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Salute

Fascicolo Sanitario Elettronico: avete fino a domenica per difendere i vostri dati sanitari (o almeno, una parte)

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Avete circa tre giorni per mettere al riparo i vostri dati sanitari dal grande database della sanità pubblica.

 

Da domenica 30 giugno infatti non sarà più possibile rifiutare la condivisione dei vostri dati sanitari sulle piattaforme digitali. Si tratta, per essere precisi, solo di una parte della vostra storia medica, quella che va dal 2012 al 2020. Dopodiché, tutto finirà in quello che si chiama Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), con lo scopo di agire una super-integrazione dei dati sanitari di tutti i cittadini italiani provenienti da tutte le Regioni entro il 2026.

 

C’è da rimanere sconvolti di come questa storia, a suo modo enorme (e non solo per chi, come Renovatio 21, si occupa di bioetica, biopolitica, etc.) non sia stata minimamente discussa pubblicamente, né dai giornali, né dalle TV, né dai politici, dagli amministratori, etc. Il cittadino italiano si avvia a questo cambio, che sancisce un ulteriore colpo assestato alla sua privacy già disintegrata da COVID e greenpass, senza sapere nulla. Vorremmo dire: déja vu, anche per il silenzio-assenso sulla donazione degli organi (cioè, sulla predazione di parti del corpo, previo squartamento a cuor battente) fu così, magari con qualche piccola eco di protesta in più – all’epoca forse esisteva ancora qualche sperduta voce cattolica che gridava nel deserto…

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Alla base di questa novità c’è in realtà un decreto del fatale 2020 (DL 34/20), che stabiliva che il FSE doveva essere alimentato in maniera automatica, «in maniera continuativa e tempestiva, dai soggetti e dagli esercenti le professioni sanitarie che prendono in cura l’assistito». Il che vuol dire, ogni referto, verbale di pronto soccorso, profilo sanitario, lettera di dimissione, cartella clinica, vaccinazione, lettere di invito alle visite e, in più, anche la parte privata: le prescrizioni specialistiche finiscono nel calderone.

 

C’è di che rimanere sbalorditi: tanti discorsi per la privacy, e poi si viola in questo modo il privato dell’individuo?

 

Lo stesso Garante per la Privacy in un parere del 2022 dichiarava che il FSE apriva a rischi di «accessi abusivi e illeciti» nonché di «perdita e distruzione dei dati per finalità non compatibili». Dal linguaggio, non riusciamo a capire se si stia parlando di qualcuno che ruba i dati per ricattarvi o per utilizzarli a vostro danno: forse è solo la nostra immaginazione, ma è una possibilità, specie in un’era che va ad aprirsi, cioè quella delle «armi biologiche di precisione», le «bioarmi custom», cioè di virus artificiali in grado di colpire una sola persona, una sola famiglia, un solo gruppo etnico. Come? Fantascienza, dite?

 

C’è di che rimanere ancora più sbalorditi: tanti discorsi la cybersecurity, e poi si va a costruire un unico nodo nel quale gli hacker possono penetrare e impossessarsi dei dati dell’intera nazione?

 

Citiamo il Corriere, che ha intervistato un esperto di sicurezza informatica, il quale ha spiegato che i dati «se confluiscono nel fascicolo possono essere usati per finalità non sanitarie, cosa che invece avviene per legge con i dati post-2020». I rischi, dice l’informatico «non sono pochi, Avere un database unico che raccoglie dati quasi irrilevanti ai fini di cura perché oramai vecchi, ma che possono finire nelle mani di persone sbagliate è un dettaglio da non trascurare. Ci si espone da hackeraggi, fuga di dati e abusi informatici».

 

Il solo quotidiano è occuparsi della questione è stato, ancora una volta, La Verità, che ricorda come solo ieri la newsletter dell’Authority del Garante avvertiva che ben 18 regioni e due province a statuto speciale sono sotto procedimento «per le numeroso violazioni nell’attuazione del Fascicolo Sanitario». Il Garante comunica la gravità della situazione specificando di aver condiviso l’allarme con la presidenza del Consiglio poiché «è urgente intervenire per tutelare i diritti di tutti gli assistiti coinvolti nel trattamento del FSE».

