Vaccini
INTERVISTA ESCLUSIVA ALLA DR.SSA GABRIELLA LESMO
In esclusiva per Renovatio 21 e AURET Italia un’intervista di Cristiano Lugli alla Dott.ssa Gabriella Maria Lesmo, a seguito dell’ingiusto processo di radiazione che l’ha colpita recentemente.
Dottoressa Lesmo, lei è attualmente sottoposta ad un processo di radiazione. Come vive questa situazione?
Questa vicenda ha comportato un danno di immagine, perché chi non mi conosce e non ha consapevolezza di ciò che si muove attorno alle vaccinazioni di massa, può pensare che abbia agito in qualche modo disdicevole. Esiste anche un danno economico, perché ho dovuto e dovrò ancora affrontare spese legali e rubare tempo alla famiglia e alla professione, oltre ai numerosi viaggi dalla Svizzera dove vivo felicemente .
«Medico sono, medico resto e medico resterò sino a che lascerò il corpo»
Tuttavia, dal punto di vista emozionale, questa vicenda non incide sulla mia serenità . Sono abituata ad affrontare ben altre emergenze: la professione stessa mi ha abituata a gestire situazioni critiche, le mie vicende familiari pure. Altre volte, nel corso della mia attività ospedaliera, seguire la mia coscienza e le mie convinzioni ha significato andare in rotta di collisione con chi “comandava”. Non mi sono spaventata allora né mi spavento adesso.
Esistono, invece, molti risvolti positivi in quanto ho conosciuto persone speciali che mi hanno arricchito culturalmente e umanamente, a partire dal legale milanese, Domenico Radice, coltissimo e fine giurista, a Sonia Valensisi, bella quanto abile organizzatrice, agli amici del Movimento per i diritti Umani, ai dirigenti di AURET, al professor Livio Giuliani e al CODACONS, all’avvocato Fulvio Pelli, ai tanti medici che sono venuti a trovarmi, che mi hanno scritto solidali, alle tantissime persone che hanno affrontato lunghi viaggi per incontrarmi e abbracciarmi, ai tantissimi che hanno scritto in mia difesa e che hanno speso parte del loro tempo per non farmi sentire sola e che continuano a sostenermi.
Andrà comunque avanti per la sua strada?
La mia vita e la mia professione sono inscindibili. Pur consapevole della pochezza umana, medico sono, medico resto e medico resterò sino a che lascerò il corpo. Verosimilmente, anche dopo di allora, del mio essere medico conserverò traccia. Nessuno potrà mai impedirmi di aiutare, curare, guarire e consolare chi vorrà rivolgersi a me. Tanti «miei» bambini sono usciti dalla malattia, molti adulti hanno recuperato la salute e tantissimi migliorato la qualità della loro vita. Mio figlio stesso è stato recuperato, pur residuando lesioni. È questo che conta per me.
Quali sarebbero le specifiche accuse mosse dall’Ordine dei Medici di Milano nei suoi confronti?
Sono stata accusata da quella istituzione privata che è l’ordine dei medici della provincia di Milano del “reato di opinione”, per aver espresso liberamente in contesti pubblici il mio parere su alcuni farmaci e su una terapia coercitiva imposta a tutti i bambini che vivono in Italia, ossia sui vaccini anti-infettivi, sulla pratica della vaccinazione di massa obbligatoria e sul possibile ruolo causale delle stesse con lo sviluppo dell’Autismo regressivo e di altre alterazioni del neuro sviluppo.
Esercitando la libertà di parola, sancita dalla Costituzione, secondo i soloni dell’ordine dei medici milanese, avrei contravvenuto ad un articolo di un codice deontologico non più in vigore da anni, che comunque concerne il rapporto medico- paziente .
Nessuno potrà mai impedirmi di aiutare, curare, guarire e consolare chi vorrà rivolgersi a me. Tanti «miei» bambini sono usciti dalla malattia, molti adulti hanno recuperato la salute e tantissimi migliorato la qualità della loro vita. Mio figlio stesso è stato recuperato, pur residuando lesioni. È questo che conta per me.
Il procedimento disciplinare, della cui apertura sono stata informata un anno fa, si è svolto in due tempi: una preliminare in cui mi sono state richieste spiegazioni scritte della mie affermazioni, spiegazioni che ho fornito estesamente, corredate e comprovate da ricco materiale scientifico fornito in forma cartacea ed elettronica. Quindi, dopo la conversione in legge del decreto Lorenzin sono stata convocata in commissione disciplinare. Ho provveduto a nominare un legale, l’avvocato Domenico Radice, che ha contestato le basi giuridiche del provvedimento con una incisiva memoria difensiva. L’ordine dei medici milanese, lo stesso giorno della convocazione, il 21 ottobre 2017, l’ha rinviata sine die.
