Salute
Fascicolo Sanitario Elettronico: avete fino a domenica per difendere i vostri dati sanitari (o almeno, una parte)
Avete circa tre giorni per mettere al riparo i vostri dati sanitari dal grande database della sanità pubblica.
Da domenica 30 giugno infatti non sarà più possibile rifiutare la condivisione dei vostri dati sanitari sulle piattaforme digitali. Si tratta, per essere precisi, solo di una parte della vostra storia medica, quella che va dal 2012 al 2020. Dopodiché, tutto finirà in quello che si chiama Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), con lo scopo di agire una super-integrazione dei dati sanitari di tutti i cittadini italiani provenienti da tutte le Regioni entro il 2026.
C’è da rimanere sconvolti di come questa storia, a suo modo enorme (e non solo per chi, come Renovatio 21, si occupa di bioetica, biopolitica, etc.) non sia stata minimamente discussa pubblicamente, né dai giornali, né dalle TV, né dai politici, dagli amministratori, etc. Il cittadino italiano si avvia a questo cambio, che sancisce un ulteriore colpo assestato alla sua privacy già disintegrata da COVID e greenpass, senza sapere nulla. Vorremmo dire: déja vu, anche per il silenzio-assenso sulla donazione degli organi (cioè, sulla predazione di parti del corpo, previo squartamento a cuor battente) fu così, magari con qualche piccola eco di protesta in più – all’epoca forse esisteva ancora qualche sperduta voce cattolica che gridava nel deserto…
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Alla base di questa novità c’è in realtà un decreto del fatale 2020 (DL 34/20), che stabiliva che il FSE doveva essere alimentato in maniera automatica, «in maniera continuativa e tempestiva, dai soggetti e dagli esercenti le professioni sanitarie che prendono in cura l’assistito». Il che vuol dire, ogni referto, verbale di pronto soccorso, profilo sanitario, lettera di dimissione, cartella clinica, vaccinazione, lettere di invito alle visite e, in più, anche la parte privata: le prescrizioni specialistiche finiscono nel calderone.
C’è di che rimanere sbalorditi: tanti discorsi per la privacy, e poi si viola in questo modo il privato dell’individuo?
Lo stesso Garante per la Privacy in un parere del 2022 dichiarava che il FSE apriva a rischi di «accessi abusivi e illeciti» nonché di «perdita e distruzione dei dati per finalità non compatibili». Dal linguaggio, non riusciamo a capire se si stia parlando di qualcuno che ruba i dati per ricattarvi o per utilizzarli a vostro danno: forse è solo la nostra immaginazione, ma è una possibilità, specie in un’era che va ad aprirsi, cioè quella delle «armi biologiche di precisione», le «bioarmi custom», cioè di virus artificiali in grado di colpire una sola persona, una sola famiglia, un solo gruppo etnico. Come? Fantascienza, dite?
C’è di che rimanere ancora più sbalorditi: tanti discorsi la cybersecurity, e poi si va a costruire un unico nodo nel quale gli hacker possono penetrare e impossessarsi dei dati dell’intera nazione?
Citiamo il Corriere, che ha intervistato un esperto di sicurezza informatica, il quale ha spiegato che i dati «se confluiscono nel fascicolo possono essere usati per finalità non sanitarie, cosa che invece avviene per legge con i dati post-2020». I rischi, dice l’informatico «non sono pochi, Avere un database unico che raccoglie dati quasi irrilevanti ai fini di cura perché oramai vecchi, ma che possono finire nelle mani di persone sbagliate è un dettaglio da non trascurare. Ci si espone da hackeraggi, fuga di dati e abusi informatici».
Il solo quotidiano è occuparsi della questione è stato, ancora una volta, La Verità, che ricorda come solo ieri la newsletter dell’Authority del Garante avvertiva che ben 18 regioni e due province a statuto speciale sono sotto procedimento «per le numeroso violazioni nell’attuazione del Fascicolo Sanitario». Il Garante comunica la gravità della situazione specificando di aver condiviso l’allarme con la presidenza del Consiglio poiché «è urgente intervenire per tutelare i diritti di tutti gli assistiti coinvolti nel trattamento del FSE».
