Connettiti con Renovato 21

Spirito

L’arcivescovo Cordileone afferma che le restrizioni vaticane sulla Messa tridentina non sono «realistiche»

Pubblicato

il

L’arcivescovo Salvatore Cordileone ha affermato che la restrizione imposta dal Vaticano alla Messa tradizionale in latino «non è realistica» perché l’amore dei giovani cattolici per la tradizione è «inarrestabile». Lo riporta LifeSite.

 

«A dire il vero, non credo sia realistico. Guardiamo alla generazione più giovane. A loro piace molto la tradizione», ha detto il prelato al giornalista Raymond Arroyo durante la trasmissione «The World Over» del canale televisivo cattolico statunitense EWTN.

 

«Apprezzano il modo più classico in cui la Chiesa celebra il culto, la Messa tradizionale», ha affermato, citando anche l’interesse per la Messa del Novus Ordo celebrata «in modo più tradizionale, con il sacerdote ad orientem, la musica sacra e grande solennità e riverenza».

 

«Desiderano questa profonda tradizione. Li conduce in un luogo molto intimo», ha affermato l’arcivescovo statunitense. «È inarrestabile. È ciò che attrae i giovani e continuerà a farlo.»

 

L’arcivescovo di San Francisco, che la scorsa settimana papa Leone XIV ha nominato membro della più alta corte vaticana, ha inoltre respinto le affermazioni del cardinale Arthur Roche, il capo dell’ufficio liturgico del Vaticano, secondo cui Leone XIV non modificherà le restrizioni imposte da papa Francesco al rito tradizionale.

 

«Non so quanto bene conosca il pensiero del Santo Padre», ha detto l’arcivescovo Cordileone a proposito di Roche. «Tuttavia credo che una cosa sia chiara a tutti: il Santo Padre vuole unire tutti. Per lui l’unità è fondamentale», ha continuato.

 

«La mia preoccupazione è che, se queste restrizioni rimarranno in vigore, come ho affermato nella mia dichiarazione, le persone si sentiranno costrette a cercare un luogo dove nutrirsi spiritualmente secondo la forma più tradizionale di culto della Chiesa, al di fuori delle istituzioni e delle comunità ufficialmente riconosciute», ha detto l’arcivescovo. «E lo faranno».

Sostieni Renovatio 21

Il cardinale Roche ha dichiarato mercoledì al settimanale cattolico eterodosso The Tablet che Papa Leone «non cambierà la Traditionis Custodes e non tornerà al Summorum Pontificum», il documento del 2007 di Papa Benedetto XVI che concedeva ai sacerdoti un permesso pressoché illimitato di celebrare la Messa in latino.

 

«Ciò che le generazioni precedenti consideravano sacro, rimane sacro e grande anche per noi, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o addirittura considerato dannoso», ha affermato Benedetto XVI in una lettera che accompagnava la Summorum Pontificum.

 

In passato, Leone XIV ha manifestato il suo sostegno all’accesso alla Messa in latino, anche in una lettera inviata a marzo ai vescovi francesi. Allo stesso tempo, ha finora mantenuto in vigore il Traditionis Custodes e ha permesso ai vescovi di tutto il mondo di continuare a reprimere la Messa in latino e le pratiche liturgiche riverenti, come ha fatto il vescovo Michael Martin di Charlotte, che ha vietato la Messa in latino nelle chiese parrocchiali e proibito l’uso di balaustre e inginocchiatoi sull’altare.

 

L’arcivescovo Cordileone, dal canto suo, ha ripetutamente chiesto la fine delle restrizioni al rito tradizionale e ha anche incoraggiato la ricezione della Santa Comunione in ginocchio e l’uso delle balaustre dell’altare, sollecitando un «accesso più agevole» alla Messa in rito tradizionale dopo la consacrazione di quattro vescovi da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X all’inizio di questo mese, senza l’approvazione della Santa Sede.

