Politica
Trump grazia Giuliani e altri coinvolti nella sfida elettorale del 2020
Il presidente Donald Trump ha concesso la grazia a diverse figure coinvolte nei suoi sforzi per contestare l’esito delle elezioni del 2020.
Un documento di proclamazione condiviso domenica dal procuratore per le grazie degli Stati Uniti, Ed Martin, elencava 77 nomi, tra cui Rudy Giuliani, l’avvocato Sidney Powell (che coniò il tropo del «Kraken» trumpiano), John Eastman e Mark Meadows.
La grazia copre il coinvolgimento degli individui nelle attività relative alle elezioni del 2020 e «nei loro sforzi per denunciare frodi elettorali e vulnerabilità nelle elezioni presidenziali del 2020».
«Questa proclamazione pone fine a una grave ingiustizia nazionale perpetrata ai danni del popolo americano in seguito alle elezioni presidenziali del 2020 e prosegue il processo di riconciliazione nazionale», aggiunge il documento.
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La grazia non si applica al Presidente stesso.
Al momento, la Casa Bianca non ha rilasciato alcuna dichiarazione sulle condoni e non è chiaro quando siano state firmate dal Presidente.
Come nota il New York Post, «i condoni sono principalmente simbolici perché nessuno dei 77 individui è stato incriminato a livello federale, tuttavia potrebbero impedire alle future amministrazioni di perseguire penalmente i presunti cospiratori».
Il presidente Trump ha inoltre graziato oltre 1.000 suoi sostenitori condannati o in attesa di processo per reati legati agli eventi del 6 gennaio 2021 al Campidoglio degli Stati Uniti.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Politica
Senatori americani accusano Trump di aver «tradito e l’Ucraina»
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Politica
Elon Musk fa infuriare i politici canadesi dicendo che le province «stanno meglio» se indipendenti
Elon Musk è intervenuto nel dibattito sulla possibile indipendenza di alcune province canadesi, affermando che Alberta, Saskatchewan e Quebec dovrebbero lasciare il Canada.
In risposta a un articolo di Polymarket X che faceva notare come il Quebec avesse appena eletto il Parti Québécois, favorevole alla secessione, per formare il suo governo per la prima volta in decenni, l’uomo più ricco del mondo e magnate della tecnologia ha fatto conoscere la sua opinione.
Il nuovo premier del Quebec ha dichiarato che il suo sogno di indipendenza per la provincia «si realizzerà un giorno». Musk ha commentato: «Bene. Il Québec dovrebbe separarsi» e ha aggiunto: «Starebbero meglio così». Ha proseguito scrivendo: «Anche l’Alberta e il Saskatchewan dovrebbero separarsi».
@Polymarket Good. Quebec should separate.
— Elon Musk (@elonmusk) October 7, 2026
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Il premier del Saskatchewan, Scott Moe, ha risposto semplicemente con un «no» alla proposta di secessione della sua provincia.
Naheed Nenshi, leader dell’NDP dell’Alberta ed ex sindaco di Calgary, ha criticato duramente Musk: «Non abbiamo bisogno delle opinioni di altri alleati di Trump. Ne abbiamo già uno come Primo Ministro».
L’ex premier dell’Alberta Jason Kenney ha invitato Musk a rinunciare alla cittadinanza canadese, scrivendo su X: «Se Elon Musk detiene ancora la cittadinanza canadese, l’unica cosa onorevole che potrebbe fare è rinunciarvi».
Altri esponenti dell’Alberta si sono invece mostrati più aperti all’idea. L’avvocato Keith Wilson ha scritto: «Elon Musk ha costruito aziende che altri ritenevano impossibili. La sua conclusione su Alberta e Saskatchewan? ‘Starebbero meglio lì’. È ora di respingere la politica della paura e riconoscere lo straordinario potenziale dell’Alberta. Votate l’opzione 2.»
Nel fine settimana il Parti Québécois è salito al potere vincendo le elezioni generali. Il programma principale del partito prevede la secessione del Québec dal Canada. La provincia ha già tenuto due referendum sull’indipendenza, entrambi senza successo; l’ultimo risale alla metà degli anni Novanta.
L’Alberta terrà invece un referendum il 19 ottobre, con una domanda di carattere separatista. Il quesito chiede se, sotto l’attuale governo provinciale del Partito Conservatore Unito guidato dalla premier Danielle Smith, debba essere portata avanti una petizione per la secessione dell’Alberta.
La domanda recita: «L’Alberta dovrebbe rimanere una provincia del Canada o il governo dell’Alberta dovrebbe avviare il procedimento legale previsto dalla Costituzione canadese per indire un referendum provinciale vincolante sulla questione se l’Alberta debba o meno separarsi dal Canada?».
La prima opzione conferma la permanenza nel Canada; la seconda avvia il percorso verso un referendum vincolante sull’indipendenza.
Come riportato da Renovatio 21, l’Alberta è la provincia canadese più ricca di petrolio.
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Il leader del Partito Conservatore del Canada, Pierre Poilievre, ha esortato gli abitanti dell’Alberta a votare perché la provincia resti nel Paese e a «rinnovare la loro fiducia» nell’unità nazionale, sostenendo che la secessione non risolverebbe i problemi legati all’ingerenza del governo federale. Anche la premier Smith ha detto di sperare in un voto a favore dell’unità canadese.
Oltre alla questione della separazione, sulla scheda compariranno altre nove proposte, tra cui temi legati all’immigrazione e al Senato canadese.
Le richieste di indipendenza dell’Alberta sono cresciute dopo che il primo ministro liberale Mark Carney ha sconfitto Poilievre alle elezioni federali del 2025. In Alberta quasi tutti i seggi sono andati ai Conservatori. Carney, come già Justin Trudeau prima di lui, si è opposto a nuovi progetti di oleodotti per il petrolio e il gas dell’Alberta, anche se sembra aver ammorbidito la posizione di fronte agli alti prezzi energetici legati alla guerra tra Stati Uniti e Iran.
Musk, per via della madre nata a Regina, Saskatchewan, dispone della cittadinanza canadese.
I ♥️ Canada https://t.co/95321VIi8r
— Elon Musk (@elonmusk) July 31, 2023
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Il leader serbo bosniaco antioccidentale Dodik festeggia la vittoria elettorale
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