Politica
Il passo indietro di Ishiba: nuovo capitolo nella lunga crisi del centro-destra giapponese
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Il primo ministro giapponese ha annunciato ieri le dimissioni dopo settimane di tensioni con i membri del Partito Liberaldemocratico, in difficoltà di fronte alla perdita di consenso tra gli elettori conservatori. Diversi candidati si sono già fatti avanti segnalando la volontà di succedere a Ishiba nella presidenza del partito, ma resta il nodo della guida del governo senza la maggioranza in parlamento.
A meno di un anno dal suo insediamento, il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba ha annunciato ieri le dimissioni, aprendo una nuova fase di incertezza politica. La decisione è una conseguenza delle crescenti pressioni all’interno del suo stesso partito, il Partito Liberaldemocratico (LDP), che alle ultime elezioni ha subito significative sconfitte, arrivando a perdere la maggioranza in entrambe le Camere.
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Ishiba si è assunto la responsabilità per i pessimi risultati dell’LDP alle elezioni della Camera dei Consiglieri a luglio e ha sottolineato che le sue dimissioni servono a prevenire un’ulteriore spaccatura all’interno del partito. Già a luglio, il quotidiano giapponese Mainichi aveva per primo riportato che Ishiba si sarebbe dimesso, basandosi su informazioni raccolte tra il premier e i suoi più stretti collaboratori.
Le prime indiscrezioni indicavano che i preparativi per la corsa alla presidenza dell’LDP sarebbero iniziati entro agosto. Ishiba, tuttavia, aveva pubblicamente smentito queste notizie e nelle sue affermazioni aveva sottolineato l’importanza di portare a termine le trattative sui dazi con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che aveva imposto il primo agosto come scadenza ultima.
Nel suo discorso di ieri, Ishiba ha spiegato che l’annuncio delle dimissioni a luglio avrebbe indebolito la posizione del Giappone: «chi negozierebbe seriamente con un governo che dice “ci dimettiamo”?», ha detto.
Ishiba ha poi cercato di placare le pressioni interne all’LDP minacciando di sciogliere la Camera dei Rappresentanti e indire elezioni anticipate, una mossa che ha esacerbato le divisioni e spinto il principale partner di coalizione, il partito Komeito, a ritenere inaccettabile la decisione. Secondo l’agenzia di stampa Kyodo, l’ex primo ministro Yoshihide Suga e il ministro dell’Agricoltura Shinjiro Koizumi entrambi tenuto colloqui con il premier sabato, evitando una scissione all’interno del partito e aprendo la strada all’annuncio delle dimissioni di ieri.
Ora l’attenzione si sposta sulla scelta del prossimo leader dell’LDP, che potrebbe assumere anche la carica di primo ministro se ci fosse una qualche forma di sostegno o di accordo anche con le opposizioni. Tra i principali contendenti ci sono membri del partito che avevano già sfidato Ishiba in passato, tra cui Sanae Takaichi, ex ministra per la sicurezza economica, che ha ricevuto il 23% dei consensi in un recente sondaggio di Nikkei. Takaichi fa parte dell’ala conservatrice e ha una forte base di sostegno tra i fedelissimi dell’ex primo ministro Shinzo Abe, di cui è considerata l’erede, soprattutto per quanto riguarda le politiche economiche, che potrebbero favorire una ripresa dei mercati azionari. Takaichi ha inoltre la reputazione di andare d’accordo con il presidente Donald Trump.
Anche Shinjiro Koizumi, attuale ministro dell’Agricoltura e figlio dell’ex leader Junichiro Koizumi, è un altro papabile candidato, dopo essere riuscito ad abbassare i prezzi del riso appena entrato in carica. Il sondaggio di Nikkei ha registrato un 22% dei consensi nei suoi confronti.
Altri membri del partito hanno segnalato la volontà di candidarsi, tra cui Yoshimasa Hayashi, attuale segretario capo del Gabinetto e portavoce principale del governo Ishiba, che si è classificato quarto nella corsa per la leadership del partito del 2024. Tra gli altri contendenti figurano Takayuki Kobayashi, un altro ex ministro per la sicurezza economica che gode di un maggiore sostegno all’interno dell’ala centrista, e Toshimitsu Motegi, ex segretario generale dell’LDP e il più anziano tra i candidati con i suoi 69 anni.
L’LDP oggi si trova in una posizione di forte debolezza. Molti elettori conservatori alle ultime elezioni hanno preferito il partito di estrema destra Sanseito anche a causa dell’allontanamento di Ishiba dall’ala conservatrice.
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Secondo un sondaggio di Kyodo, condotto prima che fossero riportate le dimissioni di Ishiba, l’83% degli intervistati ha dichiarato che un chiarimento pubblico del partito sulle ultime sconfitte non avrebbe comunque aumentato la fiducia degli elettori. È chiaro, quindi, che il compito del prossimo presidente di partito sarà quello di ripristinare la credibilità del centrodestra.
Chiunque verrà scelto si troverà davanti a un’importante decisione: se indire elezioni anticipate per cercare di riconquistare la maggioranza alla Camera bassa o rischiare di perdere il potere del tutto. Quest’ultima scelta rischierebbe di aprire una nuova fase di instabilità politica senza precedenti, che richiederebbe la ricerca di sostegno anche tra i partiti dell’opposizione per approvare le leggi e i bilanci.
Secondo diversi commentatori, il prossimo leader dovrà prima di tutto godere di una genuina popolarità sia all’interno che all’esterno del partito per affrontare sfide come l’invecchiamento della società, la forza lavoro in calo, l’inflazione e i timori che gli Stati Uniti possano abbandonare il loro ruolo di garanti della sicurezza nella regione asiatica.
