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Cardinale Filoni: il «diplomatico ombra» lascia il Collegio cardinalizio

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Il 15 aprile 2026 ha segnato una svolta per la Curia romana. Nel giorno del suo ottantesimo compleanno, il cardinale italiano Fernando Filoni ha perso il diritto di voto in qualsiasi futuro conclave. Questa uscita dalle fila degli «elettori» riporta il Sacro Collegio alla soglia dei 120 membri, un limite fissato mezzo secolo fa da Paolo VI, ma contestato da papa Francesco.

 

Diplomatico di lungo corso, esperto delle questioni più urgenti della Santa Sede e figura di spicco dell’Ordine del Santo Sepolcro, Fernando Filoni si ritira dalla lista dei cardinali elettori. Nato in Puglia nel 1946, Fernando Filoni, talvolta soprannominato dai colleghi «il diplomatico ombra» per la sua discrezione ed efficacia, lascia la scena politica mentre la Chiesa attraversa un periodo di transizione sotto il pontificato di Leone XIV.

 

Testimone di crisi globali

La carriera di Fernando Filoni si legge come un atlante delle zone di conflitto degli ultimi quarant’anni. Entrato nel servizio diplomatico nel 1981, ha viaggiato per il mondo, dal Brasile alle Filippine, passando per lo Sri Lanka e l’Iran. Ma è il suo periodo in Iraq che rimarrà impresso nella storia.

 

Unico diplomatico occidentale a rimanere a Baghdad sotto i bombardamenti durante l’offensiva americana del 2003, ha incarnato l’incrollabile presenza della Santa Sede nel cuore del caos. Questa esperienza in Iraq gli ha fatto guadagnare la piena fiducia di Benedetto XVI, che lo nominò Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, e in seguito di Francesco, che lo inviò come inviato speciale presso le popolazioni in fuga dallo Stato Islamico (ISIS) nel 2014.

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Messo da parte da papa Francesco

Sebbene creato cardinale nel 2012 da Benedetto XVI, mons. Filoni, un vero romano d’adozione, ha saputo destreggiarsi con abilità tra diverse prospettive. Prefetto della potente Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli per otto anni, ha supervisionato le diocesi di paesi di quello che oggi viene definito il Sud del mondo. Tuttavia, si dice che le sue presunte riserve sulla politica di apertura di papa Francesco verso la Cina abbiano accelerato il suo trasferimento alla guida dell’Ordine del Santo Sepolcro nel 2019.

 

Approfittando di questo allontanamento, il suo nuovo ruolo gli ha permesso di diventare una voce morale autorevole per la Terra Santa, in particolare dallo scoppio del conflitto a Gaza nel 2023. Durante il recente conclave della primavera del 2025, il suo nome è stato addirittura menzionato come possibile «papa di transizione» o papa di consenso.

 

Tuttavia, dopo l’elezione di Leone XIV, l’arcivescovo Filoni ha descritto le priorità della Chiesa come segue: «Intensificare le relazioni ecumeniche e il dialogo interreligioso», sottolineando i nuovi percorsi tracciati dal Concilio. «La Chiesa ha percorso un cammino di sinodalità, collegialità e rafforzamento delle conferenze episcopali. Credo che questo cammino debba essere consolidato». Tutti questi approcci sono stati sinonimo di fallimento per oltre mezzo secolo.

 

È impossibile non pensare a Jean Guitton, che riportava questa frase di papa Paolo VI, a giustificazione del suo modo di governare la Chiesa: «per governare una barca ci sono due remi; quindi, per governare bene la barca, una remata a destra e, un po’ più tardi, una remata a sinistra». Una sorprendente tecnica di navigazione che equivale a girare in tondo senza mai fermarsi: abbastanza da far girare la testa.

 

Ritorno alla soglia dei 120

Il passaggio del cardinale Filoni al rango di non elettori (portando il loro numero a 123, rispetto ai 120 elettori) segnala un ritorno al limite numerico stabilito da Paolo VI nella sua costituzione Romano Pontifici Eligendo del 1975.

 

Sebbene il Collegio cardinalizio contasse 135 elettori al momento dell’elezione di Leone XIV lo scorso anno, questo graduale declino verso il limite canonico solleva interrogativi sulla strategia per le future nomine.

