Politica
Il caso dei documenti secretati di Trump è stato archiviato
L’azione penale intentata dal procuratore speciale statunitense Jack Smith contro l’ex presidente Donald Trump per la presunta cattiva gestione di documenti classificati è stata respinta, con la motivazione che il suo distacco nel caso non era legale.
Smith è stato incaricato dal procuratore generale Merrick Garland di indagare su Trump per aver presumibilmente custodito documenti classificati nella sua casa in Florida dopo aver lasciato la Casa Bianca, nonché di indagare su una presunta cospirazione per ribaltare le elezioni del 2020.
«Nessuno degli statuti citati come autorità legale per la nomina conferisce al procuratore generale un ampio potere di nomina di funzionari di grado inferiore o gli conferisce il diritto di nominare un funzionario federale con il tipo di potere di accusa esercitato dal procuratore speciale Smith», ha scritto il giudice Aileen Cannon.
«Gli argomenti statutari forzati, gli appelli alla storia incoerente o l’affidamento ad autorità esterne al circuito» da parte di Smith non hanno convinto la corte del contrario, ha aggiunto Cannon.
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«Questo rigetto dell’atto d’accusa illegale in Florida dovrebbe essere solo il primo passo, seguito rapidamente dal rigetto di TUTTE le cacce alle streghe», ha detto Trump in un post su Truth Social, rispondendo alla sentenza. «Uniamoci per FAR FINIRE ogni militarizzazione del nostro sistema giudiziario e Rendere l’America di nuovo grande!»
L’FBI aveva fatto irruzione nella residenza di Trump a Mar-a-Lago, in Florida, nell’agosto 2022, confiscando diverse scatole di documenti. Secondo il Washington Post, alcuni dei materiali erano relativi a segreti nucleari statunitensi, al programma missilistico iraniano e alle attività di intelligence di Washington in Cina. Alcuni hanno speculato sul fatto che potrebbe esserci stata una talpa dentro il gruppo di Trump. Una parente dell’ex presidente ha accusato il genero di Trump, l’immobiliarista ebreo Jared Kushner, di aver agito per conto dell’FBI. Lui ha negato le accuse, tuttavia con la moglie Ivanka è stato tenuto lontano dalla nuova campagna elettorale.
Una giuria federale a Miami, in Florida, ha incriminato Trump per aver gestito male i documenti nel settembre 2023. Trump si è dichiarato non colpevole e ha sostenuto di non aver fatto nulla di sbagliato, poiché era l’autorità suprema per la declassificazione.
I documenti del tribunale desecretati a maggio di quest’anno hanno dimostrato che il Dipartimento di Giustizia aveva autorizzato l’uso della «forza letale quando necessario» durante il raid.
Anche il presidente Joe Biden ha dovuto affrontare un’indagine per aver portato con sé documenti classificati dopo aver lasciato la Casa Bianca nel 2017. In quanto vicepresidente di Barack Obama, non aveva effettivamente l’autorità di possedere i file. Tuttavia, il procuratore speciale Robert Hur ha affermato a febbraio che non avrebbe perseguito il caso, poiché una giuria di Washington probabilmente non avrebbe condannato Biden, in quanto sembrava un «uomo anziano con una memoria scarsa».
Il mese scorso, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha affermato che i presidenti godono dell’immunità assoluta da ogni azione penale per qualsiasi azione ufficiale, che sono comunque responsabili per la condotta non ufficiale, ma che i tribunali non possono fare ipotesi sulle motivazioni quando prendono tale decisione.
L’altro caso intentato da Smith contro Trump presso la corte federale di Washington resta per ora aperto.
Alcuni commentatori hanno sostenuto che quello dei documenti era forse il caso più serio di quelli che Trump si trova ad affrontare in tribunale.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Politica
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Politica
«Il tradimento dei chierici»: quelli che volevano la Bonino presidente
Lo scrittore Camillo Langone ha ricordato sul Foglio la grande campagna politico-pubblicitaria del 1999 per portare al Quirinale Emma Bonino.
«Scrivere quello che penso di una persona appena morta non è possibile. Magari fra un mese, in sede di trigesimo, e però fra un mese prego di avere qualcosa di più divertente da scrivere» scrive Langone. «Mi piacerebbe nondimeno elencare tutti coloro che nel 1999 firmarono affinché la persona appena morta diventasse presidente della Repubblica e intitolare questo elenco “Il tradimento dei chierici”, volendo stare alto, oppure “Il culturame contro la vita”, abbassando un po’ il livello».
«Passati 27 anni, molti dei firmatari sono defunti e a loro non posso più rinfacciare nulla, a cominciare da Indro Montanelli (comunque a novant’anni sarai pur libero di andare all’aceto)» continua lo scrittore parmigiano.