Va riconosciuto che il giornale diretto da Maurizio Belpietro si era occupato del tema ancora giorni fa, in solitaria. Nel numero di oggi è possibile leggere un bouquet di affermazioni degli altri giornali, per i quali chi si oppone al FSE è un no-vax, un complottista, etc. «La crociata no-vax contro la banca dati sanitaria» titola il giornale agnelliano La Stampa.
La Repubblica scrive che «dopo i no-vax e i no green pass arrivano i no-Fascicolo Sanitario Elettronico, più o meno le stesse persone, a occhio meno numerose». L’ulteriore giornale agnello-elkaniano irride «le opposizioni registrate sul sito del ministero ieri [cioè due giorni fa, ndr]» che «erano 90.640, delle quali 6.371 riguardano minorenni. Se si considera che il Fascicolo interessa tutti i cittadini italiani, siamo intorno allo 0,15% degli abitanti».
Sono, crediamo, gli stessi giornali che ogni tanto riportano dei colpi hacker ai vari sistemi sanitari regionali: per esempio, ricordate la Regione Lazio, nel 2020? Noi lo ricordiamo. E gli ospedali colpiti dai grandi gruppi di hacker con i ransomware? Pure. E le farmacie americane paralizzate dal ciberattacco a inizio 2024? Renovatio 21 aveva parlato anche di questo.
In pratica, se non consegnate la totalità dei vostri dati medici, andate insultati. E, attenzione, il governo Meloni vuole che segnaliate il vostro dissenso entro domenica, senza possibilità successiva di opt-out.
Questa è biosorveglianza, questo è biototalitarismo. Non che facciano molto per allontanare il sapore di distopia: una delle scuse che accampano è quella della ricerca, il che significa far finire i vostri dati intimi nel frullatore dell’Intelligenza Artificiale – cioè armarla anche la conoscenza intima, biologica, della vostra condizione organica. Per chi vede nell’Intelligenza Artificiale un possibile nemico dell’umanità – e a farlo non sono solo gli antivaccinari cospirazionisti, ma perfino gli stessi suoi creatori – è un colpo mica male.
Eccoci, dunque, portati per legge a divenire cibo per la bestia, carburante per l’ascesa dell’apocalittica macchina pensante.
Non che prima fosse diverso. Nel 2017 passò la legge per cui diveniva possibile usare i dati personali degli italiani per ricerca scientifica. Il che vuol dire: dati sanitari alle multinazionali, pronte a darli in pasto ad algoritmi per ricerverne profitto.
Circa una diecina di anni fa ci fu il caso della Sardegna, dove un ente no profit aveva raccolto dati genetici di migliaia di abitanti per ricerche sulla longevità. Si parlò quindi di un furto alla banca genetica. La società senza fine di lucro finì poi in mani private, e alcuni dissero che la legge italiana non si esprime con chiarezza riguardo alla validità di un consenso dato in passato dai donatori.
Poi c’è il caso di una famosa multinazionale, desiderosa di testare la sua IA, a cui un precedente governo avrebbe trasferito ulteriori dati medici della popolazione. Tutto legale, con queste leggi. Rassegnatevi, il vostro corpo non vi appartiene: il biennio pandemico ce lo ha illustrato in modo lucidissimo.
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Il Garante della Privacy, ad ogni modo, ha dichiarato che l’utente ha il diritto di chiedere l’oscuramento di tutti i dati sanitari contenuti nel FSE che ritiene opportuno, rendendoli consultabili solo da chi li ha generati oltre che dalla persona stessa.
Chi desidera rifiutare, come previsto da un decreto del ministero dell’Economia dello scorso 11 aprile, può farlo solo online, all’interno del portale del sistema tessera sanitaria. Seguendo una semplice ricerca su Google per «fascicolo sanitario», si può giungere al sito della Sanità italiana, dove vi è un riquadro «come opporsi al pregresso» che porta ad un altro link, sistemats.it. Qui bisognerà accedere con la SPID, oppure la CIE (carta di identità elettronica) o con la carta nazionale dei servizi, ossia la tessera sanitaria emessa dopo il 2011. Se non si hanno strumenti di identificazione sanitaria, si deve accedere all’area libera del sistema tessera sanitaria con il tesserino della salute o il codice STP (Straniero Temporaneamente Presente).
Chi non segnalerà la propria opposizione ritroverà automaticamente i dati della propria storia sanitaria 2012-2020 nel FSE.
