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512° giorno di guerra

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– L’Ucraina ha iniziato a usare munizioni a grappolo ricevute dagli Stati Uniti, scrive il Washington Post, citando un anonimo funzionario ucraino. Secondo lui, le munizioni sono state utilizzate contro le posizioni russe per distruggere le strutture che rallentano l’avanzata delle forze ucraine.

 

– L’Ucraina è pronta a «correre qualsiasi rischio» per esportare il suo grano attraverso il Mar Nero, ha affermato il ministro degli Esteri ucraino Dmitry Kuleba

 

– Putin elenca le parti dell’accordo sul grano rimaste lettera morta: rimozione delle sanzioni su grano, fertilizzanti e noleggio navi e dell’embargo su componentistica agricola, connessione a SWIFT per le vendite di cereali, ripristino del transito di ammoniaca Togliatti-Odessa.

 

– Il porto di Odessa.

 

 

 

– Forti incendi sono stati registrati sul territorio dell’aeroporto di Shkolny a Odessa dopo un attacco russo. La struttura viene utilizzata per lanciare droni e aerei da combattimento

 

– Bulgaria, Ungheria, Polonia, Romania, Slovacchia hanno firmato una dichiarazione sull’estensione del divieto di importazione di grano dall’Ucraina con il mantenimento del transito.
La Polonia estenderà il divieto di importazione del grano ucraino dopo il 15 settembre, se la Commissione europea non lo farà, ha affermato il primo ministro polacco

 

– Evgenij Prigozhin: Non c’è mai stata e non ci sarà alcuna riduzione dei nostri programmi in Africa. Ieri, in onda del canale panafricano Afrique Media, Evgeny Prigozhin ha risposto alle domande dei giornalisti se stia vendendo una parte delle sue attività mineraria in Africa e se il gruppo Wagner continuerà i progetti africani. «Sì, in effetti, ho venduto parte degli asset», ha detto Prigozhin. «Certo, continuiamo a lavorare in tutti quei paesi in cui abbiamo iniziato e stiamo lavorando». Inoltre, Prigozhin ha sottolineato che la sua compagnia è aperta a un’ulteriore cooperazione e sviluppo, a condizione che ciò non sia in conflitto con gli interessi della Russia. «Se l’aiuto dei Wagner è necessario da qualche parte per combattere bande dei terroristi, o per proteggere gli interessi dei popoli di questi Paesi, siamo pronti a iniziare immediatamente a svolgere questi compiti».

 

– Odessa.

 

 

– Il Ministero della Difesa ucraino comunica che la navigazione nella parte nord-orientale del Mar Nero e nello stretto di Kerch-Yenikal è vietata come pericolosa dalle 05.00 del 20 luglio. Tutte le navi che navigano nel Mar Nero verso i porti russi saranno considerate come trasportatori di merci militari.

 

– L’Ufficio del presidente sudafricano ha dichiarato che Putin non andrà al vertice dei BRICS in Sudafrica, è stata raggiunta una decisione congiunta. La Russia al vertice BRICS sarà rappresentata da Lavrov. https://t.me/rian_ru/209368 Peskov: Putin ha deciso di partecipare al vertice BRICS in formato videoconferenza, sarà una partecipazione a tutti gli effetti.

 

– L’Ufficio del presidente sudafricano ha dichiarato che Putin non andrà al vertice dei BRICS in Sudafrica, è stata raggiunta una decisione congiunta. La Russia al vertice BRICS sarà rappresentata da Lavrov. Peskov: Putin ha deciso di partecipare al vertice BRICS in formato videoconferenza, sarà una partecipazione a tutti gli effetti.