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Bizzarria
Nigel Farage vince contro il Conte «faccia-da-cestino»
Il leader di Reform UK, Nigel Farage, ha riconquistato il suo seggio in Parlamento, in un’elezione suppletiva boicottata da tutti gli altri principali partiti britannici. Farage aveva lasciato il suo seggio e indetto le elezioni nel tentativo di «dare un segnale di sfida all’establishment».
Giovedì il Farage è stato dichiarato vincitore nel suo collegio elettorale di Clacton, ottenendo il 63 % dei voti, un incremento del 17 % rispetto al 2024.
Tuttavia, quest’anno gli unici avversari di Farage erano candidati eccentrici e marginali, con il Partito Laburista, i Conservatori, i Liberal Democratici e i Verdi che hanno boicottato le elezioni. Tra questi candidati, Count Binface («faccia-da-cestino»), un comico della BBC il cui costume include un bidone della spazzatura in testa, ha ottenuto il 27 % dei voti.
I came first in the Clacton by-election! Of the candidates who bothered to turn up for the results. Here is my victory speech! pic.twitter.com/PBaLO10P2j
— Count Binface (@CountBinface) August 14, 2026
“Even if I got 12%, 1 in 8 people in Clacton would rather vote for a space warrior shaped like a bin than Nigel Farage. That would be interesting, wouldn’t it”
Count Binface speaks to Sky’s @JonCraig as counting continues in Clacton https://t.co/MVXBDydaRc
📺 Sky 501 pic.twitter.com/Dix8yGQjg1
— Sky News (@SkyNews) August 14, 2026
Americans meet Count Binface.
There may be some cultural translation issues. 🤣🇬🇧🇺🇸🗑️ pic.twitter.com/yLl6SPmvNc
— Liz Webster (@LizWebsterSBF) August 11, 2026
An American interviewer asked me about my political beliefs. #VoteBinface pic.twitter.com/i31YytTh7B
— Count Binface (@CountBinface) August 11, 2026
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Il boicottaggio è stata una mossa calcolata dai partiti tradizionali del Regno Unito, volta a delegittimare le elezioni. Farage ha lasciato il suo seggio a luglio nel tentativo di riconquistarlo con una maggioranza più ampia rispetto al 2024, un risultato che avrebbe umiliato i suoi avversari nei partiti principali. In una dichiarazione rilasciata all’epoca, ha descritto le elezioni come un’opportunità per gli elettori di «mostrare il dito medio all’establishment».
Sebbene al Farage sia stata negata l’opportunità di sconfiggere laburisti e conservatori per la seconda volta in due anni, ha comunque presentato la sua vittoria di giovedì come una «vittoria contro l’establishment».
«Ho indetto queste elezioni suppletive perché volevo che fossero i cittadini di Clacton a giudicarmi, non i media tradizionali britannici e l’establishment politico che ci dipinge come criminali», ha dichiarato ai suoi sostenitori dopo l’annuncio dei risultati. «Abbiamo sconfitto il candidato del partito unico».
Sebbene il conte Binface fosse un candidato insolito, fu sostenuto dai media liberali e, secondo Farage, «c’erano attivisti liberaldemocratici, laburisti e conservatori che facevano campagna elettorale per il conte Binface».
Al momento delle dimissioni del Faraggio, egli era sotto inchiesta da parte dell’organismo di controllo parlamentare britannico da maggio, per una donazione di 5 milioni di sterline (6,7 milioni di dollari) ricevuta dal miliardario delle criptovalute Christopher Harborne prima del suo insediamento nel 2024.
L’indagine si è poi ampliata dopo che il Sunday Times ha rivelato che oò Farraggio non aveva dichiarato i finanziamenti ricevuti dal truffatore condannato George Cottrell tra il 2019 e il 2024, sostenendo di non aver fatto nulla di male e che la donazione di Harborne è stata «un generoso regalo personale» che gli permetterà di pagare le spese per la sicurezza.
Il Farage insiste sul fatto di non essere stato obbligato a dichiarare i benefici ricevuti da Cottrell – che presumibilmente gli avrebbe permesso di soggiornare nelle sue proprietà e di usufruire di una scorta privata – poiché non ricopriva alcuna carica pubblica quando li ha ricevuti.
L’indagine è stata sospesa quando il politico guida della Brexit ha lasciato il suo seggio, ma è stata immediatamente riaperta non appena i risultati sono stati resi noti giovedì scorso.
Il conte Binfaccia – la cui candidatura può ricordare un episodio della serie distopica Black Mirror, in cui un orsetto con idee satiricamente populiste vince le elezioni prima in Gran Bretagna poi in tutto il mondo – non è il primo personaggio improbabile che si presente più o meno goliardicamente alle elezioni.
Ricordiamo, negli Stati Uniti, il caso di Vermine Supreme, artista e attivista politico famoso per essersi candidato plurime volte alle primarie delle elezioni presidenziali (sia democratiche che repubblicane) degli Stati Uniti, nelle cui campagne indossa uno stivale da pioggia come cappello e porta un grosso spazzolino.
Arrivando talvolta a cavallo ai comizi, usa lo slogan «un tiranno di cui puoi fidarti».
Tra le sue promesse elettorali, un pony gratuito per ogni cittadino e l’igiene orale obbligatoria (cioè vuole una legge che costringa tutti a lavarsi i denti). Egli ha promesso altresì ai cittadini americani «di portarvi via tutte le armi per darvene di migliori»
Vermine Love Supreme (nome per esteso: «Amore supremo verminoso») promette di finanziare ricerche scientifiche sui viaggi nel tempo e sostiene accesamente la necessità di prepararsi a un attacco di zombi, usando la loro energia per produrre elettricità.
Il candidato nel 2006 donò un organo alla madre malata, ma non ne fece una pubblicità elettorale.
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Immagine screenshot da Twitter
Politica
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