Non pensate, tuttavia, che quei dati spariranno: in caso di accesso al pronto soccorso, il personale potrebbe avere accesso a tutti i dati del paziente. L’emergenza prevale sulla privacy: un’altra grande lezione biopolitica dell’era COVID.
Non solo: di fatto i vostri dati biomedici dal 2020 in poi finiscono, come per decreto del governo Conte, direttamente nell’FSE.
Non solo: due anni fa il governo Draghi passò in totale assenza di discussione pubblica il decreto con cui si adottava la cosiddetta «interoperabilità dei silos», ossia la possibilità per 400 enti o amministrazioni di scambiarsi i dati dei cittadini, inclusi quelli medici. Nella lista degli enti, riporta La Verità, «si va dall’Agenzia delle Entrate alle ASL, ma anche al traforo del Monte Bianco o al gestore delle acque di Verona. Qualcuno ha mai spiegato il perché di tale lista? La risposta è, pure stavolta, no».
In realtà, una risposta vorremmo provare a darla noi: perché è la totalità dei dati che permette il controllo capillare dell’esistenza dell’individuo nell’era della sorveglianza ultra-totalitaria: dati medici, economici, logistici, telefonici… come state, quanto guadagnate e spendete, dove siete, dove andate, con chi vi vedete, cosa dite, cosa pensate…
Nel Nuovo Ordine – dove, come insegna Davos, la convergenza di Stato e multinazionali è consumato una volta per tutte – il controllo di ogni aspetto della vostra vita, e persino la sua precognizione, sono un elemento irrinunciabile. I vostri dati sanitari non fanno differenza, sono una tessera – intina e fondamentale, certo – del puzzle della vostra sottomissione.
Quindi, vi tocca anche questo scherzetto della vostra Sanità pubblica, quella che dicono essere la migliore del mondo. Lo Stato moderno è sempre più tecnocratico, quindi, nell’era dell’informatica, è datacentrico. I dati, è spesso ripetuto, sono il petrolio del XXI secolo.
I vostri dati personali, quindi, sono il sangue del sistema economico e politico in caricamento nell’ora presente. Un sistema dove non siete soggetti, ma oggetti. Non siete individui, ma prodotti.
In pratica, lo Stato della vostra schiavitù, fondata anche sulle informazioni strappate al vostro corpo, alla vostra storia, alla vostra intimità.
Ma tranquilli, non la chiamano schiavitù: la chiamano piattaforma. Finiremo, comunque, schiacciati sotto di essa.
Roberto Dal Bosco
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I malori della 48ª settimana 2025
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Salute
Il malori della 47ª settimana 2025
Borgo Valbelluna, provincia di Belluno: «Muore a 2 anni tra le braccia del papà dopo che l’ospedale l’aveva rimandata a casa: disposta l’autopsia sul corpo della piccola». Lo riporta Il Dolomiti.
Adelaide, Australia: «Morta per un malore improvviso la medaglia d’oro paralimpica: aveva 28 anni». Lo riporta Il Mattino.
Inveruno, provincia di Milano: «“Ho un terribile mal di testa”. Prof di sostegno di Inveruno stroncato da un malore a 30 anni». Lo riporta Il Giorno.
Campobasso: «Stroncato da un malore a 41 anni». Lo riporta Primo Piano.
Bassano del Grappa, provincia di Vicenza: «Malore alla guida, perde il controllo della Jeep e si schianta contro la recinzione di un vivaio, 42enne muore sul colpo nel cuore della notte». Lo riporta Il Gazzettino.
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Caltanissetta: «Malore alla guida, 42enne muore dopo lo schianto sulla SS640». Lo riporta Teleradio Futura Nissa.
Cesena, provincia di Forlì-Cesena: «Accusa un malore mentre è al volante: muore a 45 anni». Lo riporta Il Resto del Carlino.
Pordenone: «Morto a 46 anni stroncato da un malore. L’architetto si è sentito male a casa». Lo riporta PordenoneToday.
Sarmede, provincia di Treviso: «Malore fatale a 48 anni: morto il titolare della birreria Re Madruc». Lo riporta TrevisoToday.
Caianello, provincia di Caserta: «Malore nell’auto vicino allo stadio, muore 48enne». Lo riporta CasertaNews.
Villa del Conte, provincia di Padova: «S’accascia e muore a 48 anni. Inutili i soccorsi». Lo riporta La Voce di Rovigo.
