Spirito
L’arcivescovo Cordileone afferma che le restrizioni vaticane sulla Messa tridentina non sono «realistiche»
L’arcivescovo Salvatore Cordileone ha affermato che la restrizione imposta dal Vaticano alla Messa tradizionale in latino «non è realistica» perché l’amore dei giovani cattolici per la tradizione è «inarrestabile». Lo riporta LifeSite.
«A dire il vero, non credo sia realistico. Guardiamo alla generazione più giovane. A loro piace molto la tradizione», ha detto il prelato al giornalista Raymond Arroyo durante la trasmissione «The World Over» del canale televisivo cattolico statunitense EWTN.
«Apprezzano il modo più classico in cui la Chiesa celebra il culto, la Messa tradizionale», ha affermato, citando anche l’interesse per la Messa del Novus Ordo celebrata «in modo più tradizionale, con il sacerdote ad orientem, la musica sacra e grande solennità e riverenza».
«Desiderano questa profonda tradizione. Li conduce in un luogo molto intimo», ha affermato l’arcivescovo statunitense. «È inarrestabile. È ciò che attrae i giovani e continuerà a farlo.»
L’arcivescovo di San Francisco, che la scorsa settimana papa Leone XIV ha nominato membro della più alta corte vaticana, ha inoltre respinto le affermazioni del cardinale Arthur Roche, il capo dell’ufficio liturgico del Vaticano, secondo cui Leone XIV non modificherà le restrizioni imposte da papa Francesco al rito tradizionale.
«Non so quanto bene conosca il pensiero del Santo Padre», ha detto l’arcivescovo Cordileone a proposito di Roche. «Tuttavia credo che una cosa sia chiara a tutti: il Santo Padre vuole unire tutti. Per lui l’unità è fondamentale», ha continuato.
«La mia preoccupazione è che, se queste restrizioni rimarranno in vigore, come ho affermato nella mia dichiarazione, le persone si sentiranno costrette a cercare un luogo dove nutrirsi spiritualmente secondo la forma più tradizionale di culto della Chiesa, al di fuori delle istituzioni e delle comunità ufficialmente riconosciute», ha detto l’arcivescovo. «E lo faranno».
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Il cardinale Roche ha dichiarato mercoledì al settimanale cattolico eterodosso The Tablet che Papa Leone «non cambierà la Traditionis Custodes e non tornerà al Summorum Pontificum», il documento del 2007 di Papa Benedetto XVI che concedeva ai sacerdoti un permesso pressoché illimitato di celebrare la Messa in latino.
«Ciò che le generazioni precedenti consideravano sacro, rimane sacro e grande anche per noi, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o addirittura considerato dannoso», ha affermato Benedetto XVI in una lettera che accompagnava la Summorum Pontificum.
In passato, Leone XIV ha manifestato il suo sostegno all’accesso alla Messa in latino, anche in una lettera inviata a marzo ai vescovi francesi. Allo stesso tempo, ha finora mantenuto in vigore il Traditionis Custodes e ha permesso ai vescovi di tutto il mondo di continuare a reprimere la Messa in latino e le pratiche liturgiche riverenti, come ha fatto il vescovo Michael Martin di Charlotte, che ha vietato la Messa in latino nelle chiese parrocchiali e proibito l’uso di balaustre e inginocchiatoi sull’altare.
L’arcivescovo Cordileone, dal canto suo, ha ripetutamente chiesto la fine delle restrizioni al rito tradizionale e ha anche incoraggiato la ricezione della Santa Comunione in ginocchio e l’uso delle balaustre dell’altare, sollecitando un «accesso più agevole» alla Messa in rito tradizionale dopo la consacrazione di quattro vescovi da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X all’inizio di questo mese, senza l’approvazione della Santa Sede.
La settimana scorsa papa Leone ha nominato l’arcivescovo Cordileone membro della Segnatura Apostolica, la più alta corte della Chiesa cattolica.
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Immagine di Dennis Calahan via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Epidemie
Mons. Viganò: Vaticano complice di Fauci
Il 6 maggio 2021, mentre il mondo intero era ancora sotto il giogo della dittatura sanitaria, la Santa Sede ospitava – sotto l’egida del Pontificio Consiglio della Cultura – una Conferenza intitolata “Exploring the Mind, Body & Soul. Unite to Prevent & Unite to Cure”. Ad aprire i… pic.twitter.com/T5Ns7nMvfM
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) July 31, 2026
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Spirito
Tutti contro l’esorcista per la foto col mitra dinanzi all’altare. Ma dimenticano la Benedictio armorum
Una foto dell’esorcista più celebre del momendo, don Chad Ripperger in posa con il podcaster ed ex Navy SEAL statunitense Shawn Ryan in una chiesa non consacrata, mentre impugna un fucile che Ryan gli ha regalato, ha scatenato forti polemiche online.