 

Va riconosciuto che il giornale diretto da Maurizio Belpietro si era occupato del tema ancora giorni fa, in solitaria. Nel numero di oggi è possibile leggere un bouquet di affermazioni degli altri giornali, per i quali chi si oppone al FSE è un no-vax, un complottista, etc. «La crociata no-vax contro la banca dati sanitaria» titola il giornale agnelliano La Stampa.

 

La Repubblica scrive che «dopo i no-vax e i no green pass arrivano i no-Fascicolo Sanitario Elettronico, più o meno le stesse persone, a occhio meno numerose». L’ulteriore giornale agnello-elkaniano irride «le opposizioni registrate sul sito del ministero ieri [cioè due giorni fa, ndr]» che «erano 90.640, delle quali 6.371 riguardano minorenni. Se si considera che il Fascicolo interessa tutti i cittadini italiani, siamo intorno allo 0,15% degli abitanti».

 

Sono, crediamo, gli stessi giornali che ogni tanto riportano dei colpi hacker ai vari sistemi sanitari regionali: per esempio, ricordate la Regione Lazio, nel 2020? Noi lo ricordiamo. E gli ospedali colpiti dai grandi gruppi di hacker con i ransomware? Pure. E le farmacie americane paralizzate dal ciberattacco a inizio 2024? Renovatio 21 aveva parlato anche di questo.

 

In pratica, se non consegnate la totalità dei vostri dati medici, andate insultati. E, attenzione, il governo Meloni vuole che segnaliate il vostro dissenso entro domenica, senza possibilità successiva di opt-out.

 

Questa è biosorveglianza, questo è biototalitarismo. Non che facciano molto per allontanare il sapore di distopia: una delle scuse che accampano è quella della ricerca, il che significa far finire i vostri dati intimi nel frullatore dell’Intelligenza Artificiale – cioè armarla anche la conoscenza intima, biologica, della vostra condizione organica. Per chi vede nell’Intelligenza Artificiale un possibile nemico dell’umanità – e a farlo non sono solo gli antivaccinari cospirazionisti, ma perfino gli stessi suoi creatori – è un colpo mica male.

 

Eccoci, dunque, portati per legge a divenire cibo per la bestia, carburante per l’ascesa dell’apocalittica macchina pensante.

 

Non che prima fosse diverso. Nel 2017 passò la legge per cui diveniva possibile usare i dati personali degli italiani per ricerca scientifica. Il che vuol dire: dati sanitari alle multinazionali, pronte a darli in pasto ad algoritmi per ricerverne profitto.

 

Circa una diecina di anni fa ci fu il caso della Sardegna, dove un ente no profit aveva raccolto dati genetici di migliaia di abitanti per ricerche sulla longevità. Si parlò quindi di un furto alla banca genetica. La società senza fine di lucro finì poi in mani private, e alcuni dissero che la legge italiana non si esprime con chiarezza riguardo alla validità di un consenso dato in passato dai donatori.

 

Poi c’è il caso di una famosa multinazionale, desiderosa di testare la sua IA, a cui un precedente governo avrebbe trasferito ulteriori dati medici della popolazione. Tutto legale, con queste leggi. Rassegnatevi, il vostro corpo non vi appartiene: il biennio pandemico ce lo ha illustrato in modo lucidissimo.

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Il Garante della Privacy, ad ogni modo, ha dichiarato che l’utente ha il diritto di chiedere l’oscuramento di tutti i dati sanitari contenuti nel FSE che ritiene opportuno, rendendoli consultabili solo da chi li ha generati oltre che dalla persona stessa.

 

Chi desidera rifiutare, come previsto da un decreto del ministero dell’Economia dello scorso 11 aprile, può farlo solo online, all’interno del portale del sistema tessera sanitaria. Seguendo una semplice ricerca su Google per «fascicolo sanitario», si può giungere al sito della Sanità italiana, dove vi è un riquadro «come opporsi al pregresso» che porta ad un altro link, sistemats.it. Qui bisognerà accedere con la SPID, oppure la CIE (carta di identità elettronica) o con la carta nazionale dei servizi, ossia la tessera sanitaria emessa dopo il 2011. Se non si hanno strumenti di identificazione sanitaria, si deve accedere all’area libera del sistema tessera sanitaria con il tesserino della salute o il codice STP (Straniero Temporaneamente Presente).