Treviso: «Morto improvvisamente a 49 anni il segretario del sindacato dei medici di famiglia». Lo riporta La Tribuna di Treviso.
Capalbio, provincia di Grosseto: «Muore a 50 anni per un malore». Lo riporta MaremmaOggi.
Napoli: «Svolta dopo l’autopsia: sarebbe morta per cause naturali la 51enne trovata priva di vita nella sua abitazione». Lo riporta NapoliToday.
Livorno: «Muore improvvisamente a 51 anni dopo un improvviso malore». Lo riporta Vtrend.
Serravalle Sesia, provincia di Vercelli: «Dramma a Serravalle: uomo muore improvvisamente a 58 anni». Lo riporta Notizia Oggi.
Oderzo, provincia di Treviso: «Colto da infarto, addio: aveva 59 anni, era in pensione da poco. Lascia la figlia e i fratelli». Lo riporta Oggi Treviso.
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Bertinoro, provincia di Forlì-Cesena: «Ciclista pedalava in gruppo in collina, colpito da un malore che lo ha ucciso in pochi istanti». Lo riporta ForlìToday.
Cervignano del Friuli, ente di decentramento regionale di Udine: «Impiegato di 61 anni dell’Inps di Venezia, si prendeva cura di alcune colonie di feline e aveva 20 gatti in casa, è morto nel giorno in cui doveva comprare casa a causa di un malore improvviso e fulmineo». Lo riporta Corriere del Veneto.
Portogruaro, città metropolitana di Venezia: «Va dai servizi sociali per chiedere aiuto, il 62enne ha un malore e muore nel corridoio del municipio». Lo riporta Il Gazzettino.
San Biagio di Callalta, provincia di Treviso: «Malore mentre guida il camion: accosta e muore a 62 anni. L’infarto l’ha colto appena fuori dai cancelli della ditta per cui lavorava». Lo riporta TrevisoToday.
Palermo: «Dolore tra i colleghi per la morte improvvisa dell’avvocato. Il professionista, 56 anni, si è sentito male mentre era in bici». Lo riporta BlogSicilia.it.
Palermo: «Colto da malore alla maratona di Palermo, podista muore in ospedale. L’uomo di 63 anni era stato colto da un arresto cardiaco». Lo riporta Grandangolo Agrigento.
Badia Polesine, provincia di Rovigo: «Trovato morto in casa, a stroncarlo sarebbe stato un malore: aveva 63 anni. L’allarme lanciato dagli amici». Lo riporta Il Gazzettino.
Asti: «Si alza, va in bagno e lo trovano senza vita: morto sul posto di lavoro». Lo riporta TorinoToday.
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Porto Viro, provincia di Rovigo: «Stroncato da un malore nella notte, l’autista di pullman 64enne era amatissimo». Lo riporta Il Gazzettino.
Sant’Agnello, città metropolitana di Napoli: «Malore improvviso, uomo si accascia e muore nel centro di Sant’Agnello. Inutili i soccorsi per il 65enne». Lo riporta Il Mattino.
Bologna: «Uomo di 66 anni trovato morto in auto: indagini in corso». Lo riporta BolognaToday.
Castellammare di Stabia, città metropolitana di Napoli: «Castellammare, cade e muore sul colpo: non vedente vittima di un malore». Lo riporta Il Mattino.
Bione, provincia di Brescia: «Malore improvviso nei boschi: muore durante una passeggiata». Lo riporta BresciaToday.
L’Aquila: «Dramma all’Istituto alberghiero. Un impiegato amministrativo è stato improvvisamente colto da un malore mentre era al lavoro: inutili i soccorsi». Lo riporta Il Capoluogo d’Abruzzo.
Lentate sul Seveso, provincia di Monza e della Brianza: «Malore fatale in ufficio, l’alpino aveva 67 anni. Inutili i soccorsi». Lo riporta Prima Monza.
Novara: «Morto improvvisamente il volontario della Protezione civile 67enne, si è sentito male mentre stava partecipando alla colletta del Banco Alimentare». Lo riporta NovaraToday.
Tagliacozzo, provincia di L’Aquila: «Ex guardia del Parco muore a 68 anni durante trasporto in riabilitazione. La sua storia clinica, iniziata con un malore nella casa di famiglia». Lo riporta ReteAbruzzo.
