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Farmaci

Sri Lanka, piano di emergenza del governo per la mancanza di farmaci

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Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Alcuni ospedali hanno scorte solo per qualche giorno. Le importazioni sono rallentate a causa della crisi economica e dalla mancanza di carburante, che ha colpito la distribuzione alle strutture sanitarie rurali. Le scorte in eccesso verranno raccolte dal governo e ridistribuite in base alle necessità.

 

 

I responsabili sanitari nazionali stanno cercando di elaborare piani di emergenza per affrontare una carenza di farmaci causata dall’attuale crisi economica. Alcuni ospedali hanno a disposizione solo scorte di pochi giorni di medicinali salvavita.

 

Il ministero della Salute «ha deciso di creare un meccanismo in base al quale i farmaci delle scorte di riserva nelle unità sanitarie primarie e negli ospedali regionali saranno portati in un’unità centrale e distribuiti sulla base di una valutazione del bisogno», hanno riferito fonti di AsiaNews.

 

Secondo i funzionari locali l’attuale carenza «è stata determinata da un’interruzione delle catene di approvvigionamento e delle reti di distribuzione», tra cui «ritardi nell’apertura delle lettere di credito» dopo la crisi dei cambi che da mesi sta devastando l’economia nazionale.

 

«Il dicastero della Salute non è stato in grado di effettuare ordini per le importazioni regolari come prima della crisi economica», hanno continuato le fonti. Oltre alla crisi valutaria, la mancanza di carburante ha rallentato la rete di distribuzione, colpendo soprattutto gli ospedali delle aree rurali.

 

La Government Medical Officers Association (GMOA) ha sottolineato che «c’è una grave carenza di medicinali, tra cui lo sciroppo antibiotico per i bambini, e attrezzature necessarie per la cura degli occhi e dei pazienti oncologici».

 

Anche i farmaci per l’anestesia necessari per gli interventi chirurgici scarseggiano, costringendo i medici a rimandare gli interventi. La scorsa settimana il GMOA ha incontrato il presidente Ranil Wickremasinghe per dare una propria opinione riguardo alla crisi.

 

In base alla valutazione del GMOA , sono cinque gli attori che si occupano della gestione e della distribuzione dei farmaci e delle attrezzature sanitarie all’interno del Paese: il ministero della Salute, la Divisione per le forniture mediche e il sistema ospedaliero online, la State Pharmaceutical Corporation (SPC) che gestisce l’importazione dei farmaci, la State Pharmaceutical Manufacturing Corporation (SPMC) e l’Agenzia regolatoria nazionale per le medicine (NMRA). C’è una «mancanza di coordinamento tra queste parti interessate», ha commentato la GMOA, e di conseguenza, «si verificano problemi e ritardi nell’acquisto dei farmaci».

 

Un funzionario sanitario ha spiegato che «sono state presentate alcune proposte ed è stato chiesto al governo di condurre una verifica e di mantenere un sistema online sull’utilizzo dei farmaci. Se ci fosse un meccanismo per controllare quante medicine vengono distribuite nel Paese e quante scorte ci sono, potremmo affrontare il problema».

 

Negli ospedali di Kandy, Balangoda e Badulla, invece, non si è ancora verificata una carenza di farmaci, per cui il governo ha chiesto che venga consegnata una parte delle loro scorte: «Abbiamo scorte di riserva sufficienti per tre mesi. Stiamo restituendo la maggior parte dei farmaci in eccesso, soprattutto antibiotici e paracetamolo, mantenendo una quantità sufficiente a soddisfare le nostre esigenze per un mese», hanno spiegato ad AsiaNews alcuni responsabili sanitari.

 

Nel caso dell’ospedale di Puttalam-Marawila, la struttura ha riconsegnato però al governo centrale alcune medicine anche se aveva registrato una carenza di antibiotici orali per i bambini. I medici del Colombo National Hospital hanno iniziato invece a limitare l’uso di paracetamolo e di materiale chirurgico come guanti, camici, mascherine, siringhe e garze.

 

 

 

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Renovatio 21 offre questo articolo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

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Farmaci

La Polonia inizia a distribuire pillole di iodio per paura della centrale nucleare di Zaporiggia

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La Polonia ha avviato un programma di distribuzione di pastiglie di iodio ai soccorritori e ai primi soccorritori, a cominciare dai vigili del fuoco regionali (i quali a loro volta possono distribuirle alla popolazione generale) in caso di un possibile disastro radioattivo presso la più grande centrale nucleare d’Europa.

 

Un viceministro polacco ha annunciato per la prima volta il piano giovedì, avvertendo della possibilità di una pericolosa esposizione radioattiva in mezzo ai continui combattimenti nella non troppo distante centrale nucleare di Zaporiggia.

