Persecuzioni
Birmania, un’altra chiesa distrutta dai bombardamenti
A Falam, nella diocesi di Hahka, nello stato di Chin, l’8 aprile la chiesa di Cristo Re è stata distrutta dai bombardamenti aerei dell’esercito regolare. Era stata costruita di recente, con grandi sacrifici, per soddisfare le esigenze della comunità cattolica, che conta circa un migliaio di fedeli.
I raid aerei dell’esercito regolare hanno distrutto un’altra chiesa cattolica a Chin, l’unico stato a maggioranza cristiana della Birmania, scrivendo un nuovo tragico capitolo nella guerra civile tra la giunta militare e le forze di resistenza, che continua a colpire duramente i cristiani e i loro luoghi di culto.
Lo scorso febbraio, l’esercito birmano ha effettuato raid aerei e danneggiato la chiesa cattolica del Sacro Cuore di Gesù a Mindat, nello stesso Stato di Chin, che sarebbe diventata la cattedrale della nuova diocesi di Mindat, eretta il 25 gennaio 2025 da Papa Francesco.
Come riferiscono all’Agenzia Fides fonti della diocesi di Hakha – situata in una zona in cui le linee elettriche e telefoniche sono interrotte o funzionano a intermittenza – il tetto della chiesa e l’interno sono devastati, ma i muri dell’edificio sono ancora in piedi.
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La cappella esisteva già da 75 anni e la nuova chiesa l’ha sostituita nel novembre 2023. Nel mezzo della guerra civile, i parrocchiani hanno avuto la gioia di avere un luogo in cui pregare e celebrare i sacramenti, un’oasi spirituale in mezzo alla violenza. “C’è grande tristezza nella comunità in questo momento, ma anche volontà e determinazione a ricostruire”, afferma la fonte dell’Agenzia Fides.
Il bombardamento rientra nel conflitto in corso per la città di Falam, che negli ultimi nove mesi è stata oggetto di combattimenti tra l’esercito, che controllava la città, e la Chinland Defence Force (CDF), milizie locali formate nello Stato di Chin in opposizione alla giunta militare.
Le CDF hanno circondato la città e, dopo pesanti combattimenti, hanno costretto l’esercito alla fuga, prendendo il controllo di Falam. Poi, come in molte altre circostanze simili della guerra civile birmana, l’esercito ha bombardato dal cielo o con l’artiglieria, colpendo indiscriminatamente case, edifici pubblici o luoghi di culto.
Secondo la Chin Human Rights Organization, dal 2021, durante la guerra civile, almeno 107 edifici religiosi, tra cui 67 chiese, sono stati distrutti dai bombardamenti militari nello Stato di Chin.
Venerdì 11 aprile, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha condannato le continue operazioni dell’esercito birmano, nonostante il cessate il fuoco annunciato dopo un forte terremoto che ha causato 3.354 morti, secondo l’ultimo rapporto pubblicato il 5 aprile, e ha causato una vasta distruzione.
Articolo previamente pubblicato su FSSPX.News
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Immagine da FSSPX.News
Persecuzioni
Cantante New Age si esibisce in un «concerto rituale» sciamanico in una chiesa medievale spagnola
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Persecuzioni
Ucraino accoltella cinque persone in un convento polacco
Un uomo ucraino ha accoltellato cinque persone in un convento cattolico nel Sud-Est della Polonia. Lo ha riportato la polizia locale.
L’aggressione è avvenuta intorno alle 9:30 di giovedì mattina in una chiesa dell’abbazia delle suore benedettine a Jarosław, nella regione della Podkarpackie, al confine con l’Ucraina. I la stampa del posto riferito che il clero si stava preparando alla messa quando l’attentatore ha colpito.
Le vittime sono quattro uomini e una donna, ha comunicato la polizia su X, precisando che tre uomini hanno riportato ferite gravi. Il portale Interia ha identificato le vittime come tre sacerdoti e due laici.
La stampa locale, citando fonti di polizia, hanno scritto che una delle vittime, un ecclesiastico, è morta, mentre altre due si trovano in condizioni critiche.
W czwartek przed południem na ul. Benedyktyńskiej w Jarosławiu na Podkarpaciu 31-letni mężczyzna ranił nożem czerech mężczyzn i kobietę.
Jedna z ranionych osób zmarła. Sprawca został zatrzymany, poszkodowani trafili do szpitala.
Stan dwóch osób przebywających w miejscowym… pic.twitter.com/4DrP2IC8dF
— Polska Agencja Prasowa/Polish Press Agency (PAP) (@PAPinformacje) September 24, 2026
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Il presunto aggressore, un cittadino ucraino di 31 anni, è stato bloccato sul posto. Secondo le prime indagini riportate dalla stampa polacca, si ritiene che abbia usato un coltello da cucina. Gli inquirenti non hanno ancora stabilito il movente.
L’episodio si inserisce in un netto peggioramento dell’atteggiamento dei polacchi verso i rifugiati ucraini. Un rapporto di luglio dell’istituto di sondaggi CBOS ha rilevato che, per la prima volta da quando monitora il tema, la maggioranza dei polacchi è contraria all’accoglienza dei rifugiati: il 52% si oppone e il 42% è favorevole. Il sostegno era al 94% poco dopo l’escalation del conflitto in Ucraina nel 2022.
Varsavia ha anche iniziato a ridurre alcune delle misure speciali introdotte per gli ucraini dopo il 2022. All’inizio di quest’anno la Polonia ha chiuso il sistema separato di sostegno ai rifugiati, inserendo gli ucraini nel regime generale per gli stranieri sotto protezione temporanea e limitando l’accesso ad alcuni benefici.
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa uno studio aveva dimostrato che il 2024 aveva visto un record di matrimoni tra polacchi e donne ucraine.
Secondo i dati CBOS pubblicati a settembre, la quota di polacchi che ritiene possibile una riconciliazione con gli ucraini è scesa al minimo storico del 53%, mentre il 38% la considera impossibile. Il sondaggio è stato realizzato in un clima di controversie storiche ancora aperte, in particolare sui massacri di polacchi in Volinia durante la Seconda guerra mondiale e sull’eredità dell’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA).
Come riportato da Renovatio 21, in settimana il capo dell’opposizione polacca Jaroslav Kazynski ha dichiarato che per trascinare la Polonia in guerra con la Russia il presidente ucraino Zelens’kyj aveva addirittura messo sul piatto la possibilità di formare un unico Stato-crasi di Kiev e Varsavia.
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Immagine di Emde-project via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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Francia: I conventi scompariranno?
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