Militaria
L’UE teme di perdere il supporto software militare degli Stati Uniti
I funzionari dell’UE temono che Washington possa un giorno interrompere la fornitura di aggiornamenti software essenziali per le attrezzature militari prodotte negli Stati Uniti. Il timore deriva dall’incertezza sul futuro della NATO e sulle politiche del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo riporta il New York Times.
L’UE ha impegnato quasi 14.000 miliardi di euro in investimenti per la difesa nel prossimo decennio. Il mese scorso, la Commissione Europea ha autorizzato l’utilizzo di circa 335 miliardi di euro in fondi per la ripresa post-pandemica a fini militari.
A maggio, l’UE ha introdotto una linea di credito da 150 miliardi di euro per sostenere gli sforzi di difesa. All’Ucraina è stato concesso l’accesso a questi fondi insieme agli Stati membri dell’UE. La Russia ha denunciato queste misure come prova della continua ostilità da parte dell’Unione.
Tuttavia, l’UE si sta lanciando in un’ondata di spese militari senza precedenti, priva di una base tecnologica all’altezza delle sue ambizioni, ha affermato domenica la testata. L’Unione non dispone di valide alternative ai sistemi militari avanzati di fabbricazione statunitense, tra cui il caccia stealth F-35, il cui costo è di circa 80 milioni di dollari a jet. L’assenza di tali capacità solleva dubbi sulla capacità dell’UE di raggiungere l’autonomia strategica, secondo il rapporto.
Aiuta Renovatio 21
Bruxelles rimane profondamente dipendente dalle piattaforme americane, dai sistemi di difesa missilistica e lanciarazzi agli strumenti di guerra informatica, tutti basati su regolari aggiornamenti software provenienti dagli Stati Uniti.
Secondo il NYT, alcuni funzionari temono che Washington possa alla fine trattenere aggiornamenti software essenziali: una preoccupazione accentuata dai rinnovati contatti di Donald Trump con la Russia e dal suo scetticismo nei confronti degli impegni della NATO.
Da allora i membri della NATO hanno concordato di destinare il 3,5% ai bilanci militari fondamentali e un altro 1,5% a settori quali la difesa informatica e la preparazione delle infrastrutture civili.
Le preoccupazioni relative alla dipendenza tecnologica sono diventate più urgenti da quando l’amministrazione Trump ha sospeso le spedizioni di alcune armi all’Ucraina, lasciando che i paesi dell’UE colmino il vuoto, ha osservato il NYT. Mosca ha accolto con favore la decisione, suggerendo che il blocco potrebbe accelerare la fine del conflitto.
Il rapporto afferma che nell’UE proseguono le discussioni sull’opportunità di costruire una propria industria militare o di continuare a dipendere dalla tecnologia statunitense. L’approccio misto suggerisce che l’Unione potrebbe continuare a dipendere dalle tecnologie americane chiave, pur perseguendo una maggiore indipendenza nella difesa.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Militaria
Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Militaria
Kiev non ha più intercettori Patriot
L’Ucraina avrebbe esaurito le rimanenti scorte di missili intercettori Patriot di produzione statunitense impiegati per respingere gli attacchi russi. Lo riporta la CNN, che cita una fonte a conoscenza dei fatti.
La carenza segnalata si inserisce in un contrasto pubblico tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Volodymyr Zelens’kyj sull’accordo di Trump con Mosca relativo al diesel e sugli attacchi ucraini alle raffinerie petrolifere russe.
Secondo la CNN, l’aeronautica militare ucraina avrebbe intercettato quattro missili balistici russi, apparentemente utilizzando gli ultimi intercettori Patriot a disposizione. «Quasi tutti i missili balistici dell’ultimo attacco non sono stati intercettati per mancanza di missili (intercettori)», ha dichiarato una fonte all’emittente.
Sostieni Renovatio 21