 

La settimana scorsa papa Leone ha nominato l’arcivescovo Cordileone membro della Segnatura Apostolica, la più alta corte della Chiesa cattolica.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 Immagine di Dennis Calahan via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International 

 

 

Continua a leggere

Epidemie

Mons. Viganò: Vaticano complice di Fauci

Pubblicato

il

Da

L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha rilasciato su X un suo commento sul caso del dottor Anthony Fauci, plenipotenziario statunitense delle restrizioni COVID durante l’anno pandemico. Il Fauci ha avuto influenza non solo nel contesto americano ma in quello mondiale.   Il prelato lombardo ricorda, in particolare, quanto concretamente il Vaticano abbia agito all’unisono con i dittatori della psicopandemia, onorando e fiancheggiando il Fauci.   «Il 6 maggio 2021, mentre il mondo intero era ancora sotto il giogo della dittatura sanitaria, la Santa Sede ospitava – sotto l’egida del Pontificio Consiglio della Cultura – una Conferenza intitolata “Exploring the Mind, Body & Soul. Unite to Prevent & Unite to Cure”» ricorda Viganò. «Ad aprire i lavori non era un teologo, non un pastore, non un difensore della legge naturale. Era Anthony Fauci. Accanto a lui Deepak Chopra, Chelsea Clinton… e, nel programma, i vertici di Pfizer e Moderna».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

«La stessa Santa Sede che avrebbe dovuto alzare la voce contro la menzogna, contro la sperimentazione di massa, contro la sospensione dei diritti fondamentali, collaborò attivamente con gli architetti di quella che è stata – e resta – una delle più grandi operazioni di controllo sociale e di frode sanitaria della storia contemporanea: un vero e proprio crimine contro l’umanità» continua Sua Eccellenza.   «Non possono dire che non sapevano. Non possono dire che non erano stati avvertiti. io stesso denunciai sin dal maggio del 2020 la frode pandemica e per ben due volte scrissi alla Congregazione per la Dottrina della Fede, per mettere in guardia contro l’adesione acritica a una narrativa pseudo-scientifica che contraddiceva non solo la prudenza, ma i principi non negoziabili della morale cattolica. Fui ignorato e ostracizzato. Come lo furono tanti altri».   «L’evento del maggio 2021 non è stata una “semplice conferenza”. È stata una manifestazione pubblica di complicità. La Santa Sede non si è limitata a tacere: ha offerto la propria autorità morale e la propria immagine a coloro che, in nome della “salute”, hanno imposto limitazioni delle libertà fondamentali, discriminazioni, ricatti e soprattutto sieri sperimentali che hanno procurato la morte a milioni di persone: una vera e propria ecatombe ancora in atto per i danni causati da quei sieri» tuona l’arcivescovo.   «Bergoglio – che passerà alla storia come responsabile dello sterminio pianificato di milioni di persone – se n’è andato al suo destino, ma molti dei suoi più stretti collaboratori sono ancora al loro posto. Prevost ha assecondato la narrazione della farsa-pandemica promuovendo mascherine, distanziamento sociale e vaccinazioni di massa. Se oggi Leone continuasse a sostenere la narrazione mainstream, proprio quando la frode sanitaria è ormai ufficialmente riconosciuta, non farebbe che confermare la continuità con Bergoglio anche in questo».   «Chi tace di fronte al crimine, o peggio lo legittima con il proprio consenso, se ne rende corresponsabile. Che questo non sia dimenticato. Che resti scritto» conclude il già nunzio apostolico negli USA.

Aiuta Renovatio 21

Va detto come sin da subito monsignor Viganò ha veduto in Fauci il chiaro esecutore del folle piano di sottomissione mondialista chiamato «pandemia COVID».   Lo scorso settembre, difendendo l’avvocato tedesco imprigionato, monsignore scriveva che «non è l’avvocato Fuellmich che dovrebbe essere in prigione, ma coloro che hanno commesso il più grande crimine contro l’umanità: Anthony Fauci, Bill Gates, Klaus Schwab, George Soros, Ursula von der Leyen, Albert Bourla, e tutti i loro complici ed emissari, soprattutto quelli che ricoprono cariche istituzionali»   Nell’aprile 2021, denunziando la conferenza, Viganò scrisse «del famigerato Anthony Fauci, i cui scandalosi conflitti di interesse non hanno impedito che si impadronisse della gestione della pandemia negli Stati Uniti», concludendo che «la Santa Sede si è fatta serva del Nuovo Ordine Mondiale, del globalismo massonico, della religione del vaccino».   Come riportato da Renovatio 21, vi è stato un rapporto diretto tra il Vaticano e la Big Pharma del siero mRNA, realizzato in incontri multipli, fino ad un certo punto segreti, tra il papa e il CEO del colosso. Il papato bergogliano impose draconianamente a tutti i residenti in Vaticano la dose di vaccino genico sperimentale, minacciando (e ottenendo) l’espulsione di coloro che vi si opponevano.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
   
