Stragi
Tre morti in una sparatoria in una scuola nelle Filippine
Tre persone sono state uccise e altre cinque ferite in una sparatoria avvenuta in una scuola di Tacloban, nelle Filippine centrali. Lo riferiscono le autorità locali.
La sparatoria è avvenuta all’interno del campus della San Jose National High School intorno alle nove del mattino, ora locale, di lunedì.
Alcuni video che circolano sui social media sembrano mostrare bambini che si nascondono sotto i banchi, piangono e urlano mentre si sentono forti spari nelle vicinanze. In una clip non verificata, una persona sembra essere colpita dopo essersi avvicinata alla porta di un’aula.
ctto Scary Tacloban High School shooting incident Reportedly 2 dead pic.twitter.com/cjuc0jhsC1
— Albert Blue (@bluevill) June 22, 2026
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La polizia ha dichiarato che uno dei sospettati, un minore del posto in conflitto con la legge, è stato arrestato poco dopo e rimane in custodia. Un secondo sospettato è tuttora latitante e le autorità hanno avviato una caccia all’uomo.
Secondo un primo rapporto della polizia di Tacloban City, otto persone sono state colpite da colpi d’arma da fuoco. Tre vittime sono morte, mentre altre cinque sono state trasportate in ospedale per ricevere cure.
PANOORIN: Aktuwal na pagsuko ng 14-anyos na sangkot umano sa pamamaril sa loob ng paaralan sa Tacloban City.
Ayon sa Tacloban City Police, nasa kanilang kustodiya na ang dalawang sangkot umano sa pamamaril na ikinasawi ng tatlong estudyante at pagkasugat ng lima pa. | via GMA… pic.twitter.com/ZtaFViBNiZ
— GMA News (@gmanews) June 22, 2026
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Le identità delle vittime non sono state rese note in attesa di informare i familiari. Le autorità hanno inoltre mantenuto riservato il nome del sospettato arrestato.
Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire la sequenza degli eventi e determinare un possibile movente. La polizia ha dichiarato che il legame tra le vittime e i sospettati non è ancora stato accertato.
Le stragi e i tentati attacchi nelle scuole rappresentano una piaga globale che, contrariamente alla percezione comune, non si limita ai soli Stati Uniti. Pur con frequenze e dinamiche differenti, numerosi Paesi hanno vissuto drammi simili, spesso legati a problemi di salute mentale, radicalizzazione ideologica o emulazione.
In Europa, uno degli episodi più dolorosi è avvenuto in Germania nel 2002, con il massacro del liceo Gutenberg di Erfurt, dove un ex studente diciannovenne ha ucciso 16 persone prima di togliersi la vita. Questo evento ha segnato profondamente il dibattito europeo sulla sicurezza scolastica e sul controllo delle armi da fuoco.
Nel maggio 2023, la Serbia è stata sconvolta dalla strage alla scuola Vladislav Ribnikar di Belgrado, dove un ragazzo di soli 13 anni ha aperto il fuoco uccidendo dieci persone, tra cui nove compagni di classe, un evento che ha scatenato massicce proteste nazionali.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa si ebbe una sparatoria in Finlandia. Nel 2023 si era avuto a Praga il caso di uno studente assassino che aveva assaltato l’università.
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Anche la Russia ha registrato gravi attacchi. Nel 2018, la strage all’istituto politecnico di Kerč, in Crimea, ha provocato 20 vittime per mano di uno studente che ha utilizzato sia armi da fuoco sia ordigni artigianali, mostrando una dinamica drammaticamente simile a quella di Columbine. Nel maggio 2021, un altro ex studente ha ucciso 9 persone in una scuola di Kazan.
Casi drammatici si registrano anche in America Latina, in particolare in Brasile, dove si è assistito a un preoccupante aumento di episodi negli ultimi anni, come l’attacco del 2019 a Suzano o i successivi assalti mirati ad asili e scuole primarie, spesso pianificati all’interno di comunità online estremiste.
A differenza degli Stati Uniti, dove l’accesso alle armi da fuoco è facilitato, al di fuori del contesto americano molti aggressori utilizzano armi bianche o esplosivi rudimentali. Tuttavia, l’impatto psicologico e la necessità di blindare gli istituti scolastici rimangono sfide globali identiche.
Come riportato da Renovatio 21, in un recente episodio di strage tentata in una scuola femminile in Isvezia l’attentatore aveva usato un chatbot AI per programmare la strage.
