Cina
La Cina denuncia il concetto strategico della NATO
A Pechino, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha denunciato il nuovo concetto strategico della NATO come travisamento di fatti e verità.
L’occasione sono le ripetute dichiarazioni dei vertici NATO riguardo la Cina come «sfida», e cioè minaccia.
«Il Concetto strategico della NATO 2022 ha travisato i fatti e distorto la verità. In questo documento, la NATO ancora una volta ha erroneamente definito la Cina come “sfida sistemica”. Ha diffamato la politica estera cinese e ha puntato il dito contro la normale posizione militare e politica di difesa della Cina», ha affermato Zhao, esponente di spicco della generazione di diplomatici aggressivi chiamati anche «Wolf Warrior», rispondendo alla prima domanda della regolare conferenza stampa di ieri.
«Il documento cerca di alimentare il confronto e l’antagonismo e sa fortemente della mentalità della Guerra Fredda e del pregiudizio ideologico. La Cina è gravemente preoccupata per questo e si oppone fermamente».
«La Cina è nota per essere una forza per la pace nel mondo, un contributo allo sviluppo globale e un difensore dell’ordine internazionale», ha continuato Zhao. «La Cina non ha mai invaso nessun paese, non ha mai lanciato una guerra per procura e non si è mai unita o formato a nessun blocco militare».
«Siamo impegnati nel percorso di sviluppo pacifico. Miriamo a costruire una comunità con un futuro condiviso per l’umanità. Abbiamo avanzato la cooperazione Belt and Road di alta qualità e abbiamo presentato l’Iniziativa di sviluppo globale e l’Iniziativa di sicurezza globale, che sono in fase di attuazione».
«Tutti questi sono beni pubblici forniti dalla Cina per aiutare la comunità internazionale ad affrontare le principali questioni relative alla pace e allo sviluppo. La gente del mondo vede chiaramente che la Cina offre preziose opportunità per la pace e lo sviluppo nel mondo. Non pone “sfide sistemiche”, come erroneamente affermato dalla NATO».
«Al contrario, è la NATO che pone sfide sistemiche alla sicurezza e alla stabilità del mondo» ha ribattuto il Lijiano.
«La NATO afferma di essere un’alleanza difensiva regionale, ma ha costantemente cercato di fare progressi in nuove aree e domini e ha condotto guerre in vari paesi del mondo. La NATO ha nelle sue mani il sangue del suo popolo. Il popolo cinese non dimenticherà i crimini commessi dalla NATO 23 anni fa, quando la NATO, guidata dagli Stati Uniti, bombardò l’ambasciata cinese nella Repubblica federale di Jugoslavia», il 7 maggio 1999.
Qui il portavoce pechinese si riferisce all’intervento della NATO per proteggere la disgregazione della Jugoslavia dopo l’intervento di Tito morte e il crollo dell’Unione Sovietica.
Il Zhao ha continuato dicendo: «Ora la NATO ha esteso i suoi tentacoli all’Asia-Pacifico e ha cercato di esportare la mentalità della Guerra Fredda e replicare il confronto di blocco. L’Asia-Pacifico è una delle regioni più pacifiche e stabili del mondo e una terra promettente per la cooperazione e lo sviluppo. Qualsiasi tentativo di minare la sua pace e stabilità e di sabotare la solidarietà e la cooperazione regionale sarà respinto all’unanimità dalla popolazione in Cina e nel resto dell’Asia-Pacifico. Tali tentativi sono destinati a fallire».
«Ecco il nostro messaggio per la NATO: sostenere la cosiddetta “minaccia cinese” non porterà da nessuna parte. La NATO deve immediatamente cessare le sue accuse infondate e la sua retorica provocatoria contro la Cina, abbandonare la mentalità antiquata della Guerra Fredda e la mentalità del gioco a somma zero, rinunciare alla sua cieca fede nella potenza militare e alla pratica sbagliata di cercare la sicurezza assoluta, fermare il pericoloso tentativo di destabilizzare l’Europa e la Asia-Pacifico e agire nell’interesse della sicurezza e della stabilità in Europa e oltre».
