Geopolitica
L’Occidente sta conducendo una «militarizzazione totale» per sconfiggere la Russia: il presidente serbo denuncia la «follia» in atto
In dichiarazioni di questo fine settimana, il presidente serbo Aleksandar Vucic è intervenuto e ha risposto alle continue richieste dei funzionari occidentali di inviare urgentemente più armi a Kiev. Vucic ha accusato l’Occidente di perseguire una politica di «militarizzazione totale» per sconfiggere la Russia, che mette la regione e il mondo sull’orlo del disastro e sull’orlo della Terza Guerra Mondiale.
«Quello che sta succedendo adesso è una follia», ha detto ai media regionali. «Tutti pensavano che Putin sarebbe stato sconfitto facilmente. Ora vedono che non è così».
«La tendenza attuale va verso la militarizzazione totale e il quintuplo incremento sotto tutti i punti di vista», ha dichiarato inoltre il presidente serbo durante la visita all’Istituto Tecnico Militare di Belgrado.
Sostieni Renovatio 21
Il Vucic ha anche messo in guardia contro l’invio di truppe da parte dei paesi europei in Ucraina per affrontare le forze russe, affermando che ciò aggraverebbe immediatamente e imprevedibilmente la guerra.
La settimana scorsa il presidente ucraino Zelens’kyj ha visitato l’Albania, da dove ha lanciato un appello per più armi dai paesi balcanici, spingendo l’idea che tutti gli Stati balcanici amici dell’Occidente dovrebbero avere un percorso verso l’UE e la NATO. Le dichiarazioni del vertice di Kiev arrivavano quando il presidente francese Emmanuel Macron ventilava apertis verbis la possibilità che truppe occidentali si schierassero in Ucraina.
L’Albania è considerata il principale rivale regionale della Serbia, che è Nazione stretta alleata e amica di Mosca.
Jahja Muhasilovic, analista politico dei Balcani, aveva commentato il raro viaggio di Zelenskyj nei Balcani dicendo che «l’Albania è nota per essere uno dei più convinti sostenitori della limitazione dell’influenza della Russia qui nella regione». «In un certo senso, la visita di Zelenskyj in Albania ha questa connotazione geopolitica. Probabilmente conta sul fatto che i Paesi dei Balcani occidentali non li aiutino militarmente perché sono limitati, ma attraverso il loro ruolo di lobbying che possono svolgere per continuare l’armamento dell’Ucraina. truppe», ha spiegato.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Come riportato da Renovatio 21, l’Italia pare essere già schierata nel teatro balcanico: il premier Giorgia Meloni aveva prima alzato la voce quando truppe italiane del contingente KFOR erano state ferite in un moto dei serbi kosovari, poi l’estate scorsa ha compiuto un bizzarro, enigmatico viaggio privato dal premier albanese Edi Rama, risaputo uomo proveniente dalle file dello speculatore internazionale Giorgio Soros.
Curiosamente, l’Italia ora tratta di progetti di smistamento dell’immigrazione con l’Albania di Rama, che è stato legato alle fondazioni del Soros, l’uomo che più di tanti altri ha fatto per promuovere l’immigrazione di massa in Europa e in Nordamerica. È noto, tuttavia, il paradosso per cui sotto il governo sedicente nazionalista e sovranista della Meloni gli sbarchi di immigrati clandestini sono aumentati fino al 50% .
Nel frattempo, a Parigi le alte sfere della politica sembrano davvero intenzionate ad avviare i tamburi della guerra.
Secondo Politico venerdì, la Francia è dietro una spinta per una seria «opzione» di intervento occidentale sul terreno in Ucraina: «La Francia sta costruendo un’alleanza di Paesi aperti a inviare potenzialmente truppe occidentali in Ucraina – e nel processo aggravando il suo scontro con una Berlino più cauta».
«Il ministro degli Esteri francese Stéphane Séjourné è stato venerdì in Lituania, dove ha incontrato i suoi omologhi baltici e ucraini per sostenere l’idea che le truppe straniere potrebbero finire per aiutare l’Ucraina in settori come lo sminamento» scrive il sito.
Aiuta Renovatio 21
