Militaria
Le aziende tecnologiche USA hanno finanziato per anni il programma missilistico della Corea del Nord
Le aziende tecnologiche americane hanno impiegato per anni migliaia di nordcoreani che lavoravano a distanza per raccogliere fondi per il programma di armi del leader Kim Jong-un, ha dichiarato mercoledì l’FBI.
Intervenendo in una conferenza stampa a St. Louis, nel Missouri, l’agente speciale dell’FBI Jay Greenberg ha spiegato che Pyongyang fornisce a questi lavoratori documenti falsi che consentono loro di viaggiare in Paesi tra cui Cina e Russia.
Una volta lì, fanno domanda per lavorare a distanza con aziende americane, utilizzando software VPN per convincere i loro datori di lavoro che hanno sede negli Stati Uniti o in paesi terzi, e spesso assumono intermediari in altri Paesi per firmare contratti con i datori di lavoro.
«Questo schema è così diffuso che le aziende devono essere vigili per verificare chi stanno assumendo», ha detto Greenberg. «Come minimo, l’FBI raccomanda ai datori di lavoro di adottare ulteriori misure proattive con i lavoratori IT remoti per rendere più difficile ai malintenzionati nascondere la propria identità».
Greenberg non ha rivelato i nomi di alcuna azienda che ha assunto questi lavoratori a distanza, ma ha affermato che qualsiasi azienda che assume personale IT freelance «molto probabilmente» aveva qualcuno coinvolto nella truffa sul suo libro paga.
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Lo schema è operativo almeno dal 2019, hanno avvertito il Dipartimento di Stato americano, il Dipartimento di Giustizia e l’FBI in un rapporto pubblicato lo scorso anno, riporta RT. In settimana, in una dichiarazione separata, il Dipartimento di Giustizia ha annunciato il sequestro di 1,5 milioni di dollari e 17 nomi di dominio come parte di un’indagine sul sistema.
Come riportato da Renovatio 21, ad agosto hacker nordcoreani del gruppo Kimsuky hanno tentato di attaccare una società sudcoreana che fornisce servizi di simulazione al computer per esercitazioni congiunte Corea del Sud-USA e hanno tentato di effettuare un attacco informatico contro infrastrutture militari
Il Gruppo Kimsuky avrebbe attaccato il diffuso sistema di posta elettronica Gmail durante l’estate 2022, rubando dati della posta tramite estensioni del browser, dichiarò la società di cibersicurezza Volexity.
Come riportato da Renovatio 21, la Corea del Sud è entrata con il Giappone nel ramo di difesa cibernetica della NATO, scatenando le ire della Repubblica Popolare Cinese.
Un massiccio attacco cibernetico cinese avrebbe colpito la base americana di Guam, nel Pacifico, quattro mesi fa.
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Immagine generata artificialmente
Militaria
Attacco Houthi all’aeroporto di Riad: almeno 12 morti e oltre 300 feriti
Footage from Terminal 3 of King Khalid Intl. Airport, Riyadh, following an Ansarallah ballistic missile strike. pic.twitter.com/MoaFKmHR7B
— Tabz (@TabzLIVE) October 10, 2026
First video released from the Houthi missile impact site at Terminal 3 of King Khalid International Airport in Riyadh, Saudi Arabia. Debris can be seen scattered on the ground, several people can also be glimpsed lying on the ground amidst the smoke. pic.twitter.com/E0p3whcE24
— MoloMonitor 🇮🇹 (@MoloWarMonitor) October 10, 2026
Videos shared with us show that around two hours ago, the fire alarm went off at King Khalid International Airport in Riyadh. Blood can also be seen on the ground, along with a large emergency response at the scene. pic.twitter.com/ur6KM0Kpqn
— Faytuks Network (@FaytuksNetwork) October 10, 2026
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Militaria
L’esercito USA trasmetterà in diretta streaming un’esecuzione tramite fucilazione
Il segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ha annunciato l’intenzione di trasmettere in diretta streaming l’esecuzione di un ex psichiatra dell’esercito americano, condannato per aver ucciso 13 persone in una base militare in Texas, sostenendo che gli americani debbano vedere le conseguenze di crimini di questo tipo.
