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Epidemie

Vaccino COVID con feti abortiti, un vescovo lancia il sasso. Poi nasconde la mano.

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L’arcivescovo di Sydney (Australia) Anthony Fisher ha pubblicato una lettera al premier australiano John Morrison. Il motivo scatenante sarebbe stato la dichiarazione, poi rimangiata, dell’obbligatoriertà totale del futuro vaccino COVID.

 

In uno sforzo di ecumenismo degli antipodi, la lettera è co-firmata dall’arcivescovo anglicano di Sydney  Glenn Davies e dal primate dell’arcidiocesi greco-ortodossa dell’Australia, monsignor Makarios. Fisher ha anche separatamente pubblicato un articolo su The Catholic Weekly.

 

«Alcuni non avranno problemi etici con l’utilizzo di tessuti di feti abortiti elettivamente per scopi medici. Altri potrebbero considerare l’uso di una linea cellulare derivata da un aborto eseguito negli anni ’70 come ora sufficientemente rimosso dall’aborto stesso per essere scusabile»

«Insieme a molti australiani stiamo pregando che venga sviluppato un vaccino che aiuti a porre fine alla pandemia. Siamo stati quindi delusi nell’apprendere che dei 167 vaccini candidati per COVID-19 identificati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, 29 dei quali sono già in fase di valutazione clinica, il Commonwealth ha scelto di puntare su di uno che fa uso di una linea cellulare (HEK293) coltivata da un feto umano abortito elettivamente», scrivono i tre leader religiosi.

 

«Alcuni non avranno problemi etici con l’utilizzo di tessuti di feti abortiti elettivamente per scopi medici. Altri potrebbero considerare l’uso di una linea cellulare derivata da un aborto eseguito negli anni ’70 come ora sufficientemente rimosso dall’aborto stesso per essere scusabile. Ma altri ancora tracceranno una linea retta dalla fine di una vita umana in aborto attraverso la coltivazione della linea cellulare fino all’uso per la produzione di questo vaccino; anche se le cellule si sono propagate per anni in un laboratorio molto lontano dall’aborto, quella linea di connessione rimane. Si preoccuperanno di non beneficiare in alcun modo della morte della bambina le cui cellule sono state prelevate e coltivate, né di banalizzare quella morte e di non incoraggiare l’industria dei tessuti fetali».

 

«Altri  tracceranno una linea retta dalla fine di una vita umana in aborto attraverso la coltivazione della linea cellulare fino all’uso per la produzione di questo vaccino; anche se le cellule si sono propagate per anni in un laboratorio molto lontano dall’aborto, quella linea di connessione rimane»

Gli ecclesiastici affermano di «accettare che il vaccino proposto possa essere sufficientemente lontano dall’aborto che ha provocato la derivazione della linea cellulare», ma anche di avvisare il governo sul fatto che «qualsiasi vaccino COVID-19 coltivato su un feto la linea cellulare solleverà seri problemi di coscienza per una parte della nostra popolazione».

 

«Coloro che sono turbati da questo possono o acconsentire alle pressioni sociali e politiche per usare il vaccino, oppure opporsi coscienziosamente all’uso da parte loro e dei loro familiari; in quest’ultimo caso, subiranno vari svantaggi (ad es. rifiuto dell’accesso all’assistenza all’infanzia, all’assistenza agli anziani o al lavoro) e la loro astensione potrebbe minare l’obiettivo dell ‘”immunità di gregge”», continua la lettera, che di suo ci pare sempre più problematica e confusa.

 

“Dato che sono in corso molte altre sperimentazioni [sui vaccini] che non implicano l’uso di linee cellulari umane moralmente compromesse, scriviamo per chiedere la sua garanzia: (1) che l’uso del vaccino COVID-19 dell’Astrazeneca / Oxford University non sia obbligatorio; (2) che nessuno sarà costretto a prescrivere, dispensare o acconsentire all’uso su se stesso o sui suoi dipendenti del vaccino contro le proprie convinzioni religiose o morali di coscienza o svantaggiato per non averlo fatto; e (3) che il governo assicurerà che un vaccino alternativo eticamente non controverso sarà reso disponibile in Australia se sarà raggiunto».

