Geopolitica
Gli Stati Uniti sequestrano una petroliera russa
Mercoledì l’esercito statunitense ha sequestrato la petroliera battente bandiera russa Marinera nell’Atlantico settentrionale, dopo averla inseguita per tutto il tragitto dal Mar dei Caraibi.
L’imbarcazione, precedentemente denominata Bella 1, è stata intercettata per presunta «violazione delle sanzioni statunitensi» nelle acque internazionali a nord-ovest della Scozia.
L’azione è stata intrapresa dal Dipartimento di Giustizia e dal Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti in coordinamento con l’esercito, ha annunciato il Comando europeo degli Stati Uniti.
«La nave è stata sequestrata nell’Atlantico settentrionale in seguito a un mandato emesso da un tribunale federale degli Stati Uniti, dopo essere stata rintracciata dall’USCGC Munro», si legge.
In two predawn operations today, the Coast Guard conducted back-to-back meticulously coordinated boarding of two “ghost fleet” tanker ships— one in the North Atlantic Sea and one in international waters near the Caribbean. Both vessels —the Motor Tanker Bella I and the Motor… pic.twitter.com/EZlHEtcufX
— Secretary Kristi Noem (@Sec_Noem) January 7, 2026
Specialized capabilities. Global impact. An unstoppable joint force.
Alongside @DeptofWar, @USCG conducted a boarding and seizure of the Motor Tanker Bella I this morning in the North Atlantic. Following a sustained shadowing effort across the Atlantic by Coast Guard Cutter… pic.twitter.com/xEmFkh4xLO
— U.S. Coast Guard (@USCG) January 7, 2026
Sostieni Renovatio 21
L’azione contro la petroliera sostiene la «proclamazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che prende di mira le navi sanzionate che minacciano la sicurezza e la stabilità dell’emisfero occidentale», ha osservato il comando. Il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha confermato che il sequestro della nave era correlato al «blocco del petrolio venezuelano sanzionato e illegale».
La petroliera è finita per la prima volta nel mirino degli Stati Uniti dopo aver tentato, secondo quanto riferito, di avvicinarsi al Venezuela alla fine dell’anno scorso. La Guardia Costiera statunitense ha tentato di fermare la nave, ma l’equipaggio ha rifiutato di far salire a bordo gli americani e si è diretto verso l’Atlantico. Durante l’inseguimento, la nave ha cambiato nome e ha battuto bandiera russa.
Poco dopo la cattura della Marinera, il Comando Sud degli Stati Uniti ha dichiarato di aver sequestrato un’altra imbarcazione nel Mar dei Caraibi, descrivendola come «una petroliera a motore della flotta oscura, senza Stato e autorizzata».
«La nave intercettata, M/T Sophia, stava operando in acque internazionali e conducendo attività illecite nel Mar dei Caraibi. La Guardia Costiera statunitense sta scortando la M/T Sophia negli Stati Uniti per la decisione finale», ha dichiarato il comando.
Ministero dei Trasporti russo ha confermato che la petroliera «Marinera» è stata sequestrata dall’esercito statunitense.
«Il 24 dicembre 2025, la Marinera ha ricevuto un permesso temporaneo per battere bandiera russa, rilasciato in conformità con il diritto russo e internazionale», ha affermato il ministero, aggiungendo che l’attacco alla nave è avvenuto in violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, che garantisce la libertà di navigazione nelle acque internazionali.
Il ministero degli Esteri russo ha affermato di aver «monitorato attentamente» la situazione intorno alla petroliera. Si ritiene che tra l’equipaggio della nave ci siano cittadini russi, ha osservato il ministero, esortando gli Stati Uniti a garantire un «trattamento umano e dignitoso» ai marinai catturati e a «consentire loro di tornare a casa il più rapidamente possibile».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine da Twitter
Geopolitica
«Ya viene Giacarta»: la CIA in Indonesia
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21

Copertina di TIME, voll. 88, 15 luglio 1955. Diritti di TIME magazine
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Il Cremlino: Kiev nelle «ultime manifestazioni di agonia»
Gli attacchi a lungo raggio dell’Ucraina contro le infrastrutture civili ed energetiche russe, incluso il raid su San Pietroburgo, non sono altro che disperati tentativi di Kiev di cambiare il corso del conflitto e non avranno successo, ha affermato il portavoce del Cremlino Demetrio Peskov.
Una persona è rimasta uccisa e altre cinque ferite a San Pietroburgo durante un raid aereo notturno condotto dall’esercito ucraino, secondo quanto dichiarato dal governatore locale Aleksandr Beglov. L’attacco ha inoltre danneggiato oltre una dozzina di palazzi residenziali e provocato un incendio in un terminal petrolifero locale.
Peskov ha descritto l’attacco come «un’ultima manifestazione dell’agonia» dell’Ucraina, aggiungendo che, sebbene «il regime di Kiev stia reagendo, non può cambiare il corso della storia».
Secondo il portavoce del Cremlino, la Russia ha costantemente risposto agli attacchi ucraini con importanti raid sistematici, che «producono risultati».
Sostieni Renovatio 21
Mosca ha accusato Kiev di aver deliberatamente preso di mira infrastrutture civili e zone residenziali con droni a lungo raggio, nel tentativo di compensare le battute d’arresto sul campo di battaglia, dove le forze russe hanno continuato ad avanzare.
Kiev continua inoltre a prendere di mira le infrastrutture petrolifere russe, nonostante le richieste del presidente statunitense Donald Trump di porre fine agli attacchi, che a suo dire sono la causa dell’impennata dei prezzi globali dell’energia. Trump aveva precedentemente accusato Volodymyr Zelens’kyj di «creare problemi» agli Stati Uniti e al mondo intero, suggerendo che l’Ucraina avesse bisogno di un «nuovo presidente».
All’inizio di questo mese, Washington ha anche raggiunto un accordo con Mosca per alleviare la crisi dei carburanti in vista delle elezioni di medio termine statunitensi del 3 novembre. L’accordo prevedeva che gli Stati Uniti allentassero le restrizioni sulle esportazioni di gasolio da Mosca e rinunciassero alle sanzioni «devastanti», tra cui dazi del 500% sulle importazioni dalla Russia e del 100% sui principali acquirenti di petrolio e gas russi, in cambio della fornitura di gasolio da parte di Mosca al mercato globale e potenzialmente anche agli Stati Uniti.
La Russia ha risposto agli attacchi terroristici di Kiev intensificando la sua campagna di missili a lungo raggio e droni contro le infrastrutture militari, industriali e logistiche dell’Ucraina. Il ministero della Difesa russo sostiene che le forze armate non prendono di mira i civili e che gli attacchi sono diretti esclusivamente contro obiettivi militari e infrastrutture a supporto delle forze ucraine.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
L’Egitto promette supporto militare all’Arabia Saudita contro gli Houthi
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Occulto2 settimane faConsiglio comunale si apre con la preghiera «Ave Satana»
-



Essere genitori1 settimana faOssitocina contro il divorzio, una proposta
-



Necrocultura1 settimana faLa guerra occulta oltre l’aborto
-



Epidemie2 settimane faVirus della peste fuggito da un laboratorio in Siberia?
-



Bizzarria2 settimane faDonna ebbra commette atti osceni autogeni in volo: indaga l’FBI
-



Spirito2 settimane faMons. Viganò: la fallacia del Concilio «letto alla luce della Tradizione»
-



Pensiero1 settimana faPapa Leone «medical dimension»
-



Predazione degli organi5 giorni faTrapianto di organi, prima la persuasione e poi l’obbligo?














