Geopolitica
Trump annuncia la «finalizzazione» dell’accordo con l’Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che un accordo di pace con l’Iran è stato «in gran parte negoziato» e si sta ora finalizzando, lasciando intravedere una potenziale svolta dopo quasi tre mesi di guerra e ripetute minacce di nuovi attacchi americani.
Trump ha affermato di aver avuto quella che ha definito una «telefonata molto positiva» dallo Studio Ovale con leader e funzionari di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania e Bahrein riguardo all’Iran e a «tutte le questioni relative a un Memorandum d’intesa sulla PACE».
«È stato in gran parte negoziato un accordo, in attesa di essere finalizzato, tra gli Stati Uniti d’America, la Repubblica islamica dell’Iran e i vari altri Paesi», ha scritto Trump su Truth Social.
Il presidente statunitense aggiunto di aver parlato separatamente con il premier israeliano Benjamino Netanyahu e che anche quella telefonata «è andata molto bene».
Trump ha dichiarato che gli «aspetti e i dettagli finali» dell’accordo erano ancora in fase di discussione e sarebbero stati annunciati a breve. Ha inoltre affermato che, tra gli altri elementi dell’accordo, lo Stretto di Ormuzzo «sarà aperto».
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I media iraniani, tuttavia, hanno contestato la descrizione dell’accordo di Ormuzzo fatta da Trump. L’agenzia di stampa Fars ha affermato che la via navigabile rimarrà «sotto la gestione dell’Iran», con Teheran che manterrà il controllo su rotte, orari, procedure di passaggio e permessi.
Sebbene l’Iran avesse presumibilmente accettato di ripristinare il traffico navale ai livelli prebellici, l’agenzia Fars ha affermato che ciò non significava un ritorno al «libero passaggio», definendo la dichiarazione di Trump «incompleta» e «lontana dalla realtà».
Trump aveva ripetutamente avvertito nei giorni scorsi che gli Stati Uniti erano pronti a riprendere gli attacchi se l’Iran non avesse accettato un accordo per porre fine alla guerra, iniziata alla fine di febbraio con gli attacchi americani e israeliani contro l’Iran.
Le due parti si sono in gran parte astenute da scambi diretti da quando è stato stabilito un fragile cessate il fuoco all’inizio di aprile.
Lo Stretto ormusino, uno dei punti di strozzatura energetica più importanti al mondo, è stato un tema centrale nei negoziati. Durante il conflitto, l’Iran ha limitato il traffico attraverso lo stretto, mentre Washington ha imposto un blocco navale sui porti iraniani.
Teheran ha precedentemente affermato che l’obiettivo dei negoziati rimaneva la fine della guerra e che «i dettagli relativi alla questione nucleare non sono oggetto di discussione in questa fase». La Repubblica islamica ha insistito sul fatto che qualsiasi accordo debba tutelare i suoi diritti sovrani e porre fine a quella che definisce «pirateria» statunitense contro le navi iraniane.
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Geopolitica
Zelensk’yj va a piangere dal premier britannico dopo la richiesta di dimissioni lanciata da Trump
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Geopolitica
Dmitrev esorta Musk ad avviare la costruzione del tunnel tra Russia e Stati Uniti
È giunto il momento che Elon Musk si unisca agli sforzi per costruire un tunnel sottomarino di 70 miglia che colleghi la Russia e gli Stati Uniti, ha affermato Kirill Dmitrev, consigliere del presidente russo.
Dmitrev, anche a capo del fondo sovrano russo (RDIF), aveva proposto per la prima volta il progetto nell’ottobre 2025, descrivendolo come un collegamento che avrebbe «simboleggiato l’unità» e che avrebbe stimolato l’esplorazione delle risorse, creato posti di lavoro e dato impulso a entrambe le economie. Il tunnel passerebbe sotto lo Stretto di Bering, largo 82 chilometri nel suo punto più stretto, che separa la regione russa della Chukotka dall’Alaska.
«È ora che The Boring Company inizi a lavorare al tunnel Putin-Trump che unirebbe Russia e Stati Uniti, Eurasia e Americhe», ha dichiarato Dmitriev in un post su X domenica, taggando il miliardario.
L’appello è arrivato dopo che Musk aveva scritto che Volodymyr Zelens’kyj «si era spinto troppo oltre». La dichiarazione seguiva l’invito del presidente Donald Trump affinché l’Ucraina eleggesse un nuovo presidente.
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Trump ha ripetutamente criticato l’Ucraina e Zelens’kyj per aver aggravato la crisi globale dei carburanti, accusando Kiev di colpire deliberatamente le raffinerie russe e di far salire i prezzi dell’energia. All’inizio della settimana ha approvato una deroga temporanea alle sanzioni sulle esportazioni di carburante russe, poco dopo una telefonata con Vladimiro Putin. Lo Zelens’kyj ha definito la decisione «debole».
L’idea del tunnel richiama una proposta dell’epoca della Guerra Fredda per un «Ponte Kruscev-Kennedy» che avrebbe collegato i due Paesi. La deputata repubblicana Anna Paulina Luna ha reso pubblici questa settimana documenti sovietici declassificati sull’assassinio di John F. Kennedy; la raccolta di 350 pagine includeva materiale sul ponte proposto.
Dmitriev avanzò per la prima volta la proposta due mesi dopo l’incontro tra Putin e Trump in Alaska nell’agosto 2025, tenuto per discutere come risolvere il conflitto in Ucraina. Quel vertice rappresentò il primo contatto diretto di alto livello tra Mosca e Washington dopo l’escalation del conflitto.
Un collaboratore del presidente ha stimato che il progetto potrebbe costare oltre 65 miliardi di dollari con tecnologie convenzionali, ma ha affermato che i metodi della Boring Company potrebbero ridurre il costo del 90 %, portandolo a meno di 8 miliardi di dollari, e consentire il completamento entro otto anni. Il Fondo russo per gli investimenti diretti è pronto a partecipare, ha aggiunto, citando il suo ruolo nella costruzione di un ponte ferroviario che collega Russia e Cina.
All’inizio di quest’anno Dmitrev ha annunciato che il fondo aveva firmato un accordo per proseguire la progettazione del tunnel, con ulteriori sviluppi previsti entro la fine dell’anno.
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Immagine di pubblico dominio Cc0 via Wikimedia
Geopolitica
Trump «davvero furioso» con Zelens’kyj
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