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Immagine screenshot da Twitter
Stragi
Sudafrica, catena di morti fa pensare all’opera di un serial killer
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Intelligenza Artificiale
La strage nella scuola iraniana causata dalla dipendenza americana dall’AI
L’uso eccessivo dell’Intelligenza Artificiale, i tagli al personale e le procedure affrettate per l’individuazione degli obiettivi avrebbero contribuito all’attacco missilistico statunitense contro una scuola femminile iraniana a Minab. Lo riporta Bloomberg citando funzionari coinvolti in un’inchiesta del Pentagono.
Il 28 febbraio due missili Tomahawk hanno colpito la scuola elementare Shajarah Tayyebeh, nel sud dell’Iran, causando la morte di almeno 157 persone, tra cui 123 bambini. L’attacco si è verificato durante la prima ondata di raid statunitensi e israeliani in tutto il Paese. La scuola sorgeva di fronte a una base navale, che probabilmente era il bersaglio previsto.
Secondo alcune fonti, alcuni membri del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) si aspettavano che il sistema intelligente Maven di Palantir segnalasse dati obsoleti o incoerenti nella selezione dei potenziali obiettivi. Rapporti precedenti indicavano che i militari si fossero basati su immagini satellitari datate che mostravano la scuola come parte della base.
Secondo Bloomberg, Maven ha consentito di ridurre a pochi minuti il processo di compilazione degli elenchi di obiettivi.
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Un portavoce di Palantir ha dichiarato a Bloomberg che la società «non è responsabile dei dati sottostanti né dell’individuazione di carenze nell’intelligence» e che non esistono prove che il suo software sia stato la causa dell’attacco a Minab.
Il gruppo specializzato in IA ha quindi aggiornato Maven per «riesaminare le informazioni sottostanti al fine di identificare i fattori che potrebbero squalificare un obiettivo e segnalare incongruenze e inesattezze che la revisione umana potrebbe aver trascurato», ha scritto Bloomberg citando una persona informata sui fatti.
Secondo quanto riferito, gli inquirenti hanno anche rilevato che, su ordine del Segretario alla Guerra Pete Hegseth, il Pentagono ha smantellato la maggior parte delle sue unità di mitigazione dei danni ai civili (CHM) e ne ha ridotto il personale di circa il 90%, portandolo a meno di 20 persone. Un team CHM presso il CENTCOM sarebbe stato ridotto da dieci unità a una sola persona e nessun funzionario CHM avrebbe ispezionato il sito di Minab prima dell’attacco.
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, affermò all’epoca che il bombardamento della scuola «aveva suscitato un orrore viscerale». Giovedì una missione d’inchiesta delle Nazioni Unite ha dichiarato che vi erano «ragionevoli motivi» per ritenere che l’attacco costituisse un crimine di guerra. Il dipartimento di Stato americano ha respinto la conclusione, accusando l’ONU di promuovere «retorica antiamericana e antisemitismo» e di assecondare «regimi repressivi».
Gli Stati Uniti non hanno rivendicato pubblicamente la responsabilità dell’attacco.
Come riportato da Renovatio 21, il presidente Donald Trump ha ipotizzato che il missile potesse essere iraniano. Tuttavia le inchieste condotte dai media statunitensi indicano che i missili fossero americani.
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Immagine di Mehr News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Stragi
Crolla un palazzo a Gaza: diecine di morti
Death toll rises to eight after building collapse in Gaza 💔 pic.twitter.com/z6wBuOeYhh
— The Gulag (@WelcomeTheGulag) September 17, 2026
Another Hard day in Gaza
15 dead extract so far and 100 missing under the rubble among them 50 kid due the collapse of the dilapidated “Al-Sa’ada” building on Al-Sina’a Street, west of Gaza City, due an Israeli shelling. pic.twitter.com/iMuFLf7SyV — Saif Maher (@SaifMaher421388) September 16, 2026
I’m heartbroken. This is horrific. A multi-floor building that had been previously bombed by Israel has collapsed in Gaza on top of at least 6 families. Families are stuck and there is no way to remove the rubble and save anyone. pic.twitter.com/8g8FQtIfFl
— Mosab Abu Toha (@MosabAbuToha) September 16, 2026
🚨BREAKING: Gaza Civil Defense says around 100 civilians remain missing under the rubble of the collapsed building in Gaza City.
It urged the international community to provide the necessary equipment to recover those trapped beneath the rubble. pic.twitter.com/gDAkVykn66 — Gaza Notifications (@gazanotice) September 16, 2026
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