Dopo mesi di silenzio sono stata nuovamente convocata, prima della ultime elezioni politiche, poi ancora la data della convocazione, per motivi sconosciuti, è stata posticipata al 7 aprile scorso.
In Commissione Medica il mio legale, sempre Domenico Radice, ha argomentato le contestazioni giuridiche del provvedimento a me avverso, mentre io ho rifiutato di rispondere a domande ulteriori dei componenti della commissione stessa.
Pochi giorni più tardi ho ricevuto una lettera di poche righe in cui mi si informava che mi era stata “inflitta” la sanzione disciplinare della radiazione (scritta a lettere maiuscole) dall’albo professionale. Ancora devono comunicare le motivazioni del provvedimento e solo allora potrò ricorrere alla commissione centrale degli esercenti le professioni sanitarie.
Al momento il mio nome è ancora inserito nell’elenco degli iscritti all’albo milanese, la cancellazione, se confermata da commissione centrale, comporterebbe la perdita del permesso di libero esercizio in Italia, mentre nessuno può privare un medico della laurea in Medicina.
Rilevo che l’ordine dei medici di Milano non ha mai nemmeno iniziato una procedura disciplinare contro noti medici milanesi condannati penalmente per omicidio colposo plurimo e truffa, tuttavia si è molto adoperato per punire il dottor Dario Miedico, un decano della professione, e quindi me.
Al momento proseguo tranquillamente a lavorare dove vivo, in Svizzera; non ho fermato i miei progetti ed in questi giorni mi sono trasferita in uno studio più grande e comodo,vicino alla mia nuova casa. Rilevo che l’ordine dei medici di Milano non ha mai nemmeno iniziato una procedura disciplinare contro noti medici milanesi condannati penalmente per omicidio colposo plurimo e truffa, tuttavia si è molto adoperato per punire il dottor Dario Miedico, un decano della professione, e quindi me.
Si può toccare tutto, ma non i vaccini….
Già, e da sempre. Me lo disse un collega avanti negli anni, molto tempo fa, ma non potevo più tacere. Me lo chiedevano le tante mamme che mi portavano i loro bambini devastati e mi mostravano le fotografie ed i video che mostravano come fossero sani e come fosse normale il loro comportamento «prima» di ricevere 24 dosi di quei farmaci .
Un accenno politico: pare che Lega e 5 Stelle siano riusciti a fare un governo. Si aspetta qualcosa da questi due blocchi rispetto al tema sanitario e, principalmente, rispetto alla legge Lorenzin su cui tanto hanno fatto campagna elettorale?
L’abolizione della legge 119 / 2017 non compare nei programmi elettorali di questi partiti. Hanno avuto anni e svariate occasioni per contrastare l’escalation del numero di vaccini obbligatori, nonché la privazione della libertà di cura e la limitazione della potestà genitoriale – che sono implicite e conseguenti a tale sciagurata legge. Nelle piazze dove per mesi hanno manifestato decine di migliaia di persone contro quel provvedimento dittatoriale, loro non c’erano.
L’abolizione della legge 119 / 2017 non compare nei programmi elettorali di Lega e M5S.
Votare contro l’approvazione finale della legge, negli ultimi cinque minuti dell’iter parlamentare ed ormai in clima pre-elettorale, è stato come usare lo specchietto delle allodole .
L’allora Senatore Bartolomeo Pepe, transfuga “ 5 stelle”, che tanto ha fatto in favore delle famiglie e della libertà di cura in tempi non sospetti, non ha ricevuto proposte di candidature elettorali da questi schieramenti.
L’Italia è stata venduta all’Europa ed è in progressivo disfacimento, l’industria svenduta, l’agricoltura massacrata, persino l’esercito è stato usato per uccidere gli ulivi del Salento. Il sistema sanitario nazionale è smantellato progressivamente, il tutto a colpi di ciò che hanno l’impudenza di chiamare “riforme”, senza che la maggior parte degli Italiani insorgano, anzi: sono persino corsi a votare quelle marionette parlamentari che, strapagate, li metteranno sempre più in ginocchio.
L’Italia è stata venduta all’Europa ed è in progressivo disfacimento, l’industria svenduta, l’agricoltura massacrata, persino l’esercito è stato usato per uccidere gli ulivi del Salento. Il sistema sanitario nazionale è smantellato progressivamente, il tutto a colpi di ciò che hanno l’impudenza di chiamare “riforme”, senza che la maggior parte degli Italiani insorgano, anzi: sono persino corsi a votare quelle marionette parlamentari che, strapagate, li metteranno sempre più in ginocchio.
In realtà da tempo sono molto più interessata alla politica della Federazione Elvetica e del Cantone Ticino, dove speranza ancora esiste.
Già da un po’ di tempo lei lavora sul territorio svizzero: quali sono le grandi differenze per un medico pediatra che lavora oltre il confine?
