Politica
Trump toglie la scorta a Fauci e Pompeo e dice che non si sentirebbe responsabile se succedesse qualcosa
Venerdì il presidente Donald Trump ha dichiarato che non si sentirebbe responsabile se ex funzionari governativi come il dottor Anthony Fauci, l’ex ambasciatore statunitense all’ONU John Bolton o l’ex direttore della CIA Mike Pompeo subissero danni fisici dopo che all’inizio di questa settimana ha revocato i loro dati di sicurezza.
Parlando con la stampa durante un viaggio in North Carolina, dove sta supervisionando personalmente le operazioni di soccorso per l’uragano Helene, il presidente ha spiegato: «Non puoi avere una scorta di sicurezza per il resto della tua vita perché hai lavorato per il governo».
🚨 OMG. Trump on stripping the security detail away from Anthony Fauci and John Bolton…
REPORTER: Would you feel responsible if something were to happen to Fauci or John Bolton?
TRUMP: No. They all made a lot of money. They can hire their own security too. All the people… pic.twitter.com/4vNEFQy2Zo
— Eric Daugherty (@EricLDaugh) January 24, 2025
A Trump è stato chiesto se si sarebbe «sentito parzialmente responsabile se fosse successo qualcosa, per esempio, al dottor Fauci o a John Bolton?»
«No. No», ha risposto. «Sapete, hanno tutti fatto un sacco di soldi. Possono anche assumere la propria sicurezza. Tutte le persone di cui stai parlando, possono uscire – posso dare loro un buon numero di persone molto brave nella sicurezza – possono assumere la propria sicurezza. Hanno tutti fatto un sacco di soldi. Fauci ha fatto un sacco di soldi. L’hanno fatto tutti, quindi se la pensavano così fortemente penso che certamente non mi assumerei la responsabilità».
La sfrontatezza della nuova amministrazione, con il presidente che firma qualcosa come una quarantina di decreti esecutivi nelle prime ore dal giuramento, è davvero impressionante – e molto, molto promettente.
Come riportato da Renovatio 21, Fauci è stato graziato da Biden negli ultimi minuti da presidente, assieme al generale Mark Milley, Liz Cheney e ai famigli dello stesso. Il controverso dottore epidemiologo ha dichiarato di non aver bisogno della grazia presidenziale perché non ha fatto nulla di male, purtuttavia egli non ha rifiutato, come era suo diritto di fare.
Pompeo è noto per aver ordito, da capo della CIA, un piano per uccidere Assange, per il quale indaga un tribunale spagnuolo. Il giornalista Tucker Carlson ha rivelato di aver ricevuto minacce telefonica dal Pompeo affinché non rivelasse dettagli sul ruolo della CIA nell’omicidio Kennedy.
Come riportato da Renovatio 21, è stato riportato che a Kiev vi sarebbe stato turbamento per il fatto che Trump non abbia voluto più il Pompeo.
Bolton è invece noto per essere stato l’elemento neocon nella prima amminstrazione Trump, defenestrato dopo l’ennesimo tentativo di spingere il presidente alla guerra contro l’Iran, è divenuto acerrimo nemico del biondo del Queens. Trump ha recentemente rivelato di averlo inizialmente tenuto con sé solo per far paura agli interlocutori geopolitici.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Il leader serbo bosniaco antioccidentale Dodik festeggia la vittoria elettorale
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Politica
Il Brasile va alle urne: Bolsonaro jr. vince su Lula
Il figlio di Bolsonaro ha vinto primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, superando il presidente uscente di sinistra Lula. Il ballottagio pre la carica di presidente del grande Paese sudamericano è previsto per il 25 ottobre,
Il 45enne Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex capo di Stato brasiliano, ha ottenuto il 47,06% dei voti, contro il 45,12% del veterano della sinistra Luiz Inacio Lula da Silva, 80 anni, a spoglio quasi concluso. Lo scarto ridotto dimostra che il più grande Paese dell’America Latina resta profondamente polarizzato, tra accuse reciproche di golpe o di brogli.