Nidal Malik Hasan, ex maggiore dell’esercito condannato a morte per la sparatoria del 2009 a Fort Hood, dovrebbe essere giustiziato da un plotone d’esecuzione militare il 3 dicembre. Sarebbe la prima esecuzione effettuata dalle forze armate statunitensi in oltre sessant’anni e la prima a opera di un plotone d’esecuzione dell’esercito dalla Seconda guerra mondiale.
Parlando giovedì con il commentatore conservatore Jack Posobiec, Hegseth ha difeso la scelta di giustiziare Hasan nello stesso luogo della strage.
Posobiec: Has Nidal Hasan made any final request?
Hegseth: Don’t care. pic.twitter.com/xItPk45NvR
— Clash Report (@clashreport) October 8, 2026
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«Sarà giustiziato da un plotone d’esecuzione composto da soldati, come è giusto che sia, e ci assicureremo che la gente possa assistere all’esecuzione, che sia pubblica, perché le persone devono capire che questo tipo di azioni comportano gravi conseguenze», ha dichiarato Hegseth.
Il dipartimento della Guerra ha poi confermato che l’esecuzione sarebbe stata trasmessa in diretta streaming per la visione pubblica e che altri dettagli sarebbero arrivati in seguito, secondo il Washington Post e l’Associated Press.
Lo Hasan, musulmano nato negli Stati Uniti ed ex psichiatra dell’esercito, aprì il fuoco il 5 novembre 2009 in un centro di elaborazione dati militare a Fort Hood, uccidendo 13 persone e ferendone altre 32. Secondo quanto riferito, durante l’attacco avrebbe gridato il classico «Allahu akbar».
L’attentatore aveva in precedenza scambiato email con il religioso islamico radicale Anwar al-Awlaki, poi ucciso in un attacco di droni statunitensi in Yemen. Davanti alla corte marziale Hasan ha ammesso la responsabilità del massacro, dicendo di aver agito per proteggere i correligionari musulmani dalle operazioni militari americane in Afghanistan.
Nel 2013 è stato condannato per omicidio premeditato e tentato omicidio e gli è stata inflitta la pena di morte. Nel marzo 2025 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di riesaminare la condanna, aprendo la strada all’approvazione dell’esecuzione da parte del presidente Donald Trump all’inizio di questo mese, su raccomandazione di Hegseth.
L’esecuzione è prevista per le 13:00 del 3 dicembre, all’incirca alla stessa ora dell’attentato. Hasan potrebbe ancora tentare di ritardarla con un ricorso separato davanti a un tribunale federale civile.
L’ultima esecuzione militare statunitense risale al 1961, quando un soldato semplice dell’esercito fu impiccato dopo la condanna per stupro e tentato omicidio di una bambina di 11 anni.
La pena capitale per fucilazione resta legale in cinque Stati americani — Idaho, Mississippi, Oklahoma, Carolina del Sud e Utah — tuttavia il metodo è usato di rado.
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Come riportato da Renovatio 21, il dipartimento di Giustizia USA cinque mesi fa aveva comunicato che il Paese ripristinerà l’uso della fucilazione, della sedia elettrica e dell’asfissia gassosa per giustiziare i criminali condannati per i reati federali più gravi.
Lo stesso presidente Trump, interrogato sul caso dell’esecuzione fallita dell’assassina Christa Pike ha detto apertis verbis che sarebbe d’uopo reintrodurre i plotoni di esecuzione.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa lo Stato americano dell’Alabama ha giustiziato un condannato a morte utilizzando l’azoto gassoso, segnando il secondo utilizzo di questo controverso metodo, che alcuni critici hanno definito equivalente alla tortura. Durante l’esecuzione del condannato a morte, i testimoni dissero di averlo visto tremare e contorcersi sulla barella per minuti prima di morire.
Le esecuzioni pubbliche sono molto più rare nella storia americana moderna. L’ultima esecuzione pubblica ampiamente riconosciuta negli Stati Uniti avvenne nel Kentucky nel 1936, quando un assassino condannato fu impiccato davanti a migliaia di spettatori.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
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