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Il marito dell’ex segretaria Homeland Security si traveste da donna con mammelle gargantuesche: una nuova perversione all’orizzonte

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Secondo un’inchiesta del giornale britannico Daily Mail, il marito dell’ex segretaria del Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti (DHS), Kristi Noem, avrebbe condotto una doppia vita come feticista di una specifica, forse nuova tdi travestitismo ravestitismo, spendendo migliaia di dollari in modelli online e condividendo foto di sé stesso con abiti femminili succinti e con palloni atti a creare sul suo corpo enormi mammelle.

 

Kristi Noem, spesso soprannominata online la «Barbie dell’ICE» per il suo aspetto glamour, ha guidato il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) dall’inizio del 2025 fino alla sua rimozione all’inizio di marzo ed era responsabile della controversa operazione di repressione a livello nazionale dell’immigrazione clandestina da parte di Washington, supervisionando le operazioni dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE).

 

La Noem era al centro dell’attenzione per il suo aspetto curvaceo e il volto probabilmente soggetto ad aiutini chirurgici. Secondo molti, l efoto della Noe, già governatrice del Sud Dakota, mandavano particoli «vibrazioni», come quella in cui posava dinanzi a centinaia di criminali salvadoregni semignudi che la guatavano da dietro le sbarre del supercarcere CECOT.

 

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Il Daily Mail ha riportato la settimana passata che suo marito, Bryon Noem, un dirigente assicurativo, usava lo pseudonimo di «Jason Jackson» per comunicare con donne coinvolte nella scena della «bimbofication», una sottocultura incentrata su un’estetica esageratamente femminile, simile a quella delle bambole Barbie.

 

Dopo aver esaminato centinaia di messaggi e immagini, il Mail ha affermato che Bryon Noem ha inviato almeno 25.000 dollari tramite Cash App e PayPal, ha elogiato i corpi ritoccati chirurgicamente delle modelle e ha condiviso selfie in cui appariva con pantaloncini rosa attillati, top corti e quello che sembrava essere un accumulo di palloncini o protesi per simulare un seno più grande. In uno scambio di messaggi avrebbe anche scritto: «Mi trasformi in una ragazza». In un altro, sembrerebbe inoltre aver accennato alla presunta relazione extraconiugale della moglie con Corey Lewandowski, collaboratore di lunga data di Trump, dicendo a una modella: «Lo so. Non posso farci niente».

 

 

Le rivelazioni avevano suscitato avvertimenti da parte di ex funzionari dell’Intelligence americana, i quali hanno affermato che tale comportamento avrebbe potuto esporre Kristi Noem, che fino al suo licenziamento il mese scorso supervisionava delicate operazioni di sicurezza nazionale, al rischio di ricatto.

 

«Se un’organizzazione mediatica è in grado di scoprirlo, si può presumere con un alto grado di certezza che anche un servizio di intelligence ostile ne sia a conoscenza», ha dichiarato al Mail l’ex agente della CIA Marc Polymeropoulos.

 

Contattato dalla testata giornalistica, Bryon Noem non ha negato le conversazioni esplicite né le foto, ma ha respinto l’accusa di aver fatto commenti indiscreti sulla moglie o di aver messo in pericolo la sicurezza nazionale. Un rappresentante di Kristi Noem ha dichiarato al New York Post che la cantante era «devastata» e che «la famiglia è stata colta di sorpresa da questa notizia». La coppia, sposata dal 1992, ha tre figli adulti.

 

 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, interrogato in merito alle notizie, ha dichiarato di «essere dispiaciuto per la famiglia».

 

Kristi Noem è stata rimossa dal suo incarico presso il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) in seguito a crescenti controversie, tra cui le critiche sulle sue tattiche di applicazione delle leggi sull’immigrazione e due sparatorie mortali che hanno coinvolto agenti federali. Da allora è stata nominata inviata speciale per l’iniziativa «Scudo delle Americhe».

 

Il nuovo kink (termine gergale colloquiale se non eufemistico per definire la perversione) della «bimboficazione» di cui pare essere seguace l’uomo parrebbe una novità sulla scena, ma ha già avuto un precedente pubblico piuttosto famoso.

 

Si tratta del caso di Kerry Lemieux, ora Kayla, transessuale insegnante di laboratorio presso la Oakville Trafalgar High School in Ontario, Canada, ha iniziato a indossare gargantuesche protesi megalomammarie (descritte come ben oltre la 7ª taglia di reggiseno) in classe dinanzi ai giovani stuendenti.  Foto e video dell’insegnante sono diventati virali, mostrandola con abiti attillati e le protesi pettorali, che molti genitori e membri della comunità hanno definito inappropriate per un ambiente scolastico.