Il sistema non è paragonabile e per me è decisamente migliore. La Pletora medica non esiste, la specializzazione post- laurea non ha la stessa strutturazione che c’è in Italia. Si tratta di una attività lavorativa e formativa ben remunerata, riccamente articolata in diversi Ospedali Cantonali ed Universitari di alta specializzazione dove i medici in formazione devono spostarsi periodicamente.
La successiva formazione continua post- laurea è reale, si deve conoscere il tedesco o il francese per potersi spostare nei Cantoni.
Nelle specialità di nicchia, i medici ruotano periodicamente in ospedali Cantonali e Universitari dove la casistica è più ampia, per mantenere elevata la qualità del loro lavoro. Ci sono équipe chirurgiche intercantonali, ad esempio per la chirurgia fetale, che si riuniscono al bisogno per interventi delicati.
Si può lavorare contemporaneamente sia in Ospedale che sul territorio dove sei un vero libero professionista. Nello studio del medico di famiglia è possibile fare tutti i giorni esami di laboratorio, radiografie, ecografie, ECG, registrazioni Holter, endoscopie digestive, procedure chirurgiche ambulatoriali. In tal modo si può fare davvero il medico senza impazzire per avere una radiografia , un esame urgente, un ECG. Certo, si deve sapere leggere una lastra, un tracciato, usare un apparecchio di laboratorio…
I rapporti con l’ospedale sono reali e soddisfacenti. Al bisogno posso davvero parlare con un collega e se richiedo una consulenza vengo informata dell’esito, sempre. Complessivamente si lavora meglio, con più libertà e soddisfazione.
Dal punto di vista economico, si viene pagati per il lavoro che si fa, non esistono quote capitarie ma una sana concorrenza. Esistono assicurazioni malattia ed infortuni obbligatorie per i residenti che rimborsano le spese mediche in misura diversa a seconda dei contratti. Per convenzionarsi con le casse malati i medici devono possedere specifici requisiti e mantenerli nel tempo.
Sono stati colpiti i più capaci, onesti, stimati e benvoluti perché sono più credibili nelle loro affermazioni. Le vicende disciplinari hanno dato loro molta visibilità, le persone intelligenti hanno cominciato a chiedersi perché tanto accanimento su medici che non hanno ucciso pazienti, truffato ospedali
Miedico, Rossaro, Gava, Lesmo, e tanti altri nomi in lista di «proscrizione»: certo, il prezzo da pagare è alto. Eppure i vostri pazienti dopo questi procedimenti aumentano sempre di più. Sbaglio?
Sono stati colpiti i più capaci, onesti, stimati e benvoluti perché sono più credibili nelle loro affermazioni. Le vicende disciplinari hanno dato loro molta visibilità, le persone intelligenti hanno cominciato a chiedersi perché tanto accanimento su medici che non hanno ucciso pazienti, truffato ospedali, operato chi non ne aveva bisogno ed hanno cominciato ad ascoltarli e una volta ascoltati, ad apprezzarli e a richiederne la consulenza.
Accanto ai pochi «troll» che si organizzano per denigrare questi medici, molti di più sono le persone aiutate e curate con successo che vogliono poter continuare a contare su questi “loro” medici .
Continuare a combattere. Ma in quale modo secondo lei?
Proseguendo a vivere ed esercitare come ho sempre fatto, scegliendo di seguire una scienza veritiera e la mia coscienza. Cercando l’unione con i colleghi e con gruppi e associazioni internazionali per la libertà di cura .
Grazie, Dr.ssa Lesmo, per il suo tempo e la sua disponibilità.
Cristiano Lugli
Vaccini
Pfizer blocca i fondi del controllo del traffico aereo per la controversia con Polonia e Romania sul vaccino COVID
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Una sentenza del tribunale di aprile ha imposto a Polonia e Romania di pagare a Pfizer circa 1,5 miliardi di dollari e 640 milioni di dollari, rispettivamente, oltre a interessi e commissioni, per le dosi aggiuntive di vaccino contro il COVID-19 che i due Paesi erano obbligati ad acquistare in base a un contratto firmato nel 2021 con la Commissione europea. I Paesi si sono rifiutati di ricevere ulteriori consegne di vaccino nel 2022, adducendo come motivazione il calo della domanda.
Una controversia contrattuale relativa a un vaccino tra Pfizer e l’Unione Europea (UE) ha portato Pfizer a congelare miliardi di dollari di fondi destinati al controllo del traffico aereo in Polonia e Romania.
Eurocontrol, un’organizzazione intergovernativa che coordina la gestione del controllo del traffico aereo in tutta Europa, ha notificato all’inizio di questo mese alle agenzie di controllo del traffico aereo di Polonia e Romania il congelamento dei fondi, a seguito dell’esecuzione da parte di Pfizer di una sentenza emessa ad aprile da un tribunale di Bruxelles.
