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Catastrofi

Terremoto di «intensità insolita» colpisce la città dove si è praticata l’idolatria di Pachamama

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Un potente sisma di magnitudo 6,7 è stato percepito a Cusco, in Perù, nel pomeriggio di giovedì, ad una settimana di distanza dalla partecipazione di un funzionario vaticano a un rito dedicato a Pachamama insieme a due vescovi cattolici. Lo riporta LifeSiteNews.

 

Il «terremoto insolitamente potente», che ha interessato l’area prossima ad Arequipa il 20 agosto, è stato avvertito da circa 2,4 milioni di persone, inclusi gli abitanti di Cusco, senza provocare vittime e causando soltanto feriti e danni strutturali di lieve entità, secondo Earthquakelist.org e altre fonti giornalistiche.

 

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Esattamente una settimana prima, il 13 agosto, nel corso di una conferenza tenutasi nella medesima città peruviana in preparazione della visita di papa Leone XIV nel Paese prevista per novembre, monsignor Jordi Bertomeu – sacerdote e canonista in servizio presso il Dicastero per la Dottrina della Fede e commissario pontificio per i casi di abusi sessuali da parte del clero – ha preso parte attiva a un rituale andino in onore di Pachamama, che contemplava l’impiego di foglie di coca, offerte alimentari ed esercizi di respirazione guidata.

 

Un video diffuso da InfoVaticana ritrae Bertomeu mentre colloca foglie di coca tra le offerte rituali. Al rito pagano erano presenti anche il vescovo Lizardo Estrada Herrera, segretario generale del CELAM (Consiglio episcopale latinoamericano e caraibico), e il vescovo Miguel Ángel Cadenas di Iquitos, in Perù.

 

Rappresentanti di organizzazioni sociali, comunità indigene e contadine, gruppi femminili e giovanili, persone LGBTIQ+, persone con disabilità, difensori dei diritti umani e ambientali, familiari di vittime della violenza di Stato e comunità religiose.

 

L’arcivescovo Carlo Maria Viganò aveva accusato la chiesa conciliare per questo scempio idolatrico.

 

«A Cusco, nei giorni scorsi, in preparazione al prossimo viaggio di Leone in Perù, alti prelati della chiesa sinodale hanno preso parte — non come spettatori distratti, ma come partecipanti attivi — a un rito pagano di invocazione all’idolo infernale della Pachamama».

 

«È lo stesso culto idolatrico con il quale Bergoglio ha violato il Primo Comandamento e profanato i giardini vaticani e la Basilica di San Pietro, e che Robert Prevost aveva già praticato come giovane agostiniano. Il seme fu gettato ad Assisi, il 27 ottobre 1986; il raccolto lo vediamo oggi, quando un officiale del Dicastero per la Dottrina della Fede e un vescovo ausiliare offrono, con visibile devozione, foglie di coca a un immondo idolo andino, al quale vengono ancor oggi offerti sacrifici umani» scrive l’arcivescovo.

 

«A chi ancora si domanda se vi siano ”segni di cattolicità” residui in questa struttura che porta il nome di Chiesa Cattolica ma ne ha tradito la sostanza, chiedo: come giudicherebbero i Martiri della Fede questa apostasia del clero e dei vertici della chiesa conciliare-sinodale?» tuona monsignore.

 

Come divenuto noto pochi mesi fa, nel 1995, quando era ancora un sacerdote agostiniano, l’allora padre Robert Prevost partecipò a un simposio teologico ufficiale a San Paolo, in Brasile, il cui programma includeva un rituale dedicato a Pachamama, la «Madre Terra». Vi sono foto del futuro papa inginocchiato durante il rito idolatrico della Pachamama.

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 Immagine di Marvin The Paranoid via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

 

 

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Catastrofi

Terremoto di magnitudine 7.7 in Indonesia

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Un violentissimo terremoto di magnitudo 7.7 ha colpito la costa indonesiana poco prima delle 6 del mattino di sabato, danneggiando edifici e provocando uno tsunami. Secondo le prime stime, almeno cinque persone sono morte.   L’epicentro del terremoto ha colpito il fondale marino a circa 30 chilometri a nord-est di Mbay, nell’Indonesia orientale, secondo quanto riferito dall’Agenzia indonesiana di meteorologia, climatologia e geofisica (BMKG).   I video che circolano sui social media, e che presumibilmente riprendono il terremoto, mostrano facciate di edifici che crollano mentre persone terrorizzate fuggono. Altri filmati mostrano edifici completamente crollati.    

