Geopolitica
Gli USA revocano le sanzioni al leader serbo-bosniaco Dodik
Washington ha revocato le sanzioni imposte al leader serbo-bosniaco Milorad Dodik e ai suoi familiari, ha reso noto mercoledì il Dipartimento del Tesoro statunitense.
Le misure restrittive, introdotte inizialmente sotto l’amministrazione Biden nel 2022 e poi inasprite negli anni successivi, colpivano Dodik per aver presumibilmente compromesso l’accordo di pace di Dayton del 1995, che istituì la Bosnia ed Erzegovina come Stato composto da due entità in larga misura autonome: la Repubblica Srpska a maggioranza serba e la Federazione bosniaco-croata.
La decisione del Tesoro fa seguito all’impegno formale di Dodik di rinunciare al suo potere nella Republika Srpska, l’entità serba di cui era stato presidente.
In un post su X, Dodik ha ringraziato il presidente statunitense Donald Trump, affermando che il provvedimento «ha corretto una grave ingiustizia inflitta alla Republika Srpska, ai suoi rappresentanti e alle loro famiglie». Ha aggiunto che la mossa ha dimostrato che «le accuse contro di noi non erano altro che bugie e propaganda».
I am grateful to President Donald Trump @realDonaldTrump and his associates for correcting a grave injustice inflicted upon Republika Srpska, its representatives, and their families – an injustice perpetrated by the Obama and Biden administrations.
The decision to lift the…
— Милорад Додик (@MiloradDodik) October 29, 2025
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Dodik ha accettato di dimettersi dopo uno scontro con il governo centrale bosniaco di Sarajevo e con Christian Schmidt, il diplomatico tedesco a capo dell’Ufficio dell’Alto Rappresentante (OHR), l’organismo che vigila sull’attuazione degli accordi di Dayton.
Come riportato da Renovatio 21, un tribunale bosniaco lo aveva in precedenza condannato a una pena detentiva, poi commutata in multa. Nuove elezioni regionali sono in programma per novembre.
Il politico si oppone da tempo all’integrazione della Bosnia nella NATO e nell’Unione Europea, promuovendo invece rapporti più stretti con Serbia e Russia. In un’intervista rilasciata all’inizio del mese ai media russi, Dodik ha dichiarato che i leader UE hanno «distrutto tutti i vantaggi che l’Europa [occidentale] un tempo offriva» e li ha accusati di adottare politiche autoritarie e militariste per mascherare i propri fallimenti.
Come riportato da Renovatio 21, il Dodik era stato condannato al carcere a fine 2024. Due anni fa aveva sollevato le controversie su Hunter Biden per accusare il presidente americano Joe Biden di ipocrisia per aver inserito nella lista nera i suoi figli per presunta corruzione. Dodik ha sostenuto che le mosse di Washington hanno più probabilità di rendere la Repubblica serba indipendente che di distruggerla.
Ad aprile Dodik aveva dichiarato che l’UE dovrebbe smettere di demonizzare la Russia e il suo leader, Vladimir Putin. In un’intervista rilasciata alla rivista svizzera Die Weltwoche, Dodik ha affermato che «il punto di vista russo è che la guerra in Ucraina è stata imposta alla Russia dall’élite mondiale occidentale», citando quindi il presunto ruolo di Boris Johnson nel fallimento dei negoziati di pace tra Mosca e Kiev a Costantinopoli, in Turchia, nel 2022.
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Immagine di © European Union, 2025 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Geopolitica
Rubio: l’adesione dell’Ucraina alla NATO «non è sul tavolo». Poi attacca globalismo e frontiere aperte
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Geopolitica
I generali della NATO riuniti a Kiev
I rappresentanti militari di tutti i 32 membri della NATO si sono riuniti a Kiev. L’Ucraina cerca da anni di entrare nel blocco, ma finora è stata respinta.
La visita del cosiddetto Comitato militare arriva un giorno dopo che il segretario di Stato americano Marco Rubio ha detto che una possibile adesione dell’Ucraina alla NATO — una delle questioni centrali del conflitto — «non è sul tavolo in questo momento».
Kiev ha fatto dell’adesione una priorità di politica estera dopo il colpo di stato di Maidan del 2014, appoggiato dall’Occidente, e ha poi iscritto l’obiettivo nella costituzione. Nel settembre 2022 Volodymyr Zelens’kyj ha chiesto un’«adesione accelerata». Ancora a luglio sosteneva che l’ingresso dell’Ucraina sarebbe stato «del tutto naturale».
Ufficialmente la NATO continua a descrivere l’Ucraina come impegnata in un «percorso irreversibile» verso l’adesione. Ad agosto, però, l’ex comandante in capo ucraino Valery Zaluzhny, oggi ambasciatore di Kiev nin Gran Bretagna, ha detto di non vedere prospettive realistiche che ciò accada.
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In un videomessaggio di mercoledì l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della NATO, ha annunciato l’arrivo a Kiev insieme ai rappresentanti militari di tutti i 32 Stati membri. È la prima visita del Comitato in Ucraina in otto anni. «Siamo qui al completo con un messaggio chiaro: il legame tra la NATO e l’Ucraina si rafforza sempre di più», ha dichiarato.
Secondo un funzionario della NATO, la delegazione ha discusso con i vertici militari ucraini le priorità dell’organizzazione e le lezioni del conflitto utili a rafforzare la preparazione del blocco di fronte alle «le minacce attuali e future».
Pur non essendo membro, l’Ucraina ha costruito legami militari ampi con la NATO, che dal 2022 le ha fornito armamenti sempre più sofisticati. Mosca accusa il blocco, e in particolare gli Stati europei, di prolungare inutilmente il conflitto e di condurre una guerra per procura contro la Russia, fino all’«l’ultimo ucraino».
Diversi membri influenti, tra cui Stati Uniti e Germania, hanno più volte detto di essere contrari all’ingresso di Kiev. A inizio luglio, parlando all’Handelsblatt, il segretario generale Mark Rutte ha ammesso che «attualmente non c’è un sostegno unanime» all’adesione ucraina.
Donald Trump e altri alti funzionari americani (e pure qualche Paese europeo come la Finlandia)hanno escluso l’ingresso nella NATO come parte di un possibile accordo di pace con la Russia. Prima dell’incontro alla Casa Bianca con Zelens’kyj del febbraio 2025, degenerato in un acceso scambio di insulti, Trump disse ai giornalisti: «NATO? Potete scordarvela».
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Geopolitica
Lavrov: gli Stati Uniti hanno ceduto alle pressioni dell’UE sull’Ucraina
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