La sentenza del 1° aprile impone a Polonia e Romania di pagare a Pfizer circa 1,5 miliardi di dollari e 640 milioni di dollari, rispettivamente, oltre a interessi e commissioni, per dosi aggiuntive di vaccino, in base a un contratto firmato nel 2021 tra la Commissione europea – l’organo esecutivo dell’UE – e Pfizer.
Secondo Bloomberg, la Polonia e la Romania hanno rifiutato ulteriori consegne di vaccini contro il COVID-19 nel 2022, adducendo come motivazione il calo della domanda. La Polonia ha anche citato le difficoltà finanziarie derivanti dall’accoglienza dei rifugiati in fuga dal conflitto in Ucraina.
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Secondo quanto riportato da Brussels Signal, la Polonia ha venduto o donato parte delle sue dosi di vaccino in eccesso. Secondo il politologo rumeno Dragos Moldovean, «la Romania era tra i Paesi europei con i tassi di vaccinazione contro il COVID-19 più bassi».
Queste azioni hanno indotto Pfizer a citare in giudizio i paesi nel 2023, culminando nella sentenza del 1° aprile.
In una dichiarazione rilasciata a The Defender, il Warsaw Enterprise Institute (WEI) ha affermato che il caso, tuttora in corso in attesa dell’appello dei due Paesi, viene discusso in Belgio perché il contratto dell’UE è regolato dalla legge belga.
Le autorità polacche e rumene hanno annunciato che presenteranno ricorso contro la sentenza. L’emittente pubblica polacca TVP World ha riferito che la Polonia aveva chiesto una sospensione dell’esecuzione della sentenza del 1° aprile in attesa dell’esito del ricorso, ma che il tribunale belga ha respinto la richiesta.
L’avvocata olandese Meike Terhorst, che non è coinvolta nella causa, ha definito le azioni di Pfizer «oltraggiose e non etiche», sostenendo che «potrebbero potenzialmente mettere a repentaglio la sicurezza dei voli da e per la Polonia e/o la Romania» privando le autorità di controllo del traffico aereo di quei Paesi dei finanziamenti necessari per le loro operazioni.
Łukasz Wojdyga, direttore del Centro di studi strategici del WEI, ha espresso un’opinione diversa. Ha affermato che, sebbene Pfizer stia esercitando i propri diritti previsti dalla legge, che le consentono di congelare i fondi contestati anche a fronte dei ricorsi previsti, l’attenzione dovrebbe concentrarsi sulle lacune del contratto con l’UE. Ha dichiarato:
«Anche se questa forma di applicazione della legge è consentita dal diritto belga, colpire la principale fonte di finanziamento di un’istituzione responsabile della sicurezza del traffico aereo mi sembra sproporzionato e irresponsabile».
Allo stesso tempo, un creditore ha il diritto di far rispettare una sentenza del tribunale e di tutelare gli interessi dei propri azionisti con ogni mezzo lecito.
«Per questo motivo, l’attenzione principale non dovrebbe essere rivolta a incolpare Pfizer per aver portato avanti la sua rivendicazione. Dovrebbe invece concentrarsi su come il contratto è stato negoziato, approvato e firmato in primo luogo».
Alcuni esperti legali e politici interpellati da The Defender hanno suggerito che Pfizer avesse a disposizione altre opzioni oltre al congelamento immediato dei fondi dei due Paesi detenuti in Belgio. Altri esperti sostengono che il contratto tra l’UE e Pfizer sia di per sé invalido, in quanto firmato attraverso una procedura dubbia e potenzialmente illegale.
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L’UE non ha rivelato i messaggi di testo dell’amministratore delegato di Pfizer, nonostante la sentenza
Il contratto tra l’UE e Pfizer è da tempo oggetto di critiche. Per Wojdyga, la questione centrale non è se Pfizer abbia diritto a riscuotere quanto le è dovuto, bensì come le autorità europee e nazionali abbiano permesso la firma di un accordo così «ampio, costoso e unilaterale, lasciando ai contribuenti la maggior parte del rischio».
Secondo Brussels Signal, il contratto da 35 miliardi di euro tra l’UE e Pfizer «è stato uno dei più grandi nella storia degli appalti pubblici dell’UE». È stato firmato in un contesto di «accuse secondo cui l’UE potrebbe aver pagato fino a quindici volte il costo di produzione per dose, sollevando preoccupazioni sul fatto che miliardi di fondi pubblici siano stati versati in eccesso».
Sussistono inoltre interrogativi su come la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen abbia negoziato il contratto con l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, e su potenziali conflitti di interesse tra le due parti.
Lo scorso anno, la Corte di giustizia europea ha stabilito che la Commissione Europea ha violato il diritto dell’UE negando al New York Times la richiesta di visionare i messaggi di testo relativi al contratto tra von der Leyen e Bourla.
