Spirito
Leone XIV chiede la pace dopo i bombardamenti americani sull’Iran
Dopo gli attacchi militari statunitensi contro l’Iran, papa Leone XIV ha ribadito i suoi regolari appelli alla pace, citando le «notizie allarmanti» dall’Iran.
Rivolgendosi ai pellegrini riuniti in Piazza San Pietro domenica pomeriggio, papa Leone ha esortato alla pace piuttosto che all’azione militare in Medio Oriente:
«Si susseguono notizie allarmanti dal Medio Oriente, soprattutto dall’Iran. In questo scenario drammatico, che include Israele e Palestina, rischia di cadere in oblio la sofferenza quotidiana della popolazione, specialmente a Gaza e negli altri territori, dove l’urgenza di un adeguato sostegno umanitario si fa sempre più pressante».
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«Oggi più che mai, l’umanità grida e invoca la pace. È un grido che chiede responsabilità e ragione, e non dev’essere soffocato dal fragore delle armi e da parole retoriche che incitano al conflitto. Ogni membro della comunità internazionale ha una responsabilità morale: fermare la tragedia della guerra, prima che essa diventi una voragine irreparabile. Non esistono conflitti “lontani” quando la dignità umana è in gioco».
«La guerra non risolve i problemi, anzi li amplifica e produce ferite profonde nella storia dei popoli, che impiegano generazioni per rimarginarsi. Nessuna vittoria armata potrà compensare il dolore delle madri, la paura dei bambini, il futuro rubato».
«Che la diplomazia faccia tacere le armi! Che le Nazioni traccino il loro futuro con opere di pace, non con la violenza e conflitti sanguinosi!»
Pope Leo today re-iterated his call for peace, highlighting Iran after US bombing strikes last night: “May diplomacy silence the weapons”
Full comments: “Alarming news continues to emerge from the Middle East, especially from Iran.
In this dramatic scenario, which includes… pic.twitter.com/faPpDRI21z— Michael Haynes 🇻🇦 (@MLJHaynes) June 22, 2025
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Il messaggio del Papa è giunto poche ore dopo che gli Stati Uniti hanno effettuato bombardamenti sui siti nucleari iraniani nella tarda serata di sabato.
Il presidente Donaldo Trump ha definito l’attacco «un grande successo», aggiungendo in seguito che «ora è il momento della pace. Grazie per l’attenzione a questa questione».
Il vicepresidente J.D. Vance ha sostenuto che gli Stati Uniti «non hanno attaccato l’Iran. Non abbiamo attaccato alcun obiettivo civile. Non abbiamo nemmeno attaccato obiettivi militari al di fuori dei tre impianti nucleari».
La portavoce di Trump, Karoline Leavitt, ha commentato: «Il mondo dovrebbe essere soddisfatto dell’azione coraggiosa intrapresa dall’esercito degli Stati Uniti».
Nel suo primissimo discorso domenicale, a metà maggio, Leone ha dato avvio a quello che è stato un tema ricorrente del suo giovane pontificato: l’esortazione alla pace nel mondo. «Mai più la guerra», aveva esortato, citando per nome i conflitti in Ucraina, Gaza e Pakistan.
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Immagine di Edgar Beltrán, The Pillar via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Spirito
Migliaia di fedeli a Écône: i dati sulle consacrazioni episcopali
Partecipanti
TOTALE: 16.639 CLERO E RELIGIOSI: 1.422 Vescovi: 6 Sacerdoti: 552 (506 SSPX, 46 amici) Frati: 141 (103 SSPX, 38 amici) Seminaristi: 248 Suore: 475 (166 suore della FSSPX, 63 oblate della FSSPX, 246 suore amiche) FEDELI: 15.217Nazionalità
Il giorno delle consacrazioni erano rappresentate più di 65 nazionalità.
Clero e religiosi
Le consacrazioni episcopali del 1° luglio 2026 hanno riunito a Écône una rappresentanza particolarmente numerosa della Fraternità Sacerdotale San Pio X e delle comunità religiose ad essa legate.
Volontari
550 volontari dedicati, senza i quali nulla sarebbe stato possibile, hanno lavorato in numerosi reparti: Coordinamento generale e posto di comando Sicurezza personale Servizi medici e di soccorso Traffico, accesso e parcheggio Accoglienza e orientamento Gestione del posizionamento e del flusso Supervisione di cerimonie e processioni Logistica e amministrazione Montaggio e installazione Elettricità e apparecchiature tecniche Audio e video Decorazione floreale e sacrestia Alloggio Trasporti e navette Ripristino e distribuzione dell’acqua Comunicazione e ricezione dei media Informazioni e annunci pubblici Gestione dei volontari Pulizia e restauro del sito Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Il peccato mortale è peggiore della possessione demoniaca: parla l’esorcista
L’esorcista Padre Chad Ripperger ha dichiarato all’ex Navy SEAL statunitense Shawn Ryan che il peccato mortale è peggiore della possessione demoniaca. Lo riporta LifeSite.
Durante un’intervista di quasi tre ore con Ryan, resa pubblica giovedì, Ryan ha chiesto a padre Ripperger se «gli esorcismi riusciti potessero essere considerati miracoli». Per contestualizzare, ha fatto un riferimento criptico a un’esperienza «terrificante» che aveva vissuto e che «non ha fatto altro che rafforzare» la sua «fede in Cristo, in Dio e nello Spirito Santo immensamente».
Don Ripperger affermò che le afflizioni demoniache, inclusa la possessione demoniaca, possono avere l’effetto di rafforzare la virtù della persona afflitta.
Contrariamente a quanto si crede comunemente, la possessione demoniaca «non è lo scenario peggiore», ha detto l’esorcista a Ryan. «La cosa peggiore è il peccato, nello specifico il peccato mortale, quando si commette un peccato così grave da trovarsi, da un punto di vista legale, sotto il potere dei demoni», ha affermato padre Ripperger.
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Secondo la dottrina cattolica, un peccato è mortale quando è materia grave, chi lo commette sa che è grave e lo commette con il pieno consenso della propria volontà. Morire in stato di peccato mortale, senza pentimento tramite la confessione o un atto di contrizione perfetto, condanna all’inferno.
Al contrario, la possessione demoniaca, «specialmente quando… si protrae per un certo periodo di tempo», in realtà aiuta le persone possedute a «diventare più sante attraverso la battaglia, attraverso la lotta», ha affermato l’esorcista. Ha poi paragonato i posseduti ai soldati costretti a combattere duramente in guerra.
«C’è una grande differenza tra un soldato che non ha mai visto il combattimento e uno che l’ha visto. … Il soldato che ha visto il combattimento è molto più preparato, molto più temprato rispetto a quello che magari ha ricevuto un ottimo addestramento e potrebbe essere un bravo soldato, ma non ha avuto l’opportunità di combattere.»
«Beh, è la stessa cosa anche qui. Quando le persone affrontano una battaglia così brutale e cose del genere, con tutti i sacrifici, le abnegazioni e tutto ciò che devono sopportare, e la virtù che devono dimostrare per vincere questa battaglia, è davvero ammirevole».
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Immagine screenshot da YouTube
Spirito
Écône 2026, film delle consacrazioni episcopali
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