Guerra cibernetica
WhatsApp avverte: nuovo attacco da parte di una società di spyware israeliana
La popolare piattaforma di messaggistica di Meta, WhatsApp, ha avvisato circa 100 giornalisti e membri della società civile di possibili violazioni dei dispositivi che coinvolgono spyware della società israeliana Paragon Solutions. Lo riporta l’agenzia Reuters, citando un funzionario dell’azienda.
Secondo WhatsApp, è probabile che questi individui siano stati compromessi tramite un attacco zero-click, probabilmente avviato tramite un PDF dannoso inviato nelle chat di gruppo.
L’identità degli aggressori rimane sconosciuta, sebbene il software di Paragon sia solitamente utilizzato da clienti governativi. Dopo aver rilevato e interrotto lo sforzo di hacking, WhatsApp ha inviato una lettera di cessazione e desistenza a Paragon. L’incidente è stato segnalato alle forze dell’ordine e a Citizen Lab, un ente canadese di controllo di Internet.
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Reuters sostiene che Paragon ha rifiutato di commentare le accuse.
Il ricercatore del Citizen Lab John Scott-Railton ha dichiarato all’agenzia di stampa che l’incidente «ci ricorda che lo spyware mercenario continua a proliferare e, mentre ciò accade, continuiamo a vedere modelli familiari di utilizzo problematico».
Il sito web di Paragon pubblicizza «strumenti, team e approfondimenti basati sull’etica per interrompere minacce intrattabili» e afferma di vendere solo a governi di paesi democratici stabili. I prodotti dell’azienda includono Graphite, uno spyware che consente l’accesso totale al telefono.
Nonostante le affermazioni di Paragon sulle pratiche etiche, le scoperte di WhatsApp suggeriscono il contrario, ha detto a Reuters Natalia Krapiva, consulente legale senior per la tecnologia presso Access Now. Ha sottolineato che tali abusi non sono incidenti isolati, affermando: «non è solo una questione di alcune mele marce: questi tipi di abusi (sono) una caratteristica dell’industria dello spyware commerciale».
Questo incidente segue una serie di sfide legali contro le aziende di spyware israeliane. Nel dicembre 2024, un giudice statunitense ha stabilito che NSO Group, il produttore dello spyware Pegasus, era responsabile per aver hackerato i telefoni di 1.400 individui tramite WhatsApp nel maggio 2019, violando le leggi statali e federali statunitensi sull’hacking e i termini di servizio di WhatsApp. Un processo separato a marzo determinerà quali danni NSO Group deve a WhatsApp.
Documenti legali provenienti dal contenzioso statunitense in corso tra NSO Group e WhatsApp hanno rivelato che è il produttore di armi informatiche israeliano NSO Group, non i suoi clienti governativi, a installare ed estrarre informazioni utilizzando il suo spyware. Questa divulgazione contraddice la precedente affermazione di NSO secondo cui solo i clienti gestiscono il sistema senza il coinvolgimento diretto di NSO.
Come riportato da Renovatio 21, a luglio 2024 Apple aveva avvertito gli utenti iPhone in 98 Paesi di attacchi spyware in arrivo sugli iPhone.
Il gruppo di difesa dei diritti umani Amnesty International aveva segnalato di aver scoperto la presenza di Pegasus, uno spyware altamente invasivo sviluppato dalla società israeliana NSO Group, sugli iPhone di importanti giornalisti indiani. Pegasus è stato sospettato di essere utilizzato anche contro una giornalista russa residente in Lituania, e di aver spiato lo stesso Benjamin Netanyahu.
Pegasus, che di fatto si impadronisce dello smartphone attaccato senza bisogno che l’utente clicchi alcunché, è al centro di polemiche internazionali e pure nazionali interne allo Stato ebraico.
Come riportato da Renovatio 21, Israele a inizio 2022 ha rifiutato la vendita di armi cibernetiche all’Ucraina o a Stati, come l’Estonia, che potrebbero poi rivenderle al regime Zelens’kyj.
A fine 2022 era emerso che centinaia di ex spie israeliane hanno ruoli di primo piano in Google, Facebook, Microsoft e Amazon.
Una lettera di Amnesty International, firmata da oltre 100 mila persone, chiede una moratoria internazionale sulla tecnologia di sorveglianza illegale.
