Stragi
Nuova indagine sull’11 settembre?
Il senatore repubblicano statunitense Ron Johnson ha ipotizzato che potrebbero essere imminenti nuove udienze del Congresso sugli attacchi dell’11 settembre, citando domande senza risposta riguardanti la narrazione ufficiale e il trattamento delle prove.
L’11 settembre 2001, i terroristi di al-Qaeda dirottarono quattro aerei di linea, facendone schiantare due contro le torri gemelle del World Trade Center a Manhattan. Un terzo aereo colpì il Pentagono, mentre il quarto si schiantò in un campo in Pennsylvania. Secondo il National Institute of Standards and Technology (NIST), l’Edificio 7 del World Trade Center crollò a causa di incendi innescati dai detriti di una delle torri gemelle vicine.
Nel corso di un’intervista rilasciata al commentatore conservatore Benny Johnson, pubblicata lunedì, il senatore Johnson ha messo in discussione diversi aspetti delle indagini sull’11 settembre, tra cui il crollo dell’Edificio 7.
«Non so se si possano trovare ingegneri strutturali, a parte quelli che hanno condotto le indagini sulla corruzione all’interno del NIST, che affermerebbero che quella cosa non è crollata in nessun altro modo se non tramite una demolizione controllata», ha affermato.
Senator Ron Johnson drops BOMBSHELL:
Tells us that 9/11 Hearings are being planned, Building 7 was potentially a “Controlled Demolition”
“Structural Engineers say that thing didn’t come down in any other way than controlled demolition. Molten steel. Destruction of evidence. We… pic.twitter.com/aBQzCakll7
— Benny Johnson (@bennyjohnson) April 21, 2025
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Johnson, che presiede la sottocommissione permanente per le indagini sulla sicurezza interna e gli affari governativi del Senato, ha anche criticato la rimozione e la distruzione delle prove fisiche dal sito, definendola «totalmente contraria a qualsiasi altra procedura di indagine antincendio». «Dov’è tutta la documentazione dell’indagine del NIST? Ci sono un sacco di domande che vorrei porre e che farò, onestamente, ora che ho gli occhi aperti», ha continuato.
Alla domanda se il pubblico avrebbe potuto assistere a udienze sulla questione, Johnson ha risposto: «Credo di sì», suggerendo che il presidente Donald Trump, «essendo lui stesso newyorkese», potrebbe essere interessato a riaprire il caso: «cosa è successo realmente l’11 settembre? Cosa sappiamo? Cosa viene insabbiato? Immagino che ci sia moltissimo da nascondere riguardo a ciò che il governo americano sa dell’11 settembre».
Johnson ha anche affermato di aver parlato di recente con l’ex membro del Congresso Curt Weldon e di voler «collaborare con lui per rivelare ciò che è disposto a rivelare».
Il rapporto della Commissione sull’11 settembre, pubblicato nel 2004, rimane la più completa analisi federale statunitense sugli attacchi. Tuttavia, i critici hanno sottolineato le omissioni e la continua segretezza di documenti governativi chiave. Johnson ha anche fatto riferimento a un’iniziativa bipartisan con il senatore democratico del Connecticut Richard Blumenthal nel 2023 per ottenere i file dell’FBI non censurati.
«Volevamo ottenere quelle risposte, quei documenti per le famiglie. Ancora una volta, non abbiamo ottenuto nulla dall’FBI», ha affermato.
La Commissione sull’11 settembre ha concluso che «nessuna delle misure adottate dal governo degli Stati Uniti dal 1998 al 2001 ha ostacolato o anche solo ritardato il progresso del complotto di Al-Qaeda».
All’inizio di questo mese, l’interessa per la questione è stato riacceso quando Curt Weldon ha esortato Trump a nominare «persone di impeccabile integrità» per guidare una commissione incaricata di «studiare i fatti» riguardanti l’11 settembre.
In un’intensa intervista con il giornalista Tucker Carlson, Weldon ha liquidato l’etichetta di complottista, suggerendo che la CIA e il governo siano da tempo coinvolti nella disinformazione. «Sapete, quello che mi dà fastidio sono i giornalisti che chiamano la gente teorici del complotto. Beh, è solo questo che fa l’agenzia! Sono loro a creare le cospirazioni», ha detto. «Hanno corsi interi per i loro agenti su come far passare le persone per complottisti».
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Lo Weldon, che era stato estromesso dalla politica in modo allucinante – durante le primarie nel suo partito ricevette un raid delle forze dell’ordine a casa della figlia, senza che ne dicessero mai il perché – è un ex pompiere con lunga esperienza al Congresso nella Commissione per l’Intelligence. Ha sostenuto di aver un video in cui uno dei pompieri dell’11 settembre dice alla radio di essere arrivati nel piano dell’incendio, e che la situazione è sotto controllo. Poco dopo l’edificio crollò.
Nell’intervista al Carlson, che rimane sbigottito dinanzi alla mancanza di spiegazione rispetto il crollo della celebre Torre 7, che crolla verticalmente senza essere colpita da aerei, lo Weldon arriva a parlare direttamente della «termite», sostanza che erode i metalli che in tanti negli anni hanno dichiarato essere vera responsabile del crollo dei palazzi, i quali erano stati progettati per resistere all’urto di un aereo (evento accaduto accidentalmente all’Empire State Building il 28 luglio 1945, quando un bombardiere Mitchell B-25 si schiantò contro l’iconico grattacielo neoeboraceno).