 

Chi non segnalerà la propria opposizione ritroverà automaticamente i dati della propria storia sanitaria 2012-2020 nel FSE.

 

Non pensate, tuttavia, che quei dati spariranno: in caso di accesso al pronto soccorso, il personale potrebbe avere accesso a tutti i dati del paziente. L’emergenza prevale sulla privacy: un’altra grande lezione biopolitica dell’era COVID.

 

Non solo: di fatto i vostri dati biomedici dal 2020 in poi finiscono, come per decreto del governo Conte, direttamente nell’FSE.

 

Non solo: due anni fa il governo Draghi passò in totale assenza di discussione pubblica il decreto con cui si adottava la cosiddetta «interoperabilità dei silos», ossia la possibilità per 400 enti o amministrazioni di scambiarsi i dati dei cittadini, inclusi quelli medici. Nella lista degli enti, riporta La Verità, «si va dall’Agenzia delle Entrate alle ASL, ma anche al traforo del Monte Bianco o al gestore delle acque di Verona. Qualcuno ha mai spiegato il perché di tale lista? La risposta è, pure stavolta, no».

 

In realtà, una risposta vorremmo provare a darla noi: perché è la totalità dei dati che permette il controllo capillare dell’esistenza dell’individuo nell’era della sorveglianza ultra-totalitaria: dati medici, economici, logistici, telefonici… come state, quanto guadagnate e spendete, dove siete, dove andate, con chi vi vedete, cosa dite, cosa pensate…

 

Nel Nuovo Ordine – dove, come insegna Davos, la convergenza di Stato e multinazionali è consumato una volta per tutte – il controllo di ogni aspetto della vostra vita, e persino la sua precognizione, sono un elemento irrinunciabile. I vostri dati sanitari non fanno differenza, sono una tessera – intina e fondamentale, certo – del puzzle della vostra sottomissione.

 

Quindi, vi tocca anche questo scherzetto della vostra Sanità pubblica, quella che dicono essere la migliore del mondo. Lo Stato moderno è sempre più tecnocratico, quindi, nell’era dell’informatica, è datacentrico. I dati, è spesso ripetuto, sono il petrolio del XXI secolo.

 

I vostri dati personali, quindi, sono il sangue del sistema economico e politico in caricamento nell’ora presente. Un sistema dove non siete soggetti, ma oggetti. Non siete individui, ma prodotti.

 

In pratica, lo Stato della vostra schiavitù, fondata anche sulle informazioni strappate al vostro corpo, alla vostra storia, alla vostra intimità.

 

Ma tranquilli, non la chiamano schiavitù: la chiamano piattaforma. Finiremo, comunque, schiacciati sotto di essa.

 

Roberto Dal Bosco

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Salute

Kennedy accusa la Germania di prendere di mira i medici per ottenere esenzioni legittime da vaccini e mascherine

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Il segretario alla Salute americana Robert F. Kennedy Jr. chiede alla Germania di porre fine a quelle che ha definito ingiuste azioni penali contro i medici tedeschi per aver concesso ai pazienti esenzioni dall’obbligo di indossare mascherine e vaccinarsi durante la pandemia di COVID-19.   «Ho appreso che più di mille medici tedeschi e migliaia di loro pazienti ora rischiano procedimenti giudiziari e sanzioni per aver concesso esenzioni dall’uso delle mascherine o dalla vaccinazione contro il COVID-19 durante la pandemia», ha dichiarato Kennedy in un video su X l’11 gennaio.   «Quando un governo criminalizza i medici per aver dato consigli ai propri pazienti, oltrepassa un limite che le società libere hanno sempre considerato sacro».   Kennedy ha affermato di aver inviato una lettera a Nina Warken, la sua omologa tedesca.   «Nella mia lettera ho chiarito che la Germania ha l’opportunità e la responsabilità di correggere questa traiettoria, di ripristinare l’autonomia medica, di porre fine alle azioni penali motivate politicamente e di sostenere i diritti che sono alla base di ogni nazione democratica», ha affermato.  

