Persecuzioni
Muore a 82 anni il cardinale Duka, ex arcivescovo di Praga perseguitato dal regime comunista
Il cardinale Dominik Duka, già arcivescovo di Praga e strenuo avversario del regime comunista in Europa orientale, perseguitato per la sua fede cattolica, è deceduto martedì mattina. Aveva 82 anni.
Nato il 26 aprile 1943 come Jaroslav Václav Duka, entrò in un contesto in cui, dopo la presa del potere comunista in Cecoslovacchia nel 1948, la Chiesa cattolica subì una feroce repressione: sacerdoti imprigionati o giustiziati, chiese requisite dallo Stato in tutto il Paese.
Duka entrò clandestinamente nell’Ordine Domenicano e fu ordinato prete nel 1970. Per aver rifiutato di cessare il ministero, fu incarcerato per 15 mesi nel 1981. Caduto il comunismo, divenne arcivescovo di Praga, dove si erse a difensore delle dottrine cattoliche tradizionali.
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Nel 2015 fu tra gli undici cardinali che sostennero l’insegnamento morale tradizionale sul matrimonio. Difese con fermezza l’indissolubilità, paragonando i divorziati risposati a «codardi».
«Come definiamo chi non è stato fedele al proprio giuramento [o voto], chi non ha mantenuto la parola data, chi abbandona il suo posto fuggendo come un codardo?» aveva scritto Duka. «Se parliamo di rottura matrimoniale, dobbiamo riconoscere che si tratta di una delle crisi più profonde (…) È un tradimento».
Come riportato da Renovatio 21, nel 2024 ha criticato il silenzio del Vaticano sulla persecuzione dei cattolici in Cina da parte del Partito Comunista Cinese (PCC).
«Così come il silenzio e la complicità con il regime comunista hanno danneggiato il mio Paese, facilitando l’imprigionamento dei dissidenti, il silenzio della Chiesa di fronte alle violazioni dei diritti umani in Cina comunista nuoce alla vita cattolica cinese», aveva dichiarato il porporato.
Il cardinale si era opposto all’accordo sino-vaticano, che riconosce la religione di Stato in Cina e consente al PCC di nominare i vescovi. In solidarietà con il cardinale perseguitato Joseph Zen, aveva osservato: «La questione della posizione della Chiesa cattolica in Cina, alla luce della mia esperienza di persecuzione sotto il comunismo, mi induce a esprimere una certa cautela».
«Concordo con il cardinale Zen: la politica diplomatica sbilanciata della Santa Sede verso il regime cinese può danneggiare la Chiesa stessa».
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Come ultimo monito, Duka ha esortato il neoeletto Papa Leone XIV a privilegiare l’«evangelizzazione» per contrastare l’ideologia transgender moderna.
«La situazione nelle parrocchie e nelle scuole è catastrofica, con differenze notevoli tra i continenti», ha affermato il cardinale ceco. «Nella Repubblica Ceca l’ideologia di genere è un grave problema scolastico. È semplicemente una prosecuzione del giacobinismo e del comunismo… Chi la sostiene non è aperto al dialogo».
Il primo ministro ceco Petr Fiala ha rilasciato una nota in cui ha espresso ammirazione per «il coraggio e l’impegno di Duka durante il totalitarismo» e ha riconosciuto «il suo ruolo fondamentale nel rinnovamento della Chiesa in una società democratica».
Immagine di Jiří Bubeníček via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Persecuzioni
Il vescovo di Gerusalemme denuncia l’escalation degli attacchi terroristici dei coloni israeliani contro i cristiani
Today, masked Israeli settlers armed with clubs attacked Palestinian farmers while they were working their land near the villages of Kafr Qaddum and Beit Lid in the West Bank. Palestinians urgently need international protection. pic.twitter.com/z0pbyOMyLH
— Ihab Hassan (@IhabHassane) January 27, 2026
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Dozens of Israeli settlers stormed the Palestinian village of Jalud during Eid al-Fitr, torching homes and wounding at least one person. This comes amid a surge in settler violence in the occupied West Bank, where over 1,000 Palestinians have been killed since October 2023. pic.twitter.com/0Ig8w90kPd
— Al Jazeera English (@AJEnglish) March 22, 2026
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Israeli settlers set fire to homes and vehicles in al‑Funduqumiya, in the occupied West Bank, as settler violence further increases since the start of the US‑Israeli war on Iran. Rights groups say roadblocks and restrictions leave Palestinian communities vulnerable. pic.twitter.com/IW6mXj0sXt
— Al Jazeera English (@AJEnglish) March 22, 2026
HORRIFIC night in the West Bank. Israeli settlers are attacking more than nine Palestinian villages and cities now, including Bethlehem, setting cars and homes on fire and attempting to burn families alive. pic.twitter.com/blZwHOJaB5
— Ihab Hassan (@IhabHassane) March 21, 2026
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Israeli MK Meirav Cohen delivered a powerful speech in the Knesset on settler terrorism in the West Bank: “This is terror, and it is Jewish terror….. It’s not ‘just a few bad apples.’… The politicians excusing this violence are complicit.” pic.twitter.com/J9ik7vmf6q
— Ihab Hassan (@IhabHassane) March 17, 2026
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Persecuzioni
Frammento di missile iraniano colpisce vicino al Monte del Tempio a Gerusalemme
Venerdì, parte di un missile iraniano ha colpito un’area vicino al Monte del Tempio a Gerusalemme, uno dei luoghi più sacri per musulmani, cristiani ed ebrei.