 

«Dopo che la stampa ha riferito di battaglie vicino alla centrale nucleare di Zaporiggia, abbiamo deciso (…) in anticipo di intraprendere un’azione protettiva con la distribuzione dello iodio », ha detto il viceministro Blazej Pobozy in una trasmissione radiofonica nazionale polacca. «Vorrei rassicurare tutti i cittadini che si tratta di azioni di routine e preventive che devono proteggerci in caso di una situazione che (…) spero non accada».

 

Entrambe le parti hanno continuato a incolpare l’altra per il deterioramento delle condizioni operative, che all’inizio del mese ha indotto gli operatori dell’impianto a togliere dalla rete un sesto reattore per abbondanza di cautela mentre una linea elettrica veniva ripristinata dopo l’incendio.

 

All’inizio di questo mese, il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj aveva dichiarato che «a causa della provocazione russa, l’impianto di Zaporizhzhya è a un passo da un disastro radioattivo».

 

I russi al contrario incolpano Kiev di voler cercare l’incidente nucleare come casus belli che trascini nel conflitto altri Paesi, così da scatenare, tecnicamente, la Terza Guerra Mondiale. I servizi russi dell’FSB hanno altresì dichiarato che anche centrali nucleari in territorio russo avrebbero subito sabotaggi.

 

Un paio di funzionari dell’AIEA – l’organismo di  vigilanza nucleare delle Nazioni Unite – sono ancora presenti nella centrale,e parlano di piani di attuazione per stabilire una «zona di sicurezza e protezione nucleare» intorno all’impianto.

 

Le compresse di iodio possono aiutare a proteggere dalle condizioni associate all’esposizione radioattiva come il cancro alla tiroide.

 

A fine marzo fa il presidente della Regione Veneto Luca Zaia si era lanciato, nella sua consueta conferenza stampa, in una serie di raccomandazioni ai cittadini riguardo il pericolo radiazioni, dove discuteva anche delle pastiglio di iodio con l’intento di tranquillizzare i cittadini Veneti in caso di pericolo nucleare. Tuttavia, come scrisse La Stampa, l’effetto ottenuto è stato «più comico (…) ma anche preoccupante».

 

Il 19 aprile, sul sito web del ministero russo per le emergenze era apparso un messaggio che sembrava innescare l’allerta nucleare per la popolazione: il messaggio avvisava i cittadini di un attacco nucleare di rappresaglia NATO che sarebbe avvenuto  intorno alla Pasqua ortodossa (il 24 aprile). Si sarebbe trattata di un’incursione di hacker antirussi. Tra le varie raccomandazione, vi sarebbe stata anche l’assunzione di iodio.

 

Come riportato da Renovatio 21, anche a Zaporiggia si sta tenendo il referendum di annessione alla Russia.

 

La Polonia si sta preparando, oltre che al possibile inverno nucleare, anche all’inverno tout court, con le autorità a raccomandare ai cittadini di raccogliere legna per scaldarsi e file chilometriche per acquistare carbone.

 

 

 

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Epidemie

Ivermectina, un nuovo studio trova un’efficacia del 92% nell’impedire la morte da COVID

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Un ampio studio sull’impatto dell’uso dell’ivermectina come profilassi per COVID-19 ha rilevato che i consumatori regolari del farmaco hanno sperimentato una riduzione della mortalità fino al 92% rispetto a coloro che non assumevano il farmaco premio Nobel.

 

Il ricercatore medico brasiliano Flavio A. Cadegiani ha anticipato su Twitter che il suo studio e d’origine ha mostrato un «effetto dose-risposta», cioè che «più ne usavi, più protezione avevi».

 

Il dottor Cadegiani ha osservato che le persone che usano ivermectina regolarmente ogni 15 giorni per almeno sei-otto settimane hanno avuto una riduzione della mortalità fino al 92%.

 

Come riportato da Renovatio 21, tra 2021 e 2022 il Cadegiani aveva condotto un precedente studio sul farmaco che ha valutato se il suo uso potesse avere un impatto sui tassi di infezione e mortalità da COVID-19.

 

Gli appelli degli scienziati a favore dell’uso dell’ivermetcina sono stati molteplici. L’epidemiologo Harvey Risch della Yale Medical School è stato tra scienziati e medici che avevano affermato in una testimonianza del Senato USA che migliaia di vite avrebbero potuto essere salvate se trattamenti come l’ivermectina e l’idrossiclorochina non fossero stati soppressi.

 

Tuttavia, la contrarietà dell’establishment fu totale, fino al grottesco caso dell’ente regolatore del farmaco americano, l’FDA, che insultò via Twitter coloro che assumevano il medicinale, definendolo «sverminatore di cavalli». Seguì una fake news secondo cui alcuni ospedali americani non potevano curare i feriti da arma da fuoco a causa del pronto soccorso intasato da persone che stavano male a causa dell’assunzione dell’ivermectina. La bufala fu scoperta, ma non prima che fosse condivisa da tutti i maggiori network TV del Paese.