Ascoli Piceno: «Si sente male e muore improvvisamente. La dottoressa continuerà a donare vita con i suoi organi». Lo riporta La Nuova Riviera.
Ascoli Piceno: «Tragico frontale sulla Salaria, ipotesi malore fatale: gravissimo il fratello, operato a Torrette». Lo riporta Corriere Adriatico.
Namibia: «Stroncato da un malore durante la vacanza in Africa, a perdere la vita lo storico bagnino». Lo riporta RiminiToday.
Ostuni, provincia di Brindisi: «Colto da malore alla guida, esce dall’auto e si accascia: morto nel traffico». Lo riporta Corriere Adriatico.
Creazzo, provincia di Vicenza: «Malore in auto nella disperata corsa in ospedale: 74enne muore sotto gli occhi della moglie». Lo riporta Il Gazzettino.
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Roveredo di Varmo, ente di decentramento regionale di Udine: «Imprenditore ucciso da un malore qualche ora dopo la risonanza magnetica per un intervento programmato». Lo riporta Il Gazzettino.
Amalfi, provincia di Salerno: «Paura ad Amalfi: neonata di 11 mesi perde improvvisamente conoscenza. Rianimata e trasferita al Santobono». Lo riporta Il Quotidiano della Costiera.
Ponzone di Valdilana, provincia di Biella: «Malore in campo a Ponzone: ragazzo di 17 anni va in arresto cardiaco durante l’allenamento». Lo riporta La Stampa.
Africo, città metropolitana di Reggio Calabria: «Malore in campo per un giovane atleta: è salvo grazie alla prontezza di mister e medico». Lo riporta ReggioToday.
Goito, provincia di Mantova: «Malore in un’azienda agricola di Goito, grave un 22enne». Lo riporta Gazzetta di Mantova.
Torino: «Inalpi Arena, la finale si ferma di nuovo: tifoso colto da malore. È il quarto episodio dall’inizio del torneo: cresce la preoccupazione». Lo riporta La Voce del Canavese.
Venaria Reale, città metropolitana di Torino: «Un malore alla guida scatena il caos a Venaria: auto danneggiate e traffico paralizzato». Lo riporta La Voce del Canavese.
Comiso, libero consorzio comunale di Ragusa: «Comiso-Pedalino, l’autista ha un malore e il veicolo si ribalta». Lo riporta Giornale Ibleo.
Perugia: «Malore alla guida, con il camion sfonda la recinzione di un’azienda. Grave un camionista di 65 anni, ferito un automobilista». Lo riporta PerugiaToday.
Perugia: «Malore mentre va a caccia: soccorso e portato in ospedale». Lo riporta Umbria24.
Roma: «Sviene ancora al Grande Fratello: è il terzo malore in pochi giorni». Lo riporta Fanpage.it.
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Montorso Vicentino, provincia di Vicenza: «Malore sul posto di lavoro, operaio portato in ospedale in codice rosso». Lo riporta VicenzaToday.
Molfetta, provincia di Bari: «Nichi Vendola in ospedale per malore, accertamenti al cuore: fermo due giorni». Lo riporta La Repubblica.
Parma: «Ha un malore dopo lo scontro con un’altra auto: ricoverato in ospedale». Lo riporta ParmaToday.
Chiesa in Valmalenco, provincia di Sondrio: «Accusa un malore in baita: soccorsi in azione per una 75enne». Lo riporta SondrioToday.
Lecco: «Malore in piazza Affari: clochard trasportato in ospedale». Lo riporta LeccoToday.
Morrovalle, provincia di Macerata: «Si accascia sul tavolo, arriva l’ambulanza: malore alla stazione di servizio». Lo riporta Cronache maceratesi.
Anzio, città metropolitana di Roma: «Malore sulla nave, uomo elitrasportato in ospedale». Lo riporta RomaToday.
Reggio Calabria: «Si sente male durante una cerimonia, studente soccorso e salvato da una professoressa». Lo riporta ReggioToday.
Legnano, città metropolitana di Milano: «Malore nella notte sulla Saronnese a Legnano: soccorso un 61enne». Lo riporta Legnano News.
Castelfiorentino, città metropolitana di Firenze: «Infarto mentre cammina: gravissimo uomo di 61 anni». Lo riporta Italia7.
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