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La Warken ha dichiarato in una nota che nessun medico è stato perseguito per i motivi indicati da Kennedy.   «L’azione penale è stata avviata esclusivamente nei casi di frode e falsificazione, come il rilascio di falsi certificati di vaccinazione o di falsi certificati per l’uso delle mascherine», ha affermato.   Karl Lauterbach, tuttavia, che è stato ministro della Salute tedesco dal 2021 a maggio 2025, ha dichiarato su X che «in Germania, i medici non vengono puniti dal governo per aver rilasciato certificati falsi» e che «i tribunali sono indipendenti».   Warken ha anche affermato nella sua dichiarazione che i commenti di Kennedy erano «completamente infondati, fattualmente errati e dovevano essere respinti». Ha affermato che in Germania i medici decidono autonomamente come curare i pazienti e che i pazienti sono liberi di scegliere quali trattamenti ricevere.   «Durante la pandemia di COVID-19, non c’è mai stato l’obbligo per i medici di somministrare vaccini contro il virus», ha affermato.   «Chi sceglieva di non vaccinarsi per motivi medici, etici o personali non commetteva un reato né andava incontro a sanzioni. Non c’era alcun divieto professionale o multa per la mancata vaccinazione».

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Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha rifiutato di commentare la dichiarazione della Warken. Kennedy aveva affermato nel suo video che rapporti non specificati provenienti dalla Germania «mostrano un governo che mette da parte l’autonomia dei pazienti e limita la capacità delle persone di agire secondo le proprie convinzioni quando si trovano ad affrontare decisioni mediche».   «Il governo tedesco sta violando il sacro rapporto medico-paziente. Sostituirlo è un sistema pericoloso che trasforma i medici in esecutori delle politiche statali», ha affermato.   «Con questo sistema, la tua salute non è più la priorità del tuo medico. Il tuo medico è al servizio del benessere della collettività, come stabilito da tecnocrati non eletti e privi di formazione medica. Chiunque può vedere il pericolo in questo sistema. Nessuna democrazia fondata sulla fiducia e sulla trasparenza dovrebbe muoversi in quella direzione. I pazienti devono sempre avere la libertà di prendere decisioni mediche personali senza coercizione o pressione politica».   Come riportato da Renovatio 21, due anni fa una dottoressa tedesca è stata condannata a oltre 2 anni di carcere per aver concesso esenzioni alle mascherine e vaccini anti-COVID.   Come riportato da Renovatio 21, la Corte Suprema tedesca ha dichiarato che i medici non sono responsabili per i danni causati dal vaccino COVID.    

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Alimentazione

Studio: le persone riprendono chili 4 volte più velocemente dopo aver smesso i farmaci per la perdita di peso

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Un recente studio pubblicato dal British Medical Journal (BMJ) ha evidenziato che le persone in sovrappeso o obese che cessano l’assunzione di farmaci dimagranti riprendono peso con una velocità quattro volte superiore rispetto a chi interrompe una dieta o un programma di esercizio fisico.

 

Circa la metà degli utilizzatori dei nuovi farmaci per la perdita di peso, come Wegovy e Ozempic (principio attivo: semaglutide), sospende il trattamento entro il primo anno. Le evidenze indicano che la maggior parte lo fa a causa dell’elevato costo o degli effetti collaterali, che possono includere gravi disturbi gastrointestinali e, in casi estremi, persino il decesso.

 

Negli Stati Uniti, circa un adulto su otto dichiara di assumere farmaci per dimagrire. Gli autori dello studio hanno condotto una meta-analisi, rivedendo e integrando i dati pubblicati da numerosi rapporti scientifici.