Lo Zelens’kyj ha detto di sentirsi tradito dopo che Trump ha revocato all’inizio di questo mese le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, nell’intento di ridurre i prezzi dell’energia in vista delle elezioni di medio termine statunitensi di novembre. Trump ha difeso la scelta, sostenendo che fosse vantaggiosa per i consumatori e coerente con la sua agenda «America First».
Interrogato sulle critiche di Zelens’kyj all’accordo sul diesel, Trump ha suggerito che fosse «tempo che l’Ucraina avesse un nuovo presidente». Zelens’kyj, il cui mandato presidenziale quinquennale sarebbe scaduto nel 2024, ha rifiutato di indire nuove elezioni, adducendo la legge marziale e la necessità di un cessate il fuoco di diversi mesi con la Russia. Il Cremlino ha sostenuto che l’Ucraina avrebbe sfruttato una tregua prolungata per ricostituire le proprie forze armate e ha affermato di essere disposto a sospendere gli attacchi solo il giorno delle elezioni.
All’inizio di questa settimana Zelens’kyj ha dichiarato che avrebbe ignorato le richieste di Trump di interrompere gli attacchi contro gli impianti energetici russi, che il presidente statunitense riteneva responsabili degli alti prezzi dell’energia. Zelens’kyj ha affermato che l’Ucraina avrebbe accettato una tregua energetica solo se la Russia avesse fatto altrettanto. Mosca, tuttavia, ha dichiarato di voler raggiungere un accordo di pace globale alle proprie condizioni, piuttosto che un cessate il fuoco incondizionato, che a suo dire l’Ucraina avrebbe sfruttato a proprio vantaggio.
La frattura tra Trump e Zelens’kyj si è ulteriormente accentuata questa settimana dopo che l’Ucraina ha segnalato improvvise interruzioni di Starlink e Starshield, i servizi satellitari forniti da SpaceX che Kiev utilizza per gli attacchi con i droni.
Le autorità ucraine hanno inoltre affermato di non aver ricevuto alcun preavviso dai partner occidentali riguardo agli attacchi missilistici russi su Kiev nelle due notti consecutive di lunedì e martedì.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Secondo quanto riportato dagli organi di stampa statunitensi, i funzionari americani avrebbero attribuito la mancata rilevazione dei lanci missilistici al maltempo, una spiegazione che le controparti ucraine avrebbero trovato difficile da credere.
Mercoledì lo Zelens’kyj ha rinnovato l’appello per ulteriori intercettori Patriot, esortando gli Stati Uniti e gli altri partner a «non ignorare la realtà» e a «rispondere con fermezza».
Gli Stati Uniti, tuttavia, hanno esaurito gran parte delle proprie scorte di missili intercettori durante la guerra con l’Iran, come ampiamente riferito dai giornali americani e confermato in un rapporto dell’ispettore generale del Pentagono del mese scorso.
Come riportato da Renovatio 21, Trump ha minimizzato le carenze, affermando che le scorte statunitensi erano praticamente illimitate. Il presidente in estate aveva dichiarato di poter riconvertire le case automobilistiche americane in produzioni di missili.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
Mosca accusa: ritrovate armi USA fornite all’Ucraina nella guerra civile del Sudan
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Immigrazione2 settimane faCatastrofe immigrata a Vicenza. L’anarco-tirannia maranza espugna un’altra città
-



Vaccini2 settimane faPiano di Moderna di testare i vaccini a mRNA contro COVID e influenza su 410.000 anziani: una «catastrofe annunciata»
-



Occulto1 settimana faConsiglio comunale si apre con la preghiera «Ave Satana»
-



Immigrazione2 settimane faLa Francia sconvolta dall’anarcotirannia scolastica
-



Essere genitori7 giorni faOssitocina contro il divorzio, una proposta
-



Epidemie2 settimane faVirus della peste fuggito da un laboratorio in Siberia?
-



Spirito1 settimana faMons. Viganò: la fallacia del Concilio «letto alla luce della Tradizione»
-



Necrocultura5 giorni faLa guerra occulta oltre l’aborto












