Animali
Orrendo canguro tenta di affogare un cane e il suo padrone
Un orribile esemplare di canguro è stato filmato mentre tentava di annegare prima un cane e poi il suo padrone arrivato a soccorrerlo.
Le sorprendenti immagini, presumibilmente girate in Australia, stanno facendo il giro del web lasciando basiti gli utenti, in ispecie quelli che credono che i canguri siano bestiole dolci ed affettuose.
La situazione si è risolta per il meglio: il cane è riuscito a fuggire a riva, mentre l’umano se l’è cavata riuscendo anche a recuperare il telefonino caduto in acqua nella colluttazione con il rozzo e pericoloso animale degli antipodi.
L’umano riesce perfino a ridere dell’episodio, tuttavia c’è da ricordare altre situazioni di grande tensione in cui gli aggressivi marsupiali se la sono presa con i poveri canidi.
Famosissimo è il video del signore che per salvare fido finito nella morsa del canguro gli molla un cazzotto che lascia l’animale leggermente interdetto, lontano dalla baldanzosa aria di sfida che aveva poco prima di ricevere la cartella sul muso.
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Esistono in rete altri filmati che mostrano tentativi dei canguri di annegare i poveri cani.
Esattamente come avviene per l’animale più letale d’Africa – l’ippopotamo – la gente tende ad avere simpatia per i canguri ignorandone l’estrema pericolosità.
I video di aggressione di esseri umani da parte dei tremendi marsupiali oramai non si contano.
Le saltellanti bestiacce sono state viste non solo aggredire esseri umani, ma anche tentare di sfondare vetri per entrare in casa delle persone.
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Ciò che pure molti lettori magari ignorano, è che il canguro è commestibile: la sua carne, considerata molto magra (con circa il 2% dei grassi) offre succulente bistecche ricche di proteine, vitamine del gruppo B, zinco, ferro, omega 3 e omega 6.
Comparata alla carne di manzo, la carne di canguro ha in sé il doppio del ferro – il triplo rispetto alla carne di pollo e di suino.
Sull’internet culinaria, anche in italiano, abbondano le ricette del caso, come il canguro alla griglia con funghi, piatto gustoso facile da preparare in soli 30 minuti.
«Il canguro favorisce il benessere dell’organismo, migliorano la circolazione del sangue, riducendo la tendenza alla coagulazione e aiutando a prevenire il rischio di infarto» scrive il sito Buonissimo. In questo momento di miocarditi selvagge e misteriose, mangiare canguro potrebbe aiutare davvero.
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Immagine screenshot da YouTube
Animali
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Animali
Dieci leoni trovati avvelenati: mega-gattare in azione?
Dieci leoni sono stati trovati morti nell’area di conservazione di Ngorongoro, patrimonio UNESCO in Tanzania, e le autorità hanno aperto un’indagine per sospetto avvelenamento.
Gli animali sono stati scoperti venerdì nella zona di Ndutu, nel distretto di Endulen, secondo un avviso dell’Autorità per l’Area di Conservazione di Ngorongoro (NCAA). «I primi accertamenti suggeriscono che gli animali potrebbero essere morti per ingestione di veleno», ha dichiarato l’agenzia.
La NCAA ha avviato un’indagine interna per accertare le cause dei decessi e identificare i responsabili. Non ha indicato età o sesso degli animali né ha specificato quale sostanza possa essere stata coinvolta.
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L’avvelenamento è una minaccia ricorrente per i grandi carnivori nell’Africa orientale ed è spesso legato ai conflitti tra predatori e allevatori. Le autorità, tuttavia, non hanno ancora stabilito se le ultime morti siano state causate da avvelenamento intenzionale, né hanno individuato un possibile movente.
Nel 2018 sei leoni e 74 avvoltoi morirono dopo essersi cibati di una carcassa di bestiame avvelenata vicino al Parco Nazionale di Ruaha, in Tanzania. Le associazioni ambientaliste hanno sostenuto che l’avvelenamento sembrava una rappresaglia dopo l’attacco di alcuni leoni al bestiame, anche se non è stato identificato alcun sospetto.