La Commissione Europea ha affermato di non essere in possesso dei messaggi di testo. Tuttavia, secondo la sentenza, la Commissione non ha fornito «spiegazioni plausibili» per giustificare «l’inesistenza o il mancato possesso» dei documenti. In precedenza, la Commissione aveva sostenuto che i messaggi non potevano essere considerati documenti, secondo quanto riportato da Politico.
Nel 2024, la Corte di giustizia europea ha stabilito che la decisione della Commissione di oscurare in modo significativo parti cruciali dei contratti per i vaccini contro il COVID-19 stipulati con le aziende farmaceutiche durante la pandemia violava le norme sulla trasparenza.
Nel 2023, il Parlamento Europeo ha bloccato un tentativo di controinterrogare von der Leyen in merito ai messaggi di testo. L’anno precedente, Bourla si era rifiutato di testimoniare davanti al Parlamento europeo sui termini del contratto.
Secondo Brussels Signal, «l’attenzione si è concentrata su potenziali conflitti di interesse che coinvolgono la famiglia di von der Leyen», poiché suo marito Heiko «è il direttore medico di Orgenesisi, un’azienda biotecnologica che ha ricevuto finanziamenti dall’UE e ha collaborato con Pfizer».
Secondo l’attivista Frederic Baldan, CEO di CEBiz:
«Ursula von der Leyen, senza alcun mandato, scavalcò le commissioni e negoziò direttamente con Albert Bourla tramite messaggi Signal programmati per autodistruggersi. In questo modo eluse le garanzie anticorruzione della sua stessa Commissione. Il prezzo aumentò in modo inspiegabile e le quantità ordinate divennero folli».
Wojdyga ha osservato che la Commissione non ha impugnato in tempo la sentenza del 2025, «rendendola definitiva». Tuttavia, i messaggi di testo non sono ancora stati resi pubblici. Gheorghe Piperea, membro del Parlamento europeo, ha affermato che «il contenuto di quei messaggi rimane segreto tuttora».
Documenti trapelati nel 2022 hanno dimostrato che funzionari statunitensi ed europei hanno fatto pressioni sulle autorità di regolamentazione farmaceutica europee affinché accelerassero l’approvazione del vaccino anti-COVID-19 di Pfizer-BioNTech, nonostante le preoccupazioni sulla sua sicurezza.
Secondo il politologo rumeno Dragos Moldoveanu, restano dei dubbi su come le parti abbiano determinato il numero di dosi che ciascun Paese avrebbe ricevuto in base all’accordo.
«La Romania ha ordinato 120 milioni di dosi di vaccino, basandosi su una “strategia adottata a livello UE”, nonostante la sua popolazione sia inferiore a 20 milioni di persone», ha affermato Moldoveanu.
Secondo Piperea, il contratto tra l’UE e Pfizer «non avrebbe mai dovuto esistere», perché l’UE si è arrogata poteri che non le competono in base ai trattati dell’Unione Europea.
«La Commissione ha violato il principio di sussidiarietà che disciplina le competenze condivise tra la Commissione e gli Stati membri. La politica sanitaria rientra nelle competenze degli Stati membri, non della Commissione. Gli Stati membri possono essere supportati in queste politiche sanitarie, ma non possono essere sostituiti dalla Commissione», ha affermato Piperea.
Ciò significa anche che, se Pfizer riteneva che i termini del contratto fossero stati violati, avrebbe dovuto chiedere un risarcimento danni all’UE, non a singoli Stati come la Romania e la Polonia.
Tuttavia, citare in giudizio l’UE avrebbe rivelato «che la cerchia estremamente ristretta di persone che ha condotto i negoziati — von der Leyen… insieme a due o tre direttori anonimi dell’Agenzia europea per i medicinali — non possedeva né la competenza né il mandato per vincolare gli Stati membri ai pagamenti», ha affermato Piperea.
Wojdyga ha affermato che tutti i 27 governi dell’UE erano rappresentati nel comitato direttivo, mentre il gruppo negoziale congiunto con Pfizer «comprendeva la Commissione e sette Stati membri, tra cui la Polonia».
Secondo i termini dell’accordo, gli Stati membri erano responsabili dell’effettuazione degli ordini, dei pagamenti e dell’accettazione delle consegne.
Tuttavia, «il processo decisionale è importante», ha affermato Wojdyga. «Una volta presentati i termini di un accordo, uno Stato membro aveva solo cinque giorni lavorativi per recedere», dopodiché la sua accettazione era considerata giuridicamente vincolante.
Ha aggiunto:
«In teoria, quindi, i governi avevano una scelta. In realtà, avevano solo pochi giorni per valutare impegni finanziari complessi e pluriennali nel bel mezzo di una pandemia, sotto un’intensa pressione politica e nel timore di una carenza di vaccini. Ciò ha sottoposto i governi nazionali a una notevole pressione temporale e ha limitato la loro capacità di effettuare una revisione completa dal punto di vista legale, finanziario e della salute pubblica».
