Economia
I Paesi UE aumentano le importazioni di gas russo
Secondo l’Istituto per l’economia energetica e l’analisi finanziaria (IEEFA), Spagna e Belgio hanno aumentato le loro importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) russo del 50% nel 2023 rispetto allo scorso anno.
In un rapporto di martedì, il think tank ha affermato che il divario tra la capacità di GNL dell’UE e la domanda ha continuato ad ampliarsi, facendo aumentare le importazioni dalla Russia.
Le importazioni europee di GNL russo tra gennaio e settembre sono rimaste stabili rispetto allo stesso periodo del 2022, ha scritto l’IEEFA, aggiungendo che i terminali in Belgio e Francia hanno continuato a spedire GNL dal progetto russo Yamal.
L’UE ha speso 41 miliardi di euro per le importazioni di GNL tra gennaio e luglio 2023, con gli Stati Uniti (17,2 miliardi di euro), la Russia (5,5 miliardi di euro) e il Qatar (5,4 miliardi di euro) i maggiori beneficiari, afferma il rapporto.
«Il calo della domanda di gas sta mettendo in discussione la narrativa secondo cui l’Europa ha bisogno di più infrastrutture GNL per raggiungere i suoi obiettivi di sicurezza energetica. I dati dimostrano che non è così», ha affermato l’analista dell’IEEFA Ana Maria Jaller-Makarewicz.
«Nonostante i significativi progressi verso la riduzione del consumo di gas, i paesi europei rischiano di rinunciare alla dipendenza dai gasdotti russi per un sistema GNL ridondante che espone ulteriormente il continente alla volatilità dei prezzi», ha aggiunto.
Sostieni Renovatio 21
L’UE ha vietato le importazioni di petrolio russo trasportato via mare dall’inizio del conflitto in Ucraina e ha ridotto drasticamente le spedizioni di gasdotto da Mosca. Il GNL, tuttavia, finora non è stato sanzionato nonostante i ripetuti appelli di numerosi funzionari dell’UE, riporta RT.
Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi le importazioni europee di gas russo hanno registrato un aumento.
Con il calo del consumo di petrolio, l’uso del GNL in Europa è salito alle stelle.
Ciò è stato influenzato anche dal sabotaggio del Nord Stream del settembre 2022, che mette in discussione ogni altro tubo che porta il combustibile russo ad Ovest – una minaccia che è materialmente stata messa sul tavolo dall’Ucraina, e alla quale, per via indiretta, l’altro giorno Orban ha risposto dicendo che Ungheria e Serbia sono pronte a considerare l’eventuale chiusura del gasdotto South stream (che passa attraverso il Mar Nero per arrivare il Bulgaria, Serbia, Ungheria) come un atto di guerra a cui i due Paesi reagiranno.
Conseguentemente, i futures sul gas naturale in zona UE hanno registrato un aumento fino al 18%.
Come riportato da Renovatio 21, gli stoccaggi in Italia sono pieni perché è crollata la domanda di energia della produzione industriale: siamo oramai un Paese de-industrializzato che, dicono i numeri, ha consumato meno energia ad agosto che durante le prime settimane di lockdown quando fabbriche, scuole, uffici, attività varie erano chiuse.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Economia
Crolla una banca, si dimette il presidente paraguagio. Quando avverrà lo stesso in Italia?
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Economia
Le aziende petrolifere USA hanno triplicato i profitti durante la guerra con l’Iran
Le maggiori compagnie petrolifere statunitensi hanno quasi triplicato i loro profitti durante la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, in un momento in cui l’impennata dei costi energetici minaccia di spazzare via il Partito Repubblicano del presidente americano Donald Trump nelle prossime elezioni di medio termine. Lo riporta il New York Times.
Secondo un’analisi dei risultati finanziari di oltre 50 aziende, condotta dal NYT e relativa a sei mesi di attività, i colossi petroliferi americani, tra cui Chevron, Exxon Mobil e Valero, hanno realizzato profitti per 130 miliardi di dollari tra aprile e settembre. Nello stesso periodo dell’anno precedente, le stesse aziende avevano guadagnato meno di 47 miliardi di dollari.
