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Spirito

Il patriarca di tutte le Russie Cirillo «licenzia» il metropolita Ilarione di Volokolamsk

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Dai verbali della riunione del Santo Sinodo tenutasi questa mattina al Monastero di S. Daniele di Mosca, oltre alle posizioni ufficiali del Patriarcato sulla questione ucraina, sono state definite altre importanti novità riguardanti le relazioni estere della Chiesa Russa.

 

In particolare, il noto metropolita Ilarione (Alfejev) di Volokolamsk, capo del Dipartimento delle Relazioni Esterne del Patriarcato di Mosca (il cosiddetto «ministro degli Esteri» del Patriarcato) è stato trasferito dalla propria sede, secondo la nota regola del promoveatur ut amoveatur, e assegnato come metropolita di Budapest e di tutta l’Ungheria, in concomitanza con il ritiro per motivi di età del precedente vescovo di Budapest Marco (Golovkov), il quale era tra l’altro stato per diversi anni amministratore della Chiesa Russa in Italia.

 

Prima di essere chiamato da Cirillo agli affari esteri, Ilarione era stato proprio vescovo di Budapest dal 2003 al 2009.

 

Con il trasferimento, egli viene rilasciato non solo dall’incarico diplomatico, ma anche dalla carica di Rettore del programma di studi ecclesiastici dottorali e post lauream «Santi Cirillo e Metodio», e perde il posto di membro permanente di diritto all’interno del Santo Sinodo.

 

La rimozione avviene probabilmente in conseguenza di screzi, rimasti nascosti ma comunque percepibili, tra la gestione di Cirillo e la linea politica di Ilarione, troppo legata ai rapporti con l’Occidente e con la Chiesa Cattolica, e per questo considerata modernista da parte della gerarchia.

 

Ilarione aveva inoltre perso consenso nell’opinione pubblica russa a seguito delle sue posizioni oltranziste sul tema della vaccinazione, che non avevano incontrato certo il favore della popolazione e del clero, ed era stato per questo oggetto di amplissime critiche.

 

Infine, è trapelata una certa insoddisfazione per il modo in cui sono state gestite le crisi diplomatiche di questi anni, particolarmente con Costantinopoli e Alessandria, e infine la stessa questione ucraina che si sta svolgendo in questi giorni, con una lentezza che non ha favorito il Patriarcato, quando pur si aprivano grandi margini di azione, colti però con grande ritardo.

 

La carica di capo del Dipartimento delle Relazioni Esterne è stata assegnata al metropolita Antonio (Sevrjuk), già vescovo titolare di Korsun ed Esarca Patriarcale per l’Europa Occidentale, nonché amministratore pro tempore delle parrocchie russe in Italia.

 

Egli d’ora in poi porterà il titolo di metropolita di Volokolamsk, e resterà temporaneamente alla guida dell’Esarcato d’Europa e dell’amministrazione italiana fino alla nomina di un successore, che avverrà entro poche settimane.

 

Il titolo di Korsun e l’amministrazione della diocesi di Francia, a esso legata, è stato temporaneamente rimesso all’Arcivescovo Nestore di Madrid e Lisbona, in attesa della nomina del nuovo titolare.

 

Il metropolita Antonio diventa dunque membro permanente di diritto del Santo Sinodo.

 

L’incarico accademico alla guida del programma «Santi Cirillo e Metodio» è invece stato assegnato all’Arciprete Massimo Kozlov, già responsabile della Commissione Ecclesiastica sull’Educazione.

 

 

Nicolò Ghigi

 

 

 

Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0), immagine tagliata.

 

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Oligarcato

Papa Leone nomina consultori che sostengono l’«ordinazione» delle donne e l’agenda di Davos

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Papa Leone XIV ha nominato martedì una dozzina di consultori al Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, tra cui diverse persone che si sono battute per l’«ordinazione» delle donne al sacerdozio, la sinodalità, modifiche all’insegnamento cattolico sulla morale sessuale e persino una con legami con il World Economic Forum (WEF) di Davos. Lo riporta LifeSite.

 

Tra le nomine effettuate da Papa Leone il 18 agosto al dicastero figurano Peter G. Kirchschlager, eticista sociale dell’Università di Lucerna, in Svizzera, il quale ha affermato che la Chiesa ha un problema irrisolto riguardo all’impossibilità dell’ordinazione delle donne al sacerdozio. Un altro nominato dal pontefice, padre Peter Klasvogt, un sacerdote tedesco, ha abbracciato il Cammino sinodale e ha auspicato che l’insegnamento della Chiesa sul sacerdozio femminile e sulla morale sessuale venga rivisto con una «disponibilità al cambiamento».

 

Kathryn Koch, presidente e CEO della società di gestione patrimoniale indipendente globale TCW, ha precedentemente lavorato per 20 anni presso Goldman Sachs. Koch è stata in particolare selezionata come Young Global Leader dal WEF nel 2015.

 

Nel 2018, Kirchschläger ha criticato la Chiesa cattolica per la sua «inadeguata applicazione dei diritti umani al suo interno» e per il suo «problema irrisolto» della cosiddetta «parità di genere», soprattutto per quanto riguarda il divieto di ordinazione sacerdotale delle donne.