Baldan, che nel 2023 ha avviato un procedimento penale contro Pfizer contestando il contratto, ha affermato che, in una seduta a porte chiuse, gli avvocati di Ungheria e Polonia hanno confermato di «non aver mai conferito alcun mandato negoziale a von der Leyen» e che gli ordini di vaccini erano stati effettuati a livello UE e risultavano «inspiegabili» ai loro occhi.
Baldan ha affermato che il caso ha portato a una relazione di 1.000 pagine redatta dall’unità anticorruzione della Polizia federale belga, la quale ha concluso che «vi sono elementi sufficienti per accertare i reati».
Tuttavia, la polizia belga ha affidato l’indagine alla Procura europea, che ha chiesto l’annullamento del procedimento.
«È questo che ha permesso a Pfizer di riprendere le sue azioni legali civili e ottenere sentenze contro gli Stati membri che si rifiutavano di pagare», ha affermato Baldan.
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Pfizer ha messo in pericolo il traffico aereo e la sicurezza pubblica in Polonia e Romania?
Rimangono dubbi sul fatto che il congelamento da parte di Pfizer dei fondi destinati al controllo del traffico aereo di Polonia e Romania, gestiti da Eurocontrol, possa mettere a rischio i viaggi aerei e la sicurezza pubblica.
Secondo TVP World, i fondi congelati «sono cruciali» perché costituiscono oltre l’80% delle entrate dell’agenzia polacca per il controllo del traffico aereo, la Polish Air Navigation Services Agency (PANSA, o PAZP).
Senza i fondi, l’agenzia «potrebbe perdere rapidamente liquidità finanziaria, rendendo impossibile pagare centinaia di controllori del traffico aereo, il cui lavoro è essenziale per ogni aereo passeggeri che decolla, atterra o sorvola in sicurezza lo spazio aereo polacco», ha riportato Brussels Signal.
PANSA potrebbe inoltre perdere la capacità di mantenere infrastrutture critiche, tra cui installazioni radar e sistemi di comunicazione. «Per i cittadini comuni, ciò potrebbe significare voli cancellati e persino la chiusura dello spazio aereo polacco», ha riportato Brussels Signal.
Secondo quanto riportato da Romania Insider, i fondi congelati equivalgono allo 0,2% del PIL, rappresentando «un onere significativo in un momento in cui il governo sta cercando di ridurre il deficit fiscale».
Piperea ha affermato che la sentenza di aprile «è giunta in un momento quanto mai inopportuno per la Romania, nel pieno di una recessione e di un grave deficit di bilancio».
«La Pfizer mette in pericolo la salute pubblica lasciando senza fondi l’agenzia di controllo del traffico aereo ROMATSA e il bilancio statale, già insufficiente e incapace di far fronte a pensioni, indennità, sussidi per le persone con disabilità e simili».
Wojdyga ha affermato che le azioni di Pfizer sono legali, ma sollevano dei dubbi.
«Non equiparerei automaticamente il congelamento dei fondi dovuti alle agenzie di navigazione aerea di Polonia e Romania a una minaccia immediata per la sicurezza dei passeggeri. Entrambe le agenzie sono ancora operative ed entrambi i governi hanno affermato che proteggeranno la loro stabilità finanziaria e manterranno i servizi attivi. Pfizer ha inoltre il diritto di far valere le proprie pretese attraverso mezzi legali».
«Detto questo, colpire la principale fonte di finanziamento delle agenzie responsabili della sicurezza del traffico aereo è destinato a sollevare preoccupazioni, soprattutto considerando che nessuna delle due agenzie era parte del contratto per i vaccini».
«È improbabile che Pfizer chiuda lo spazio aereo polacco. Tuttavia, prendendo di mira i ricavi di PAZP, ha dimostrato come un contratto pubblico mal concepito possa creare problemi che vanno ben oltre l’oggetto originario dell’accordo», ha scritto il WEI.
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 30luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Immagine di János Korom Dr. via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)
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Padre australiano ha ricevuto un risarcimento di 4,5 milioni di dollari per danni causati dal vaccino anti-COVID
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Vaccini
La campagna di vaccinazione contro l’HPV del governo indiano è oggetto di contestazione legale.
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Un’alta corte indiana esaminerà un ricorso presentato da diverse parti preoccupate per i decessi avvenuti durante precedenti sperimentazioni cliniche di un vaccino contro l’HPV. Il ricorso mira a tutelare i diritti costituzionali delle giovani ragazze alla libertà personale, all’autonomia corporea e al consenso informato, sanciti dalla Costituzione indiana. A marzo, il Primo Ministro Narendra Modi ha lanciato la campagna di vaccinazione contro l’HPV, rivolta a 150 milioni di ragazze adolescenti.
