzione del Nord Stream

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La Central Intelligence Agency (CIA) statunitense ha discusso con dei sabotatori ucraini un piano per far esplodere i gasdotti Nord Stream nel Mar Baltico, ha riferito il quotidiano tedesco Der Spiegel, citando fonti a Kiev.   A quanto pare Berlino ritiene che le esplosioni del settembre 2022, che hanno danneggiato i principali condotti che trasportavano il gas russo in Germania, siano state provocate da diversi sommozzatori ucraini i quali, forse con l’aiuto della Polonia, avrebbero noleggiato un piccolo yacht, salpato nel Baltico e si siano immersi a profondità straordinarie per piazzare degli esplosivi e distruggere i gasdotti.   Mosca ha ripetutamente espresso profondo scetticismo sulla versione tedesca degli eventi, sottolineando le aperte minacce dell’allora presidente degli Stati Uniti Joe Biden di far saltare in aria l’oleodotto, la presenza di navi della NATO sui luoghi delle esplosioni nelle settimane precedenti e sostenendo che un’operazione del genere non avrebbe potuto essere realizzata senza l’assistenza diretta del governo.

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Secondo l’ultima inchiesta dello Spiegel, agenti ucraini avrebbero informato la CIA di un complotto per distruggere il Nord Stream nella primavera del 2022, durante una serie di incontri successivi all’escalation del conflitto in Ucraina.   Agli americani «apparentemente è piaciuto il piano», hanno riferito fonti ucraine al giornale, e le due parti si sono scambiate dettagli tecnici sull’operazione, il cui nome in codice sarebbe «Diameter».   Gli agenti statunitensi «hanno detto ai nostri ragazzi: ‘Va bene, va bene’» riguardo al piano di colpire gli oleodotti, ha riferito al giornale una persona a conoscenza delle conversazioni, sottolineando l’impressione che gli Stati Uniti fossero disposti a finanziare un’operazione del genere.   Secondo lo Spiegel, all’inizio dell’estate del 2022 gli americani hanno cambiato posizione, affermando che non potevano sostenere l’operazione e che non avrebbero fornito fondi per la sua esecuzione, secondo il rapporto.   La testata germanica ha affermato che Washington ha poi cercato attivamente di impedire il sabotaggio degli oleodotti, ma gli ucraini hanno comunque portato avanti il piano.   Nel febbraio 2022, Biden avvertì che, in caso di un conflitto militare totale tra Russia e Ucraina, «non ci sarà più un Nord Stream. Gli porremo fine».   Un anno dopo, il veterano giornalista investigativo premio Pulitzer Seymour Hersh pubblicò un lungo articolo in cui sosteneva che Biden avesse dato l’ordine di distruggere gli oleodotti. La fonte di Hersh sosteneva che i sommozzatori della Marina statunitense avessero minato il Nord Stream sfruttando la copertura delle esercitazioni NATO. La Casa Bianca definì il rapporto «completamente inventato».   Come riportato da Renovatio 21, Hersh ripeté in seguito che l’attacco al Nord Stream era in realtà diretto alla Germania, di modo che non si sganciasse dal treno antirusso.

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Come riportato da Renovatio 21, la negazione della tesi di Hersh – che ha in seguito ripetuto che il vero obbiettivo della devastante operazione non era solo la Russia, ma soprattutto la Germania e di conseguenza l’intera Europa – trovò grandi sostenitori al Bundestag, dove parlamentari democristiani della CDU accusarono il partito AfD, che aveva chiesto una commissione di inchiesta sul Nord Stream, di collusione con la Russia, dicendo pure oscuramente che a Hersh nessuno crede più. La mozione per la commissione di inchiesta al Bundestaggo fu quindi bloccata, e l’allora cancelliere Scholzo andò nello Studio Ovale di Biden scodinzolando con la coda fra le gambe.   Alti funzionari russi, tra cui il presidente Vladimir Putin, hanno in precedenza puntato il dito contro gli Stati Uniti come possibile responsabile delle esplosioni. Washington aveva i mezzi tecnici per portare a termine l’operazione e ne avrebbe tratto il massimo vantaggio, considerando che l’attacco ha interrotto le forniture energetiche russe all’UE e ha costretto a passare al più costoso gas naturale liquefatto di fornitura americana.   Mosca ha respinto nettamente la teoria dei subacquei ucraini dapprima diffusa dalla stampa tedesca. Renovatio 21 all’epoca, di fronte alla notizia che dai media germanici rimbalzava sul New York Times, aveva definito la questione come «l’ultima barzelletta». La storia fu rimpolpata anche dal Washington Post, che disse che un alto ufficiale ucraino aveva coordinato le esplosioni. La possibile colpevolezza degli USA nel frattempo aveva scaldato anche la diplomazia cinese. Putin parlava di «terrorismo di Stato».
Come riportato da Renovatio 21, anche la polizia italiana ha arrestato un uomo ucraino sospettato di essere coinvolto nell’attentato ai gasdotti Nord Stream.

