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Catastrofi

Terremoto a Nuova York e nel Nuovo Jersey

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Un terremoto di magnitudo preliminare pari a 3.0 ha colpito il nord del Nuovo Jersey nella tarda serata di sabato, con scosse avvertite in alcune zone di Nuova York, come confermato dalle autorità locali.

 

Secondo lo United States Geological Survey (USGS), il sisma si è verificato alle 22:18 ora locale e ha avuto epicentro nel sobborgo di Nuova York di Hasbrouck Heights, nel Nuovo Jersey, a circa sei miglia di profondità. Sebbene considerato di lieve entità, l’evento sismico è stato abbastanza forte da causare scosse percettibili in diverse aree limitrofe, tra cui alcune zone dei quartieri newyorkesi di Manhattan e del Bronx.

 

Poco dopo l’incidente, il New York City Emergency Management (NYCEM) ha rilasciato una dichiarazione, affermando che stava «monitorando e indagando» sull’accaduto.

 

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«Preparatevi a possibili scosse di assestamento. Queste potrebbero verificarsi minuti, ore o persino giorni dopo il terremoto iniziale», ha dichiarato il NYCEM in un aggiornamento su X, aggiungendo che non erano necessarie misure di protezione immediate, ma consigliando ai residenti di verificare la presenza di eventuali pericoli.

 

Fino a sabato sera non sono stati segnalati feriti o danni e le autorità hanno affermato che stanno continuando a valutare la situazione in coordinamento con i partner di emergenza.

 

L’USGS segnala che terremoti di questa magnitudo raramente causano danni strutturali significativi, ma possono essere avvertiti su un’area ampia, soprattutto in regioni con infrastrutture urbane dense come l’area metropolitana neoeboracena. I residenti che hanno avvertito scosse sono stati incoraggiati a ispezionare le proprie case o luoghi di lavoro per verificare la presenza di oggetti staccati, detriti caduti o crepe nei muri e nelle fondamenta.

 

La scossa di sabato è arrivata pochi giorni dopo un potente terremoto di magnitudo 8,8 che ha colpito la penisola russa di Kamchatka, nel Pacifico nord-occidentale, il 30 luglio: il sisma nelle profondità marine ha fatto scattare allerte tsunami e ordini di evacuazione in tutto il Pacifico e ha risvegliato numerosi vulcani nella regione, tra cui uno che era rimasto dormiente per oltre 500 anni.

 

Si sarebbe trattato del più potente terremoto avvertito nella metropoli da 140 anni.

 

Come riportato da Renovatio 21, un terremoto si scatenò su Nuova York un anno fa dopo che un fulmine aveva colpito la Statua libertà. Molti commentatori in rete parlano di «ira di Dio».

 

 

 

Secondo stime, nella città di Nuova York, centro della finanza mondiale e sede di casati plurisecolari dell’oligarcato della Necrocultura, nel 2022 sono stati eseguiti circa 68.380 aborti. È capitato, a chi scrive, sentire ad una manifestazione pro-life negli USA membri dell’arcidiocesi neoeboracena chiedersi come sia possibile che il Signore risparmi ancora la Grande Mela da un grande castigo.

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Immagine di Dietmar Rabich via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 4.0

 

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Catastrofi

Potento terremoto con morti in Tibetto

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Centinaia di case sono crollate in seguito a un potente terremoto che ha colpito la regione cinese del Tibetto, causando almeno 16 morti e decine di feriti, secondo quanto riferito dalle autorità locali.   Un terremoto di magnitudine 7.0 ha colpito la città tibetana settentrionale di Nagqu alle 22:33 ora locale di giovedì.   Venerdì mattina il bilancio delle vittime era di 16 morti e 46 feriti, di cui 11 in modo grave, secondo gli ultimi dati diffusi dalle autorità locali preposte alla gestione delle emergenze. Almeno 339 case e 20 stalle sono crollate, ha riferito l’Associated Press, citando funzionari del governo locale.   I video che circolano sui social media cinesi mostravano i residenti che si riversavano nelle strade mentre gli edifici tremavano.   Secondo i sismologi cinesi, la scossa di terremoto superficiale si è verificata a una profondità di circa 10 chilometri. L’US Geological Survey ha stimato la sua profondità a 18 chilometri, collocando l’epicentro in una zona montuosa scarsamente popolata. Oltre 1.600 persone del personale locale sono state mobilitate per le operazioni di ricerca e soccorso. Sono stati inviati aiuti di emergenza, tra cui 1.000 unità abitative prefabbricate, circa 3.000 tende, letti e indumenti invernali, per assistere gli sfollati.   Il terremoto ha anche provocato frane che hanno costretto alla chiusura di un’importante autostrada, mentre i servizi ferroviari sono stati temporaneamente sospesi per controlli di sicurezza. Le comunicazioni sono state interrotte in alcune zone della regione colpita, complicando le operazioni di soccorso.   I meteorologi hanno avvertito della possibilità di nevicate intermittenti nei prossimi tre giorni, suscitando preoccupazioni per il peggioramento delle condizioni per i sopravvissuti e i soccorritori.   Quest’ultima catastrofe si verifica a meno di due mesi da una gigantesca valanga di ghiaccio e roccia vicino al confine tra Tibetto e Nepal, che ha provocato inondazioni catastrofiche, causando la morte di oltre 1.450 persone in Nepal e decine in Cina.   Secondo la televisione di stato cinese CCTV, la scossa di terremoto di giovedì è stata la più forte a colpire la regione di Nagqu negli ultimi cinque anni.   Le autorità hanno avvertito che il bilancio delle vittime potrebbe aumentare, poiché le squadre di soccorso continuano a perlustrare gli edifici danneggiati e a valutare l’entità dei danni.  