Le immagini mostrano un frammento di missile, proveniente da un missile iraniano abbattuto, cadere a circa 400 metri dal sito religioso nella Città Vecchia di Gerusalemme.
L’Iran ha lanciato nove salve di missili balistici contro Israele dalle prime ore di venerdì mattina fino a notte fonda, almeno tre dei quali sembravano essere dotati di testate a grappolo, danneggiando case e ferendo leggermente alcuni residenti, mentre Israele ha reso noti i nomi di diversi funzionari iraniani uccisi nei giorni scorsi.
Frammenti di un missile intercettato sono caduti nella Città Vecchia di Gerusalemme, danneggiando un parcheggio nel quartiere ebraico, a circa 400 metri dal Muro Occidentale e dal complesso della moschea di Al-Aqsa sul Monte del Tempio.
Another video shows the moment a fragment from an Iranian ballistic missile struck Jerusalem’s Old City this afternoon. pic.twitter.com/qNvTXmRDr6
— Emanuel (Mannie) Fabian (@manniefabian) March 20, 2026
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Non sono stati segnalati feriti.
Un uomo presente sul posto ha documentato l’impatto in un altro video.
🚨🚨 BREAKING: IRANIAN BALLISTIC MISSILE LANDS JUST A FEW METERS FROM THE WESTERN WALL AND THE AL-AQSA MOSQUE IN JERUSALEM. pic.twitter.com/9dXg4J9q5B
— Breaking911 (@Breaking911) March 20, 2026
Il Monte del Tempio riveste un’importanza fondamentale per il cristianesimo ed è uno dei luoghi sacri più importanti sia per gli ebrei che per i musulmani; l’attacco è avvenuto proprio mentre la festività islamica di Eid al-Fitr segna la fine del Ramadano.
«Gerusalemme è un simbolo globale di santità; danneggiare l’area in cui si trovano i luoghi sacri dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’islam è un atto grave e inaccettabile», ha dichiarato in un comunicato il rabbino del Muro Occidentale Shmuel Rabinowitz, dopo la caduta di frammenti nella Città Vecchia all’inizio di questa settimana. «Il mondo intero riconosce che i luoghi sacri devono rimanere al di fuori di qualsiasi conflitto», ha aggiunto.
L’episodio ha fatto pensare tuttavia alle recenti parole di un altro rabbino, Yosef Mizrachi, che in un video ampiamente circolato in rete invoca un’operazione sotto falsa bandiera per distruggere la moschea di Al-Aqsa.
Rabbi Yosef Mizrachi
“Missiles will hit the mosque and clear the place for the Jewish Temple Mount.
If it was up to me, the last time when they shot hundreds of missiles, I would pretend that one missile came from Iran and shoot it”
He asking for false flag to destroy Al-Aqsa pic.twitter.com/9AI6Tz705y
— Ounka (@OunkaOnX) March 2, 2026
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«I missili colpiranno la moschea e spianeranno il terreno per la costruzione del Monte del Tempio ebraico. Se fosse dipeso da me, l’ultima volta che hanno lanciato centinaia di missili, avrei finto che uno di essi provenisse dall’Iran e l’avrei abbattuto» dice il rabbino.
La moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme è il terzo luogo più sacro dell’Islam, dopo la Kaaba (la pietra nera) alla Mecca e la Moschea del Profeta a Medina. Il suo nome deriva dal Corano (Sura al-Isra’ 17:1), che descrive il viaggio notturno (Isra’ e Mi’raj) del profeta Maometto, che secondo il credo musulmano fu trasportato miracolosamente dalla Mecca ad Al-Aqsa, lì guidò in preghiera tutti i profeti precedenti, poi ascese al cielo.
La Moschea è al contempo al centro della guerra teologica di Israele, che ritiene che il Terzo Tempio, legato all’arrivo del messia giudaico, debba essere costruito proprio dove ora è al-Aqsa.
Come riportato da Renovatio 21, quest’anno Israele ha rifiutato di aprire la moschea per la festa di fine Ramadano, Eid al Fitr.
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Immagine screenshot da Twitter
Persecuzioni
Israele rifiuta di riaprire la moschea di Al-Aqsa per la fine del Ramadano
🚨Israeli Forces Attack Worshippers In Occupied Jerusalem
When a group of Palestinians congregated for prayer at Bab Al-Amoud (Damascus Gate) of the Old City, they were viciously attacked. They were praying there because of a bad on entering Al-Aqsa Mosque during Ramadan. pic.twitter.com/oTBnqrYiiN — MintPress News (@MintPressNews) March 18, 2026
💔🇵🇸 NOW: The Israeli occupation forces are firing live ammunition at Palestinians & preventing them from advancing towards the Al-Aqsa Mosque to perform the Eid al-Fitr prayer pic.twitter.com/ORNy5eSvzX
— Jackson Hinkle 🇺🇸 (@jacksonhinklle) March 20, 2026
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