Se Flavio Bolsonaro dovesse prevalere al secondo turno, il Brasile si unirebbe all’ondata conservatrice che, incoraggiata dal presidente americano Donald Trump, ha già mietuto vittorie nella regione, in Argentina, in Colombia o in Perù.
Domenica sera si è detto «molto soddisfatto» del risultato e fiducioso nella vittoria. Ha ringraziato i suoi elettori per avergli dato «un voto di fiducia per il cambiamento», ritenendo che «il Brasile non ne possa più».
Si presenta come una versione «più moderata» di suo padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, che lo aveva designato candidato dopo essere stato condannato a 27 anni di carcere per un tentativo di colpo di Stato contro Lula nel 2022. A quasi 81 anni, lo storico leader della sinistra punta a un quarto mandato non consecutivo. Durante la campagna ha sventolato la bandiera della sovranità e ha invitato il suo omologo statunitense a non «immischiarsi» nelle elezioni brasiliane.
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Bolsonaro jr. ha mantenuto il sangue freddo anche dopo la notizia di essere indagato per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento di un film in onore del padre, malato di cancro, che l’anno passato era stato arrestato dalla polizia a Brasilia mentre ancora era ai domiciliari. La Corte Suprema brasiliana, guidata dall’acerrimo nemico dei Bolsonaro giudice Alexandre de Moraes, aveva bloccato la richiesta di scarcerazione anticipata di Bolsonaro senior cinque mesi fa.
Il Brasile ha inoltre assistito a una vera e propria ondata conservatrice alle elezioni legislative, in particolare al Senato, dove l’ex first lady Michelle Bolsonaro è stata eletta a larga maggioranza, così come Carlos Bolsonaro, fratello di Flavio. Circa 160 milioni di elettori erano chiamati alle urne. L’astensionismo, in un Paese in cui il voto è obbligatorio, si è attestato al 21%, praticamente lo stesso dato del 2022.
Come riportato da Renovatio 21, il fratello Eduardo Bolsonaro, già deputato, tre mesi fa è stato condannato, sempre dalla Corte Suprema di De Moraes, a quattro anni di carcere per aver esercitato pressioni su autorità straniere – ovvero il governo degli Stati Uniti – al fine di ottenere sanzioni contro le istituzioni brasiliane, in particolare la magistratura e alcuni esponenti della Procura Generale.
La Corte federale suprema del Brasile aveva ampliato le restrizioni nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, arrivando a vietare ora la diffusione delle sue interviste sulle piattaforme dei social media. Gli USA erano scesi ora in campo direttamente contro De Moraes, revocandogli il visto per il Paese, una mossa inaspettata ed inedita da parte della segreteria di Stato USA guidata da Marco Rubio.
A luglio 2025 il presidente statunitense Donald Trump – che durante il suo primo mandato aveva coltivato stretti legami con Bolsonaro – aveva definito la persecuzione dell’ex alleato da parte del governo Lula una «caccia alle streghe», imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti brasiliani. Tuttavia, all’inizio di questo mese Washington ha iniziato a mitigare alcune di quelle tariffe.
Il padre jair Bolsonaro tre anni fa era era stato pure incriminato per falsificazione dello status vaccinale. L’opposizione di Bolsonaro ai vaccini mRNA si manifestò in proteste dirette con il direttore dell’OMS Tedros Ghebreyesus e con commenti subitanei che descrivevano l’impunità programmatica dei produttori di vaccini anti-COVID anche qualora i sieri possano «trasformarti in una donna barbuta, o in un alligatore jacaré».
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Immagine di Agência Senado via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Assassina nel braccio della morte sopravvive a una doppia iniezione letale: nuova eroina delle donne ripaganizzate?
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🚨 JUST IN: President Trump speaks out on the FAILED execution of Christa Pike in Tennessee last night
“That was an execution where the medication didn’t exactly work. It shouldn’t be very difficult!” We need to make this MUCH EASIER and just DISPATCH THE FIRING SQUAD! Come… pic.twitter.com/HbG95GO8HH — Nick Sortor (@nicksortor) October 1, 2026
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