 

Il Kirchschläger arrivò persino ad affermare che «lo Stato deve dire alla Chiesa: “avete un problema in materia di uguaglianza”», e insistere affinché lo Stato garantisca «l’universalità dei diritti umani» all’interno della Chiesa cattolica e delle altre religioni, indipendentemente da ciò che insegnano.

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Padre Klasvogt, rettore del Campo Santo Teutonico a Roma, ha pienamente appoggiato il Cammino sinodale tedesco eterodosso e il Sinodo sulla sinodalità.

 

In un libro del 2022 di cui è coautore, intitolato Riskierte Berufung («Attrazione rischiosa»), ha anche affermato erroneamente che in Paradiso «non ci saranno più sacerdoti, almeno non come carica», il che sembra essere un velato invito a un maggiore coinvolgimento dei laici nella gestione della Chiesa.

 

La Chiesa insegna che, poiché il Sacramento dell’Ordine sacro imprime un segno indelebile, i sacerdoti che raggiungono il Paradiso rimarranno tali per sempre.

 

Il sacerdote ha poi sostenuto che la Chiesa è libera di sviluppare nuovi ministeri «in base alle esigenze dei tempi» e ha suggerito che, pertanto, la Chiesa dovrebbe creare nuovi ministeri «per uomini e donne, compresi quelli istituiti mediante il suggello dell’imposizione delle mani e della preghiera».

 

Questo sembra essere un invito all’ordinazione delle donne al sacerdozio e al diaconato.

 

Koch, oltre ad essere stata selezionata come Young Global Leader dal WEF 11 anni fa, attualmente fa parte del consiglio di amministrazione del NASDAQ l’organizzaione che opera il listino dei titoli tecnologici, poiché ospita i giganti globali dell’innovazione, dell’informatica e del settore biotech, un partner chiave dell’organizzazione globalista.

 

Queste nomine si inseriscono in una tendenza emersa nelle recenti nomine di Papa Leone. All’inizio di questo mese, il Pontefice ha nominato 15 nuovi consultori presso il Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, guidato dalla Prefetta Suor Simona Brambilla, tra cui sostenitori dell’ideologia LGBT e dell’«ordinazione delle donne», di una maggiore sperimentazione liturgica e di cambiamenti strutturali nella governance della Chiesa.

 

La più eclatante di queste nomine di consulenti è stata quella di suor Patricia Murray, ex segretaria esecutiva dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali. Durante una conferenza sulla sinodalità del 2021, ha sostenuto che le discussioni riguardanti questioni controverse, tra cui l’ordinazione delle donne al diaconato e al sacerdozio, non potevano essere semplicemente escluse dal processo. «Dobbiamo anche permettere che vengano nominati gli argomenti di cui le persone vogliono parlare», ha affermato, menzionando esplicitamente il diaconato e il sacerdozio femminile.

 

Suor Murray è stata anche interrogata sulla «sofferenza delle persone LGBTQ+» durante una conferenza stampa in Vaticano relativa al sinodo, il 16 ottobre 2023.

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 Immagine di Raphael Röwekamp via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

 

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Spirito

Lourdes, La Società di San Pio X mantiene il suo pellegrinaggio e risponde al vescovo

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Dichiarazione del Distretto francese della Fraternità Sacerdotale San Pio X in risposta alla dichiarazione del Vescovo Jean-Marc Micas.   Il distretto francese della Fraternità Sacerdotale San Pio X ha preso atto del comunicato del vescovo Jean-Marc Micas, vescovo di Tarbes e Lourdes, pubblicato il 13 agosto, con il quale annuncia la sua decisione di non accogliere pubblicamente i fedeli che frequentano le cappelle della Fraternità Sacerdotale San Pio X per il loro pellegrinaggio annuale al Santuario della Madonna di Lourdes, a differenza degli anni precedenti.   Il distretto francese della Fraternità Sacerdotale San Pio X riconosce pienamente l’autorità del vescovo locale, ma desidera esprimere pubblicamente il proprio dolore e la propria incomprensione per tale decisione.   Infatti, ai semplici figli della Chiesa cattolica, che non pretendono in alcun modo di sostituirsi alla Chiesa e che non hanno altra ambizione se non quella di rimanerle fedeli, è vietato riunirsi per pregare pubblicamente la loro Madre in Cielo, mentre l’anno precedente, nell’ottobre del 2025, il santuario di Lourdes ha ospitato, persino nella Cappella di Nostra Signora, un pellegrinaggio che ha riunito cristiani e musulmani per quattro giorni attorno alla figura di Maria, con un tempo di preghiera, una messa, una processione con le fiaccole, una preghiera alla Grotta e incontri interreligiosi.    

