Geopolitica
La Germania respinge la richiesta di lealtà di Trump
Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha respinto la richiesta di lealtà avanzata dal presidente statunitense Donald Trump agli altri membri della NATO, insistendo sul fatto che nessuno Stato membro dovrebbe imporre la propria volontà agli altri.
Pistorius ha rilasciato queste dichiarazioni in un’ampia intervista a Der Spiegel, pubblicata giovedì. Il ministro colto l’occasione per ridimensionare le tensioni tra Washington e Berlino, aggravate dalla guerra israelo-americana contro l’Iran.
Il Pistorius è stato incalzato sulle dichiarazioni di Trump della scorsa settimana, in cui si diceva «deluso dalla maggior parte» dei membri della NATO per la loro riluttanza a partecipare alla guerra contro l’Iran. «Voglio solo lealtà. Sapete, noi siamo così leali nei loro confronti. Combattiamo sempre per loro», ha affermato.
Il presidente statunitense poi puntato il dito contro la Germania, sottolineando la presenza di decine di migliaia di soldati statunitensi nel Paese. «E poi voi volete un piccolo aiuto, una piccola spinta, un piccolo bacio. Non vogliamo molto. E loro rispondono: “No, non possiamo farlo”».
Il Pistorio ha replicato, dichiarando a Der Spiegel che «il concetto della NATO non è quello di obbedienza cieca, ma piuttosto… di uno spirito di libera deliberazione». Ha sottolineato che le decisioni all’interno del blocco vengono prese «per libero consenso di tutti gli Stati membri e senza essere dettate dai singoli Stati membri».
Interrogato su quale tipo di supporto militare gli Stati Uniti desiderassero effettivamente da Berlino, Pistorius ha risposto di non essere a conoscenza di alcuna richiesta. «Inoltre, rifiutare un piccolo bacio può succedere anche nelle migliori relazioni. E anche involontariamente. Non si tratta certo di una crisi matrimoniale», ha aggiunto.
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Il ministro della Difesa, tuttavia, si è detto d’accordo con la richiesta di lunga data di Trump che la NATO spenda di più per la difesa, ma ha insistito sul fatto che la Germania lo sta facendo «perché è nel nostro interesse, non perché gli Stati Uniti lo vogliano».
Le relazioni tra Stati Uniti e Germania si sono deteriorate dopo che Pistorius ha segnalato che Berlino non avrebbe partecipato alle operazioni guidate dagli Stati Uniti nello Stretto di Ormuzzo, sostenendo che «questa non è la nostra guerra». In seguito alla disputa, a maggio il Pentagono ha annunciato il ritiro di 5.000 soldati dalla Germania nei successivi 6-12 mesi. Il segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth, che ha definito «vergognoso» il comportamento dei membri della NATO, ha annunciato il mese scorso una revisione semestrale della presenza militare statunitense in Europa.
La NATO, in teoria nata, secondo la famosa battura, per tenere i «russi fuori e i tedeschi sotto», ha portato per eterogenesi dei fini alla rimilitarizzazione della Germania, idea che fino a pochi anni fa avrebbe preoccupato tanta parte del mondo politico globale.
La Germania sta attuando un massiccio riarmo militare, con piani che prevedono di spendere oltre 500 miliardi di euro per la difesa entro il 2029. Le autorità tedesche hanno fissato il 2029 come termine ultimo entro il quale le forze armate dovranno essere «pronte alla guerra» per un potenziale conflitto con la Russia.
Come riportato da Renovatio 21, mesi fa è emerso che gli uomini tedeschi che rimangono all’estero per più di tre mesi senza previa autorizzazione potrebbero incorrere in sanzioni ai sensi di una normativa di natura militare.
Come riportato da Renovatio 21, mentre la polizei reprime e picchia quanti protestano contro la rimilitarizzazione, la leva militare obbligatoria sta tornando in Germania sotto forme grottesche come la lotteria della naja, con strategie per utilizzare gli adolescenti per colmare la mancanze di reclute.
La Germania è diventata il secondo maggiore fornitore di armi all’Ucraina dopo gli Stati Uniti, consegnando i carri armati Leopard, impiegati nella fallita incursione di Kiev nella regione russa di Kursk. Merz aveva autorizzato anche l’impiego di armi tedeschi per colpire la Russia in profondità, mentre il suo ministro della Difesa Boris Pistorius aveva dichiarato che le truppe germaniche sono pronte ad uccidere i russi.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Zelens’kyj avverte: imminente attacco russo massivo. Chiede aiuto a Stati Uniti ed Europa
We’ve got updated intel on Russia’s preparations for a massive strike. I ask you, please, to take care of yourselves and respond to missile threat alerts. Ukrainian services and our Air Force are ready to respond – as much as our defenses allow. And a lot depends on our partners – every country in the world that has the defensive capabilities we need and can provide them to us. It’s very important that there be the political will to do this – particularly in the United States and in Europe.