«Qualsiasi vaccino COVID-19 coltivato su un feto la linea cellulare solleverà seri problemi di coscienza per una parte della nostra popolazione»

 

I tre andrebbero in qualche modo applauditi, perché paiono incredibilmente destarsi dal torpore pluridecennale per sottolineare inoltre che «per alcune persone il vaccino contro la rosolia presenta già un tale dilemma morale». (Buongiorno, benarrivati, alla buonora)

 

Nel suo articolo su The Catholic Weekly, l’arcivescovo Fisher scrive: «Io, per esempio, non credo che sarebbe immorale usare questo vaccino se non ci fossero alternative disponibili. Farlo non significherebbe cooperare ad alcun aborto che si verifichi nel passato o nel futuro. Ma ne sono profondamente turbato».

Ribadiamo la posizione di Renovatio 21, che si occupa della materia dal primo giorno della sua fondazione: per quanto encomiabile, la lettere contiene ingenuità, ambiguità, controsensi, errori veri e propr

 

Ribadiamo la posizione di Renovatio 21, che si occupa della materia dal primo giorno della sua fondazione: per quanto encomiabile, la lettere contiene ingenuità, ambiguità, controsensi, errori veri e propri.

 

A mettere le cose a posto – nel senso del rovinarle del tutto – ci ha pensato lo stesso Monsignor Fisher, che in un successivo post su Facebook, Fisher ha dichiarato di non avere chiesto, né di chiedere«chiedere ai cattolici di boicottare il vaccino se fosse disponibile».

 

In pratica, si è rimangiato tutto.

 

Monsignor Pierino: getta il sasso e nasconde la mano.

«Quello che ho fatto è stato unirmi ad altri leader religiosi per chiedere al Primo Ministro, oltre all’accordo stipulato con AstraZeneca, di perseguire accordi per altri vaccini e non limitarsi a uno solo, che alcuni nella nostra comunità troveranno eticamente preoccupante», ha scritto.

 

Monsignor Pierino: getta il sasso e nasconde la mano.

 

Ma mica ci lamentiano: che abbia avuto il coraggio di parlare della questione dei feti abortiti nei vaccini, anche se solo per qualche minuto, è già un miracolo ai tempi di Bergoglio e della Pontificia Accademia per la Vita di Paglia (di cui, alla fine, il Fisher sembra accettare la stupida teoria della «distanza» morale nel tempo dall’aborto al vaccino ricavato con le sue cellule).

Una preghiera per tutti quegli altri vescovi, cardinali, sacerdoti che oggi conoscono l’apocalittica verità – vogliono marcare biologicamente  l’intero gregge umano con il marchio della Bestia abortista – ma non hanno ancora il coraggio di parlarne pubblicamente

 

Una preghiera per tutti quegli altri vescovi, cardinali, sacerdoti che oggi conoscono l’apocalittica verità – vogliono marcare biologicamente  l’intero gregge umano con il marchio della Bestia abortista – ma non hanno ancora il coraggio di parlarne pubblicamente.

 

 

 

 

Immagine screenshot dal canale Vimeo dell’Arcidiocesi di Sydney

 

 

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Balle sui tamponi? Quanti lavoratori sono senza green pass?

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Si potrebbe avere l’idea che stiano prendendo in giro. Si potrebbe pensare che, sul serio, non abbiano nulla sotto controllo. 

 

Secondo i dati della (piuttosto filogovernativa) Fondazione Gimbe ci sono in Italia 3,8 milioni di lavoratori senza vaccino.

 

Ma secondo i report del  Ministero della Salute pubblicati da Il Sole 24 Ore e da La Repubblica, da mercoledì 13 ottobre  a oggi ci sono stati circa 800.000 tamponi. Tra ieri e oggi 500.000.

 

Secondo i dati della (piuttosto filogovernativa) Fondazione Gimbe ci sono in Italia 3,8 milioni di lavoratori senza vaccino. Da mercoledì 13 ottobre  a oggi ci sono stati circa 800.000 tamponi. Tra ieri e oggi 500.000

Quindi – se la matematica non è un’opinione – oggi 15 ottobre, circa  3 milioni di lavoratori non vaccinati sono andati al lavoro senza green pass  o non sono andati: perché non si sono nemmeno tamponati.

 

Questo nella migliore delle ipotesi: assumendo cioè che in Italia da mercoledì 13 abbiano fatto tamponi solo i lavoratori. Altrimenti i numeri scendono ulteriormente.



Sappiamo inoltre dai giornali che il 23% dei lavoratori in più della norma oggi si è messo in malattia. Non è certo una sfortunata coincidenza, si potrebbe pensare.

 

A meno che non ci sbagliamo (nel caso, diteci dove sbagliamo) oggi l’80% dei lavoratori non vaccinati era senza green pass. Circa 3 milioni di persone.

