Politica
Trump appoggia il «vero amico» Orban in vista delle elezioni in Ungheria
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha manifestato il suo pieno appoggio al primo ministro ungherese Viktor Orban in vista delle elezioni parlamentari ungheresi fissate per il 12 aprile.
Queste elezioni si preannunciano come una sfida particolarmente impegnativa per il governo conservatore di Orban, al potere ininterrottamente dal 2010. Il principale avversario è il partito filo-europeo Tisza, guidato dall’ex alleato Péter Magyar, che secondo i sondaggi più recenti guida la classifica delle preferenze.
In un messaggio pubblicato giovedì su Truth Social, Trump ha definito Orbán «un leader veramente forte e potente» con un «curriculum di risultati fenomenali». Ha elogiato il primo ministro per aver protetto l’Ungheria, favorito la crescita economica, creato occupazione e promosso il commercio, sottolineando come entrambi abbiano lavorato fianco a fianco per «fermare l’immigrazione illegale» e «garantire legge e ordine».
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Trump ha inoltre evidenziato i «nuovi livelli di cooperazione» raggiunti tra Stati Uniti e Ungheria durante la guida di Orban, descrivendolo come un «vero amico» e un «caro alleato». Ha concluso il post affermando: «Sono stato orgoglioso di sostenerlo per la rielezione nel 2022 e sono onorato di farlo nuovamente».
Lo scorso mese Orbán aveva commentato con ironia le dichiarazioni di Trump sulla Groenlandia, affermando che «quel pezzo di ghiaccio è sicuramente suo», e aveva lodato il presidente americano per aver «rilanciato» alcune istituzioni internazionali rimaste bloccate sotto la guida di «accademici europei ben educati».
Orban, primo ministro ungherese in carica da più tempo (con mandati dal 1998 al 2002 e dal 2010 a oggi), guida la coalizione Fidesz-KDNP. Un sondaggio del 3 febbraio realizzato da 21 Kutatóközpont attribuiva a Tisza il 35% delle intenzioni di voto contro il 28% di Fidesz, con un vantaggio di sette punti per l’opposizione.
Il governo guidato da Orban mantiene rapporti tesi con l’Unione Europea, opponendosi frequentemente alle posizioni di Bruxelles su questioni come gli aiuti militari all’Ucraina e l’utilizzo dei beni russi congelati per finanziare il conflitto. Dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022, Budapest ha criticato le sanzioni più severe contro Mosca e le forniture di armi occidentali a Kiev.
A gennaio Orban aveva avvertito che una vittoria di Tisza porterebbe l’Ungheria a «mandare i nostri figli in guerra come soldati».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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Politica
AfD vince le elezioni in Renania-Palatinato
Il partito Alternativa per la Germania (AfD) ha raggiunto un importante traguardo elettorale al di fuori della sua tradizionale roccaforte politica, il secondo risultato di questo tipo in meno di un mese. Il partito ha ottenuto quasi il 20% dei voti alle elezioni regionali nello stato tedesco occidentale della Renania-Palatinato.
L’AfD si è classificata terza, dietro all’Unione Cristiano Democratica (CDU) del cancelliere Friedrich Merz e ai Socialdemocratici, i due partiti che tradizionalmente dominano il panorama politico dello stato sin dagli anni Cinquanta.
Ha ottenuto il miglior risultato per un terzo partito nella storia postbellica della Renania-Palatinato, dato che nessun partito, a parte i due principali partiti, aveva mai raggiunto nemmeno lontanamente il 20% dei consensi alle elezioni regionali. Ha più che raddoppiato il suo risultato rispetto alle precedenti elezioni regionali, tenutesi nel 2021.
L’AfD ha inoltre superato il suo precedente record elettorale nell’ex Germania Ovest, ottenuto solo due settimane fa alle elezioni regionali del Baden-Württemberg, dove si era assicurata quasi il 19% dei voti. Questi risultati rappresentano importanti successi per il partito al di fuori degli ex Länder della Germania Est, che sono la sua roccaforte tradizionale.
The fightback is on.@Alice_Weidel AfD taking 20% of the vote in the state of Rhineland-Palatinate, more than double the 8.3% it received in the last election in 2021.
Only @AfD will save Germany 🇩🇪
The future belongs to patriots.
pic.twitter.com/LRf0xXOeeu— Tommy Robinson 🇬🇧 (@TRobinsonNewEra) March 22, 2026
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Il partito ha celebrato il proprio successo affermando di essere diventato particolarmente popolare tra la classe operaia e i giovani. L’AfD «è felice di essere ora il Partito dei Lavoratori», ha dichiarato Jan Bollinger, candidato del partito alla carica di capo del governo regionale. «Siamo… il partito più eletto dai lavoratori in Renania-Palatinato», ha aggiunto. L’emittente tedesca ZDF ha riferito che il partito di destra è riuscito ad attrarre molti elettori dai socialdemocratici di centrosinistra.
Negli ultimi anni, l’AfD ha guadagnato costantemente terreno in tutta la Germania, alimentata dalla crescente insoddisfazione nei confronti dei partiti tradizionali e dai dibattiti sull’immigrazione e sulle politiche dell’UE.
Come riportato da Renovatio 21, sei mesi fa AfD aveva triplicato i voti nella land della Renania Settentrionale-Vestfalia (il land del cancelliere Federico Merz) e volava in testa ai sondaggi nazionali come primo partito. Nella cittadina di Ludwigshafen era stato escluso il candidato AfD dalle elezioni, che si sono quindi tenute con la risibile affluenza del 29%.
All’inizio di quest’anno, l’AfD ha anche ottenuto quella che ha definito una «grande vittoria» contro l’agenzia di Intelligence interna tedesca (BfV), che cercava di classificarla come organizzazione «di estrema destra confermata». Un tribunale amministrativo di Colonia ha concesso un’ingiunzione provvisoria su richiesta del partito, in attesa di una sentenza definitiva, ritenendo insufficienti le motivazioni addotte dal BfV.
Come riportato da Renovatio 21, la Bassa Sassonia aveva inserito la sezione locale di AfD in una lista nera come «priorità di sorveglianza»un mese fa. Un Commissario di polizia del Budestag l’anno scorso aveva chiesto l’epurazione dei membri di AfD dai ranghi della Polizei, mentre il partito veniva escluso dai seggi della presidenza della commissione parlamentare al Bundestaggo di Berlino.
Immagine di Berthold Werner via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported, 2.5 Generic, 2.0 Generic e1.0 Generic
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