Lo Weldon fa riferimento anche ad un ulteriore documento pubblico divenuto via via sempre più trovabile: quello di Donald Trump, all’epoca solo costruttore a Nuova York, che immediatamente a ridosso della catastrofe dichiara i suoi dubbi sul fatto che il crollo sia dovuto all’impatto degli aerei, dicendo apertis verbis di credere che vi possano essere state bombe dentro l’edificio.
In 2001, after 9/11, Trump pointed out that it is impossible a plane could have put a hole through the Steele beams of the WTC buildings and even said it must have also been controlled demolition. He’s built many buildings, so he would know.
Trump knows. pic.twitter.com/EB90joQ8F2
— ĐⱤØ₲Ø🇺🇸 (@KAGdrogo) August 21, 2023
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Stragi
Sudafrica, catena di morti fa pensare all’opera di un serial killer
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Intelligenza Artificiale
La strage nella scuola iraniana causata dalla dipendenza americana dall’AI
L’uso eccessivo dell’Intelligenza Artificiale, i tagli al personale e le procedure affrettate per l’individuazione degli obiettivi avrebbero contribuito all’attacco missilistico statunitense contro una scuola femminile iraniana a Minab. Lo riporta Bloomberg citando funzionari coinvolti in un’inchiesta del Pentagono.
Il 28 febbraio due missili Tomahawk hanno colpito la scuola elementare Shajarah Tayyebeh, nel sud dell’Iran, causando la morte di almeno 157 persone, tra cui 123 bambini. L’attacco si è verificato durante la prima ondata di raid statunitensi e israeliani in tutto il Paese. La scuola sorgeva di fronte a una base navale, che probabilmente era il bersaglio previsto.
Secondo alcune fonti, alcuni membri del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) si aspettavano che il sistema intelligente Maven di Palantir segnalasse dati obsoleti o incoerenti nella selezione dei potenziali obiettivi. Rapporti precedenti indicavano che i militari si fossero basati su immagini satellitari datate che mostravano la scuola come parte della base.
Secondo Bloomberg, Maven ha consentito di ridurre a pochi minuti il processo di compilazione degli elenchi di obiettivi.
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Un portavoce di Palantir ha dichiarato a Bloomberg che la società «non è responsabile dei dati sottostanti né dell’individuazione di carenze nell’intelligence» e che non esistono prove che il suo software sia stato la causa dell’attacco a Minab.
Il gruppo specializzato in IA ha quindi aggiornato Maven per «riesaminare le informazioni sottostanti al fine di identificare i fattori che potrebbero squalificare un obiettivo e segnalare incongruenze e inesattezze che la revisione umana potrebbe aver trascurato», ha scritto Bloomberg citando una persona informata sui fatti.
Secondo quanto riferito, gli inquirenti hanno anche rilevato che, su ordine del Segretario alla Guerra Pete Hegseth, il Pentagono ha smantellato la maggior parte delle sue unità di mitigazione dei danni ai civili (CHM) e ne ha ridotto il personale di circa il 90%, portandolo a meno di 20 persone. Un team CHM presso il CENTCOM sarebbe stato ridotto da dieci unità a una sola persona e nessun funzionario CHM avrebbe ispezionato il sito di Minab prima dell’attacco.
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, affermò all’epoca che il bombardamento della scuola «aveva suscitato un orrore viscerale». Giovedì una missione d’inchiesta delle Nazioni Unite ha dichiarato che vi erano «ragionevoli motivi» per ritenere che l’attacco costituisse un crimine di guerra. Il dipartimento di Stato americano ha respinto la conclusione, accusando l’ONU di promuovere «retorica antiamericana e antisemitismo» e di assecondare «regimi repressivi».
Gli Stati Uniti non hanno rivendicato pubblicamente la responsabilità dell’attacco.
Come riportato da Renovatio 21, il presidente Donald Trump ha ipotizzato che il missile potesse essere iraniano. Tuttavia le inchieste condotte dai media statunitensi indicano che i missili fossero americani.
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Immagine di Mehr News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Stragi
Crolla un palazzo a Gaza: diecine di morti
Death toll rises to eight after building collapse in Gaza 💔 pic.twitter.com/z6wBuOeYhh
— The Gulag (@WelcomeTheGulag) September 17, 2026
Another Hard day in Gaza
15 dead extract so far and 100 missing under the rubble among them 50 kid due the collapse of the dilapidated “Al-Sa’ada” building on Al-Sina’a Street, west of Gaza City, due an Israeli shelling. pic.twitter.com/iMuFLf7SyV — Saif Maher (@SaifMaher421388) September 16, 2026
I’m heartbroken. This is horrific. A multi-floor building that had been previously bombed by Israel has collapsed in Gaza on top of at least 6 families. Families are stuck and there is no way to remove the rubble and save anyone. pic.twitter.com/8g8FQtIfFl
— Mosab Abu Toha (@MosabAbuToha) September 16, 2026
🚨BREAKING: Gaza Civil Defense says around 100 civilians remain missing under the rubble of the collapsed building in Gaza City.
It urged the international community to provide the necessary equipment to recover those trapped beneath the rubble. pic.twitter.com/gDAkVykn66 — Gaza Notifications (@gazanotice) September 16, 2026
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