 

– Il GECF (Gas Exporting Countries Forum) ha pubblicato le statistiche sulle importazioni di gas naturale nell’Unione Europea per la prima metà del 2023 e negli ultimi 5 anni. La quota della Russia è diminuita dell’84,4% a 12 miliardi di metri cubi rispetto allo stesso periodo del 2022. Il livello delle consegne dalla Norvegia rimane relativamente stabile. Anche se quest’anno le consegne sono inferiori rispetto al 2022, probabilmente perché gli impianti di stoccaggio dell’UE sono già pieni. Si può vedere che dal 2019 la quota dell’Azerbaigian è diventata notevole. Nel 2023, l’Azerbaigian e la Libia hanno fornito alla UE 7 miliardi di metri cubi.

 

– Risultati dell’attacco notturno al porto e ai terminal del grano di Odessa e di Chernomorsk
Sono rimaste danneggiate le proprietà dei trader internazionali e ucraini, riferisce Il Ministero delle infrastrutture ucraino.
Zelensky ha affermato che le truppe russe hanno deliberatamente preso di mira l’infrastruttura del porto e ha ordinato di rafforzare la protezione dei porti

 

– Missili Oniks in partenza da Sebastopoli verso Odessa.

 

 

– La Casa Bianca non esclude che la Russia possa attaccare navi civili dirette verso i porti ucraini nel Mar Nero. Secondo le autorità statunitensi, a tale scopo, la Russia ha installato ulteriori mine navali negli accessi ai porti ucraini.

 

– Reuters: la Russia lancia un massiccio attacco aereo su Odessa per la seconda notte consecutiva. Il rappresentante ufficiale dell’amministrazione militare di Odessa, Sergei Bratchuk, ha definito l’attacco «molto potente, davvero massiccio». «È stata una notte infernale», ha detto. Gli attacchi a Odessa hanno seguito la promessa di rappresaglia della Russia dopo l’esplosione sul ponte di Crimea.

 

– Missili alla Crimea verso Odessa.

 

 

Politico: «Gli sforzi principali degli alleati in Ucraina si stanno spostando dalla fornitura di armi alla loro riparazione»: «Mantenere in funzione miliardi di dollari di attrezzature all’avanguardia in modo che Kiev possa continuare la sua controffensiva è una delle funzioni principali di una task force di 22 nazioni guidata da Stati Uniti, Polonia e Regno Unito. Il livello di prontezza delle attrezzature è stata una seria preoccupazione per Kiev dall’inizio della guerra. La Russia è stata in grado di accrescere le sue riserve per lanciare liberamente più equipaggiamento e truppe in battaglia. Al contrario, l’Ucraina sta lavorando con attrezzature che sono o scorte post-sovietiche o sono ancora relativamente nuove per loro, e la maggior parte delle riparazioni più serie devono ancora essere effettuate in posti come la Polonia o la Repubblica Ceca prima di fare il lungo viaggio di ritorno in Ucraina».

 

– Il primo ministro ungherese Orban: il vertice UE-America Latina ha confermato che la maggior parte dei paesi del mondo è stufa della guerra in Ucraina. Oggi abbiamo chiesto ancora una volta un cessate il fuoco immediato e colloqui di pace, e questa volta si sono uniti a noi i leader dell’America Latina. È tempo di pace!

 

– Carri ucraini colpiti da Lancet russi.

 

 

– Per la prima volta è stato rivelato il numero di militari del gruppo Wagner che hanno preso parte al conflitto in Ucraina Secondo le fonti associate al gruppo:
– 78 mila militari dei Wagner hanno combattuto sul fronte ucraino,
– 49 mila sono ex detenuti reclutati,
– Al momento della presa di Bakhmut (20 maggio), 22 mila sono stati uccisi, 40 mila feriti, 25 mila vivi e sani, più i feriti in cura,
– Fino a 10 mila sono partiti in Bielorussia,
– 15.000 sono andati in ferie.

 

– Il capo dell’intelligence ucraina Budanov ha affermato che l’incendio nel campo di addestramento in Crimea è il risultato di un’operazione di intelligence e delle forze armate ucraine.