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

 

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Immagine di Simon Liu / 總統府 (Office of the President) via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

 

 

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La Chiesa nega i funerali ai massoni. Per fortuna

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Recentemente ha fatto scalpore la notizia che in Italia sono state sospese due cerimonie funebri cattoliche destinate a persone appartenenti alla massoneria, applicando le norme previste dal diritto canonico.   Il 7 e l’8 agosto, due vescovi cattolici, rispettivamente a Roma e nella diocesi di Ventimiglia-Sanremo, hanno deciso di interrompere le celebrazioni religiose già programmate per due uomini la cui appartenenza alla massoneria era stata resa pubblica poco prima dei funerali. A Roma, il cardinale Baldassarre Reina, vicario generale del Papa per la diocesi di Roma, ha negato il permesso di celebrare la messa funebre per il musicista Bruno Battisti D’Amario – compositore e chitarrista noto per aver collaborato con il Maestro Ennio Morricone in numerose sue colonne sonore – dopo che il Grande Oriente d’Italia ne aveva reso nota l’appartenenza alle proprie fila.

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Il giorno seguente il vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo ha annullato un altro funerale cattolico, motivando la decisione con riferimento al canone 1184 del Codice di Diritto Canonico e con il precedente costituito dal caso avvenuto a Roma. Il Corriere della Sera ci dice che il porporato «ha disposto la sospensione delle esequie ecclesiastiche di Mario Tarducci, 73 anni, già maestro venerabile della loggia massonica Mimosa n. 985 all’Oriente di Bordighera, i cui funerali erano previsti stamani nella chiesa di San Marco Evangelista a Camporosso».   Nel giustificare la propria decisione, il vescovo ha chiarito che l’appartenenza del defunto alla loggia massonica è stata conosciuta «solo ad esequie già fissate», tramite articoli apparsi sui giornali locali e le partecipazioni di cordoglio esposte pubblicamente, nelle quali veniva indicato il ruolo di Tarducci quale «venerabile maestro».   «Battisti D’Amario era infatti fondatore di una loggia romana del Grande Oriente d’Italia e autore dell’inno ufficiale dell’organizzazione massonica» riporta La Repubblica. «Proprio queste informazioni, diffuse attraverso una nota pubblicata dal Grande Oriente d’Italia dopo la sua morte, hanno portato alla decisione delle autorità ecclesiastiche».   Il rettore della Chiesa degli Artisti, dove si sarebbe dovuta svolgere la funzione funebre, monsignor Antonio Staglianò, ha dichiarato: «Sono stato allertato dalla Segreteria di Stato che mi ha girato l’articolo del Grande Oriente d’Italia rivelando l’identità massonica apicale del chitarrista D’Amario. Ho chiamato il cardinale chiedendogli di farmi mandare dall’ufficio giuridico una dichiarazione circa l’impossibilità di celebrare le esequie in chiesa. Cosa che il cardinale vicario ha fatto».   La vicenda riporta inevitabilmente alla storica posizione della Chiesa cattolica nei confronti della massoneria, una posizione che affonda le proprie radici nel magistero di Leone XIII. Nell’occasione vale la pena rileggere qualche passaggio dell’enciclica Humanum genus dei Leone XIII, pubblicata il 20 aprile 1884:   «Vedemmo e sentimmo vivamente nell’animo la necessità di opporCi, quanto fosse possibile, con la Nostra autorità a male si grande. E colta bene spesso opportuna occasione, venimmo svolgendo or l’una or l’altra di quelle capitali dottrine, in cui il veleno degli errori massonici pareva che fosse più intimamente penetrato. Così con la Lettera Enciclica Quod Apostolici muneris, sfolgorammo i mostruosi errori dei Socialisti e Comunisti: con l’altra Arcanum prendemmo a spiegare e difendere il vero e genuino concetto della famiglia, che ha l’origine e sorgente sua nel matrimonio: con quella che incomincia Diuturnum ritraemmo l’idea del potere politico, esemplata ai principi dell’Evangelo, e mirabilmente consentanea alla natura delle cose e al bene dei popoli e dei sovrani».   «Ora poi, ad esempio dei Nostri Predecessori, Ci siam risoluti di prender direttamente di mira la stessa società Massonica nel complesso delle sue dottrine, dei suoi disegni, delle sue tendenze, delle sue opere, affinché, meglio conosciutane la malefica natura, ne sia schivato più cautamente il contagio».