 
Continua a leggere

Spirito

Tutti contro l’esorcista per la foto col mitra dinanzi all’altare. Ma dimenticano la Benedictio armorum

Pubblicato

il

Da

Una foto dell’esorcista più celebre del momendo, don Chad Ripperger in posa con il podcaster ed ex Navy SEAL statunitense Shawn Ryan in una chiesa non consacrata, mentre impugna un fucile che Ryan gli ha regalato, ha scatenato forti polemiche online.

 

Nello specifico, si tratta di un fucile d’assalto Sig MCX Spear calibro 5.56 dotato di silenziatore e ottiche professionali.

 

Almeno un sacerdote e diversi laici hanno criticato padre Ripperger per essersi fatto fotografare con una pistola in chiesa, considerandolo offensivo e, secondo le parole di un utente di X, «sconsiderato». Tuttavia, il sacerdote esorcista ha chiarito che lui e Ryan non si trovavano, in realtà, in un luogo sacro.

 

Padre Ripperger ha spiegato a LifeSiteNews, che aveva chiesto un commento in merito, che «la cappella non è completa, non è stata ancora consacrata, l’altare maggiore non era ancora finito e stiamo ancora ultimando la costruzione. Non è ancora uno “spazio sacro” come alcuni hanno affermato».

 

Sostieni Renovatio 21

I critici sono per lo più cattolici goscisti, e scorrendo i loro social si trovano tanti begli omaggi pro-LGBT ed antirazzisti. La questione delle armi divide l’America: la sinistra vuole il disarmo assoluto della popolazione, la destra invece ritiene il possesso – non registrato – di armi come come un diritto sacrosanto sancito dal 2° emendamento della Costituzione USA, che assicura non solo la possibilità del cittadino di armarsi ma pure di costituire milizie. Secondo la principale interpretazione, il 2° emendamento era pensato come antidoto ad un governo tirannico, contro cui una popolazione armata, in teoria, può sollevarsi.

 

Ryan, ex Navy Seal con un passato nella droga in Sudamerica, ha negli scorsi giorni raccontato in una densa conversazione con il giornalista della sua totale riconversione al cattolicesimo, guidato dall’esorcista, che è stato in precedenza ospite in una memorabile puntata del suo podcasto.

 

In quell’occasione il Ryan regalò all’esorcista una pistola di marca Sig Sauer P365 – definita un’arma perfetta per il porto d’armi quotidiano (everyday carry o EDC) –, dicendo di sapere che il religioso pratica il carry, cioè porta con se un’arma. Durante l’intervista, don Ripperger (che opera in ambienti legati al cattolicesimo tradizionale americano come in Texas e Colorado, dove il supporto al porto d’armi e al constitutional carry si intreccia spesso con la difesa della dottrina della legittima difesa) aveva confermato di praticare il carry, spiegando che pur essendo un sacerdote ed esorcista riconosce pienamente la necessità e il dovere della tutelarsi anche nel mondo fisico, specialmente vivendo in una proprietà molto estesa in Colorado, dove opera sotto la diocesi di Denver.

 

In oltre metà degli Stati americani non serve alcuna licenza per portare un’arma (visibile o nascosta) per i cittadini che rispettano i requisiti di legge federali. Nei restanti Stati è obbligatorio richiedere una licenza specifica (concealed carry permit) superando controlli sui precedenti penali.

 

La Chiesa cattolica tradizionalmente non è contraria alle armi. Secondo la morale cattolica tradizionale (e il Catechismo della Chiesa Cattolica), difendere la propria vita e quella dei propri cari è considerato un diritto e un dovere legittimo, purché la reazione sia proporzionata all’offesa.

 

Vi sono pure riti specifici di benedizione delle armi. La Benedictio armorum è un antico rito liturgico cristiano della Chiesa cattolica per la benedizione di armi, armature e stendardi militari. Nato nel Medioevo, serviva a consacrare gli strumenti di difesa dei cavalieri per proteggere la giustizia, la Chiesa, i deboli e gli innocenti.