 

L’analisi, basata su migliaia di partecipanti, ha mostrato che dopo l’interruzione del trattamento con questi farmaci, il peso medio aumenta di circa 0,4 kg al mese, equivalenti a 4,8 kg nel corso del primo anno. Si prevede che i parametri di salute legati al diabete e alle malattie cardiache tornino ai livelli pre-trattamento entro due anni.

 

«Ciò che abbiamo trovato particolarmente scioccante è stata la rapidità con cui i pazienti hanno ripreso peso dopo aver smesso di assumere farmaci», ha dichiarato uno degli autori.

 

Coloro che hanno interrotto i farmaci dimagranti hanno riguadagnato peso a una velocità quattro volte maggiore rispetto a chi ha abbandonato un programma di esercizio o una dieta.

 

Il motivo potrebbe risiedere, in parte, nel fatto che gli utilizzatori di questi farmaci non sviluppano la stessa disciplina e le abitudini salutari che invece si acquisiscono attraverso programmi di attività fisica e regime alimentare.

 

La meta-analisi conferma chiaramente che i farmaci per la perdita di peso rappresentano un trattamento a lungo termine. Dirigenti di aziende produttrici come Eli Lilly hanno riconosciuto che gli utenti potrebbero dover continuare l’assunzione per tutta la vita al fine di evitare il recupero del peso.

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Alla fine del mese scorso l’ente regolatorio del farmaco americano Food and Drug Administration (FDA) ha approvato una versione giornaliera in compresse del farmaco Wegovy di Novo Nordisk.

 

Novo Nordisk sta testando il semaglutide su bambini a partire dai sei anni di età, e sono state proposte diverse nuove indicazioni per farmaci come il semaglutide, tra cui il trattamento di dipendenze, patologie neurologiche come l’Alzheimer e persino come potenziali anti-invecchiamento.

 

Nel 2023, i farmaci a base di semaglutide hanno generato per Novo Nordisk ricavi per 21,1 miliardi di dollari, corrispondenti a quasi due terzi del fatturato totale dell’azienda. Le vendite nelle varie formulazioni sono aumentate dell’89% rispetto all’anno precedente, con il 71% dei proventi derivanti da clienti statunitensi.

 

Novo Nordisk è oggi l’azienda più quotata d’Europa, con una capitalizzazione di mercato che, nel gennaio 2026, si attesta intorno ai 260-270 miliardi di dollari (superiore in passato all’intera economia danese, sebbene i valori attuali riflettano fluttuazioni di mercato).

 

Negli ultimi mesi, l’enorme crescita della pubblicità e dell’utilizzo di questi nuovi farmaci definiti «miracolosi» ha portato maggiore attenzione sugli effetti collaterali. Sono stati segnalati problemi psichiatrici, squilibri ormonali (tra cui riduzione del testosterone e calo della libido), inalazione del contenuto gastrico e persino diarrea cronica.

 

Decine di migliaia di persone hanno intentato cause contro Novo Nordisk ed Eli Lilly per i danni fisici subiti, con contenziosi che potrebbero richiedere risarcimenti nell’ordine di centinaia di milioni o miliardi di dollari per contenere l’ondata di richieste.

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Immagine da www.chemist-4-u.com via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0

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Salute

I malori della prima settimana 2026

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Sant’Angelo di Piove di Sacco, provincia di Padova: «Bambina di 12 anni stroncata da una polmonite fulminante». Lo riporta PadovaOggi.   Milazzo, provincia di Messina: «Malore fatale, muore mentre era in bici». Lo riporta MessinaToday.   Garda, provincia di Verona: «Morta sulla riva del Garda, malore stronca un’ottantatreenne». Lo riporta L’Arena.   Borgo Valbelluna, provincia di Belluno: «Malore fatale a Borgo Valbelluna». Lo riporta Radio Più.   Roma: «Colto da malore in strada, uomo muore davanti ai passanti: traffico bloccato per rispetto». Lo riporta Il Faro Online.   Pieve del Grappa, provincia di Treviso: «Malore durante la messa di Capodanno, muore un corista». Lo riporta TrevisoToday.   Napoli: «Anziano colto da malore, salvato da tre agenti di polizia municipale». Lo riporta l’agenzia ANSA.