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Al di là della vicenda che ha riguardato le sue esequie, merita di essere ricordata anche la lunga e prestigiosa carriera di Bruno Battisti D’Amario, figura di rilievo della musica italiana. Chitarrista, compositore e arrangiatore, si forma al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, conseguendo il diploma sia in chitarra sia in composizione.   Durante gli anni della formazione entra in contatto con Ennio Morricone, con il quale inizia una collaborazione destinata a segnare profondamente la sua carriera. D’Amario partecipa come chitarrista alla realizzazione di numerose incisioni e di alcune tra le più celebri colonne sonore del cinema italiano. La sua chitarra è presente in importanti film musicati da Morricone, tra cui Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta il West, Il mio nome è Nessuno, Sacco e Vanzetti e Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto.  

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La sua attività non si limita al cinema. Tra gli anni Sessanta e Settanta D’Amario collabora con numerosi protagonisti della musica italiana, partecipando alle incisioni di brani interpretati, tra gli altri, da Gianni Morandi, Domenico Modugno, Rita Pavone, Luigi Tenco e Riccardo Cocciante. Lavora con importanti compositori e direttori d’orchestra, tra cui Armando Trovajoli, con il quale prende parte alla celebre commedia musicale Rugantino.   Entra a far parte dell’Orchestra della RAI e, nel corso della sua carriera, si dedica anche alla produzione discografica e all’attività di arrangiatore. A partire dal 1969 realizza alcuni album strumentali dedicati alla chitarra e, successivamente, collabora con Nicola Piovani, partecipando anche alla registrazione di due importanti album di Fabrizio De André: Non al denaro, non all’amore né al cielo e Storia di un impiegato.     Al posto del rito funebre è stato consentito un momento di raccoglimento e preghiera. Sempre secondo il quotidiano del fu «laico» Eugenio Scalfari, il gesto è stato autorizzato «come atto di carità cristiana e come segno della speranza che noi cattolici possiamo nutrire per tutti», ha dichiarato monsignor Staglianò.   Occorre rammentare cosa dice il diritto canonico (Can. 1184) in merito:   «1) Se prima della morte non diedero alcun segno di pentimento, devono essere privati delle esequie ecclesiastiche: 1° quelli che sono notoriamente apostati, eretici, scismatici; 2° coloro che scelsero la cremazione del proprio corpo per ragioni contrarie alla fede cristiana; 3° gli altri peccatori manifesti, ai quali non è possibile concedere le esequie senza pubblico scandalo dei fedeli. 2) Presentandosi qualche dubbio, si consulti l’Ordinario del luogo, al cui giudizio bisogna stare».   La decisione riporta alla luce la storica incompatibilità tra appartenenza alla Chiesa cattolica e adesione alla massoneria, ribadita più volte dal Magistero e confermata anche negli ultimi decenni dalla Santa Sede. Secondo la dottrina cattolica, l’iscrizione alle associazioni massoniche resta incompatibile con la fede cristiana e impedisce l’accesso ai sacramenti.

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Alcune alte cariche ecclesiastiche rimarcano questo pericolo per Chiesa Cattolica, come il vescovo texano Joseph Strickland, che ha recentemente lanciato un avvertimento pubblico sull’incompatibilità della Massoneria con la fede cattolica. «È ora che ogni cattolico abbia ben chiaro che la Massoneria è INCOMPATIBILE con la nostra fede cattolica», aveva dichiarato il vescovo emerito di Tyler.   Come riportato da Renovatio 21, anche il vicario generale della diocesi di Evansville, nell’Indiana, ha ribadito con forza ai cattolici che la Chiesa non consente ai suoi membri di aderire alle logge massoniche: «non possiamo sostenere le organizzazioni … che si oppongono alla Chiesa cattolica e hanno la sua caduta come uno dei loro obiettivi». Come ricordava Papa Leone XIII, la massoneria ha il desiderio di «Voler distruggere la religione e la Chiesa fondata da Dio stesso, e da Lui assicurata di vita immortale».   La carriera del chitarrista romano è di tutto rispetto e lo eleva a uno dei più talentuosi musicisti italiani; ma, al cospetto di Dio, il curriculum terreno non conta nulla.    Concludo con le parole di Leone XIII: «Per quanto infatti sia grande negli uomini l’arte di fingere e l’uso di mentire, egli è impossibile che la causa non si manifesti in qualche modo pe’ suoi effetti. “Non può un albero buono dar frutti cattivi, né un albero cattivo frutti buoni” (Mt, 7, 18). Ora della Massonica sètta esiziali ed acerbissimi sono i frutti. Imperocché dalle non dubbie prove che abbiamo testè ricordate apparisce, supremo intendimento dei Frammassoni esser questo: distruggere da capo a fondo tutto l’ordine religioso e sociale, qual fu creato dal Cristianesimo, e pigliando fondamenti e nome dal Naturalismo, rifarlo a loro senno di pianta».  