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
 
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Catastrofi

Nuove inondazioni spazzano via edifici in Nepal

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Almeno cinque persone risultano disperse dopo che forti inondazioni improvvise hanno spazzato via case e ponti nel nord del Nepal domenica, secondo quanto riferito dalle autorità locali preposte alla gestione delle emergenze. L’evento si verifica poco più di un mese dopo una catastrofica alluvione e una frana che hanno causato la morte di oltre 1.400 persone in tutto il Paese dell’Asia meridionale.

 

Secondo un funzionario del Dipartimento di Idrologia e Meteorologia del Nepal, citato dal Kathmandu Post, l’alluvione potrebbe essere stata innescata da una frana avvenuta sabato che ha bloccato un affluente del fiume, prima che l’acqua accumulata tracimasse, creando un’inondazione improvvisa.

 

Secondo quanto riportato dal giornale, che cita le autorità locali, le acque alluvionali hanno spazzato via circa 35-40 case nel distretto settentrionale di Gorkha. Diversi ponti sarebbero stati distrutti, mentre strade e impianti idroelettrici avrebbero subito danni.

 

Alcuni video che circolano sui social media mostrerebbero le acque alluvionali spazzare via edifici in una valle di montagna. Altri filmati sembravano mostrare la distruzione del ponte Soti Khola nel distretto di Gorkha.

 

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Secondo i dati preliminari dell’Autorità nazionale nepalese per la riduzione e la gestione del rischio di catastrofi (NDRRMA), due donne e tre uomini risultano dispersi.

 

Le autorità hanno dispiegato elicotteri e centinaia di agenti delle forze dell’ordine per le operazioni di ricerca e soccorso, secondo quanto riportato dall’emittente statale Radio Nepal. Almeno 82 persone, tra cui nove stranieri, sono state tratte in salvo, ha riferito l’AFP, citando l’NDRRMA.

 

Le ultime inondazioni arrivano poco più di un mese dopo la catastrofe che ha colpito il Nepal e alcune zone del Tibet cinese il 26 agosto. Alla fine di settembre, secondo i dati dell’NDRRMA, erano stati recuperati almeno 1.451 corpi e 5.745 persone risultavano ancora disperse.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

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Catastrofi

Adalia divorata dalle fiamme: le immagini

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Vasti incendi boschivi sono scoppiati nella provincia di Antalya, in Turchia, costringendo centinaia di persone a lasciare le proprie case. Video dalla zona, circolati sui social, mostrano scene apocalittiche di colline avvolte dalle fiamme e un fumo nero che oscura il cielo.   Secondo l’agenzia di stampa Anadolu, il rogo è iniziato lunedì nel distretto di Aksu ad Antalya e si è esteso in fretta al vicino distretto di Kepez.   Almeno una persona è morta per un attacco cardiaco legato al fumo, hanno riferito le autorità locali. Due persone sono state ricoverate per ferite alle gambe connesse all’incendio e altre otto sono state curate per inalazione di fumo.  

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Le autorità hanno evacuato almeno 254 abitazioni nei due distretti e hanno chiuso temporaneamente un’autostrada che collega la città costiera mediterranea di Antalya con Isparta, a circa 130 km a nord. Nella regione più di 2.000 abitazioni hanno inoltre subito interruzioni di corrente.   Per spegnere l’incendio sono stati impiegati cinque aerei antincendio, dieci elicotteri, oltre 160 autopompe e 1.000 persone.   I video online mostrano enormi muri di fuoco che avanzano nelle foreste di montagna, lasciando terra bruciata e un cielo carico di fumo. Di notte il cielo sopra le colline colpite si tinge di rosso.   Come riportato da Renovatio 21, l’Europa fu oggetto di incendi massivi anche l’estate scorsa, definita anche quella come quella del «caldo record»). Allora erano segnalati incendi anche in Portogallo, Croazia, Francia, Albania, Gran Bretagna, Grecia e ancora in Tuchia    

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Immagine screenshot da Twitter  
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