 

– l portavoce della direzione principale dell’intelligence ucraina Andrey Yusov nega che Kirill Budanov abbia confermato il coinvolgimento delle forze armate ucraine nell’incendio al deposito di munizioni in Crimea.

 

– Samantha Power, presidente dell’USAID, è arrivata a Odessa per «discutere nuove rotte per le esportazioni alimentari ucraine»:
«Nelle ultime settimane, la Russia ha iniziato a bloccare l’arrivo delle navi nel porto [di Odessa]. E ieri, Putin ha preso la decisione sconsiderata e pericolosa di porre fine alla partecipazione della Russia all’iniziativa sul grano del Mar Nero. Vladimir Putin ha deciso di tagliare un’arteria vitale per il resto del mondo. E la scorsa notte e stamattina, le truppe russe hanno attaccato con droni e missili da crociera non lontano da dove siamo in questo momento».

 

Washington Post: gli Stati Uniti possono imporre sanzioni contro il Kirghizistan entro questa settimana. Washington accusa Bishkek di aver fornito alla Russia merci sottoposte alle sanzioni dalla Cina, dall’Europa e dalla Corea del Sud. Tra questi ci sono droni, mirini ottici e semiconduttori.

 

– Il carro armato T14 è entrato in linea nelle forze del distretto militare meridionale. (TASS)

 

– La Russia nel 2023 segna il record storico nella produzione di grano, e forse anche il record dell’export.

 

– Lo stadio di Makhachkala, intitolato a Elena Isimbaeva, verrà rinominato, ha annunciato il capo della repubblica, Melikov. La campionessa di salto con l’asta, che probabilmente vive alle Canarie, ha annunciato che «la sua patria è il mondo» e che è contro alla guerra in Ucraina.

 

– Il bacino idrico di Kakhovka non esiste più. Il Dnepr è tornato nei vecchi argini. Il canale di Crimea è di nuovo secco: si trova oltre un metro sopra il livello dell’acqua.

 

 

– Secondo fonti turche Istanbul prepara una maxi fornitura di droni e di munizioni di artiglieria per l’Ucraina.

 

– Secondo uno schema elaborato da Ravenstvo media su dati delle Nazioni Unite, l’accordo sul grano avrebbe reso a Kiev 9,2 miliardi di dollari. Principali acquirenti paesi occidentali (53%) Cina (24%) e Turchia (10%). Solo il 2,6% a paesi a rischio alimentare.

 

– Crimea: la sezione dell’autostrada Tavrida chiusa e i quattro villaggi evacuati a causa dell’incendio al poligono di Krinichki.

 

–  La Russia ha trasferito le attività di Carlsberg (birra Baltika) e Danone nel Paese in «gestione temporanea», nazionalizzando di fatto due importanti attori nei mercati della birra e dei prodotti lattiero-caseari.

 

 

 

Rassegna tratta dal canale Telegram La mia Russia e Intel Slava Z.

 

 

Immagine da Telegram

 

 

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I televisori LG ti spiano anche da spenti

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I dispositivi del grande produttore coreano LG continuerebbero a raccogliere dati anche quando sono spenti o in standby. Lo rivelano indagini comparse in rete e sulla stampa nelle ultme settimane.

 

Il 6 settembre il canale YouTube Gamers Nexus ha pubblicato un video di due ore dal titolo «216.000.000 Spy TV», in cui sostiene che le smart TV LG funzionino di fatto come dispositivi di sorveglianza. Secondo l’inchiesta, anche quando i televisori risultavano scollegati da Internet erano comunque in grado di registrare l’audio tramite il microfono, salvare i file offline e caricarli non appena la connessione Wi-Fi veniva ripristinata.

 

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Come riportato da The Verge, i televisori sarebbero progettati per raccogliere e trasmettere dati in modo pressoché costante su proprietari e abitazioni, scansionando le reti Wi-Fi vicine, registrando tramite i microfoni e usando il campionamento audio-video per identificare con precisione i contenuti visualizzati attraverso i vari ingressi.