«Non spetta alla Russia dirci come dovremmo aiutare l’Ucraina nei prossimi mesi o anni», ha detto il Séjourné in un incontro presieduto dal ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis e alla presenza del suo omologo ucraino, Dmytro Kuleba. «Non spetta alla Russia organizzare il modo in cui svolgiamo le nostre azioni o stabilire linee rosse. Quindi lo decidiamo noi tra noi».
Dopo che Macron aveva sollevato la questione per la prima volta in una conferenza sulla sicurezza internazionale il mese scorso a Parigi, il ministro francese Séjourné ha inoltre affermato: «l’Ucraina non ci ha chiesto di inviare truppe. L’Ucraina ci sta chiedendo di inviare munizioni in questo momento». Ma poi ha sottolineato: «Non escludiamo nulla per i prossimi mesi».
Sono proprio queste dichiarazioni ultra-provocatorie, che il serbo Vucic definisce appunto «follia», a gettare le basi per uno scontro armato nucleare tra Russia e NATO. La tendenza sembra anche essere che quanto più chiaramente le forze ucraine stanno perdendo, tanto più sconvolti e bellicosi diventano alcuni funzionari occidentali.
«Tutto ciò avviene mentre l’Ucraina è in ritirata, in seguito alla cattura da parte della Russia della città orientale di Avdiivka il mese scorso. Anche molte altre città e paesi più piccoli sono caduti, con il fronte dell’Ucraina allo sbando», scrive il sito americano Zerohedge. «Ciò ha portato a quelle che potrebbero essere chiamate minacce vuote provenienti dall’Occidente, mentre siede impotente mentre guarda le forze russe avanzare».
Come riportato da Renovatio 21, Vucic due settimane fa aveva dichiarato che la comunità internazionale non è più interessata a porre fine ai conflitti e vede invece la pace come un ideale «indesiderato».
Sei mesi fa il presidente serbo aveva detto che le forze di pace NATO hanno dato agli albanesi del Kosovo «carta bianca» per uccidere i serbi. «Il Kosovo vuole iniziare una guerra NATO-Serbia» aveva detto un anno fa il Vucic.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di NATO North Atlantic Treaty Organization via Flickr pubblicata su licenza Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Geopolitica
Trump valuta la possibilità di «far saltare in aria» l’Iran
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Kaczynski: Zelens’kyj parlava di uno Stato unico per trascinare la Polonia in guerra
Il leader dell’opposizione polacca Jarosław Kaczynskiha dichiarato che il presindente ucraino Volodymyr Zelens’kyj avrebbe cercato di trascinare la Polonia in una guerra con la Russia nel 2022, arrivando persino a ipotizzare la creazione di un unico Stato.
Il leader del partito conservatore Diritto e Giustizia (PiS) ha ricordato la reazione del governo del primo ministro Mateusz Morawiecki all’escalation del conflitto in Ucraina nel febbraio 2022. All’epoca Kaczynski era vice primo ministro e presiedeva la commissione governativa responsabile per la sicurezza nazionale e la difesa.
«Gli ucraini a volte si aspettavano cose che – per varie ragioni che non posso discutere qui – semplicemente non potevamo accettare», ha detto il politico veterano durante un incontro con il congresso giovanile del PiS lo scorso fine settimana.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
«Inizialmente, avevano un’idea alquanto bizzarra, ovvero che ci avrebbero trascinato in guerra, forse addirittura fino al punto di creare un unico Stato», ha aggiunto, sottolineando che il discorso di Zelens’kyj al parlamento polacco «andava in quella direzione».
Nel marzo 2022 Zelens’kyj si è rivolto al Sejm (il parlamento polacco) in collegamento video, nell’ambito dei suoi sforzi per ottenere il sostegno occidentale. Varsavia ha poi fornito a Kiev ulteriori aiuti militari, esercitando al contempo pressioni sugli altri membri della NATO affinché aumentassero i loro contributi, ha affermato Kaczynski.
Anche altri politici polacchi hanno mosso critiche simili a Zelensky. Krzysztof Gawkowski, vice del primo ministro uscente Donald Tusk, ha accusato analogamente Kiev di tentare di trascinare la Polonia nella guerra del 2024, rimproverando Zelensky per aver «assillato» Varsavia con richieste di un maggiore coinvolgimento militare.