Durante l’estate 2022 fu rilevato che il governo greco del primo ministro Kyriakos Mitsotakis cadde vittima di uno scandalo di iPhone hackerati, così da costituire la quarta crisi di governo di un Paese NATO (erano caduti i governi in Italia, Gran Bretagna, Estonia) nel giro di pochi giorni.
I giornali britannici hanno invece accusato la Russia di aver hackerato l’iPhone dell’ex premier britannica Liz Truss quando era ancora ministro degli Esteri.
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Immagine di Focal foto via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC 2.0
Guerra cibernetica
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Guerra cibernetica
Oltre 1.000 voli a terra in tutta la Gran Bretagna
Un problema al controllo del traffico aereo ha provocato disagi ai viaggi in tutta la Gran Bretagna martedì, con la cancellazione di oltre 1.000 voli e passeggeri bloccati per ore sulle piste e nei terminal degli aeroporti, secondo il sito di monitoraggio dei voli Flightradar24.
Il Servizio nazionale di controllo del traffico aereo britannico (NAS) ha dichiarato di aver risolto in serata un problema nel suo sistema di gestione dei voli, ma i ritardi si sono propagati in 15 aeroporti del Regno Unito e non solo, mentre compagnie aeree e scali si adoperavano per smaltire l’enorme arretrato di voli in ritardo.
Le partenze all’aeroporto di Londra Heathrow sono riprese, ma il trafficato scalo ha sospeso gli arrivi per il resto della notte a causa dei disagi e ha avvertito della possibilità di ulteriori ritardi.
Ufficialmente, la causa del blocco aereo totale è un guasto tecnico al sistema di elaborazione dei piani di volo di NATS (National Air Traffic Services), l’ente che gestisce il controllo del traffico aereo nel Regno.
Nel dettaglio, martedì 8 settembre 2026, a partire dalle 12:48 ora locale, l’interruzione nell’elaborazione automatica delle rotte ha costretto i controllori a passare alla gestione manuale, contingentando drasticamente i flussi in partenza per motivi di sicurezza. Il problema ha bloccato i decolli su larga scala in numerosi scali, coinvolgendo non solo Londra (Heathrow, Gatwick, Stansted, City) ma anche Aberdeen, Edimburgo, Manchester, Birmingham, Bristol, Nottingham East Midlands, Southend, Isola di Man e Jersey, con ripercussioni anche su Dublino, Cork e altri aeroporti europei come Parigi.
Il bilancio è stato pesante: secondo FlightRadar24 i voli cancellati hanno superato quota mille (1.055 entro le 20 di martedì sera, con altre centinaia il giorno successivo), coinvolgendo circa 65mila passeggeri solo per Ryanair e circa 10mila italiani. British Airways ha annullato o dirottato oltre 100 collegamenti.
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NATS ha dichiarato in serata di aver implementato una soluzione, ma i disagi sono proseguiti anche mercoledì 9 settembre, con altre decine di cancellazioni soprattutto a Heathrow. La ministra dei Trasporti Heidi Alexander si è scusata con i viaggiatori, mentre l’Autorità per l’aviazione civile britannica ha chiesto un rapporto completo sull’accaduto.
Va notato che non è un caso isolato: il sistema aeroportuale britannico ha già avuto crisi simili, come il guasto del luglio 2025 e soprattutto quello del marzo 2025, quando un incendio in una sottostazione elettrica aveva paralizzato Heathrow per 18 ore lasciando a terra centinaia di migliaia di passeggeri. Per questo il COO di Ryanair ha chiesto le dimissioni dell’amministratore delegato di NATS, criticando anche il rincaro del 28% delle tariffe di controllo dal 2022 a fronte di guasti tecnici sempre più frequenti.
È possibile ricordare i casi di altri blocchi totali del traffico aereo dovuti a, ci è stato detto, errori informatici del sistema.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa il sistema dell’aviazione canadese fu oggetto di un misterioso attacco hacker che lo paralizzò totalmente, poco dopo che uno stop fosse dato agli aerei delle Filippine e un «problema tecnico» (questa la versione ufficiale) mettesse a terra tutti gli aerei USA, evento che non ha avuto precedenti se non nelle ore dopo l’attentato dell’11 settembre 2001.
In quel caso, alcuni ipotizzarono un attacco di hacking di tipo ransomware, con riscatto pagato in bitcoin, il cui valore, in quelle ore, di fatto aumentò.
Come riportato da Renovatio 21, un attacco hacker ha colpito il mese scorso anche grandi aeroporti europei.
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Immagine Taking off from Heathrow by John Lucas via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Guerra cibernetica
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