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Secondo l’agenzia metereologica indonesiana, in diverse regioni sono state segnalate onde di tsunami alte fino a 0,94 metri.   Tre scosse di assestamento di magnitudo 5,6, 6,1 e 5 hanno fatto seguito al terremoto iniziale, ha riferito l’US Geological Survey (USGS).   Almeno cinque persone sono state uccise, ha dichiarato Melki Laka Lena, governatore della provincia sud-orientale di Nusa Tenggara Orientale, in una dichiarazione riportata dai media.   L’Indonesia, un vasto arcipelago di migliaia di isole, si trova nel punto d’incontro di diverse importanti placche tettoniche e si estende lungo la Cintura di fuoco del Pacifico, una delle regioni sismicamente più attive della Terra.   Il Paese ha dovuto affrontare terremoti devastanti negli ultimi decenni, tra cui un sisma di magnitudo 9.1 nel 2004, che ha causato la morte di oltre 220.000 persone nell’intera regione.   Più recentemente, centinaia di persone sono morte a causa di un terremoto di magnitudo 6.9 a Lombok, nell’Indonesia centro-meridionale, nel 2018.   Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa si era avuto un devastante sisma in Colombia. Nel mese di giugno due terremoti hanno colpito il vicino Venezuela, provocando la morte di oltre 6.300 persone.   Ancora due mesi fa un sisma aveva causato diecine di morti e crollo di edifici a Mindanao, nelle Filippine. L’arcipelago era stato colpito, con accluso uno tsunami, anche l’anno passato. Poco prima era stato terremotato il confine Afghanistan-Pakistan, con almeno 800 decessi.   Due settimane fa un sisma di magnitudine 7.1 ha colpito la prefettura di Kumamoto, nel Giappone meridionale, radendo al suolo palazzi.

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Catastrofi

Terremoto colpisce la Messa in latino durante la consacrazione

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Circola ora in rete un filmato in cui è possibile vedere fedeli cattolici che proseguono a pregare mentre un terremoto scuote la chiesa durante una Santa Messa tradizionale nella cappella di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso a Bogotà, in Colombia.

 

Si tratta del sisma che ha colpito il Paese sudamericano questa settimana.

 

Durante una Messa in rito tradizionale del 10 agosto, il devastante terremoto di magnitudo 7.4, il più forte registrato in Colombia nel XXI secolo, ha scosso la cappella proprio nel bel mezzo della consacrazione. Nonostante le circostanze, il celebrante e i fedeli sono rimasti in assoluto silenzio e hanno continuato il rito.

 

Le immagini sono state riportate dall’account X di Infovaticana.

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Il terremoto ha provocato almeno 111 morti e oltre 700 feriti, facendo crollare numerose case, ospedali e altri edifici.

 

LifeSite riporta un altro video di quel giorno mostra una statua della Beata Vergine Maria con in braccio Gesù Bambino, che ha resistito incredibilmente al terremoto.

 

 

Un ulteriore video circolante in rete mostra un’immagine incorniciata della Madonna di Guadalupe che sarebbe stata ritrovata completamente intonsa tra le macerie in seguito al grande terremoto.

 

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Nel corso della storia recente non sono mancati episodi in cui oggetti religiosi cattolici sono stati ritrovati intatti dopo catastrofi devastanti. Dopo il terremoto del 2016 che colpì il Centro Italia, nella chiesa di Santa Maria Assunta ad Arquata del Tronto fu recuperato, a mesi di distanza, un tabernacolo sepolto dalle macerie: al suo interno le quaranta ostie consacrate risultarono perfettamente integre, senza tracce di muffa o alterazione, e ancora con il loro profumo originario, fatto che molti interpretarono come segno di speranza. Simili ritrovamenti riguardano statue della Madonna rimaste illese tra le rovine di chiese crollate anche Ecuador.

 

Anche gli incendi hanno offerto testimonianze analoghe: nel 2025 nelle fiamme che distrussero la chiesa di Corpus Christi a Los Angeles, il tabernacolo in ottone e le vetrate delle stazioni della Via Crucis emersero intatti.

 

In Florida, in una parrocchia distrutta dal fuoco, un’ostia all’interno di una luna di cristallo risultò indenne nonostante le intense fiamme, e in Libano un sacerdote melchita rinvenne il pane eucaristico intatto dopo quarantasette giorni in una chiesa danneggiata dai conflitti.

 

Nel 2023 in Florida, in una parrocchia distrutta dal fuoco, un’ostia all’interno di una luna di cristallo risultò indenne nonostante le intense fiamme, e in Libano, quest’anno, un sacerdote melchita rinvenne il pane eucaristico intatto dopo quarantasette giorni in una chiesa danneggiata dai conflitti. Un ciborio con ostie intatte è stato trovato anche dopo l’incendio di una chiesa di Manila nel 2020.

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Possiamo dire di aver veduto con i nostri occhi, e udito con le nostre orecchie, un evento non dissimile quando, durante la cerimonia di consacrazione dei quattro nuovi vescovi della Fraternità San Pio X (FSSPX) a Ecône , in Isvizzera.

 

Riprendiamo l’articolo di Renovatio 21 «Ecône e il vero ordine mondiale»:

 

«Il celebrante, monsignor De Gallareta (il vescovo più anziano rimasto degli ordinati da monsignor Lefebvre) stava consacrando l’ostia. Il cielo da qualche minuto era divenuto nerissimo, e pareva di essere dentro una nuvola scura, e del resto siamo praticamente in montagna».