Aiuta Renovatio 21

Nato nel Medioevo è incluso nei libri liturgici tradizionali come il Pontificale Romano, questo rito serviva a consacrare gli strumenti di offesa e difesa per la protezione del soldato e la difesa della giustizia. Esso chiedeva a Dio di proteggere chi indossa le armi e di dare la vittoria contro i nemici della fede o del popolo cristiano e vincolava l’uso della forza alla difesa della Chiesa, dei deboli, dei vidui e degli orfani.

 

La parte del rito chiamata Benedictio ensis («benedizione della spada») recita:

 

Exaudi quaesumus Domine preces nostras, et hunc ensem quo hic famulus tuus N. se circumcingi desiderat, majestatis tuae dextera benedicere dignare, quatinus defensio atque protectio possit (sit) ecclesiarum, viduarum, orphanorum, omniumque servientium contra saevitiam paganorum, aliisque insidiantibus sit pavor, terror, et formido.

 

«Ascolta, ti supplichiamo, o Signore, le nostre preghiere e degnati di benedire con la destra della tua maestà questa spada che il tuo servo desidera cingere, affinché sia ​​difesa e protezione per le chiese, le vedove, gli orfani e tutti i servi contro la ferocia dei pagani, e sia terrore, terrore e spavento per coloro che tramano contro di noi».

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine da Twitter

 

 

Continua a leggere

Spirito

Il «bambino miracolato» di papa Leone arrestato in relazione a una duplice sparatoria

Pubblicato

il

Da

Tyquan Johnson, un ragazzo di 19 anni la cui nascita fu riconosciuta da papa Leone XIV come un «miracolo», è stato arrestato mercoledì in relazione a una duplice sparatoria a Newport, nel Rhode Island. Lo riporta LifeSite.   La task force regionale per i latitanti degli U.S. Marshals ha trovato e arrestato Johnson a Newport News, in Virginia,, pochi giorni dopo che la polizia di Newport (Rhode Island) aveva emesso un mandato di arresto nei suoi confronti con l’accusa di aggressione aggravata con arma da fuoco e spari in un’area circoscritta. Le autorità sono inoltre alla ricerca di un altro uomo non identificato in relazione a una duplice sparatoria avvenuta nella stessa città all’inizio del mese.   Le vittime non identificate della sparatoria, presumibilmente mirata, due uomini di 22 e 25 anni, hanno riportato ferite da arma da fuoco non mortali e si prevede che si riprenderanno completamente.

Sostieni Renovatio 21

Poco più di un anno fa, nel giugno 2025, papa Leone ha approvato il decreto del Dicastero delle Cause dei Santi (DCS) che riconosceva la nascita di Johnson nel 2007 come un «miracolo» attribuito all’intercessione di Salvador Valera Perra, un sacerdote spagnolo del XIX secolo beatificato ufficialmente a febbraio.   Secondo il decreto del Dipartimento dei Servizi per l’Infanzia del 2025, il piccolo Tyquan è nato con un parto cesareo d’urgenza a Pawtucket, nel Rhode Island, dopo il ricovero in ospedale della madre incinta a seguito della rottura del sacco amniotico. Tuttavia, il bambino non respirava e i medici «non percepivano alcun battito cardiaco». Dopo un’ora senza alcun miglioramento, il medico curante ha invocato Salvador Valera Parra, a cui era profondamente devoto, chiedendo un miracolo. Poco dopo la sua preghiera, il battito cardiaco di Johnson è ripreso senza alcun intervento esterno.   Il bambino, a cui era stata diagnosticata un’encefalopatia ipossico-ischemica, ha trascorso gran parte dei suoi primi mesi in ospedale. I medici erano inoltre certi che avrebbe subito gravi danni allo sviluppo, forse paralisi cerebrale o ritardo mentale. Tuttavia, col tempo, Tyquan iniziò a mostrare miglioramenti «miracolosi» e alla fine riuscì a condurre una vita normale.   Dopo l’approvazione del decreto DCS da parte di papa Leone, Johnson ha dichiarato ai media locali che la promulgazione del miracolo «ha cambiato profondamente la mia fede, perché sono destinato a vivere in questo mondo».   «Se Dio non mi avesse voluto in questo mondo, mi avrebbe semplicemente lasciato morire su quel tavolo. Ma voleva darmi una seconda possibilità», disse all’epoca.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 Immagine di Etombari via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported  
 
Continua a leggere

Più popolari