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) October 6, 2026
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Geopolitica
Kakha Kaladze: l’UE avrebbe «sostenuto e finanziato» il tentativo di colpo di Stato in Georgia
Lunedì il sindaco di Tbilisi, Kakha Kaladze, anche segretario generale del partito Kartuli Otsneba (Sogno Georgiano), ha detto che il silenzio dell’UE sulle violenze dei manifestanti antigovernativi dimostra la complicità del blocco nel tentato colpo di Stato dello scorso anno in Georgia. Si riferiva all’assalto al palazzo presidenziale del 4 ottobre 2025, durante le comunali in cui ha ottenuto il terzo mandato.
L’UE accusa Sogno Georgiano di allontanare il Paese dal percorso di adesione. Tbilisi replica che Bruxelles punisce il governo per il rifiuto delle sanzioni anti-russe e di «aprire un secondo fronte» in Ucraina. Secondo Kaladze, il sostegno europeo alle accuse di brogli ha alimentato i disordini, e le dichiarazioni sui manifestanti violenti sono state «un vero e proprio incoraggiamento, perché tutto questo era stato pianificato da loro».
«Con il loro sostegno e i loro finanziamenti, è stata lanciata una campagna per un colpo di stato e una rivoluzione. Il loro obiettivo principale era rovesciare il governo in carica nel paese», ha affermato l’ex giocatore del Milan, accusando Bruxelles di voler installare «i propri agenti, in modo che possano poi usare il Paese e il popolo georgiano per perseguire i propri interessi». Kaladze comunque invitato l’UE a ricostruire i rapporti su uguaglianza e rispetto reciproco.
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L’assalto era stato presentato da frange dell’opposizione filo-europea come una «rivoluzione pacifica», con l’appoggio dell’ex presidente Salome Zourabichvili, che aveva tentato di restare in carica dopo la scadenza del mandato nel dicembre 2024. Sogno Georgiano governa dal 2012, dopo il malcontento verso il filo-occidentale Mikhail Saakashvili (poi divenuto governatore dell’oblast’ di Odessa in Ucraina, poi finito in galera dove tuttora giace), e ha poi ridimensionato i poteri della presidenza.
La Georgia ha ottenuto lo status di candidato nel 2023, insieme a Ucraina e Moldavia, ma il processo è di fatto sospeso. A differenza della Moldavia filo-europea, ancora sostenuta da Bruxelles nonostante le denunce di brogli dell’opposizione, i rapporti con Tbilisi si sono deteriorati.
Come riportato da Renovatio 21, il Kaladze già un anno fa aveva dichiarato che i funzionari dell’Unione Europea si proclamano amici della Georgia in realtà operano per destabilizzare il Paese. «Hanno ripetutamente tentato di organizzare rivoluzioni, colpi di stato e rovesciare il governo», aveva affermato il già campione rossonero. «Ci dicono di essere amici della Georgia, ma incitano a colpi di stato, estremismo e violenza. Questa non è amicizia né partnership».
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa il palazzo presidenziale georgiano assaltato dai manifestanti pro-UE. A giugno il primo ministro georgiano Irakli Kobakhidze aveva accusato l’UE di incitare e finanziare l’estremismo nel suo Paese.
Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi anni era emerso che gli europei avevano fatto pressione sulla Georgia affinché inviasse mercenari in Ucraina. Settimane fa, tuttavia, l’ex primo ministro georgiano Bidzini Ivanishvili aveva dichiarato che Tbilisi chiederà scusa per aver scatenato la guerra antirussa del 2008, una guerra condotta dall’allora presidente Mikhail Saaskahvili arrivato al potere con la rivoluzione colorata del 2003 (finanziata, secondo varie fonti, anche dagli enti di George Soros) e poi fuggito in Ucraina per poi finire nelle carceri georgiane.
Come riportato da Renovatio 21, il premier Irakli Kobakhidze ha più volte dichiarato che la Georgia non verrà «ucrainizzata».
Il Kobakhidze aveva accusato il presidente francese Emmanuel Macron di mentire sull’interferenza russa nelle elezioni georgiane.
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Immagine di Giorgi Abdaladze via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Geopolitica
La «NATO musulmana» attiva il dispiegamento di forze in seguito agli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita
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