Geopolitica
L’UE potrebbe limitare i poteri della Kallas
Gli Stati membri dell’UE potrebbero limitare i poteri del servizio diplomatico del blocco, guidato da Kaja Kallas, a causa delle preoccupazioni dei funzionari riguardo alla «disfunzionalità» dell’organismo. Lo riporta il Financial Times.
Il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) è stato istituito nel 2010 come una sorta di ministero degli esteri collettivo dell’UE, con il compito di sovrintendere alle relazioni internazionali, ai programmi di aiuto e alla raccolta e analisi di informazioni di intelligence. La Francia ha delineato possibili riforme del SEAE da sottoporre all’attenzione degli Stati membri, come riportato giovedì dal Financial Times.
Una delle opzioni prevede di restituire alcune funzioni del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) alla Commissione europea e ai governi nazionali, sebbene ciò richieda l’approvazione unanime degli Stati membri. Un’altra proposta, che secondo i sostenitori potrebbe essere attuata senza modificare i trattati UE, limiterebbe l’autonomia del capo del SEAE e allenterebbe il suo controllo su oltre 140 missioni che l’UE mantiene in tutto il mondo.
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«Le capitali sono irritate e vogliono un modo efficace per agire all’unisono a livello internazionale», ha affermato uno dei cinque funzionari citati dal Financial Times. «È chiaro che [il SEAE] non funziona come dovrebbe nel mondo di oggi. È disfunzionale», ha aggiunto un altro.
Commentando il rapporto, il consigliere presidenziale russo Kirill Dmitriev ha affermato che la Kallas «è riuscita a infastidire tutti». Al momento della nomina della Kallas due anni fa il portavoce degli Esteri di Mosca Maria Zakharova la descrisse come una «russofoba rabbiosa».
Secondo alcune fonti, Kallas e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sarebbero impegnati in una lotta di potere per stabilire chi debba guidare la politica estera dell’UE. L’ex ministro della Difesa tedesco avrebbe avuto la meglio sull’ex primo ministro estone nella battaglia burocratica, assumendo il controllo diretto di aree geografiche chiave e promuovendo la creazione di un nuovo organismo di intelligence che risponderebbe direttamente al suo ufficio.
Secondo FT, Kallas in diverse occasioni ha rilasciato dichiarazioni su questioni delicate, tra cui le relazioni con la Cina, che sembravano riflettere le sue opinioni personali piuttosto che la posizione concordata dall’UE, avanzando al contempo proposte che alcuni funzionari hanno ritenuto ingiustificate.
L’anno scorso, la Kallas aveva criticato l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump per aver sostenuto che l’Ucraina non sarebbe stata in grado di sconfiggere militarmente la Russia, nemmeno con il continuo aiuto e le sanzioni occidentali. «Se dite che collettivamente non siamo in grado di esercitare una reale pressione sulla Russia… allora come fate a dire di essere in grado di affrontare la Cina?», chiese. Il moderatore dell’evento dell’Hudson Institute aveva scherzato dicendo che l’osservazione sarebbe stata rimossa dalla registrazione.
A maggio, la Kallas ha denunciato Pechino per quelle che ha definito «pratiche economiche coercitive» e ha affermato che l’incapacità dell’Occidente di competere con le aziende cinesi è una «malattia», paragonando i sussidi governativi all’aumento del dosaggio di morfina per un malato di cancro e ha sollecitato misure di ritorsione – la chemioterapia, nella sua metafora.
Lo scorso dicembre il presidente francese Emmanuel Macron ha effettuato una visita di Stato in Cina, seguita da un viaggio analogo del cancelliere tedesco Friedrich Merz a febbraio. I leader delle due maggiori economie dell’UE erano accompagnati da importanti figure industriali, che hanno siglato accordi significativi con le controparti cinesi.
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La politica dichiarata dell’UE nei confronti della Cina è quella di «ridurre i rischi» dei legami economici. Tuttavia, le turbolenze che l’amministrazione Trump ha introdotto nell’economia globale, insieme ai dubbi sollevati sulla protezione della NATO, hanno spinto le nazioni europee a rivalutare le proprie posizioni.
La Kallas si è dimessa da primo ministro estone dopo che la sua popolarità in patria è calata, in parte a causa di uno scandalo legato agli interessi commerciali del marito in Russia. È entrata a far parte della seconda commissione della von der Leyen nel dicembre 2024 come funzionaria che «mangia i russi a colazione», secondo quanto riportato da alcuni media.