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 Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia  
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Studiosa ebrea eletta a capo dell’Associazione Biblica Cattolica americana

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Una studiosa ebrea del Nuovo Testamento, recentemente eletta presidente della Catholic Biblical Association (CBA), associazione cattolica per lo studio della Bibbia, ha dichiarato che uno dei suoi principali obiettivi è contrastare le interpretazioni, a suo dire antiebraiche, delle Scritture cristiane. Lo riporta LifeSite.

 

La professoressa Amy-Jill Levine ricoprirà la carica di presidente dell’associazione per l’anno 2026-2027. Nell’annunciare la sua elezione, la CBA ha sottolineato che Levine è stata la prima studiosa ebrea a insegnare il Nuovo Testamento presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma nel 2019 e che il suo «solido rapporto con Roma è testimoniato soprattutto dalle tre udienze avute con papa Francesco».

 

Secondo un articolo del National Catholic Reporter (NCR) che ne celebrava l’elezione, la Levine ha sostenuto che molti membri del clero «continuano a basarsi su commentari appresi durante la loro formazione in seminario decenni fa, piuttosto che su ricerche più recenti sul contesto ebraico di Gesù, dei farisei e dei Vangeli».

 

«Vorrei che questo materiale migliore arrivasse nelle mani di coloro che parlano ai fedeli, nelle mani di chi insegna studi biblici agli adolescenti o ai bambini nelle scuole parrocchiali, e che diventasse di uso comune», ha detto Levine a NCR. «Finora non è stato fatto».

 

«La Levine si è descritta come “un’ospite in questa casa”» continuava l’articolo del NCR. Il suo approccio agli studi ebraico-cristiani non consiste nel contestare le dottrine cattoliche, ha affermato, ma nell’esaminare il contesto storico e umano in cui è emerso il cristianesimo».

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«Per la Levine, questo approccio storico non sminuisce la fede cattolica. Al contrario, afferma, può approfondire la teologia cattolica prendendo “con la massima serietà l’umanità di questa persona (Gesù Cristo) che la Chiesa proclama Dio”»

 

«La Levine ha avuto una brillante carriera accademica e nel campo delle relazioni ebraico-cristiane» continua la testata cattolica. «È autrice o coautrice di oltre 20 libri, tra cui The Misunderstood Jew: The Church and the Scandal of the Jewish Jesus (2006) [«L’ebreo incompreso: la Chiesa e lo scandalo del Gesù ebreo», ndr], nominato tra i migliori libri da Publishers Weekly, The Bible With and Without Jesus: How Jews and Christians Read the Same Stories Differently (2020) [«La Bibbia con e senza Gesù: come ebrei e cristiani leggono le stesse storie diversamente», ndr], scritto in collaborazione con Marc Brettler e acclamato dalla critica, e The Jewish Annotated New Testament (2011 e 2017) [«Il Nuovo Testamento ebreo annotato», ndr], di cui è stata co-curatrice insieme a Brettler.

 

Tra i numerosi premi e riconoscimenti ricevuti, figurano l’elezione a membro dell’American Academy of Arts and Sciences e sei lauree honoris causa».

 

La Levine è cresciuta a North Dartmouth, nel Massachusetts, in un quartiere prevalentemente cattolico-portoghese, e ha descritto il suo primo approccio alle tradizioni cristiane in quel contesto. La Levine è stata eletta all’American Academy of Arts and Sciences nel 2021. Ha ricevuto il primo premio Seelisberg nel 2022 per il suo contributo alle relazioni ebraico-cristiane e il Bridge Award del Council of Christians and Jews nel 2022. È stata premiata con l’Hubert Walter Award for Reconciliation and Interfaith Cooperation nel 2023 dall’Arcivescovo di Canterbury. È stata eletta all’Academia Europaea nel 2024. L’American Academy of Arts and Sciences la elenca tra i membri della Sezione di Filosofia e Studi Religiosi eletti nel 2021

 

È membro della Congregazione Sherith Israel di Nashville, una sinagoga ortodossa, e si è definita una affiliata ortodossa «non ortodossa».