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Pordenone: «Malore durante una partita di calcio, morto un ragazzo». Lo riporta Sky TG24.   Galbiate, provincia di Lecco: «Malore sul Monte Barro, intervento dei soccorsi». Lo riporta LeccoToday.   Isso, provincia di Bergamo: «Malore fatale sul luogo di lavoro, muore un uomo di 56 anni». Lo riporta Prima Treviglio.   Milano: «Dramma in Serie A, malore improvviso: ricoverato d’urgenza». Lo riporta Campionati Studenteschi.   Etna, provincia di Catania: «Colto da malore, muore sull’Etna». Lo riporta SiciliaWeb.   Isola dell’Asinara, provincia di Sassari: «Malore a bordo di una nave da crociera, passeggera evacuata». Lo riporta Kalaritana Media.   Caserta: «Malore improvviso mentre fa jogging, muore davanti all’ufficio dell’Asl». Lo riporta Anteprima24.   Positano, provincia di Salerno: «Malore fatale in spiaggia, muore a Positano un magistrato». Lo riporta Positano Notizie.   Riccione, provincia di Rimini: «Lutto nel mondo del volontariato, è morto volontario della Cri». Lo riporta NewsRimini.   Lecce: «Accusa un malore in auto sulla statale 16». Lo riporta LeccePrima.   Genova: «Turista in arresto cardiaco, salvato grazie al defibrillatore». Lo riporta GenovaToday.   Terno d’Isola, provincia di Bergamo: «Accusa un malore per strada, gravissimo un uomo». Lo riporta PrimaMerate.   Castelfidardo, provincia di Ancona: «Attacco di cuore in azienda, si accascia e viene salvato dai colleghi con il defibrillatore». Lo riporta Corriere Adriatico.   Asti: «Malore a San Siro, addio a un’icona astigiana». Lo riporta La Nuova Provincia.   Teramo: «Detenuto muore in carcere a Castrogno, accusa un malore mentre lavora». Lo riporta Certa Stampa.   Salerno: «Ragazza di 30 anni muore durante un appuntamento, ipotesi malore». Lo riporta Il Mattino.   Roma: «Malore alla guida, 64enne di Guidonia muore nello schianto contro un palo». Lo riporta Canale 10.   Isola Rizza, provincia di Verona: «Malore davanti ai figli, muore a 47 anni». Lo riporta L’Arena.   Napoli: «Medico del 118 ha un malore in servizio, muore in ospedale». Lo riporta Quotidiano Sanità.

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Rovigo: «Muore dopo un malore, padre di 36 anni». Lo riporta Polesine24.   Ancona: «Trovata morta in casa: stroncata da un malore». Lo riporta Il Resto del Carlino.   Salerno: «Malore alla guida, camionista napoletano muore sulla A2. Il mezzo fuori strada tra Eboli e Campagna». Lo riporta la Repubblica.   Civitanova, provincia di Macerata: «Malore all’uscita di casa, anziana trovata senza vita a Civitanova: la figlia ha fatto la tragica scoperta». Lo riporta Il Corriere Adriatico.   Agna, provincia di Padova: «Malore sul posto di lavoro, muore subito dopo il ricovero». Lo riporta PadovaOggi.   Budapest, Ungheria: «In vacanza con gli amici, muore per malore nella notte a 25 anni». Lo riporta L’Arena.   Racconigi, provincia di Cuneo: «Carabinieri in lutto: morto il brigadiere – Un malore improvviso l’ha colpito in servizio». Lo riporta il Corriere di Saluzzo.   Chiari, provincia di Brescia: «operaio muore dopo un malore improvviso in un cantiere del centro». Lo riporta Bresciaoggi.   Senigallia, provincia di Pesaro e Urbino: «Malore fatale, aveva 55 anni: Montignano in lacrime». Lo riporta Il Corriere Adriatico.   Misurina, provincia di Belluno: «Malore fatale in motoslitta: stramazza sulla neve mentre scende dal Rifugio Auronzo. L’amico tenta invano di rianimarlo». Lo riporta Il Gazzettino.   Livigno, provincia di Sondrio: «Malore fatale sulle piste di Livigno: muore sciatore lecchese di 68 anni». Lo riporta La Provincia Unica Tv.   Ceva, provincia di Cuneo: «Scomparso dopo un malore sotto i portici». Lo riporta L’Unione Monregalese.   Fermo:«Colto da malore mentre aspetta di essere visitato». Lo riporta Il Resto del Carlino.   Claviere, città metropolitana di Torino: «Inglese di 49 anni muore per un malore sulle piste a Claviere». Lo riporta l’agenzia ANSA.   Castel Goffredo, provincia di Mantova: «Malore in casa: 46enne muore nonostante i soccorsi». Lo riporta La Voce di Mantova.   Lecce: «A 96 anni alla guida, si schianta dopo un malore e muore: la moglie è ferita». Lo riporta la Repubblica.   Messina: «Malore alla guida, anziano muore mentre percorre la Tangenziale». Lo riporta Stampalibera.   Roma: «Tragedia a Roma, studente dell’istituto agrario muore per un malore improvviso». Lo riporta Canale 10.   Laxolo, provincia di Bergamo: «Malore nei boschi, muore alpino di 76 anni». Lo riporta L’Eco di Bergamo.