La Polonia subì delle perdite all’inizio del conflitto quando, nel novembre 2022, un missile lanciato dalla difesa aerea ucraina colpì una fattoria vicino al villaggio di confine di Przewodow, uccidendo due civili. Inizialmente Zelensky insistette sul fatto che il proiettile fosse russo e sollecitò una rappresaglia collettiva della NATO.
L’ex presidente polacco Andrzej Duda, alleato del PiS, ha in seguito descritto la reazione di Kiev all’incidente come parte di uno sforzo per coinvolgere direttamente i Paesi della NATO nel conflitto.
La Polonia e l’Ucraina hanno una disputa di lunga data sull’eredità dell’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA), collaborazionista con i nazisti, che Varsavia ritiene responsabile del massacro di civili polacchi durante la Seconda Guerra Mondiale. La questione si è riaccesa all’inizio di quest’anno dopo che Zelens’kyj ha conferito a un’unità militare d’élite il nome onorifico di «Eroi dell’UPA», suscitando aspre critiche da parte di Varsavia.
Sostieni Renovatio 21
L’antica inimicizia alimenta le tensioni sui territori che appartenevano alla Polonia tra le due guerre e che entrarono a far parte dell’Ucraina sovietica dopo la Seconda Guerra Mondiale. Un riferimento alle terre polacche perdute ha scatenato la scorsa settimana un acceso scontro pubblico tra Tusk e il presidente conservatore Karol Nawrocki.
Nawrocki ha scritto su X che la Polonia «potrebbe perdere territorio, ma non perderà mai la sua anima». Il primo ministro ha respinto tale affermazione, dichiarando: «Non intendiamo cedere nemmeno un lembo del nostro territorio».
Tre anni fa, all’altezza della disputa sulle importazion di grano tra Kiev e Varsavia, la Polonia arrivò a parlare di relazioni «titanicamente danneggiate», dopo che lo Zelens’kyj aveva lanciato velate accuse ai polacchi alla plenaria ONU.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2023 il presidente russo Vladimiro Putin aveva dichiarato che i leader polacchi stanno pianificando di formare una coalizione sostenuta dalla NATO per intervenire nel conflitto ucraino e conquistare parti dell’Ucraina occidentale e, possibilmente, la Bielorussia.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
«La prospettiva è ovvia: se le unità polacche entrano, ad esempio, a Lvov o in altri territori dell’Ucraina, rimarranno lì. E lì rimarranno per sempre» aveva detto Putin a un incontro con i membri permanenti del Consiglio di sicurezza russo. Putin aveva anche osservato che è «noto» che Varsavia «sogna» di rivendicare anche parti del territorio bielorusso.
L’idea di un’annessione di porzioni dell’Ucraina occidentale, che sono state storicamente polacche (Leopoli, Ternopoli, Rivne) aleggia sin dall’inizio nel conflitto nelle chiacchiere sui progetti di Varsavia.
Un articolo apparso sul quotidiano turco Cumhuriyet di fine 2022 riportava che Zelens’kyj avrebbe negoziato con le autorità polacche la partecipazione delle forze armate polacche al conflitto in Ucraina.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Raid aerei pakistani in Afghanistan
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Politica1 settimana faSì, vogliamo i funerali di Stato per Emma Bonino
-



Vaccini5 giorni faIsraele e Pfizer sapevano che il vaccino COVID causava una patologia cardiaca fatale, ma hanno taciuto per mesi
-



Vaccini2 settimane faI dati sulla mortalità rivelano «segnali di allarme allarmanti» in seguito alla campagna di vaccinazione contro il COVID
-



Misteri2 settimane faStorie misconosciute dell’11 settembre
-



Politica1 settimana fa«Il tradimento dei chierici»: quelli che volevano la Bonino presidente
-



Salute1 settimana fa«Non è la solita storia di coaguli»: gli scienziati chiedono di indagare sugli strani coaguli di sangue bianchi
-



Pensiero2 giorni faLa superguerra è vicina. E non assomiglia a nulla di quello che abbiamo visto
-



Arte1 settimana faLa figlia di Stanley Kubrick parla dei «20 minuti mancanti» da Eyes Wide Shut