 

«Ecco che quando il vescovo abbassa l’ostia dopo averla consacrata un tuono squarcia l’aria. Il fragore è potentissimo, scuote le ossa delle migliaia di persone. La portata simbolica della scena, con il cielo che urla nel momento più sacro di questa messa così importante, è innegabile, si innesta direttamente nella mente di chiunque».

 

«A quel punto si è scatenata una tempesta immane. Pioggia a catinelle, che rimbalzava sul tendone principale e scendeva a cascate sulla sala stampa, obbligando quanti avevano telecamere e macchine fotografiche a spostarsi di colpo. Qualche giornalista fedele resta inginocchiato in mezzo all’acqua, come l’inviata di LifeSite che si inzuppa il gonnellone in maniera irreparabile».

 

 

«La cerimonia doveva quindi prevedere la comunione per i 17.000 fedeli partecipanti, ma, con quel tempo avverso, non era possibile. Si è deciso così di procedere con un rosario, che parte cantato da preti, suore e masse di fedeli. Monsignor De Gallareta sta seduto sul trono, irradiando un misto di concentrazione e forza, una gravitas, come mai ho visto prima».

 


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«Mi affaccio a guardare le migliaia di fedeli sul prato. Pochissimi sono andati a rifugiarsi nei tendoni preparati per il pranzo. La totalità è rimasta ferma dov’era, inginocchiata nel fango. I fedeli FSSPX non mollano la barca nella tempesta. Questo è il primo significato, direttamente evangelico, che viene alla mente guardando la scena. Esso spiega tutto, illustra tutto, riassume tutto (…) I fedeli della Fraternità hanno fede nei comandi di Gesù, e nella sua potenza reale».

 

«Quando finisce il rosario, ecco che la bufera si placa completamente. Partono i sacerdoti per tutto il pratone per dare la comunione al popolo. Il terreno non sembra nemmeno troppo fangoso. Qualcuno, poi, mi ha detto: il Cielo ha voluto quel rosario per ricordarci della Santa Vergine. Che, in effetti, è diventato uno dei punti di contesa con la Chiesa di Fernandez, che l’ha privata, sulla strada della protestantizzazione slatentizzata, del titolo di «corredentrice».

 

«Poco dopo, quando ancora i vescovi stanno eseguendo le ultime parti del rito, il bel tempo arriva. La burrasca è davvero finita. Quando i discendenti degli apostoli escono benedicenti fra la folla il tempo è sereno, è persino caldo».

 

Per il fedele rimasto cattolico – il fedele della Santa Messa della Tradizione – il Cielo è qualcosa di concreto. Esso agisce, come la terra, secondo la disposizione di colui «qui foecit coelum et terram», il loro creatore.

 

Ci chiediamo, allora: il fedele rimasto cattolico, dunque, può temere davvero tempeste e terremoti?

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Immagine: Messa tridentina nella chiesa cattolica di San Giovanni Nepomuceno a Prostějov, Repubblica Ceca, 16 aprile 2023.

Immagine di Novis-M via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata.

 

 

 

 

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Catastrofi

Devastante terremoto in Colombia

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Secondo l’Associazione colombiana delle capitali (Asocapitales), il numero delle vittime del terremoto devastante che ha colpito la Colombia occidentale è salito ad almeno 169.   L’associazione ha comunicato martedì che 165 decessi sono stati accertati in quattro capitali regionali, pari a oltre il 97% del totale nazionale delle vittime.   Come riferito da Asocapitales, almeno 668 persone hanno riportato ferite e 165 edifici sono crollati nelle città coinvolte, mentre le operazioni di ricerca e soccorso proseguono nelle aree colpite.   Il sisma di magnitudo 7,4 si è verificato lunedì, con epicentro nella Colombia occidentale, interessando i dipartimenti di Valle del Cauca, Caldas, Chocó e Risaralda.   Immagini drammatiche ritraggono persone in fuga da edifici che oscillano e crollano. Un video inquietante registrato a Cali sembra mostrare quattro persone schiacciate dal cedimento di un balcone mentre cercavano di allontanarsi da una clinica.    

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Il sindaco di Cali, Alejandro Eder, ha disposto il coprifuoco dalle 20:00 alle 6:00 per preservare l’ordine pubblico, precisando che polizia e militari avrebbero effettuato pattugliamenti in città e collaborato alle ricerche dei sopravvissuti.   l Dipartimento di Stato americano ha annunciato lo stanziamento di 15,5 milioni di dollari in aiuti di emergenza alla Colombia per «alloggi, cibo, protezione e valutazioni dei danni causati dal terremoto».   Nel mese di giugno due terremoti hanno colpito il vicino Venezuela, provocando la morte di oltre 6.300 persone.   Due mesi fa un sisma aveva causato diecine di morti e crollo di edifici a Mindanao, nelle Filippine. L’arcipelago era stato colpito, con accluso uno tsunami, anche l’anno passato. Poco prima era stato terremotato il confine Afghanistan-Pakistan, con almeno 800 decessi.   Due settimane fa un sisma di magnitudine 7.1 ha colpito la prefettura di Kumamoto, nel Giappone meridionale, radendo al suolo palazzi.  

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