 

Durante la pandemia, Twitter e altre piattaforme di social media hanno censurato la menzione positiva di ivermectina e idrossiclorochina nonostante le innumerevoli testimonianze e le dozzine di studi in tutto il mondo che dimostrano l’efficacia dei farmaci nel trattamento del COVID-19.

 

Per capire la magnitudine dell’insabbiamento riguardo l’ivermectina, Renovatio 21 ha condiviso un breve video inglese sottotitolato in italiano, di cui consigliamo la visione. La censura ha colpito anche il popolarissimo podcaster Joe Rogan.

 

Tuttavia, giudici e senati di stati americani hanno portato per legge la sanità alla possibilità di somministrare il farmaco ai pazienti.

 

Tutto questo mentre si registravano casi come quello di città del Messico, dove le morti per COVID sono crollate dopo la somministrazione massiva di ivermectina alla popolazione.

 

Come ha avuto a dire il dottor McCullough su vaccinazioni obbligatorie e probizione dell’ivermectina, potrebbe trattarsi di una «collusione globale» per «causare tutti i danni e le morti possibili».

 

 

 

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Bioetica

Aborto farmacologico, nuova battaglia in USA

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

Con le cliniche per l’aborto che chiudono i battenti negli Stati Uniti e più della metà degli stati che limitano l’aborto in una certa misura, i sostenitori della scelta stanno promuovendo «aborti farmacologici» o «aborti chimici».

 

Questi non richiedono una visita a una clinica per aborti; i farmaci possono essere prescritti tramite telemedicina, possono anche essere ordinati online da medici e farmacie all’estero, sebbene ciò sia  illegale.

 

Secondo il  Guttmacher Institute, un think tank sull’aborto, gli aborti farmacologici rappresentano attualmente più della metà degli aborti americani.

 

Tuttavia, anche questi sono limitati. In due dei 50 stati sono banditi; in 29 stati devono essere prescritti da un medico; e in 19 stati devono essere presi in presenza di un medico – che è un divieto effettivo di telemedicina.

 

Poiché la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato Roe v. Wade, il presidente Joe Biden ha messo il peso del governo federale dietro l’opzione dell’aborto farmacologico.

 

In un ordine esecutivo dell’8 luglio , ha ordinato al Dipartimento della salute e dei servizi umani di «proteggere ed espandere l’accesso alle cure per l’aborto, incluso l’accesso ai farmaci che la FDA ha approvato come sicuri ed efficaci oltre vent’anni fa».

 

La FDA ha approvato l’uso dei farmaci gemelli Mifepristone e Misoprostolo nel 2000 e i sostenitori dell’aborto affermano che sono sicuri ed efficaci se usati a nove settimane di gestazione o meno.

 

Il New York Times, insieme ad altri media e politici, raccomanda che l’approvazione della FDA prevenga divieti e restrizioni statali. C’è un precedente per questo, ha sostenuto in un editoriale: nel 2014 il Massachusetts ha cercato di vietare Zohydro, un antidolorifico approvato dalla FDA. La mossa è stata annullata in un tribunale distrettuale federale.

 

In realtà, Zohydro è una scelta strana come precedente. La FDA lo ha approvato nel 2013, ma dopo aver  ignorato le obiezioni di un comitato scientifico, che aveva votato 11 contro 2 contrari.

 

Come ogni altra cosa nel dibattito sull’aborto, i fatti sull’aborto farmacologico sono controversi. Chiaramente non è privo di rischi. Secondo la FDA, 26 donne americane sono morte dopo aver usato Mifepristone per i loro aborti.

 

Il  Charlotte Lozier Institute, un think tank pro-life, afferma che «l’aborto chimico ha un tasso di complicanze quattro volte quello dell’aborto chirurgico e fino a una donna su cinque subirà una complicazione».

 

Sottolinea inoltre che gli aborti farmacologici hanno effetti sociali imprevedibili. «Senza la supervisione medica, le pillole abortive possono cadere nelle mani di trafficanti e partner violenti. Ci sono già resoconti di donne a cui sono state somministrate pillole abortive a loro insaputa e contro la loro volontà».

 

Il Texas ha approvato una legge che  limita l’aborto farmacologico alle donne in gravidanza di sette settimane.

 

Il suo preambolo dichiara che «l’uso di Mifeprex o mifepristone presenta complicazioni mediche significative tra cui, a titolo esemplificativo, emorragia uterina, infezioni virali, dolore addominale, crampi, vomito, mal di testa, affaticamento e malattie infiammatorie pelviche; e il tasso di fallimento e il rischio di complicanze aumentano con l’avanzare dell’età gestazionale».

 

Gli attivisti pro-aborto  descrivono tali affermazioni come «disinformazione» o semplicemente come bugie. Ma sono ben documentati nelle riviste mediche.

 

Speriamo di scoprire chi sta disinformando chi il prima possibile.

 

 

Michael Cook

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

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