Politica
Elezioni francesi, «vittoria storica» della Le Pen al Senato: potrà finalmente formare un gruppo
Il Rassemblement National (RN) di Marine Le Pen e un partito alleato hanno ottenuto per la prima volta abbastanza seggi al Senato francese per formare un gruppo. La svolta arriva a pochi mesi dalle elezioni presidenziali, in cui i sondaggi danno ora Le Pen in testa.
Dopo il voto di domenica, RN e l’Unione della Destra per la Repubblica (UDR) deterranno insieme almeno 15 seggi nella camera alta, composta da 348 membri. Un gruppo richiede almeno dieci membri e dà ai suoi parlamentari un ruolo maggiore nelle commissioni del Senato, dove si esaminano le leggi.
«Questa è una vittoria storica e una pietra miliare con la formazione, per la prima volta, di un gruppo al Senato», ha scritto Le Pen su X. Ha detto che il risultato mostra il crescente sostegno del partito in tutta la Francia e che i suoi senatori porteranno le preoccupazioni delle comunità locali nella campagna presidenziale.
Pour la première fois de son histoire, le Rassemblement national va constituer, aux côtés de ses alliés de l’UDR, un groupe au Sénat.
Nous sommes désormais présents en nombre dans toutes les assemblées pour être le porte-voix de tous les Français ! 🇫🇷 pic.twitter.com/Fj0RBY1bgC
— Marine Le Pen (@MLP_officiel) September 29, 2026
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Nonostante i recenti successi di RN, il Senato resterà controllato dai repubblicani conservatori e dai loro alleati centristi.
Il presidente di RN, Jordan Bardella, ha comunque definito il risultato un segno dello slancio del partito in vista di quella che ha descritto come «la madre di tutte le battaglie», riferendosi alle imminenti elezioni presidenziali.
A luglio la Corte d’Appello di Parigi ha ridotto la squalifica quinquennale di Le Pen dalle cariche elettive, inflittale per appropriazione indebita di fondi, consentendole di candidarsi alle elezioni del 2027 per succedere a Emmanuel Macron, che lascerà l’incarico dopo due mandati.
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa la polizia fece irruzione nella sede parigina del RN. Il raid di perquisizione avveniva circa tre mesi dopo che un tribunale francese aveva dichiarato colpevoli di appropriazione indebita di fondi dell’Unione Europea alcuni alti dirigenti della RN, tra cui Le Pen. Le indagini andavano avanti da tempo.
Come riportato da Renovatio 21, la Le Pen aveva incassato tre mesi fa la solidarietà del presidente USA Donaldo Giovanni Trump, che ha definito la condanna da parte del tribunale francese come «un grosso problema».
Un sondaggio di Toluna Harris Interactive, pubblicato lunedì, vede Le Pen in testa con il 35-36% al primo turno e prevede che, in un ipotetico ballottaggio, sconfiggerebbe sia il leader di sinistra di France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, sia l’ex primo ministro centrista Édouard Philippe.
La svolta di Rassemblement National ha suscitato una reazione ostile da parte delle fazioni rivali, tra cui il capogruppo socialista al Senato, Patrick Kanner, il quale ha detto che il suo partito si impegnerà a contenere la «camera degli orrori» che entrerò in Senato.
La Le Pen ha accusato Kanner di «disonorarsi» e di insultare sia i senatori neoeletti sia i funzionari locali che li hanno votati.
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Immagine di pubblico dominio CCo via Wikimedia
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Il leader serbo bosniaco antioccidentale Dodik festeggia la vittoria elettorale
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Politica
Il Brasile va alle urne: Bolsonaro jr. vince su Lula
Il figlio di Bolsonaro ha vinto primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, superando il presidente uscente di sinistra Lula. Il ballottagio pre la carica di presidente del grande Paese sudamericano è previsto per il 25 ottobre,
Il 45enne Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex capo di Stato brasiliano, ha ottenuto il 47,06% dei voti, contro il 45,12% del veterano della sinistra Luiz Inacio Lula da Silva, 80 anni, a spoglio quasi concluso. Lo scarto ridotto dimostra che il più grande Paese dell’America Latina resta profondamente polarizzato, tra accuse reciproche di golpe o di brogli.