Ricordatevelo quando al TG – inevitabilmente – vi diranno che fila tutto liscio.

 

Vi stanno prendendo in giro.

 

Si contraddicono con gli stessi numeri che pubblicano sulle prime pagine.

 

A meno che non ci sbagliamo (nel caso, diteci dove sbagliamo) oggi l’80% dei lavoratori non vaccinati era senza green pass. Circa 3 milioni di persone.





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COVID-19: la morsa si stringe attorno al dottor Fauci

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Il 23 settembre 2021 The Intercept ha pubblicato una richiesta di sovvenzione, presentata nel 2018 da EcoHealth Alliance alla DARPA (Defence Advanced Research Projects Agency) (1), ove si legge che l’intento della società è creare in laboratorio un virus artificiale partendo dai coronavirus dei pipistrelli. (2)

 

L’ex consigliere economico del presidente Donald Trump, Peter Navarro, ha peraltro rivelato che EcoHealth Alliance è servita al dottor Anthony Fauci per dirottare denaro pubblico sul finanziamento di ricerche da svolgere nel laboratorio P4 di Wuhan perché illegali negli Stati Uniti.

 

Il direttore di EcoHealth Alliance, Peter Daszak, è il principale promotore della petizione, pubblicata da The Lancet (3), a sostegno del personale sanitario di Wuhan, ingiustamente accusato di essere responsabile dell’epidemia di COVID-19. Daszak è stato altresì membro della missione d’indagine dell’OMS a Wuhan.

 

Il 4 settembre 2021 Alex Jones (InfoWars) ha divulgato due estratti del video, diffuso a ottobre 2019 dalla rete pubblica statunitense CSPAN, di una tavola rotonda sulla creazione di un vaccino universale contro l’influenza (4).

 

Gli esperti vi discutono la necessità:

 

  • di modificare la procedura di autorizzazione dei vaccini contro l’influenza;
  • di cambiare modalità di produzione dei vaccini anti-inflluenzali, sostituendoli con sistemi a RNA messaggero


I partecipanti convengono sul fatto che l’industria farmaceutica non potrà fare il gran passo perché l’influenza non è malattia che faccia paura.

 

Durante la riunione il dottor Anthony Fauci dichiara, in sostanza, che per fare avanzare l’industria farmaceutica e l’umanità occorrerebbe uno choc, un’epidemia influenzale molto più mortale.

 

Anthony Fauci è dal 1984 direttore dell’Istituto Nazionale statunitense per le allergie e le malattie infettive (National Institute of Allergy and Infectious Diseases). È stato collaboratore del segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, di cui nel 2004 ha appoggiato il progetto d’isolamento di persone sane.

 

È altresì membro di Alba Rossa (5), il gruppo che nel 2020, durante l’epidemia COVID, si è speso per l’applicazione del piano d’isolamento Rumsfeld.

 

È stato chiamato dal presidente Trump a dirigere la cellula di crisi COVID-19. Il presidente Joe Biden l’ha confermato nell’incarico.

 

 

NOTE

1) «Leaked Grant Proposal Details High-Risk Coronavirus Research», Sharon Lerner & Maia Hibbett, The Intercept, 23 settembre 2021.

5) «Il COVID-19 e l’Alba Rossa», di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 28 aprile 2020.

 

 

Articolo ripubblicato su licenza Creative Commons CC BY-NC-ND

 

Fonte: «COVID-19: la morsa si stringe attorno al dottor Anthony Fauci», Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 8 ottobre 2021.

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Ospedali negheranno i trapianti ai non vaccinati in «quasi tutte le situazioni»

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Un sistema sanitario con sede in Colorado afferma che sta negando i trapianti di organi ai pazienti non vaccinati contro il coronavirus in «quasi tutte le situazioni», citando studi che mostrano che questi pazienti hanno molte più probabilità di morire se contraggono il COVID-19.  Lo riporta il Washington Post

Il deputato repubblicano dello stato del Colorado Tim Geitner ha dichiarato che sarebbe stato negato un trapianto di rene a una donna di Colorado Springs perché non vaccinata. Definendo la decisione «disgustosa» e discriminatoria, Geitner ha condiviso una lettera che  il paziente avrebbe ricevuto la scorsa settimana dal centro trapianti.

La lettera diceva che la donna sarebbe stata «inattivata» da una lista d’attesa per il trapianto di rene e aveva 30 giorni per iniziare la vaccinazione contro il coronavirus. Se si fosse rifiutata di essere vaccinata, diceva, sarebbe stata rimossa dalla lista d’attesa.