 

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Lemieux ha negato che le protesi fossero artificiali, affermando al New York Post che fossero vere e che soffrisse di una condizione chiamata «gigantomastia». Tuttavia, non ha fornito prove mediche ed è stato successivamente fotografata fuori dalla scuola con un seno apparentemente piatto.

 

Inizialmente, l’Halton District School Board (HDSB) ha difeso l’insegnante, citando i «diritti di genere». Il consiglio ha sostenuto che l’introduzione di un codice di abbigliamento per gli insegnanti avrebbe potuto violare la legislazione sui diritti umani. Tuttavia, in seguito a proteste, minacce di bombe e un intenso controllo, il consiglio scolastico ha iniziato a lavorare su un regolamento relativo al codice di abbigliamento professionale.  Nell’anno scolastico 2023-2024, Lemieux risultava lavorare presso una nuova scuola, la Nora Frances Henderson Secondary School di Hamilton, Ontario, che aveva implementato misure di sicurezza, come porte chiuse a chiave e citofono, per prevenire potenziali disordini.

 

La bimboficazione rappresenta una sottocultura feticista incentrata sulla trasformazione in una «bimba sexy» stereotipata attraverso esagerazioni iperfemminili, tra cui seni anatomicamente improbabili, abiti sgargianti e trucco pesante. Varie figure di donne bimboficate sono attive sui social, oltre che ovviamente su Onlyfans, pagate da utenti maschi. Come essi facciano il passo di divenire loro stessi delle barbie, mettendosi enormi tette protesiche, rimane ancora non chiarissimo.

 

Il circuito feticista degli ossessi del seno maggiorato conosce ulteriori varianti come la cosiddetta Breast Expansion (BE) un feticismo specifico incentrato sul processo di crescita del seno fino a raggiungere dimensioni estreme sino ad essere palesemente antinaturali. La Body Inflation («gonfiaggio corporeo») è una perversione organizzata più ampia in cui gli individui traggono piacere dal gonfiare parti del proprio corpo, o dall’immaginare che vengano gonfiate, utilizzando aria, liquidi o protesi per ottenere un aspetto sovradimensionato.

 

Il mondo dei manga ed anime, fumetti e cartoni pornografici giapponesi, hanno categorie specifiche per la questione: c’è il kyonyuu («seno enorme») che si riferisce a dimensioni grandi ma generalmente realistiche, il bakunyuu («seni che esplodono») dove le dimensioni delle ghiandole mammarie femminili sono tanto enormi da sfidare le proporzioni realistiche, il chounyuu («estremamente grande»), con tette  anatomicamente impossibili, che misurano più della testa o del busto del personaggio.

 

Il caso Noem fa scoprire quindi quindi che l’estetica delle ultramaggiorate in rete prende anche il nome di «Z-cup»: le taglie del reggiseno in USA vanno dalla A-Cup (in Italia, la «prima») alla J-Cup (una «settima» abbondante)

 

Il termine mazofilia, o mastofilia, descrive in ambito di psicopatologia clinica la parafilia dell’attrazione sessuale irrefrenabile verso il seno delle donne.  L’abisso di perdizione di internet non poteva non soddisfare anche questa perversione.

 

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Migliaia di brasiliani hanno votato «six-seven» alle ultime elezioni

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Oltre 3.500 elettori brasiliani si sono visti annullare il voto nelle elezioni presidenziali di domenica per aver scritto «six-Seven» come nome del loro candidato preferito sulla macchina per il voto elettronico. Lo riporta il portale brasiliano Poder 360.   In questa tornata elettorale oltre alla presenza di diversi candidati «scherzosi» o di protesta, il trend social «six-seven» sembra aver fatto una breve apparizione al primo turno delle elezioni presidenziali, il cui risultato ha automaticamente portato al ballottaggio del 25 ottobre tra il senatore conservatore Flávio Bolsonaro e il presidente socialista uscente Luiz Inácio Lula da Silva.   Secondo quanto riportato da Poder 360, 3.539 dei oltre 125 milioni di voti espressi nelle elezioni presidenziali di domenica erano per il numero «67», che non corrispondeva a nessuno dei candidati presidenziali presenti sulla scheda elettorale, ognuno dei quali ha il proprio numero.