Un’alta corte indiana esaminerà un ricorso legale contro l’avvio a livello nazionale del programma di vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV) per le ragazze adolescenti, utilizzando il vaccino Gardasil 4 della Merck, secondo quanto riportato da The Indian Express.
Mercoledì, l’Alta Corte di Delhi ha accettato di esaminare un ricorso di interesse pubblico presentato da diverse parti preoccupate per i decessi avvenuti durante le sperimentazioni cliniche del vaccino contro l’HPV negli stati indiani del Gujarat e dell’Andhra Pradesh. I decessi sono stati segnalati nel 2010.
Un’azione legale di interesse pubblico consente ai cittadini di chiedere al tribunale di autorizzarli a presentare denunce per conto degli «oppressi ed emarginati» che potrebbero non avere i mezzi finanziari per intentare cause legali personalmente.
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Non è necessario che la persona che presenta la denuncia sia direttamente colpita dal problema. Nel caso dell’HPV, diverse persone hanno presentato denuncia: la dottoressa Sujata Mittal, ginecologa e ostetrica; Jitendra Chouksey, imprenditore nel settore sanitario; e gli avvocati Gyanendra Kumar e Rohit Kumar.
Hanno affermato di voler proteggere i diritti costituzionali delle giovani ragazze alla libertà personale, all’autonomia corporea e al consenso informato, sanciti dagli articoli 19 e 21 della Costituzione indiana, come riportato da The Hawk.
A febbraio, il primo ministro Narendra Modi ha dato il via alla campagna nazionale di vaccinazione contro l’HPV, rivolta a 150 milioni di ragazze adolescenti.
Per 90 giorni, le strutture governative di tutto il Paese hanno programmato di offrire una singola dose gratuita del vaccino Gardasil 4 della Merck alle ragazze di 14 anni. Successivamente, le vaccinazioni vengono somministrate nelle giornate di vaccinazione di routine.
Il governo indiano sta collaborando con GAVI, l’Alleanza per i Vaccini, sostenuta dalla Fondazione Gates, che dal 2023 ha fornito al governo centinaia di milioni di dollari per includere i vaccini coniugati contro l’HPV e il tifo nel programma nazionale di immunizzazione dell’India.
Il Programma per le Tecnologie Appropriate in Sanità (PATH), finanziato dalla Fondazione Gates, era dietro la precedente sperimentazione clinica del vaccino contro l’HPV che aveva portato a gravi eventi avversi e decessi tra le ragazze adolescenti. Un’importante inchiesta parlamentare sui decessi ha portato all’interruzione definitiva della distribuzione del vaccino.
I firmatari della petizione hanno espresso preoccupazioni in merito agli eventi avversi associati alle vaccinazioni, visti i gravi problemi riscontrati in precedenza e la mancanza di accesso ai dati sugli eventi avversi legati alla campagna di vaccinazione in corso.
Il presidente della Corte Suprema DK Upadhyaya e il giudice Tejas Karia, che hanno esaminato la petizione, hanno definito la questione «una questione molto seria».
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Secondo l’Indian Express, hanno affermato: «ci si vaccina per non contrarre l’infezione. Non mettiamo in dubbio le vostre intenzioni, ma si tratta di un problema serio che riguarda tutte le bambine, le donne in generale… È una questione molto importante… La vaccinazione è un buon sistema, ma se si verificano eventi avversi dobbiamo essere prudenti».
I legali dei ricorrenti hanno richiesto che i dati relativi agli eventi avversi vengano condivisi con il tribunale. Tuttavia, ottenere tali dati è difficile perché non sono disponibili al pubblico.
Kumar ha affermato che esiste un dipartimento che registra tali eventi. Nel 2013, il dipartimento ha segnalato così tanti eventi avversi associati al vaccino contro l’HPV che il progetto PATH è stato interrotto.
«Nel 2026 è stato lanciato lo stesso vaccino», ha detto Kumar. Si è chiesto se «potrebbero almeno fornire i dati sugli eventi avversi riscontrati tra gli 11,5 milioni di persone a cui è stato somministrato finora».
Kumar ha sollecitato la corte a ordinare alle autorità di inserire nel verbale i dati relativi a tale evento avverso.
Il tribunale ha chiesto al Ministero della Salute e del Benessere Familiare, al Consiglio Indiano per la Ricerca Medica e all’Organizzazione Centrale per il Controllo degli Standard dei Farmaci di rispondere alle questioni sollevate nella petizione.
Hanno inoltre ordinato allo stato di inserire nei verbali i dati relativi agli eventi avversi entro la prossima settimana.
La prossima udienza si terrà il 29 luglio 2026.