Se Flavio Bolsonaro dovesse prevalere al secondo turno, il Brasile si unirebbe all’ondata conservatrice che, incoraggiata dal presidente americano Donald Trump, ha già mietuto vittorie nella regione, in Argentina, in Colombia o in Perù.
Domenica sera si è detto «molto soddisfatto» del risultato e fiducioso nella vittoria. Ha ringraziato i suoi elettori per avergli dato «un voto di fiducia per il cambiamento», ritenendo che «il Brasile non ne possa più».
Si presenta come una versione «più moderata» di suo padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, che lo aveva designato candidato dopo essere stato condannato a 27 anni di carcere per un tentativo di colpo di Stato contro Lula nel 2022. A quasi 81 anni, lo storico leader della sinistra punta a un quarto mandato non consecutivo. Durante la campagna ha sventolato la bandiera della sovranità e ha invitato il suo omologo statunitense a non «immischiarsi» nelle elezioni brasiliane.
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Bolsonaro jr. ha mantenuto il sangue freddo anche dopo la notizia di essere indagato per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento di un film in onore del padre, malato di cancro, che l’anno passato era stato arrestato dalla polizia a Brasilia mentre ancora era ai domiciliari. La Corte Suprema brasiliana, guidata dall’acerrimo nemico dei Bolsonaro giudice Alexandre de Moraes, aveva bloccato la richiesta di scarcerazione anticipata di Bolsonaro senior cinque mesi fa.
Il Brasile ha inoltre assistito a una vera e propria ondata conservatrice alle elezioni legislative, in particolare al Senato, dove l’ex first lady Michelle Bolsonaro è stata eletta a larga maggioranza, così come Carlos Bolsonaro, fratello di Flavio. Circa 160 milioni di elettori erano chiamati alle urne. L’astensionismo, in un Paese in cui il voto è obbligatorio, si è attestato al 21%, praticamente lo stesso dato del 2022.
Come riportato da Renovatio 21, il fratello Eduardo Bolsonaro, già deputato, tre mesi fa è stato condannato, sempre dalla Corte Suprema di De Moraes, a quattro anni di carcere per aver esercitato pressioni su autorità straniere – ovvero il governo degli Stati Uniti – al fine di ottenere sanzioni contro le istituzioni brasiliane, in particolare la magistratura e alcuni esponenti della Procura Generale.
La Corte federale suprema del Brasile aveva ampliato le restrizioni nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, arrivando a vietare ora la diffusione delle sue interviste sulle piattaforme dei social media. Gli USA erano scesi ora in campo direttamente contro De Moraes, revocandogli il visto per il Paese, una mossa inaspettata ed inedita da parte della segreteria di Stato USA guidata da Marco Rubio.
A luglio 2025 il presidente statunitense Donald Trump – che durante il suo primo mandato aveva coltivato stretti legami con Bolsonaro – aveva definito la persecuzione dell’ex alleato da parte del governo Lula una «caccia alle streghe», imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti brasiliani. Tuttavia, all’inizio di questo mese Washington ha iniziato a mitigare alcune di quelle tariffe.
Il padre jair Bolsonaro tre anni fa era era stato pure incriminato per falsificazione dello status vaccinale. L’opposizione di Bolsonaro ai vaccini mRNA si manifestò in proteste dirette con il direttore dell’OMS Tedros Ghebreyesus e con commenti subitanei che descrivevano l’impunità programmatica dei produttori di vaccini anti-COVID anche qualora i sieri possano «trasformarti in una donna barbuta, o in un alligatore jacaré».
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Immagine di Agência Senado via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Assassina nel braccio della morte sopravvive a una doppia iniezione letale: nuova eroina delle donne ripaganizzate?
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🚨 JUST IN: President Trump speaks out on the FAILED execution of Christa Pike in Tennessee last night
“That was an execution where the medication didn’t exactly work. It shouldn’t be very difficult!” We need to make this MUCH EASIER and just DISPATCH THE FIRING SQUAD! Come… pic.twitter.com/HbG95GO8HH — Nick Sortor (@nicksortor) October 1, 2026
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