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Poder 360 ha sottolineato che è impossibile determinare quali dei 3.539 voti presidenziali espressi con la dicitura «Sei Sette» siano stati inseriti a causa della tendenza virale, quali siano stati espressi come forma di protesta e quali siano stati veri e propri errori.   Da 30 anni il Brasile utilizza le macchine per il voto elettronico nelle sue elezioni. L’attuale versione del sistema richiede agli elettori di inserire il numero di scheda corretto per il candidato per cui desiderano votare. Nel caso del primo turno delle elezioni presidenziali di domenica, ad esempio, gli elettori dovevano inserire il numero «22» per votare Flavio Bolsonaro del Partito Liberale (PL), oppure il numero «13» per votare Luiz Inácio Lula da Silva del Partito dei Lavoratori (PT), partito di estrema sinistra al governo.   Poiché ad alcun candidato presidenziale era stato assegnato il numero di scheda elettorale «67», votare con quel numero rendeva di fatto nullo il voto, in quanto non attribuibile ad alcun candidato, scrive Breitbart.   Gli stessi numeri di scheda elettorale per Bolsonaro e Lula saranno utilizzati al ballottaggio del 25 ottobre. Quel giorno gli elettori brasiliani dovranno digitare «22» per votare Bolsonaro o «13» per votare Lula.   Votare con qualsiasi altra combinazione di numeri al ballottaggio comporterà l’annullamento del voto. La campagna di Bolsonaro si è impegnata a fondo per dare grande risalto al numero 22 del candidato sulla scheda elettorale, attraverso spot e materiale promozionale ufficiali. In Brasile il voto è obbligatorio per gli adulti di età compresa tra i 18 e i 70 anni, mentre è facoltativo per i minori di 16 e 17 anni e per gli analfabeti. Presentare un documento d’identità valido al seggio elettorale è un requisito indispensabile per poter votare.

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Nelle elezioni generali di domenica oltre 125 milioni di elettori brasiliani hanno espresso sei voti diversi: per il presidente della Repubblica, i governatori statali, i primi e i secondi senatori e i deputati federali dei rispettivi stati. Mentre per votare il candidato presidenziale era sufficiente digitare un numero corretto di due cifre, per votare i deputati e i senatori bisognava inserire una sequenza più lunga di numeri per ogni voto.   Pertanto le autorità elettorali brasiliane hanno raccomandato agli elettori di portare con sé un piccolo elenco precompilato con i numeri di tutti i candidati per cui desideravano votare, al fine di velocizzare la procedura, fornendo un modello di facile stampa per agevolare ulteriormente gli elettori. Nelle elezioni di domenica oltre 20.500 candidati si sono contesi i rispettivi seggi, ognuno con un proprio numero di scheda elettorale.   In Brasile le macchine per il voto offrono agli elettori la possibilità di correggere o modificare il proprio voto prima di premere il pulsante verde che conferma e finalizza la scelta. Il nome e l’immagine del candidato selezionato vengono visualizzati dalla macchina prima che l’elettore prema il pulsante verde. Secondo quanto riportato, circa 1,9 milioni di voti sono stati espressi con il numero «00», una pratica diffusa da tempo in Brasile per esprimere un voto di protesta («nullo»). Gli elettori hanno anche la possibilità di esprimere un voto «bianco», ovvero di non votare per nessuno dei candidati, premendo l’apposito pulsante bianco della macchina.   Ad agosto diversi media brasiliani hanno osservato che numerosi candidati al Congresso federale si sono avvalsi del fatto che i loro numeri di scheda elettorale terminassero con «Sei Sette» per sfruttare la tendenza virale sui social media a fini di campagna elettorale. Secondo O Globo, alcuni candidati hanno eseguito il gesto associato alla tendenza per creare quella che il giornale ha definito «un’aura da contadino».   Il gesto del «Sei Sette», legato al meme che ha iniziato a diffondersi sui social media alla fine del 2024, è stato utilizzato da altri politici internazionali, celebrità e persino da papa Leone XIV in persona, che ha eseguito il gesto o fatto riferimento al meme diverse volte in apparizioni pubbliche.  

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Donna ebbra commette atti osceni autogeni in volo: indaga l’FBI

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Una donna del Maryland è stata arrestata nel sud della Florida il mese scorso dopo essere stata sorpresa a masturbarsi su un volo in evidente stato di ebbrezza, secondo quanto riferito dall’ufficio dello sceriffo di Miami-Dade. Lo riporta la testata locale News 6.

 

In un rapporto sull’incidente gli agenti hanno affermato di essere stati chiamati per un «disturbo» su un aereo appena atterrato all’aeroporto internazionale di Miami la notte dell’11 settembre.

 

Secondo quanto riportato, il volo era decollato da Baltimora, ma circa 20 minuti dopo il decollo, un’assistente di volo ha appreso che una passeggera, identificata come una signora di 46 anni, si era tolta i pantaloni e aveva iniziato a masturbarsi emettendo quelli che sono stati definiti come «suoni inappropriati», che immaginiamo essere quelli collegati al sesso autogeno.

 

«L’addetto ha dichiarato di essersi avvicinato alla signora e di averle intimato di rimettersi i pantaloni, cosa che la signora Inzer ha fatto senza ulteriori incidenti», si legge nel rapporto.