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Precedentemente classificato come «abuso su minori» da un’indagine governativa
A partire dal 2006, PATH ha violato le leggi indiane per testare segretamente Gardasil e il vaccino contro l’HPV Cervarix di GlaxoSmithKline su 24.000 ragazze indiane di età compresa tra i 10 e i 14 anni.
Il progetto è stato finanziato anche da Merck e GlaxoSmithKline ed è stato condotto in collaborazione con l’Indian Council of Medical Research (ICMR) e i governi statali in cui il farmaco è stato testato.
Il governo ha sospeso il progetto nel 2010 in seguito alle proteste per la morte di sette ragazze che avevano ricevuto il vaccino. La Commissione parlamentare permanente per la salute e il benessere familiare ha avviato un’inchiesta e ne ha pubblicato i risultati nel 2013.
Il comitato ha riscontrato negligenza da parte di molte delle istituzioni coinvolte, tra cui PATH e l’ICMR. Sebbene gli sponsor avessero definito la campagna di vaccinazione un «progetto dimostrativo», il comitato ha stabilito che si trattava in realtà di una sperimentazione clinica.
È emerso che il progetto «ha violato tutte le leggi e i regolamenti stabiliti dal governo per le sperimentazioni cliniche. Nel farlo, il suo unico scopo è stato quello di promuovere gli interessi commerciali dei produttori di vaccini contro l’HPV, che avrebbero tratto enormi profitti se PATH fosse riuscita a far includere il vaccino contro l’HPV nel Programma di Immunizzazione Universale (UIP) del Paese».
Secondo il rapporto, non vi è stato alcun consenso informato né per le ragazze né per i loro genitori, e non sono stati effettuati né controlli di follow-up né segnalazioni adeguate degli eventi avversi e degli eventi avversi gravi associati al vaccino.
La commissione ha concluso che il processo costituiva un «caso accertato di abuso su minori» e ha raccomandato al governo di intraprendere azioni contro PATH.
PATH contestò le conclusioni della commissione. Non furono mai presentate accuse penali.
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La storia si ripete: stesso vaccino, stesse domande senza risposta
La nuova campagna rappresenta un ulteriore passo avanti verso l’inclusione del vaccino contro l’HPV nel Programma di Immunizzazione Universale.
Secondo il Business Standard, una versione indiana del vaccino, denominata Cervavac, è attualmente in fase di sperimentazione clinica e si prevede che verrà presa in considerazione per l’inclusione nel programma dopo il 2027.
Quando la campagna è stata lanciata a febbraio, Donthi Narasimha Reddy, Ph.D., visiting senior fellow presso l’Impact and Policy Research Institute, ha richiesto una revisione scientifica indipendente dell’ultima campagna di vaccinazione contro l’HPV in una lettera del 1° marzo indirizzata al Ministro della Salute indiano JP Nadda.
Reddy ha sollevato alcune delle stesse preoccupazioni delineate nella causa di interesse pubblico, sostenendo che in India esistono gravi e persistenti problemi relativi al vaccino contro l’HPV.
Ha affermato che nella nuova campagna manca la trasparenza e non esiste un meccanismo chiaro per la segnalazione degli eventi avversi. Non sono state indicate misure a livello distrettuale per la segnalazione degli eventi avversi, né metodi di segnalazione cartacei per le aree non coperte dal servizio sanitario nazionale, né la divulgazione pubblica obbligatoria dei dati aggregati sugli eventi avversi.
«L’assenza di segnalazioni non è sinonimo di sicurezza», ha scritto nella sua lettera al ministro della Salute.
Il vaccino Gardasil è stato collegato a una miriade di eventi avversi. Alcuni dei danni più comuni includono patologie autoimmuni e neurologiche invalidanti in modo permanente, come la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), la fibromialgia e l’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica.
Sono state segnalate migliaia di reazioni avverse in tutto il mondo. La letteratura scientifica peer-reviewed proveniente da Stati Uniti, Australia, Danimarca, Svezia, Francia e Giappone, nonché le statistiche pubblicate dalle agenzie di sanità pubblica di ciascuno di questi paesi, dimostrano plausibili associazioni tra la vaccinazione contro l’HPV e le malattie autoimmuni.
Di recente, la Merck ha raggiunto un accordo extragiudiziale negli Stati Uniti in centinaia di cause intentate contro di lei per gravi effetti collaterali causati dal vaccino.
Le vendite di Gardasil sono in caduta libera : -40% a livello globale tra il 2024 e il 2025, in parte a causa del crollo della domanda in Cina, poi un ulteriore calo del 22% nel primo trimestre del 2026, con cali notevoli in Giappone e negli Stati Uniti.
Contemporaneamente, è in corso una campagna internazionale, finanziata in gran parte dalla Fondazione Gates, per vaccinare 86 milioni di ragazze nei paesi a basso e medio reddito contro l’HPV.
Brenda Baletti
Ph.D.
© 23 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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