Questo guadagno inatteso è quasi un riflesso diretto dei 147 miliardi di dollari in più che gli americani hanno speso in benzina e diesel da quando gli aerei da guerra americani e israeliani hanno iniziato a colpire l’Iran il 28 febbraio.
Con lo Stretto di Ormuzzo chiuso alla navigazione per quasi tutti gli ultimi sei mesi e gli attacchi degli Houthi yemeniti contro i siti di estrazione e le navi saudite nel Mar Rosso, i produttori americani hanno beneficiato degli alti prezzi del petrolio, con Chevron ed Exxon Mobil che hanno registrato profitti superiori a qualsiasi altro momento dall’escalation del conflitto in Ucraina nel 2022.
Quest’anno, gli utili di Exxon nel terzo trimestre sono più che raddoppiati, mentre quelli di Chevron sono quasi triplicati.
Le raffinerie americane hanno approfittato della diffusa distruzione degli impianti di raffinazione nella regione del Golfo e della minaccia di attacchi con droni ucraini contro le raffinerie russe, sfruttando la loro posizione sicura all’interno degli Stati Uniti. Valero e Phillips 66 hanno entrambe registrato profitti record nel terzo trimestre di quest’anno.
I giganti petroliferi europei hanno registrato risultati simili: Shell, TotalEnergies e Repsol hanno più che raddoppiato i loro utili nell’ultimo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre gli europei si trovano a dover affrontare bollette energetiche da record. Alcuni ministri delle finanze europei hanno chiesto all’UE di imporre tasse straordinarie a queste società in risposta a questa situazione.
A 4,29 dollari al gallone, il prezzo della benzina negli Stati Uniti è ora più alto di quanto non lo sia stato in qualsiasi momento durante i quattro anni di mandato dell’ex presidente Joe Biden, con l’eccezione dei primi tre mesi successivi all’escalation del conflitto in Ucraina. Trump ha descritto l’aumento dei prezzi come un «piccolo prezzo da pagare» per impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare, ma gli elettori non ne sono convinti.
Questa settimana, il 72% degli intervistati in un sondaggio Gallup ha dichiarato che il prezzo della benzina è «estremamente» importante per le proprie intenzioni di voto nelle elezioni di metà mandato della prossima settimana. La maggior parte degli istituti demoscopici indica che il Partito Repubblicano è destinato a perdere una o entrambe le camere del Congresso la prossima settimana, con un distacco dai Democratici compreso tra otto e nove punti percentuali a livello nazionale.
Come riportato da Renovatio 21, Trump ha cercato di attenuare in parte questi danni revocando le sanzioni sul gasolio russo, e almeno tre petroliere sono partite dai porti russi dirette negli Stati Uniti. Il presidente statunitense ha anche fatto pressioni sul leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj affinché cessasse gli attacchi alle raffinerie russe, ma Zelens’kyj a quanto pare ha ignorato queste richieste, provocando le furie del biondo del Queens.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Tdorante10 via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 4.0
Economia
Il debito pubblico ucraino dal 2006 è aumentato di 130 volte
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Politica1 settimana faCaos per l’emendamento sul reintegro dei medici definiti «no-vax». Intervista al dottor Dario Giacomini
-



Spirito2 settimane faNuvola a forma di Croce sopra Lourdes
-



Vaccini2 settimane faGates e Bourla sotto processo nei Paesi Bassi, accusati del piano del «Grande Reset» nell’ambito dell’udienza sui danni da vaccino
-



Salute2 settimane faI vaccini anti-COVID hanno scatenato disturbi psichiatrici, compresi i suicidi.
-



Necrocultura7 giorni faHalloween, la festa di sangue è di nuovo qui
-



Satira2 settimane faDraghi torna a bruciare. Come le nostre città
-



Arte2 settimane faStelle del cinema e tute alari. Renovatio 21 intervista il decano degli stuntmen italiani Claudio Pacifico
-



Spirito2 settimane fa«Scomunicati senza processo». Mons. Viganò ai fedeli Summorum Pontificum respinti dalla Basilica di San Pietro