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Ancona: «Si siede sulla poltrona durante una serata con gli amici, poi il malore: ragazzo muore a 25 anni». Lo riporta AnconaToday.   Treviso: «Malore improvviso, morto il titolare delle onoranze funebri». Lo riporta TrevisoToday.   Ferentino, provincia di Frosinone: «malore alla guida: 67enne finisce fuori strada e muore». Lo riporta Il Messaggero.   Salerno: «Tragedia sul lavoro: operaio muore stroncato da un malore». Lo riporta SalernoToday.   Suni, provincia di Oristano: «Ha un malore alla guida ed esce di strada, 57enne muore». Lo riporta l’agenzia ANSA.   Terragnolo, provincia di Trento: «Tragico malore alla guida, una persona è morta. Diverse le squadre di soccorritori attive sulla provinciale. È atterrato anche l’elicottero». Lo riporta il Dolomiti.   Preganziol, provincia di Treviso: «Malore al volante, si schianta con l’auto sul casello dell’autostrada di Preganziol: 30enne bellunese ferito». Lo riporta Il Gazzettino.   Brescia: «Malore in via Milano: uomo soccorso da educatrice prima dell’intervento dell’ambulanza». Lo riporta Bresciaoggi.   Lecco: «Anziana colta da malore in casa: i vigili del fuoco si calano dal tetto». Lo riporta La Provincia Unica Tv.   Bari: «malore in casa, scattano i soccorsi: strada bloccata». Lo riporta La Gazzetta del Mezzogiorno.   Trieste: «Malore in autobus, salvato dall’autista». Lo riporta Rainews.   Verona: «Bus fuori strada, indagini su un possibile malore. I sindacati: “Serve più sicurezza”». Lo riporta Rainews.

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Albiate, provincia di Monza e della Brianza: «Finisce con l’auto sulla riva del Lambro: “Possibile malore”». Lo riporta Il Cittadino di Monza e della Brianza.   Lanciano, provincia di Chieti: «Ha un malore alla guida, poi si riprende e urta l’ambulanza: caos in centro». Lo riporta ChietiToday.   Foggia: «Donna accusa un malore nelle campagne, sindaco diretto alla partita passa di lì e presta i primi soccorsi». Lo riporta FoggiaToday.   Venegono, provincia di Varese: «La pastiglia nell’insalata e il malore: lavoratore soccorso alla mensa». Lo riporta La Prealpina.   Milano: «Malore in stazione a Milano per Loredana Lecciso: “Grazie alla presenza immediata della sicurezza”». Lo riporta MilanoToday.   Firenze: «Malore per Massimiliano Fuksas, l’archistar ricoverato». Lo riporta Adnkronos.   Spazio extraatmosferico: «Astronauta ha un malore nella stazione spaziale, la Nasa anticipata il rientro della missione Crew-11». Lo riporta Virgilio.

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