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Come possiamo non essere stupiti – e persino offesi – che a coloro che non riconoscono la divina maternità della santissima Vergine Maria, né il dogma della sua Immacolata Concezione, né tantomeno la divinità di suo figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, sia stato permesso di recarsi, laddove oggi viene pronunciato il divieto, di pregare pubblicamente la santissima Vergine Maria nel santuario di Lourdes, davanti ai fedeli delle cappelle della Fraternità Sacerdotale San Pio X del distretto di Francia.   D’ora in poi, ai sacerdoti e ai fedeli della Fraternità Sacerdotale San Pio X è consentito solo «recarsi alla Grotta o in qualsiasi altro luogo del Santuario per pregare in privato».   La sezione francese della Fraternità Sacerdotale San Pio X intende rispondere pienamente a questo invito e continuerà quindi a compiere un pellegrinaggio annuale a Lourdes, così come compie un pellegrinaggio a Roma durante gli Anni Giubilari. La Madonna non merita di essere trascurata, nonostante gli ostacoli! Finché le porte del santuario rimarranno chiuse al pellegrinaggio pubblico, la porta del Cuore della Madre di Dio non si chiude mai ai suoi figli. Senza dubbio riconoscerà i suoi!   In tal modo, la sezione francese della Fraternità Sacerdotale San Pio X assicura al Vescovo Micas il suo rispetto e le sue preghiere, senza risentimento e con la speranza che un giorno egli possa riconoscere in loro non dei ribelli, ma dei figli desiderosi di vivere e servire nella Chiesa cattolica.   Fin dalla sua fondazione nel 1970, la Società di San Pio X ha perseguito un unico obiettivo: servire le anime fornendo loro la dottrina, i sacramenti e la vita cristiana necessari per trasmettere, «in tutta la sua purezza dottrinale e in tutta la sua carità missionaria, il sacerdozio cattolico di Nostro Signore Gesù Cristo», per usare le parole dell’arcivescovo Lefebvre. Non difende alcuna preferenza personale o particolare sensibilità, ma intende rimanere fedele a ciò che la Chiesa ha creduto, insegnato e santificato nel corso dei secoli.   Infatti, «la Fraternità Sacerdotale San Pio X non si limita a custodire antiche consuetudini; promuove e tutela le vocazioni sacerdotali, le vocazioni religiose, le famiglie numerose e profondamente cristiane; insomma, tutto ciò che manifesta la vitalità della Chiesa, della grazia e della fede cattolica. Il suo intento non è quello di offrire alla Chiesa un museo di antichità, ma la Tradizione integrale e feconda, fonte di vita spirituale, incarnata e vissuta nelle anime»  (Lettera personale indirizzata il 21 novembre 2025 a Sua Santità Papa Leone XIV da Padre Pagliarani)   Suresnes, 22 agosto 2026   Padre Gonzague Peignot Superiore del Distretto Francese della Fraternità Sacerdotale San Pio X   Articolo previamente apparso su FSSPX.News

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Spirito

Il vescovo di Lourdes contro la FSSPX: revocata l’autorizzazione a celebrare messe e sacramenti nel Santuario

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Il vescovo di Tarbes e Lourdes, monsignor Jean-Marc Micas, ha ritirato alla Fraternità San Pio X (FSSPX) il permesso di celebrare Messa, sacramenti e preghiere pubbliche nel Santuario di Lourdes. Lo riporta Infovaticana.

 

La decisione, annunciata il 13 agosto, arriva dopo le consacrazioni episcopali non autorizzate dal Papa compiute a Écône il 1° luglio e il conseguente decreto vaticano sulla posizione canonica della Fraternità.

 

Il divieto riguarda solo le attività pubbliche organizzate dalla FSSPX: sacerdoti e fedeli potranno comunque entrare liberamente nel Santuario e alla Grotta di Massabielle per pregare a titolo personale.

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Nella sua nota, Micas spiega che le consacrazioni di luglio hanno cambiato i rapporti tra la Fraternità e la Chiesa. Ricorda che il decreto vaticano scomunica i sei vescovi coinvolti e che il Dicastero per la Dottrina della Fede ha esteso la sanzione anche ai sacerdoti e ai fedeli che aderiscono pubblicamente alla Fraternità. Pur essendo stato presentato un ricorso contro il decreto, il vescovo sostiene che ciò non cambi la sostanza della questione, e precisa di aver consultato collaboratori ed esperti prima di decidere.

 

Il provvedimento colpirà in particolare il pellegrinaggio internazionale di Cristo Re, previsto dalla FSSPX a Lourdes dal 23 al 26 ottobre, un evento che attira solitamente molti fedeli, sacerdoti e famiglie.

 

Nel comunicato, Micas riconosce il dolore che la decisione provocherà e la affida alla misericordia divina, richiamando anche le divisioni interne alla Chiesa come motivo di sofferenza e ostacolo alla testimonianza cristiana. Conclude invocando l’aiuto della Vergine di Lourdes.

 

In sostanza i fedeli della FSSPX potranno ancora visitarla e pregare privatamente, ma la Fraternità perde l’autorizzazione a organizzarvi celebrazioni pubbliche.

 

La FSSPX ha risposto con un comunicato dove «esprime pubblicamente il proprio dolore e la propria incomprensione per tale decisione».

 

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Immagine di Père Igor via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

 

 

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