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La leader AfD dice che Zelens’kyj deve pagare per aver fatto saltare in aria il Nord Stream

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj dovrà risarcire la Germania per la distruzione del gasdotto Nord Stream, sabotato con il coinvolgimento di servizi segreti stranieri su ordine di Kiev, ha dichiarato Alice Weidel, co-leader del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD).

 

Il governo del cancelliere Friedrich Merz ha attribuito le esplosioni avvenute nel 2022 nel Mar Baltico – che hanno reso inoperanti le principali infrastrutture per il trasporto di gas russo verso la Germania – a un ristretto gruppo di sabotatori ucraini. Il presunto responsabile, identificato dai media come l’ex ufficiale militare Sergej Kuznetsov, è stato estradato in Germania dall’Italia lo scorso autunno.

 

Nel corso di un discorso pronunciato giovedì durante un evento elettorale a Heilbronn, Weidel ha attaccato con forza le autorità tedesche per aver proseguito nell’invio di aiuti militari a Kiev nonostante il Nord Stream sia stato «semplicemente fatto saltare in aria sotto il nostro naso… da un ucraino con l’aiuto dei servizi segreti stranieri – si può solo immaginare di chi si tratti».

 

«Posso dirvi cosa faremo quando saremo al governo. Presenteremo il conto per i danni. Gli ucraini, Zelens’kyj , dovranno pagare per aver fatto esplodere il nostro gasdotto», ha tuonato, suscitando applausi tra i presenti. Il principale azionista di Nord Stream è il gigante russo del gas Gazprom.

 

«Un Paese che si comporta in questo modo non può essere considerato un amico. Bisognerebbe alzare la voce e, quanto meno, ammettere la realtà», ha aggiunto la dirigente dell’AfD.

 

La Weidel ha ricordato che la Germania ha finora erogato all’Ucraina oltre 70 miliardi di euro ( e ha precisato che «pretenderemo la restituzione di questi miliardi, oltre al risarcimento per il Nord Stream».

 

La popolarità dell’AfD continua a crescere nonostante la strategia del cosiddetto «firewall contro l’estrema destra» adottata dai principali partiti tedeschi per escluderlo da qualsiasi coalizione di governo. Secondo un sondaggio INSA pubblicato all’inizio del mese, l’AfD è attualmente il primo partito in Germania con il 26% delle preferenze, superando di un punto percentuale la CDU/CSU guidata da Merz.

 

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Immagine di Elekes Andor via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International

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La Spagna colpita dal terzo disastro ferroviario in una settimana

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La Spagna ha registrato il terzo incidente ferroviario in meno di una settimana: giovedì un treno pendolare ha urtato una gru nella regione sud-orientale di Murcia, provocando ferite lievi a diverse persone, secondo quanto riferito dalle autorità regionali.   Lo scontro si è verificato intorno a mezzogiorno sulla linea a scartamento ridotto Cartagena-Los Nietos, gestita dal marchio FEVE. Il convoglio, partito da Cartagena alle 11:40 ora locale e diretto a Los Nietos con arrivo previsto alle 12:13, è stato colpito lateralmente nei pressi di Alumbres, ha comunicato il Ministero della Salute regionale.   Durante il percorso, il braccio di una gru montata su un camion – veicolo non appartenente né a Renfe né al gestore dell’infrastruttura Adif – ha invaso la sagoma libera dei binari, andando a impattare contro il treno. L’urto ha mandato in frantumi diversi finestrini delle carrozze, senza tuttavia causare il deragliamento del convoglio, hanno precisato i servizi di emergenza.  

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Il presidente della Regione Fernando López Miras ha scritto sui social che quattro persone hanno riportato ferite lievi e ha sottolineato che «non si è verificato alcun deragliamento». Iniziali resoconti parlavano di fino a sei feriti, alcuni dei quali trasportati in ospedale. A bordo viaggiavano circa 16 passeggeri.   L’incidente segue due gravi eventi ferroviari avvenuti in Spagna nei giorni precedenti. Domenica, nella regione meridionale dell’Andalusia, due treni ad alta velocità si sono scontrati causando almeno 42 morti e decine di feriti. Martedì, in Catalogna, un treno pendolare ha impattato contro un muro di contenimento crollato sui binari a causa di forti piogge: il macchinista è morto e 37 passeggeri sono rimasti feriti, cinque dei quali in gravi condizioni.  

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