 

La lettera diceva che la donna sarebbe stata «inattivata» da una lista d’attesa per il trapianto di rene e aveva 30 giorni per iniziare la vaccinazione contro il coronavirus

La paziente in attesa di trapianto ha dichiarato a 9News che «è stata costretta a prendere una decisione che non mi sento a mio agio a prendere in questo momento per poter vivere». L’obbligo vaccinale, quindi, ha trovato un nuovo strumento di coercizione

 

«La politica illustra i costi crescenti di non essere vaccinati e si addentra in un territorio profondamente controverso: l’uso dello stato di immunizzazione per decidere chi riceve cure mediche limitate» scrive il WaPo. Bello l’aggettivo: controverso. Traduciamolo: non ancora completamente passato per la Finestra di Overton.

 

Renovatio 21 si oppone alla trapianto di organi, specie da persone ritenute «clinicamente morte» ma il cui cuore batte ancora, altrimenti non sarebbe possibile espiantarne gli organi: la «donazione», cioè la predazione, avviene solo a cuor battente, basandosi sulla artificiosa nozione di «morte cerebrale» i cui criteri cambiano da Paese a Paese e da un anno all’altro. Come abbiamo scritto, è il concetto di «morte cerebrale» a rendere possibile l’industria dei trapianti, un grande business per medici, ospedali e farmaceutiche che guadagnano clienti a vita di  farmaci come gli antirigetto.

 

Pare che si tratti in questo caso, di una donazione di rene da vivente, volontaria. È stato riportato infatti che la paziente e il suo donatore di reni stanno cercando altre opzioni fuori dallo Stato, poiché non hanno trovato un ospedale del Colorado che eseguirà la procedura prima di essere immunizzati.

 

La filiera della Necrocultura squarta e contamina, segrega e ricatta, in Europa oramai con la stessa mancanza di pudore che regna in Cina. Com’è possibile che il personale medico accetti questa mostruosità?

Non ci stupiamo di questa storia di ordinaria follia biomedica. Essa mette in luce diverse questioni:

 

1) L’instaurazione dell’utilitarismo – cioè il calcolo del piacere individuale – come filosofia che guida lo Stato e la Sanità, e quindi decide la vita e la morte delle persone. La qualità della vita ha perfino una formula, si tende a prediligere nelle cure quindi chi avrà più anni di piacere dinanzi rispetto a chi invece potrà vivere meno.

 

2) Il sistema di allocazione delle risorse mediche – il problema del triage che abbiamo visto in azioni con gli intubati durante la prima ondata pandemica – ora è utilizzabile come ricatto vaccinale.

 

3) il sistema grottesco della predazione degli organi, come riportato da Renovatio 21, non si è fatto scrupolo di espiantare e trapiantare organi di positivi al COVID: per quanto vi possa sembrare allucinante è così. Anzi, si parlava, qualche mese fa, di un boom di disponibilità di organi umani grazie ai morti di COVID. Ora però la faccenda si complica: a quanto è dato di capire potrebbe essere obbligato al vaccino anche il «donatore».

 

Ci rendiamo conto che stanno davvero rendendo accettabile l’idea che un non vaccinato merita di morire?

Qui subentra il paradosso ulteriore che abbiamo visto con il plasma iperimmune: colui che ha contratto il coronavirus ed è guarito può donare il sangue per la plasmaferesi, mentre chi è vaccinato ha dei limiti: egli, secondo le linee guida pubblicate dall’ECDC, deve attendere 48 ore dal vaccino, mentre se «ha sviluppato sintomi dopo la somministrazione del vaccino anti-SARS-CoV-2 può essere accettato alla donazione dopo almeno 7 giorni dalla completa risoluzione dei sintomi».

 

Non abbiamo dubbi che l’idea di escludere dalle cure i non vaccinati trova il favore in una larga parte della popolazione – gli stessi che paragonano i resistenti alla siringa come animali parassiti, subumani da gettare in campi da concentramento o da prendere a cannonate. Tutte cose che sono state davvero dette nel discorso pubblico.

 

La filiera della Necrocultura squarta e contamina, segrega e ricatta, in Europa oramai con la stessa mancanza di pudore che regna in Cina. Com’è possibile che il personale medico accetti questa mostruosità?

 

Ci rendiamo conto che stanno davvero rendendo accettabile l’idea che un non vaccinato merita di morire?

 

 

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