 

L’indagine è stata condotta insieme al canale Level1Techs e a ricercatori di sicurezza indipendenti, con test approfonditi su diversi modelli OLED LG in vendita al dettaglio.

 

Al centro delle accuse c’è la funzione di riconoscimento automatico dei contenuti (ACR), che secondo Gamers Nexus monitorerebbe tutto ciò che compare sullo schermo, rilevando audio e video anche dai dispositivi collegati via HDMI o USB e dalle app utilizzate. I dati raccolti verrebbero poi inviati a LG Ad Solutions per finalità pubblicitarie e di «profilazione del nucleo familiare»: un televisore analizzato nel test avrebbe trasmesso circa 4 GB di dati ACR al mese.

 

Gamers Nexus ha definito il comportamento del televisore assimilabile a quello di un malware, evidenziando anche una serie di vulnerabilità di sicurezza che, a detta degli autori dell’inchiesta, potrebbero essere sfruttate per trasformare il dispositivo in un vero e proprio strumento di ascolto nascosto.

 

 

Secondo quanto riportato, le smart TV LG effettuerebbero anche una scansione costante della rete locale, censendo altri dispositivi connessi a scopo di profilazione: smartwatch, smartphone, stampanti, server, ma persino termostati e purificatori d’aria. In un caso, un televisore avrebbe rilevato 38 dispositivi nelle vicinanze, oltre ai nomi delle reti Wi-Fi limitrofe e a dati di geolocalizzazione.

 

Gli autori dell’inchiesta sostengono inoltre che la registrazione audio proseguirebbe anche dopo la conclusione dei comandi vocali, e persino quando il microfono risulta disattivato tramite l’apposita opzione sullo schermo — una falla che, secondo Gamers Nexus, renderebbe estremamente semplice trasformare il televisore in un dispositivo di ascolto da remoto.

 

Il report arriva a poco più di un mese da precedenti accuse secondo cui LG avrebbe installato adware – cioè software pubblicitario – sui PC, accuse che l’azienda aveva respinto con una dichiarazione ufficiale.

 

Come sottolineato da TechRadar lo scorso 9 settembre, questa nuova inchiesta rischierebbe però di risultare ancora più dannosa per l’immagine dell’azienda, alla luce di alcuni materiali di marketing rivolti alle aziende in cui LG dichiarava di conoscere gli abitanti delle case dotate dei propri prodotti, i dispositivi presenti e i contenuti televisivi consumati, oltre alla possibilità di estendere questo monitoraggio anche agli smartphone.

 

Da anni circola il sospetto che smart TV, telefoni e smartwatch ci ascoltino di nascosto per bombardarci di pubblicità mirata.

 

Il fenomeno dell’ACR (Automatic Content Recognition) — la tecnologia che «fotografa”»ciò che appare sullo schermo per profilare gli utenti — non riguarda solo LG: pratiche simili di raccolta dati sono state contestate in passato anche a Samsung, con un accordo raggiunto con il Texas nel marzo 2026. Già in precedenza Vizio aveva pagato una sanzione milionaria negli Stati Uniti per aver tracciato le abitudini di visione di milioni di televisori senza consenso esplicito, rivendendo i dati a fini pubblicitari.

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Sul fronte assistenti vocali, tra il 2019 e il 2020 emerse che sia Apple (Siri) sia Amazon (Alexa) sia Google Assistant impiegavano appaltatori esterni per ascoltare e trascrivere manualmente frammenti di registrazioni vocali degli utenti, allo scopo dichiarato di migliorare il riconoscimento linguistico. Le rivelazioni, riportate da Bloomberg e dal Guardian, mostrarono che tra questi audio finivano anche conversazioni private, rapporti sessuali e discussioni mediche captate per errore. Le aziende introdussero poi opzioni per disattivare la revisione umana.