Le ultime morti arrivano un mese dopo il ritrovamento di 18 elefanti morti nell’ecosistema di Amboseli, in Kenya, vicino al confine con la Tanzania. I test preliminari hanno indicato una possibile esposizione a una sostanza tossica. Quattro sospetti sono stati arrestati e poi rilasciati su cauzione in attesa di ulteriori accertamenti. A gennaio sei leoni e oltre 30 avvoltoi sono morti per avvelenamento nella riserva di Kitenden, sempre in Kenya, vicino al confine con la Tanzania.
Secondo un censimento della fauna selvatica 2024-2025 pubblicato a giugno dal Tanzania Wildlife Research Institute, la Tanzania ospita circa 17.200 leoni, la popolazione nazionale più numerosa al mondo. Circa 5.844 esemplari vivono nel circuito turistico settentrionale, che comprende Ngorongoro, Serengeti, Tarangire e il lago Manyara.
Ngorongoro è un sito patrimonio mondiale dell’UNESCO in cui i pastori Maasai convivono con leoni, elefanti, bufali, rinoceronti neri e altri animali selvatici.
Il ministero del Turismo tanzaniano ha dichiarato che il Paese ha accolto 993.771 turisti internazionali nella prima metà del 2026. Le attrazioni gestite dalla NCAA hanno registrato 331.349 visite, tra nazionali e straniere, nello stesso periodo, con un incremento annuo del 7,6%.
L’avvelenamento di felini è una pratica presente anche in Europa, e assume il volto del gattarismo, ossia la patologia delle gattare, donne che si legano morbosamente a quantità di felini, – il rovescio enantiodromico è quello delle signore che invece i gatti li uccidono. Insomma: le anti-gattare sono una ramificazione delle gattare, così come secondo Leonardo Sciascia l’antifascismo è una divisione del fascismo.
Abbiamo sentito tante volte nell’infanzie le storie della vecchia di Paese che uccide i gattini. Archetipicamente, possiamo spiegare la questione immaginiamo che l’istinto materno, già di per sé contorto, delle gattare si possa trasformare, per quella che lo psicanalista Alfred Adler chiamava «legge dello sforzo inverso», nel suo opposto: la madre diviene strega.
Sul piano sociologico e giuridico in Italia, le gattare sono persino riconosciute dalla legge quadro 281/1991 sul randagismo, che affida loro la gestione delle colonie feline in convenzione con i servizi veterinari pubblici. Diversi Comuni italiani (Roma, Milano, Torino) hanno istituito registri e regolamenti specifici, e associazioni ambientaliste monitorano periodicamente lo stato della cura delle colonie feline nel Paese, segnalando peraltro un calo dei volontari attivi negli ultimi anni.
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Tuttavia l’avvelenamento o l’uccisione dei gatti delle colonie ì è documentato soprattutto da fonti giornalistiche e associazioni animaliste, più che da studi accademici veri e propri. L’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (AIDA&A) stima che ogni anno vengano avvelenati e spesso uccisi almeno 70.000 gatti in Italia, con il fenomeno che si diffonde maggiormente scendendo verso il Sud, pur non risparmiando Centro e Nord, con punte in Puglia, Sicilia e Calabria.
Esistono aneddoti su litigi fra gattare per la cura della colonia, con accuse riguardo occupazione di territorio, furto di cibo o persino «traffico» di mici da una colonia all’altra. Le ipotesi riguardo campagne di avvelenamento dei reciproci gatti possono essere avanzate in un quadro di rivalità di vicinato spinto al parossismo (la classica morte del cane del vicino avvelenato), ma moltiplicati per stragi di felidi randagi.
Ci chiediamo a questo punto: più che per la solita esasperazione degli allevatori verso i predatori, è possibile che la povera «colonia felina» dei leoni – che sono de facto mega-gatti – sia finita in una bega tra mega-gattare?
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Immagine di Benh LIEU SONG via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Animali
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