Non è la prima volta che il Zhao si scaglia contro la NATO. Tre mesi il portavoce ha dichiarato che la NATO avrebbero dovuto essere terminata nel 1991.
Appresa la notizia della loro esistenza, l’instancabile cinese a marzo aveva domandato ispettori ONU nei biolaboratori ucraini finanziati dagli USA.
Con il disastro del ritiro dell’Afghanistan, Zhao aveva deriso pubblicamente gli americani.
Cina
I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore
La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.
Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.
Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.
Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.
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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.
I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.
Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.
Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.
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Cina
I mercati esagerano la possibilità di conflitto per Taiwano
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Cina
La Cina ha commissionato ufficialmente il Tokamak BEST
Il Tokamak superconduttore sperimentale a plasma (BEST) di Hefei, in Cina, è stato ufficialmente inaugurato il 1° ottobre.
Contemporaneamente, la struttura principale è entrata nella fase cruciale di assemblaggio dei «quattro anelli concentrici». Questi quattro anelli sono costituiti dalla camera a vuoto, dallo schermo termico, dal magnete toroidale e dai componenti interni di precisione, che vengono assemblati sequenzialmente dall’interno verso l’esterno.
Il BEST dovrebbe essere completato entro la fine del 2027, con una dimostrazione di produzione di energia da fusione deuterio-trizio prevista intorno al 2030.
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L’obiettivo è raggiungere un guadagno di fusione Q maggiore o uguale a 1, criterio per il «punto di pareggio» (il momento in cui l’energia o la potenza prodotta dalle reazioni di fusione è pari a quella somministrata dall’esterno per riscaldare e confinare il plasma), e mantenerlo per oltre 1000 secondi. Il successo del BEST convaliderà tecnologie come il ciclo del combustibile al trizio, il riscaldamento del plasma ad alta potenza e la manutenzione a distanza, in preparazione per la futura centrale a fusione dimostrativa CFEDR (Fusion Engineering Demonstration Reactor).
Come riportato dfa Renovatio 21, a gennaio la Cina aveva annunciato un’altra svolta nello sviluppo dell’energia termonucleare con il successo di un esperimento pubblicato su Science Advance snel progetto per il «Sole Artificiale» (Experimental Advanced Superconducting Tokamak, EAST Tokamak).
Come riportato da Renovatio 21, nel 2025 è stata inaugurata nella megalopoli cinese di Chengdu, in Cina, la seconda riunione ministeriale del World Fusion Energy Group dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), con 1.000 partecipanti.
Come riportato da Renovatio 21, nell’estate 2025 fa scienziati cinesi avevano introdotto un nuovo dispositivo di prova per la produzione di fusione.
Nel marzo dello scorso anno la Cina aveva fatto sapere che costruirà un reattore ibrido a fusione-fissione entro il 2030, con l’obiettivo di generare 100 megawatt di elettricità continua e connettersi alla rete nazionale entro la fine di questo decennio.
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Come riportato da Renovatio 21, la Cina sta portando avanti le ricerche sulla fusione da anni. La Cina ha accelerato con i suoi studi per la fusione dopo che negli scorsi anni un team di scienziati cinesi aveva affermato di aver trovato un metodo nuovo e più conveniente per il processo.
Una volta scoperto un processo stabile per ottenere la fusione, potrebbe entrare in giuoco l’Elio-3, una sostanza contenuta in grande abbondanza sulla Luna, dove la Cina, come noto, sta operando diverse missioni spaziali di successo. Da qui potrebbe svilupparsi definitivamente il ramo cosmico dello scacchiere internazionale, la geopolitica spaziale che qualcuno già chiama «astropolitica», e già si prospetta come un possibile teatro di guerra.
Un esperto di fusione, direttore del Plasma Science and Fusion Center del politecnico bostoniano MIT è stato assassinato l’anno scorso in un’oscura vicenda che ha visto il presunto sicario, che avrebbe ucciso altri studenti in un’altra università, trovato morto suicida pochi giorni dopo.
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Immagine di Eye Steel Film via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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