 

Il precedente più clamoroso resta quello di Cox Media Group, che nel 2023 pubblicizzò un servizio chiamato «Active Listening», presentato come capace di sfruttare l’IA per intercettare le conversazioni tramite smartphone e smart speaker a fini pubblicitari. La pagina fu rimossa in fretta dopo il clamore mediatico, e l’azienda ha poi precisato di non ascoltare direttamente gli utenti, ma di usare dati aggregati e anonimizzati di terze parti.

 

Apple, Google e Amazon negano sistematicamente l’uso dei microfoni per scopi pubblicitari, e nessuna indagine indipendente ha finora trovato prove concrete di un ascolto sistematico su larga scala.

 

La popolazione, tuttavia, ha un’altra opinione: vi sono persone non solo rassegnate ad essere ascoltate, ma pure entusiaste della cosa: Renovatio 21 ha veduto casi di persone che quando vogliono acquistare qualcosa, lo dicono semplicemente ad alta voce, sperando che il telefonino senta così da mandargli della pubblicità del prodotto.

 

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I tempi di consegna del petrolio saudita in Asia potrebbero raddoppiare

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Diversi media organi di stampa ripreso i dati più recenti dell’Associazione degli Armatori Giapponesi, secondo cui la chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb, nel Mar Rosso, alle navi saudite potrebbe allungare di oltre 2,5 volte i tempi di consegna del petrolio saudita in Asia. Lo slittamento segue il controllo da parte degli Houthi dell’intera costa del Mar Rosso.   Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi, ha dichiarato venerdì in un comunicato che «la navigazione marittima è sicura per tutte le compagnie, ad eccezione delle navi saudite», come riferito da NPR il 12 settembre.   Prima del blocco, la rotta tradizionale attraverso lo Stretto di Ormuzzo richiedeva circa 40 giorni andata e ritorno. L’alternativa del Mar Rosso — il greggio saudita viene portato via terra fino alla costa e poi imbarcato su petroliera attraverso Bab el-Mandeb — richiede circa 40-50 giorni andata e ritorno. L’unica via rimasta passa dal Canale di Suez e circumnaviga il Capo di Buona Speranza, all’estremità meridionale dell’Africa: il viaggio andata e ritorno richiederebbe almeno 100 giorni. Inoltre le petroliere più grandi sono troppo ingombranti per transitare dal Canale di Suez.

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Allungare un viaggio andata e ritorno da 40 a 100 giorni non solo ritarda le consegne, ma riduce drasticamente il numero di viaggi annuali di una petroliera da circa nove a meno di quattro, raddoppiando di fatto il numero di navi necessarie per spostare lo stesso volume di greggio. La deviazione di rotta si traduce così in uno shock sui prezzi: la capacità delle petroliere non può crescere in tempi brevi, quindi quando i giorni di navigazione salgono di colpo salgono anche le tariffe di trasporto, e quei costi finiscono nel prezzo finale del greggio anziché nel prezzo di riferimento. I margini di raffinazione assorbono il primo colpo e l’onere aggiuntivo si scarica poi sull’intero mercato.   Viaggi più lunghi costringono inoltre gli acquirenti a tenere scorte più consistenti: una raffineria che lavora su un ciclo di 100 giorni deve impegnarsi ad acquistare con oltre tre mesi di anticipo, invece di poter aggiustare gli ordini in poche settimane, come riporta Business Upturn.   Prima dell’attuale conflitto tra Stati Uniti e Iran, il Giappone dipendeva per il 95% del proprio fabbisogno di greggio da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, secondo Reuters del 4 marzo 2026; ora quella dipendenza si è spostata in larga misura verso Stati Uniti e Messico.   Prima del conflitto, circa il 25% del commercio mondiale di petrolio via mare, il 19% del GNL e fino al 30% dei fertilizzanti azotati scambiati a livello internazionale passavano dallo Stretto ormusino. Un aumento di 2,5 volte dei tempi di transito per queste risorse essenziali avrebbe evidentemente effetti gravi e dirompenti sulle catene di approvvigionamento globali.   Come riportato da Renovatio 21, la Corea del Sud, un altro Paese estrmo-orientale gravemente danneggiato nelle forniture di idrocarburi dalla chiusura dello Stretto ermesino, sta pensando di partecipare all’azione militare statunitense, ricevendo in risposta un duro ammonimento dalla Repubblica Islamica dell’Iran, che come noto è in grandi rapporti con la Corea del Nord.