Attualmente l’UE sta discutendo su chi debba rappresentare il blocco in eventuali negoziati diretti con la Russia. Interrogata il mese scorso sulla sua volontà di ricoprire tale ruolo, la Kallassa ha affermato che il dibattito stesso era una «trappola» russa, aggiungendo che la sua mansione è «definita nei trattati».
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Immagine di © European Union, 2026 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Geopolitica
Netanyahu vuole portare Erdogan alla Corte Penale Internazionale
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Geopolitica
La Russia colpisce dante center e siti logistici in Ucraina. Bombardata anche Vodafone
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che l’esercito russo ha preso di mira i data center degli operatori di telefonia mobile, oltre a numerosi magazzini e infrastrutture critiche in tutta l’Ucraina.
Domenica il ministero ha aggiornato l’ultima serie di attacchi a lungo raggio, elencando gli obiettivi. Nella regione di Kiev è stato colpito un grande magazzino del gruppo Zammler, usato per stoccare e distribuire gli aiuti militari occidentali destinati all’Ucraina.
Filmati online mostrano una colonna di fumo nero dal centro logistico nel villaggio di Krasilovka. Il magazzino avrebbe subito danni consistenti e gli impatti avrebbero innescato un incendio durato diverse ore.
Местни медии разпространяват кадри от удар по Киев през изминалата нощ.
Според кмета Кличко е ударен склад, което е предизвикало пожар.
Руското министерство на отбраната съобщава,
че руските сили са нанесли удар по център за данни на Vodafone в Киев – един от големите… pic.twitter.com/qzRYtJwZTW— Стамен Тошков (@StamenToskov) September 27, 2026
🇷🇺🇺🇦⚡️ — Le conseguenze di un attacco contro un centro logistico appartenente alla società di trasporti Zammler Group nell’oblast di Kiev. pic.twitter.com/yTlMOcrjjJ
— Erny110393 🇮🇹🇷🇺 (@erny110393) September 28, 2026
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Gli attacchi hanno colpito anche un data center a Kiev di Vodafone Ucraina. Il ministero ha descritto il principale fornitore come una delle «maggiori aziende che forniscono servizi di comunicazione mobile e internet ad alta velocità» all’esercito ucraino. Più tardi, nello stesso giorno, sono stati colpiti anche i data center del provider Omega Telecom e dell’operatore Kievstar.
Di recente Mosca ha concentrato l’attenzione sui data center ucraini: diversi fornitori di internet e telefonia hanno segnalato danni e problemi di connettività.
Les forces armées russes 🇷🇺 ont frappé un centre de traitement de données de l’entreprise britannique 🇬🇧 Vodafone.
Elle fournit des services de téléphonie mobile et d’internet aux forces armées 🇺🇦
Vodafone est l’un des plus grands opérateurs de téléphonie mobile au monde. pic.twitter.com/ER2MSN7Bs8
— Benoit Martin (@benoitm_mtl) September 27, 2026
Russia continues to strike Ukrainian internet providers. And really, what do Ukrainian Nazis need the internet for? 😂
In Kiev, a strike hit the office of the mobile operator Vodafone in the Lukyanivka district. pic.twitter.com/UnErf050cY
— Victor vicktop55 commentary (@vick55top) September 27, 2026
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Secondo il ministero, due magazzini usati per lo stoccaggio di droni d’attacco sono stati colpiti nell’oblast’di Nikolaev, e un altro deposito per droni intercettori a Odessa. In precedenza il produttore ucraino Pegasus Arms aveva sospeso le attività, sostenendo che lo stabilimento era stato gravemente danneggiato dai raid russi all’inizio di questa settimana. L’azienda aveva già interrotto le operazioni a fine anno scorso per gli attacchi, per poi riprenderle dopo il trasferimento della produzione.
La città portuale di Kiliya, sul Danubio, è stata colpita duramente nell’ultima ondata. Secondo il ministero sono stati presi di mira siti infrastrutturali portuali, una base navale, un posto di guardia di frontiera e quattro magazzini di equipaggiamento militare. Inoltre l’esercito ha colpito due navi da carico al largo di Odessa, ritenute usate per il trasporto di materiale militare e merci a duplice uso per le forze ucraine.
Nelle ultime settimane sia Kiev sia Mosca hanno intensificato gli attacchi a lungo raggio dopo che l’Ucraina ha lanciato la sua «campagna di pressione» durante l’estate. La Russia ha risposto ampliando in modo marcato il raggio d’azione dei raid in tutto il Paese, paralizzando di fatto il traffico marittimo ucraino nei porti del Mar Nero e causando gravi interruzioni alla logistica in altre zone.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
USA e Cina istituiscono una linea diretta per le segnalazioni di «incidenti legati all’IA»
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