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Secondo quanto riferito dagli agenti, la signora si è poi addormentata durante il resto del volo. Tuttavia, quando gli investigatori l’hanno interrogata, hanno scoperto che emanava un forte odore di alcol e aveva gli occhi iniettati di sangue, hanno riferito gli agenti.

 

La signora «ha dichiarato che il suo volo ha subito un ritardo di due ore a Baltimora e, di conseguenza, ha bevuto diversi drink prima di imbarcarsi», prosegue il rapporto. «La signora ha affermato di non ricordare cosa sia successo durante il volo perché si è addormentata».

 

L’ufficio dello sceriffo della contea di Miami-Dade ha dichiarato a News 6 che l’FBI ha preso in carico il caso, poiché l’incidente è avvenuto durante il volo.

 

Casi di masturbazione pubblica, condotti da persone non certificate come psicopatiche, sono in grande aumento, anche con esiti tristi ed infausti.

 

Il 1° luglio 2021 Christina Revels-Glick, residente a Savannah e all’epoca di 34 o 35 anni a seconda delle fonti, fu segnalata da altri bagnanti su una spiaggia di Tybee Island, in Georgia, che dicevano di averla vista masturbarsi con un vibratore.

 

La Revels-Glick fu arrestata per atti osceni e condotta disordinata, due reati minori, e rilasciata poco dopo. Nel video della bodycam, diffuso in seguito, disse di aver agito perché era stressata. Le immagini furono rilanciate da tabloid e social, e la donna finì al centro di una forte derisione pubblica

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Nel giugno 2024 un podcast di cronaca nera ne aveva annunciato il ritrovamento senza vita. Secondo i rapporti del medico legale, Christina è morta suicida (ferita d’arma da fuoco alla testa) mesi dopo l’arresto e la diffusione delle immagini.

 

Al di fuori di questi casi di atti pubblici, una gogna mediatica fatta di scherno ed oscenità non dissimile è quella che in Italia subì la giovane partenopea Tiziana Cantone, partita da video privati diffusi online divenuti infelicemente virali al punto da generare meme e perfino merchandising. La Cantone si suicidò per impiccagione nel settembre 2016. La famiglia ha lottato per anni per rimuovere i video da internet. La tragedia agì come incentivo per l’approvazione unanime dell’emendamento sul cosiddetto revenge porn (DDL n. S. 1200), altresì noto come «Codice rosso».

 

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Donna si denuda in volo in un aereo di linea e commette «atti indecenti»

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La scorsa settimana, venerdì sera tardi, le forze dell’ordine floridiane hanno intercettato un volo dell’American Airlines al suo arrivo all’aeroporto internazionale di Miami, in seguito a segnalazioni riguardanti una passeggera che si era spogliata e aveva commesso «atti indecenti» durante il volo.   Secondo i dati pubblici di tracciamento dei voli, il volo American Airlines 1779 è decollato dall’aeroporto internazionale di Baltimora/Washington Thurgood Marshall (BWI) poco dopo le 21:00 EDT di venerdì 11 settembre 2025, con quasi due ore di ritardo rispetto all’orario di partenza previsto. Il volo è atterrato a Miami intorno alle 23:23 EDT.   Mentre l’Airbus A319 era in rotta verso la Florida, gli assistenti di volo hanno allertato l’equipaggio della cabina di pilotaggio riguardo a un problema che coinvolgeva un passeggero nella fila 9.

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Il messaggio ACARS indicava che l’incidente doveva essere segnalato al Centro Operativo Integrato di American Airlines e che si doveva richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.   Secondo il servizio di tracciamento voli Flightera, il volo ha proseguito per Miami senza deviazioni ed è arrivato al Gate D2 del Terminal N. AirLive ha riferito che agenti delle forze dell’ordine erano in attesa al gate e che il passeggero è stato preso in custodia.   Non è ancora chiaro quali misure specifiche abbia adottato l’equipaggio di cabina durante il volo per gestire il disturbo.   In rete circolano ulteriori video che mostrano atti di nudismo su altri aerei statunitensi, come quello capitato nel volo Houston-Phoenix, ripreso da qualche passaggero esterefatto.   L’episodio aeronautico può inquadrarsi nel fenomeno più ampio, diffusamente discusso da Renovatio 21, dell’uomonudismo, ossia la comparsa in luoghi pubblici di persone ignude – fenomeno certo aiutato, sulle strade italiane, dalla catastrofe migratoria, tanto più che è forse il caso di parlare di «anarconudismo».   Renovatio 21 a breve sarà conto dei più sviluppi dell’uomonudismo sul territorio nazionale.   SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Venkat Mangudi via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic  
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