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Profanazione in una cappella di Bari

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La settimana scorsa è stata profanata la cappella del cimitero di rione Santo Spirito di Bari. La scoperta è avvenuta quando i parroci del quartiere si sono recati nella necropoli per la messa in suffragio dei defunti.

 

I delinquenti si sono introdotti all’interno del luogo sacro distruggendo l’altare e danneggiando la statua della Madonna presente in cappella. Pare che i ladri non abbiano risparmiato nemmeno i paramenti sacri che sono stati trafugati.

 

Fortunatamente questo «atto vandalico ha riguardato esclusivamente il furto del tabernacolo che in quel momento era assolutamente vuoto: non vi è stata pertanto alcuna sottrazione di ostie consacrate», come precisato dai presbiteri baresi tramite i loro canali social.

 

I parroci don Fabio Campione, don Tommaso Genghi e don Gianni De Robertis hanno commentato così tale sfregio: «Un gesto ignobile, che ha profondamente turbato l’intera comunità in un momento di preghiera e di festa», riporta La Gazzetta del Mezzogiorno

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La profanazione è avvenuta a ridosso della festa patronale in onore di Maria Immacolata. Nonostante il sopruso, i prelati annunciano che le celebrazioni proseguiranno.

 

«Nonostante questo, la nostra Comunità non si lascia intimidire: celebreremo la Festa Patronale con ancora più fede e partecipazione, come segno di speranza che nessun atto di violenza potrà mai spegnere», si legge nella pagina Facebook della parrocchia. I fedeli sono invitati a stringersi in preghiera dopo l’accaduto, mentre resta da chiarire la dinamica dell’irruzione e individuare i responsabili di tale oltraggio.

 

Questi macabri rituali sembrano quasi diventare una nefasta routine. Come scritto poche settimane fa su Renovatio21, un altro luogo sacro è stato profanato: la chiesa di San Giorgio in Conca, a Cattolica, provincia di Rimini, appartenente alla parrocchia di Santa Maria di Nazareth di Montalbano dove il tabernacolo è stato divelto e portato via dalla chiesa mentre le ostie consacrate sono state ritrovate sparse all’esterno.

 

Sono episodi che colpiscono al cuore noi cristiani e questo fenomeno dilaga un po’ in tutto il mondo, non solo in Italia. In Francia due uomini omosessuali hanno compiuto una serie di furti introducendosi in 29 chiese cattoliche nell’arco di tre mesi, rubando ostie consacrate e utilizzando i vasi sacri come decorazioni domestiche. La Francia – che oramai possiamo considerare un’ex Nazione cattolica – subisce il vandalismo religioso sempre più marcatamente con la profanazione di chiese sparse un po’ in tutto il territorio transalpino.

 

Anche oltreoceano si hanno episodi simili: nella parrocchia di San Michele Arcangelo a Portland, nell’Oregon, è stato rubato il tabernacolo.

 

Come riportato da Renovatio 21, due anni fa a Perugia sono state trafugate ostie consacrate, tanto che in Umbria è altissima l’attenzione per evitare che le Ostie finiscano in mani sbagliate.

 

Sono crimini che feriscono e offendono nel profondo la fede di noi cattolici. Preghiamo e celebriamo messe di riparazione a tali sfregi, sperando che episodi del genere non accadano più.

 

Francesco Rondolini

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