Nello specifico, si tratta di un fucile d’assalto Sig MCX Spear calibro 5.56 dotato di silenziatore e ottiche professionali.
Almeno un sacerdote e diversi laici hanno criticato padre Ripperger per essersi fatto fotografare con una pistola in chiesa, considerandolo offensivo e, secondo le parole di un utente di X, «sconsiderato». Tuttavia, il sacerdote esorcista ha chiarito che lui e Ryan non si trovavano, in realtà, in un luogo sacro.
Padre Ripperger ha spiegato a LifeSiteNews, che aveva chiesto un commento in merito, che «la cappella non è completa, non è stata ancora consacrata, l’altare maggiore non era ancora finito e stiamo ancora ultimando la costruzione. Non è ancora uno “spazio sacro” come alcuni hanno affermato».
This is my politics. pic.twitter.com/JxV3efhDxY
— LifeSiteNews (@LifeSite) July 24, 2026
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I critici sono per lo più cattolici goscisti, e scorrendo i loro social si trovano tanti begli omaggi pro-LGBT ed antirazzisti. La questione delle armi divide l’America: la sinistra vuole il disarmo assoluto della popolazione, la destra invece ritiene il possesso – non registrato – di armi come come un diritto sacrosanto sancito dal 2° emendamento della Costituzione USA, che assicura non solo la possibilità del cittadino di armarsi ma pure di costituire milizie. Secondo la principale interpretazione, il 2° emendamento era pensato come antidoto ad un governo tirannico, contro cui una popolazione armata, in teoria, può sollevarsi.
Ryan, ex Navy Seal con un passato nella droga in Sudamerica, ha negli scorsi giorni raccontato in una densa conversazione con il giornalista della sua totale riconversione al cattolicesimo, guidato dall’esorcista, che è stato in precedenza ospite in una memorabile puntata del suo podcasto.
In quell’occasione il Ryan regalò all’esorcista una pistola di marca Sig Sauer P365 – definita un’arma perfetta per il porto d’armi quotidiano (everyday carry o EDC) –, dicendo di sapere che il religioso pratica il carry, cioè porta con se un’arma. Durante l’intervista, don Ripperger (che opera in ambienti legati al cattolicesimo tradizionale americano come in Texas e Colorado, dove il supporto al porto d’armi e al constitutional carry si intreccia spesso con la difesa della dottrina della legittima difesa) aveva confermato di praticare il carry, spiegando che pur essendo un sacerdote ed esorcista riconosce pienamente la necessità e il dovere della tutelarsi anche nel mondo fisico, specialmente vivendo in una proprietà molto estesa in Colorado, dove opera sotto la diocesi di Denver.
In oltre metà degli Stati americani non serve alcuna licenza per portare un’arma (visibile o nascosta) per i cittadini che rispettano i requisiti di legge federali. Nei restanti Stati è obbligatorio richiedere una licenza specifica (concealed carry permit) superando controlli sui precedenti penali.
La Chiesa cattolica tradizionalmente non è contraria alle armi. Secondo la morale cattolica tradizionale (e il Catechismo della Chiesa Cattolica), difendere la propria vita e quella dei propri cari è considerato un diritto e un dovere legittimo, purché la reazione sia proporzionata all’offesa.
Vi sono pure riti specifici di benedizione delle armi. La Benedictio armorum è un antico rito liturgico cristiano della Chiesa cattolica per la benedizione di armi, armature e stendardi militari. Nato nel Medioevo, serviva a consacrare gli strumenti di difesa dei cavalieri per proteggere la giustizia, la Chiesa, i deboli e gli innocenti.
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Nato nel Medioevo è incluso nei libri liturgici tradizionali come il Pontificale Romano, questo rito serviva a consacrare gli strumenti di offesa e difesa per la protezione del soldato e la difesa della giustizia. Esso chiedeva a Dio di proteggere chi indossa le armi e di dare la vittoria contro i nemici della fede o del popolo cristiano e vincolava l’uso della forza alla difesa della Chiesa, dei deboli, dei vidui e degli orfani.
La parte del rito chiamata Benedictio ensis («benedizione della spada») recita:
Exaudi quaesumus Domine preces nostras, et hunc ensem quo hic famulus tuus N. se circumcingi desiderat, majestatis tuae dextera benedicere dignare, quatinus defensio atque protectio possit (sit) ecclesiarum, viduarum, orphanorum, omniumque servientium contra saevitiam paganorum, aliisque insidiantibus sit pavor, terror, et formido.
«Ascolta, ti supplichiamo, o Signore, le nostre preghiere e degnati di benedire con la destra della tua maestà questa spada che il tuo servo desidera cingere, affinché sia difesa e protezione per le chiese, le vedove, gli orfani e tutti i servi contro la ferocia dei pagani, e sia terrore, terrore e spavento per coloro che tramano contro di noi».
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Immagine da Twitter
Spirito
Il «bambino miracolato» di papa Leone arrestato in relazione a una duplice sparatoria
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