«Però sono vivi sostenitori come Achille Bonito Oliva e Alessandro Cecchi Paone, Margherita Buy (Jasmine Trinca non era ancora su piazza) e Cristina Comencini (Carlo Calenda era ancora alla Ferrari), tutti abbastanza prevedibili, così come i quasi (quasi) imprevedibili Franco Cardini, Ernesto Galli della Loggia, Eugenia Roccella».
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«In quell’antico, degradante appello la firma che mi dispiace di più è quella di Pupi Avati: tu quoque, Pupi? Brutta cosa il gregarismo. Fra un mese la cosa più bella sarebbe scrivere l’elenco di coloro che, pur interpellati, non firmarono» conclude l’autore del Manifesto della destra divina.
Orbene, prima di arrivare a quanti, eroicamente, non misero la firma per la superabortista al tribunale (10 mila bambini eliminati con le sue proprie mani, vantava), ci siamo chiesti se vi era ancora da qualche parte la lista completa dei firmatari: online, cercandola pure a fondo, non l’abbiamo trovata.
Abbiamo potuto mettere insieme un po’ di nomi ricavandoli dagli infiniti «coccodrilli» di questi giorni e da altri articoli comparsi negli anni. La lista non è lunghissima, ma comunque interessante. Caveat: non siamo sicuri di tutti questi nomi, perché in rete non c’è traccia della lista completa.
- Indro Montanelli — decano del giornalismo italiano, cantore a suo tempo del colonialismo italiano
- Angelo Panebianco — politologo, editorialista del Corriere della Sera (il giornale del conservatorismo italiano, tipo)
- Rita Levi-Montalcini — scienziata, Premio Nobel, senatrice a vita, attivista abortista
- Antonio Baldassarre — costituzionalista, ex presidente della Corte Costituzionale
- Maurizio Costanzo — presentatore e giornalista, già nelle liste della P2
- Lucio Dalla — indimenticato cantautore felsineo, associato talvolta all’omosessualità (mai dichiarata) o all’Opus Dei (smentito)
- Margherita Hack — astrofisica televisiva, ateissima, figlia di pionieri italiani della Teosofia
- Umberto Veronesi — oncologo «laico», già ministro, teorizzatore di un futuro bisessuale con il laboratorio come unica forma di riproduzione di individui sani
- Danielle Mitterrand — vedova del noto presidente francese (cioè la vedova-vedova, non una delle amanti)
- Franca Rame — attrice e moglie di Dario Fo, poi eletta al Senato nel 2006 con il partito biodegradabile Italia dei Valori (IdV) guidato da Antonio Di Pietro.
- Edoardo Bennato — popolare cantante partenopeo
- Franco Battiato — esoterico cantante etneo
- Raffaele La Capria — scrittore e sceneggiatore dei film di Francesco Rosi
- Oliviero Toscani — fotografo e pubblicitario dei Benetton, figlio del fotografo che fece gli scatti dei cadaveri appesi di Mussolini e della Petacci in piazzale Loreto
- Caterina Caselli — cantante e soprattutto discografica milanese
- Bernardo Bertolucci — regista premio Oscar, con alcuni film che ci chiediamo come possano essere passati sugli schermi per i contenuti allucinanti (e non parliamo di Ultimo Tango a Parigi, ma, ad esempio, de La luna)
- Catherine Spaak — attrice, cantante, conduttrice televisiva e ballerina belga naturalizzata italiana
- Claudia Koll — attrice di una pellicola di Tinto Brass, poi convertitasi al medjugorismo.
- Iva Zanicchi — cantante detta «l’Aquila di Ligonchio», storica conduttrice della trasmissione di Rete 4 «Ok il prezzo è giusto»
- Mario Monicelli — regista, poi finito suicida
- Claudia Cardinale — attrice italo-tunisina, moglie di un regista senatore di Alleanza Nazionale
- Vittorio Gassman — attore, che dichiarava la depressione e la sua cura psichiatrica apertis verbis.
- Marco Tardelli — ex calciatore trionfatore del Mundial del 1980
- Giorgio Celli — etologo televisivo bolognese
- Salvatore Veca — filosofo della politica punto di riferimento filosofico della sinistra non marxista
- Ernesto Illy — fedele valdese e imprenditore del caffè
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Ci colpiscono qui i nomi non dei para-intellettuali salariati dal sistema, non delle dive di passaggio, non degli artisti perversi, non dei ricconi parastatali, ma di figure ascritte alla destra italiana.
Segno che, anche quella, era già tre decadi fa catturata totalmente dalla Necrocultura: anche i «conservatori» volevano presidente degli italiani una tizia che rivendicava di averne abortiti più di 10 mila. Un’esercito di futuri cittadini spariti nel sangue a colpi di pompa della bicicletta. Loro, e i loro figli – italiani.
Abbiamo scritto che è giusto che la Bonino abbia funerali di Stato – perché lo Stato moderno è fondato sulla Morte.
Forse era giusto pure che la Bonino divenisse presidente della Repubblica. Le cose più si slatentizzano, meglio è.
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Immagine di CoroRP via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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