Politica
Melania Trump rilascia una dichiarazione a sorpresa su Epstein
La First Lady degli Stati Uniti (FLOTUS) Melania Trump ha rilasciato una sorprendente dichiarazione pubblica su Jeffrey Epstein, negando di aver avuto una relazione significativa con il defunto finanziere e condannato per reati sessuali, e insistendo sul fatto che non fu lui a presentarla a Donald Trump.
In dichiarazioni rilasciate dalla Casa Bianca il 9 aprile, Melania ha affermato di non essere «mai stata amica di Epstein», ha descritto i suoi contatti con la sua collaboratrice, Ghislaine Maxwell, come semplici «corrispondenza occasionale» e ha esortato il Congresso a tenere audizioni pubbliche incentrate sulle vittime di Epstein.
First Lady Melania Trump’s Statement pic.twitter.com/fSEz24NEyg
— First Lady Melania Trump (@FLOTUS) April 9, 2026
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«Le menzogne che mi collegano al disonorevole Jeffrey Epstein devono finire oggi stesso», ha dichiarato la first lady, accusando critici non meglio identificati di tentare di «diffamare» la sua reputazione. La FLOTUS affermato che lei e Donald Trump avevano partecipato solo occasionalmente agli stessi eventi sociali di Epstein a causa delle frequentazioni comuni tra New York e Palm Beach, e ha aggiunto di averlo incontrato per la prima volta nel 2000 a un evento a cui aveva partecipato con Trump.
Melania ha inoltre negato di essere mai stata sull’aereo di Epstein o di aver visitato la sua isola privata, e ha respinto in particolare le affermazioni secondo cui Epstein avrebbe avuto un ruolo nella sua relazione con il futuro presidente. Ha inoltre insistito sul fatto che il suo nome non è mai comparso in documenti giudiziari, deposizioni, dichiarazioni delle vittime o interrogatori dell’FBI relativi al caso Epstein.
L’intervento sembra aver colto di sorpresa persino il presidente. Secondo quanto riportato da ABC e MSNBC, Donald Trump ha affermato di non sapere in anticipo che Melania avrebbe parlato pubblicamente di Epstein quel giorno.
L’amministrazione Trump ha dovuto affrontare crescenti critiche per la sua gestione del caso Epstein. Il giorno precedente, diversi media avevano riportato che il co-fondatore di Microsoft, Bill Gates, aveva accettato di testimoniare davanti alla Commissione di vigilanza della Camera, che aveva già ascoltato le testimonianze dell’ex presidente Bill Clinton e dell’ex segretario di Stato Hillary Clinton.
Cresce anche la pressione sull’ex procuratrice generale Pam Bondi, licenziata da Trump la scorsa settimana. Il Dipartimento di Giustizia ha sostenuto che Bondi non è più tenuta a comparire davanti al Congresso perché convocata nella sua veste ufficiale, ma i parlamentari di entrambi gli schieramenti hanno respinto questa argomentazione, affermando che la sua testimonianza è ora ancora più importante.
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La controversia covava da oltre un anno. Nel febbraio 2025, la Bondi dichiarò che la presunta lista dei clienti di Epstein era «proprio sulla mia scrivania, pronta per essere esaminata», alimentando le aspettative di importanti rivelazioni. Ma a luglio, il dipartimento di Giustizia affermò che tale lista non esisteva e che non aveva intenzione di pubblicare ulteriori documenti: un ripensamento che scatenò l’ilarità sia dei Democratici che dei Repubblicani e intensificò le accuse di insabbiamento.
Come riportato da Renovatio 21, sei mesi fa l’editore HarperCollins UK si è scusata con Melania Trump e ha ritirato un libro che affermava che Jeffrey Epstein l’avesse presentata al marito, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Melania Trump aveva già ottenuto una ritrattazione dal sito Daily Beast e da un podcast condotto dallo stratega democratico James Carville per affermazioni simili.
Come riportato da Renovatio 21, al contrario, per le sue affermazione sulla FLOTUS, suo marito ed Epstein Hunter Biden ha rifiutato di scusarsi. Melania Trump ha minacciato di fargli causa per un miliardo di dollari, ma il figlio già tossicodipendente di Biden ha risposto a maleparole.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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Il leader serbo bosniaco antioccidentale Dodik festeggia la vittoria elettorale
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Il Brasile va alle urne: Bolsonaro jr. vince su Lula
Il figlio di Bolsonaro ha vinto primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, superando il presidente uscente di sinistra Lula. Il ballottagio pre la carica di presidente del grande Paese sudamericano è previsto per il 25 ottobre,
Il 45enne Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex capo di Stato brasiliano, ha ottenuto il 47,06% dei voti, contro il 45,12% del veterano della sinistra Luiz Inacio Lula da Silva, 80 anni, a spoglio quasi concluso. Lo scarto ridotto dimostra che il più grande Paese dell’America Latina resta profondamente polarizzato, tra accuse reciproche di golpe o di brogli.