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 Immagine di Concord via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine modificata

 

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L’Assunzione della Madre di Dio

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Il termine «Assunzione» significa: essere elevati al Cielo in virtù di una potenza che non appartiene primariamente alla Vergine. Tuttavia, questa potenza le appartiene in virtù delle qualità del corpo glorificato. Si tratta quindi di un processo il cui punto di partenza è la presenza del corpo sulla terra e il cui fine è la presenza del corpo unito all’anima in Cielo.   La questione di cosa comprenda il termine «dormizione» della Vergine Maria – morte o semplicemente sonno – non viene qui esaminata. Entrambe le interpretazioni sono accettate; il Magistero non si è ancora pronunciato su questo punto.   La tradizione è mirabilmente riassunta da Papa Pio XII nella bolla che definisce il dogma.  

Il sacrificio dei Padri della Chiesa

San Gregorio di Tours: «Gesù apparve loro di nuovo e, raccogliendo in una nuvola questo sacro corpo [della Vergine], lo fece trasportare in paradiso, dove ora, avendo assunto la sua anima, Maria gode con gli eletti di Dio delle benedizioni dell’eternità che nessuna fine può raggiungere».   Modesto di Gerusalemme: «Cristo l’ha risuscitata dai morti e l’ha fatta salire per stare con Lui in un luogo noto solo a Lui».   San Giovanni Damasceno è anche testimone dell’Assunzione della Vergine.

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Magistero

Papa Pio XII dichiara nella Costituzione Apostolica Munificentissimus Deus: «affermiamo, dichiariamo e definiamo come dogma divinamente rivelato che l’Immacolata Madre di Dio, Maria sempre Vergine, dopo aver completato il corso della sua vita terrena, fu assunta in corpo e anima nella gloria celeste” (DzS 3903). Non vi è alcun accenno al fatto della morte, né alle circostanze.   È una questione di fede che la Vergine, al termine della sua vita terrena, sia stata assunta in Cielo con il corpo e l’anima.   I Padri e i teologi dimostrano l’alta pertinenza di questo mistero   La dignità di Madre di Dio è il fondamento di tutti i privilegi della Vergine: essa spiega anche l’Assunzione.   La pienezza della grazia e l’Immacolata Concezione spiegano perché la Madre di Dio fu esentata dalla corruzione del sepolcro: esentata dalle maledizioni di Eva.   Una partecipazione unica alla Redenzione richiede una partecipazione unica ai frutti della Redenzione.   La vittoria dell’Immacolata Concezione sul peccato deve essere completa. Ma la morte è il prezzo del peccato. E se la Vergine, con Cristo, consegue una vittoria completa sul peccato, questa vittoria deve includere il trionfo sulla morte: come minimo, una risurrezione anticipata.   Anche la pietà filiale di Gesù richiede una grazia di questa natura, così come richiede una speciale apparizione di Gesù risorto a Maria, alla quale apparve nella notte di Pasqua.   Se la Madonna non è attualmente in vita in Cielo, non si può dire che Gesù sia figlio di Maria, poiché sua Madre non c’è più, la morte ha dissolto la sua natura e la sua persona di essere umano. È una persona umana che rappresenta la fine della discendenza terrena di Gesù.   Nelle considerazioni per la definizione del dogma, Pio XII utilizza il principio di attribuzione dei privilegi: il più perfetto deve essere presunto nella Beata Vergine. Pertanto, l’Assunzione della Beata Vergine Maria in Cielo corona i suoi privilegi di singolare purezza.   Concepito senza peccato e in stato di grazia, concependo verginalmente il Figlio di Dio e rimanendo esente dalla degradazione del sepolcro, la Vergine sfuggì così a tutte le occasioni di corruzione, colpevoli o meno, che hanno afflitto l’umanità dal peccato originale.   Articolo previamente apparso su FSSPX.News

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Immagine: Tiziano Vecellio (1490-1576), Assunzione di Maria (1516-1518), Chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari, Venezia Immagine di pubblico dominio CCo via Wikimedia  
   
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