Se Flavio Bolsonaro dovesse prevalere al secondo turno, il Brasile si unirebbe all’ondata conservatrice che, incoraggiata dal presidente americano Donald Trump, ha già mietuto vittorie nella regione, in Argentina, in Colombia o in Perù.
Domenica sera si è detto «molto soddisfatto» del risultato e fiducioso nella vittoria. Ha ringraziato i suoi elettori per avergli dato «un voto di fiducia per il cambiamento», ritenendo che «il Brasile non ne possa più».
Si presenta come una versione «più moderata» di suo padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, che lo aveva designato candidato dopo essere stato condannato a 27 anni di carcere per un tentativo di colpo di Stato contro Lula nel 2022. A quasi 81 anni, lo storico leader della sinistra punta a un quarto mandato non consecutivo. Durante la campagna ha sventolato la bandiera della sovranità e ha invitato il suo omologo statunitense a non «immischiarsi» nelle elezioni brasiliane.
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Bolsonaro jr. ha mantenuto il sangue freddo anche dopo la notizia di essere indagato per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento di un film in onore del padre, malato di cancro, che l’anno passato era stato arrestato dalla polizia a Brasilia mentre ancora era ai domiciliari. La Corte Suprema brasiliana, guidata dall’acerrimo nemico dei Bolsonaro giudice Alexandre de Moraes, aveva bloccato la richiesta di scarcerazione anticipata di Bolsonaro senior cinque mesi fa.
Il Brasile ha inoltre assistito a una vera e propria ondata conservatrice alle elezioni legislative, in particolare al Senato, dove l’ex first lady Michelle Bolsonaro è stata eletta a larga maggioranza, così come Carlos Bolsonaro, fratello di Flavio. Circa 160 milioni di elettori erano chiamati alle urne. L’astensionismo, in un Paese in cui il voto è obbligatorio, si è attestato al 21%, praticamente lo stesso dato del 2022.
Come riportato da Renovatio 21, il fratello Eduardo Bolsonaro, già deputato, tre mesi fa è stato condannato, sempre dalla Corte Suprema di De Moraes, a quattro anni di carcere per aver esercitato pressioni su autorità straniere – ovvero il governo degli Stati Uniti – al fine di ottenere sanzioni contro le istituzioni brasiliane, in particolare la magistratura e alcuni esponenti della Procura Generale.
La Corte federale suprema del Brasile aveva ampliato le restrizioni nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, arrivando a vietare ora la diffusione delle sue interviste sulle piattaforme dei social media. Gli USA erano scesi ora in campo direttamente contro De Moraes, revocandogli il visto per il Paese, una mossa inaspettata ed inedita da parte della segreteria di Stato USA guidata da Marco Rubio.
A luglio 2025 il presidente statunitense Donald Trump – che durante il suo primo mandato aveva coltivato stretti legami con Bolsonaro – aveva definito la persecuzione dell’ex alleato da parte del governo Lula una «caccia alle streghe», imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti brasiliani. Tuttavia, all’inizio di questo mese Washington ha iniziato a mitigare alcune di quelle tariffe.
Il padre jair Bolsonaro tre anni fa era era stato pure incriminato per falsificazione dello status vaccinale. L’opposizione di Bolsonaro ai vaccini mRNA si manifestò in proteste dirette con il direttore dell’OMS Tedros Ghebreyesus e con commenti subitanei che descrivevano l’impunità programmatica dei produttori di vaccini anti-COVID anche qualora i sieri possano «trasformarti in una donna barbuta, o in un alligatore jacaré».
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Immagine di Agência Senado via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Assassina nel braccio della morte sopravvive a una doppia iniezione letale: nuova eroina delle donne ripaganizzate?
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🚨 JUST IN: President Trump speaks out on the FAILED execution of Christa Pike in Tennessee last night
“That was an execution where the medication didn’t exactly work. It shouldn’t be very difficult!” We need to make this MUCH EASIER and just DISPATCH THE FIRING SQUAD! Come… pic.twitter.com/HbG95GO8HH — Nick Sortor (@nicksortor) October 1, 2026
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